Qualcuno ha un negro-musulmano-transessuale-handicappato a portata di mano?

February 2nd, 2018 by mattia | Filed under ignoranza, perle giornalistiche.

Riassunto: Liberi e Uguali fa una conferenza stampa per presentare le candidature nella circoscrizione estero. Una giornalista canadese, tale Megan Williams, protesta perché a presentarle ci sono solo uomini: Massimo D’Alema, Erasmo Palazzotto e Claudio Bernabucci. Dopodiché, siccome non gradisce le risposte, prende e se ne va.

Se fossi il suo editore la licenzierei in tronco, oppure la manderei a seguire il saggio di fine anno della scuola di ballo latino-americano di Pescarenico. Ma probabilmente farebbe danni anche lì.

La cosa interessante è che la tizia probabilmente pensa pure di aver fatto una cosa "eroica". E invece ha fatto una cazzata. Una cazzata su due livelli.

Il primo: il tuo lavoro di giornalista è quello di raccontare i fatti. Se vai a una conferenza stampa devi fare domande e annotare le risposte. Se le risposte non ti garbano poi magari le criticherai nell'articolo, ma non è che te ne vai. Il tuo lavoro è stare lì ad ascoltare anche ciò che non ti piace, non è scappare via come un bambino capriccioso perché il politico non dice quello che vuoi tu.
Seconto voi Oriana Fallaci doveva scappare turandosi le orecchie ogni volta che Khomeini o Gheddafi dicevano una idiozia? Non avrebbe iniziato nemmeno a scrivere una riga delle sue interviste. Se domani ti porto magicamente da al-Zawahiri tu che fai? Non lo intervisti perché dice cose che non ti garbano?
Scusate, devo spiegare che il lavoro dei giornalisti è raccontare i fatti, anche quando non piacciono loro? E poi domani devo spiegare, che ne so, che il lavoro di un insegnante è insegnare? Che il lavoro di un cuoco è cucinare?

Secondo livello: pretendere che a una conferenza stampa ci sia almeno una donna è una idiozia. Non solo perché a una conferenza stampa tu vai per ascoltare quello che ti dicono - non sei tu a decidere chi parla - ma perché di una conferenza stampa interessa ciò che viene detto. Se le stesse cose le avesse dette la de petris sarebbe cambiato qualcosa? No. Sempre le stesse idiozie sarebbero state.
Non c'era nemmeno una donna? Ok, e quindi? Non c'era nemmeno un ghei, non c'era neanche un transessuale, non c'era nemmeno un negro, non c'era nemmeno un musulmano, non c'era nemmeno un handicappato... Dobbiamo scandalizzarci per l'assenza di tutte queste categorie?
Un giornalista nero se ne sarebbe dovuto andare perché non c'era nemmeno un negro alla conferenza stampa?

C'erano tre persone a quel tavolo: per dare rappresentanza a tutti avrebbero dovuto trovare un musulmano-transessuale-handicappato, una donna-lesbica-ebrea e un pansessuale-rom-sudtirolese.
O forse la "giornalista" pensa che solo le donne debbano avere una rappresentanza obbligatoria?

Mettiamo un punto fermo: anche se ci fossero stati anche 50 uomini, senza nemmeno una donna, alla conferenza stampa non sarebbe stato un problema. Perché l'importante è ciò che dice una persona, non se possiede un pene o una vagina. Se 50 uomini hanno qualcosa di interessante da dire va bene, se 50 donne hanno qualcosa di interessante da dire va bene uguale.
Detto questo protestare quando i conferenzieri sono tre è ridicolo. Matematicamente parlando.

Perché forse alla giornalista sfugge che le persone sono discrete. Se hai tre conferenzieri e due generi hai solo quattro combinazioni

A) 3 uomini
B) 2 uomini e 1 donna
C) 1 uomo e 2 donne
D) 3 donne

Non ci sono altre alternative. In quella conferenza stampa è capitata una combinazione su quattro, non una su mille. Se non capisce nemmeno questo concetto è meglio che non scriva nemmeno del saggio di fine anno della scuola di latino-americano.

Voi potrete dirmi: Mattia, perché te la prendi?
Perché ormai questi atteggiamenti vengono considerati normali. Davanti a una giornalista che fa queste contestazioni assurde un conferenziere avrebbe dovuto spiegarle questi concetti base che ho illustrato qui sopra. Avrebbe dovuto dirle che stava dicendo idiozie.
Invece no, le dicono che ha ragione, le dicono che non parteciperanno più a presentazioni politiche solo con uomini (che poi, il tizio è talmente sveglio da non rendersi conto che - essendo uomo - non potrà più fare una conferenza stampa da solo...)

Si parte da qua e si arriva a quelle situazioni assurde di università americane che assumono ricercatori e professori con il manuale Cencelli del politicamente corretto. Così che se trovano un un ricercatore negro-musulmano-transessuale-handicappato hanno fatto bingo perché con una sola persona coprono quattro minoranze e poi quando assumono gli altri possono pensare ad assumere chi è più competente, fregandosene delle quote.
Io non voglio questo mondo. Io non voglio un mondo in cui la gente si senta autorizzata a rompermi le scatole perché nel mio dipartimento non c'è un solo professore o dottorando di sesso femminile. Io non voglio un mondo in cui non solo è considerato normale anziché assurdo, ma addirittura influenza le scelte di chi devo assumere se un giorno divento direttore di dipartimento.
Fermiamoci finché siamo in tempo.

51 Responses to “Qualcuno ha un negro-musulmano-transessuale-handicappato a portata di mano?”

  1. mattia says:

    un po’ come UK che per tutti è il Regno Unito ma per chi legge materiale ceco sta per Univerzita Karlova

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