Archive for the ‘bufale’ Category

La Binetti si sbufala da sola sull’osteopatia

December 23rd, 2017 by mattia | 1 Comment | Filed in bufale, ignoranza, politica
L'altro giorno mi hanno chiesto: ma chi te lo fa fare con questa storia di W la Fisica?

Poi vedi questo tuitt della Binetti e capisci come mi sento:



Potremmo star qui a parlare a lungo dell'assurdità di questo riconoscimento dell'osteopatia come professione sanitaria, considerando che non ha basi scientifiche.
Ma non è di questo che mi voglio occupare. M'interessa di più il tuitt della Binetti, perché è un tuitt che sprigiona idiozia da ogni bit.

Osteopatia professione sanitaria: ora è il momento di dimostrare il vostro valore terapeutico.

No, cazzo, no. Il momento era prima, non ora. Prima dimostri il valore terapeutico e dopo vieni riconosciuto come professione sanitaria, non l'opposto.

La cosa assurda è che la Binetti ammette candidamente che non c'è dimostrazione di valore terapeutico. Non dobbiamo nemmeno fare la fatica di spiegarlo noi, lo ammette ella stessa. Si sbufala da sola!
Ammette senza alcuna vergogna che l'osteopatia è stata riconosciuta come professione sanitaria senza che ne fosse prima dimostrata l'efficacia terapeutica.

Io davanti a queste cose voglio gridare, voglio urlare e dire che questa gente non è degna di stare in Parlamento.

Betlemme non è in Egitto

December 23rd, 2017 by mattia | 7 Comments | Filed in bufale
Ogni santo Natale la stessa storia. Salta sempre fuori quello che dice che nel presepio c'è una famiglia di profughi in fuga da un dittatore.

L'ho detto mille volte ma lo ripeto: Gesù, Giuseppe e Maria non erano profughi. Il presepio rappresenta la natività di Gesù, e Gesù è nato a Betlemme, non in Egitto, capre.
Betlemme era il paese originario di Giuseppe, quindi se proprio volete era tornato a casa sua. E a Betlemme non ci erano andati per scappare da Erode, ma perché dovevano registrarsi al censimento.

Un po' come un siciliano che si è trasferito a Torino  negli anni '60 e siccome deve fare delle pratiche burocratiche torna in Sicilia per qualche giorno. Lo chiamereste profugo? No, perché non è un profugo.
Tra qualche ora prendo un aereo che mi porta a Lecco per Natale: sono un profugo? No, cazzo, torno a casa mia.

E ancora: Gesù, Giuseppe e Maria finiscono in quella che probabilmente è una stalla non perché sono poveri. Né perché la popolazione locale si opponeva alla loro presenza sul territorio imposta dal prefetto.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

C'era il tutto esaurito negli alberghi. Questo dice il Vangelo. Il resto è fantasia.

Il Vangelo non dice che Giuseppe era un povero profugo e non poteva pagarsi una stanza in albergo: faceva il carpentiere, nulla fa pensare che fosse povero. Poteva andare in albergo e pagarsi la stanza da solo, semplicemente non c'era posto.

Così come non si dice che li hanno rifiutati, hanno sbattuto loro la porta in faccia. Nella stalla non ci sono finiti perché erano forestieri e i betlemiti erano razzisti. Sono finiti nella stalla perché c'era il tutto esaurito negli alberghi.

Il fatto che poi la Giuseppe abbia preso baracca e burattini e sia andato in Egitto non c'entra una beneamata mazza col presepio. Ma proprio nulla. Tra l'altro manco si dice niente del periodo in cui è stato in Egitto. Il Vangelo non ci dice che gli egiziani gli hanno accolti coi forconi gridando "via i betlemiti dall'Egitto" oppure "basta coi 35 sesterzi al giorni per i profughi betlemiti".
Non puoi nemmeno dire dunque "guarda, anche Gesù fu un profugo trattato male il Egitto" perché il Vangelo non dice nulla di tutto questo.

E anche fosse stato così... non c'entra nulla col presepio, visto che il presepio - lo ripeto - è ambientato a Betlemme, non in Egitto.

Ripetere cento volte: Betlemme non è in Egitto.

Potenza dello Spirito Santo

December 22nd, 2017 by mattia | 8 Comments | Filed in bufale
Ogni tanto la gente mi chiede perché ce l'ho con le auto elettriche. Non capendo che non ce l'ho con le auto elettriche (figuratevi, tutto grasso per cola per la categoria degli ingegneri elettrici). Io ce l'ho con gli idioti che le promuovono.

Perché allo stato attuale non si vede alternativa all'orizzonte: finiti i carburanti fossili l'unica tecnologia fattibile ora per la mobilità è l'elettrico. Poi si dovrà creare quell'energia elettrica, piccolo problema di cui le fangirl squirtanti di musk non si preoccupano, ma l'auto di per sé sarà elettrica.

Ciò che non capiscono in molti è che per arrivare alla mobilità elettrica (vera, non tre auto in croce) si devono risolvere problemi grossi. Quando vedo la gente liquidare questi problemi con un "ma che ci vuole, basta..." m'incazzo.
Se questo atteggiamento viene da un cazzaro su tuitter amen, se invece è lo Stato che lo fa m'incazzo di più.

Per esempio, oggi Repubblica titola
Svolta nella rete di ricarica dei veicoli elettrici: colonnine in tutte le case

Dal prossimo anno le nuove costruzioni, e le ristrutturazioni importanti, avranno l’obbligo di prevedere punti di ricarica per le auto elettriche come previsto dal decreto legislativo 257/2016



Il riferimento è questo. Dove leggiamo:



Art. 15. Misure per agevolare la realizzazione di punti di ricarica
[Nei nuovi edifici o in quelli ristrutturati deve esserci]...
la predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto [...]





Bufala 1 - Nessuna colonnina

Innanzitutto, non si prevede l'installazione di colonnine di ricarica.
Basta leggere il testo, il decreto prevede la "predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica" delle auto elettriche.
Il che significa che la colonnina non deve essere installata. Deve solo esserci la possibilità di installarla in futuro (possibile installazione).

Traduzione: quando costruisci un condominio nuovo devi fare un impianto elettrico dove si possono installare cavi sufficienti per portare la corrente elettrica alle auto e magari, se la potenza richiesta è tanta, devi predisporre un locale per la cabina di trasformazione.
Ma di per sé, messa così, non devi né tirare i cavi, né mettere le colonnine, né fare la cabina di trasformazione. E ci mancherebbe altro. Ti metti a fare un impianto elettrico che di fatto oggi non userebbe nessuno?

Di fatto la svolta di cui parla repubblica non esiste. Perché se ciò che impone la legge è di fare le tracce per tirare i cavi adeguati allora è una cosa che si può fare in un qualsiasi momento, quando serve. Chiami un elettricista e l'impianto te lo fa ugualmente in garage. A norma.
Il peggio che ti può capitare è che avrai i tubi a vista. Ma è un garage, sai che problemi.
Forse il requisito del locale per la cabina di trasformazione è più importante, ma siamo sempre lì: non ti obbliga a installare un bel niente. Chi si compra l'auto elettrica non si trova in garage un punto di ricarica. Ci saranno solo i tubi per tirare i fili fino al posto auto, e se sono generosi magari ci trovi dentro i fili. Tutto lì.
Poi la "possibile installazione" della colonnina devi renderla reale tu.

 

Bufala 2 - Lo Spirito Santo

Poniamo pure che la legge obblighi a installare davvero le colonnine in ogni garage, le cabine di trasformazione e tutto il resto. Anche per i garage o i posti auto non occupati da auto elettriche (...).
La potenza a quel condominio non ci arriva portata a spalla dallo Spirito Santo.

Ok, tiro i cavi, metto la colonnina... ma se al mio condominio nessuno porta la potenza che mi serve, quando mi serve, sai cosa ci faccio con la colonnina installata nel garage?
Nulla.

Il problema non è mica quello di installare le colonnine nei garage. Quello è l'ultimo dettaglio.
Il problema vero è portare la potenza fino al condominio.

Mi spiego: tu puoi anche dirmi che carichi le auto solo di notte, quando le aziende consumano poco.
Facciamo pure finta che la potenza totale sia la stessa. E facciamo pure finta di essere in grado di generare quella potenza sempre, 24 ore su 24.
Se però la rete di distribuzione porta la potenza al distretto industriale durante il giorno, la potenza è disponibile nel distretto industriale anche di notte. Non è che i cavi si spostano di notte e arrivano al quartiere residenziale.

Poniamo di avere una rete di distribuzione che ti consente di portare 3 MW al distretto industriale e 3 MW al quartiere residenziale. Installi le colonnine nel quartiere residenziale e la sera ti trovi una richiesta di 5 MW nel quartiere residenziale. Magari è vero che nel distretto industriale le aziende la sera sono spente quindi quei 2 MW sono disponibili, ma sono disponibili nel distretto industriale. Per renderli disponibili dove ci sono le case devi creare un nuovo impianto che porti 5 MW e non 3 MW al quartiere residenziale.

E costa, dannazione, costa tanto. Significa che devi rifare la rete di distribuzione per poter avere disponibilità di potenza da più punti diversi.
La colonnina è solo l'ultimo dettaglio di questo sistema, e tendenzialmente il meno problematico. Però è quello a carico dell'utente.
Quale sarebbe la rivoluzione dello Stato? Obbligarti a mettere delle colonnine (che poi non è nemmeno così) senza rifare tutta la rete di distribuzione. Ottimo.
La prossima volta costruiranno dei caselli autostradali a 100 corsie d'uscita connessi a una strada con una sola corsia. Mi sembra logico.






Si cercano caldaie fighe

December 4th, 2017 by mattia | 24 Comments | Filed in bufale
Ieri Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e aspirante presidente della Lombardia ha tuittato questo messaggio


La Pianura Padana, ma soprattutto la , soffocate dal biossido di azoto, un gas inquinante la cui prima causa è il traffico veicolare. L’immagine del satellite è un pugno nello stomaco. Ma non basta l’allarme, dobbiamo agire per cambiare la in Lombardia.

L'immagine riportata nel tuitt è una delle prime create dal satellite Sentinel-5P dell'esa. L'immagine totale, senza tagli, la troviamo qui e rappresenta effettivamente la concentrazione di NO2.
Notiamo in particolare una cosa: non c'è una scala. Se guardiamo in basso a destra infatti c'è solo un'indicazione della scala di colore. Rosso = altro, blue = basso.



Non c'è però nessun numero.
La pianura padana è messa peggio del resto del'Europa? Senza dubbio, l'immagine ci dice questo: è un confronto relativo, ma senza scala non ci dice niente in valore assoluto.

Andiamo allora sul sito dell'ARPA lombarda per vedere come stiamo a NO2:



Tutta la Lombardia è pitturata di verde, che secondo la legenda in basso corrisponde a una concentrazione tra 0 e 100 µg/m^3. Solo poche aree sparute superano i 100 µg/m3 (quelle pitturate in giallo).
Ho sfogliato un po' di giorni passati e la situazione è sempre così: la Lombardia è quasi sempre coperta dal verde.

Secondo ARPA quindi la concentrazione di NO2 è sufficientemente bassa da essere classificata come non rischiosa. A questo punto uno si domanda se ARPA è troppo permissiva e mette le scale a caso oppure se è Gori che si fa venire i pugni nello stomaco per niente.

I limiti europei dicono che non dobbiamo superare i 200 µg/m^3 misurati su di un'ora per più di 18 volte all'anno, e la media annuale non deve superare il 40 µg/m^3.
Per capirci, questi sono i famosi limiti che sforiamo in allegria per il PM10 (e quando superiamo i 35 giorni all'anno di sforamento i sindaci devono chiudere le città per far finta di fare qualcosa ed evitare le sanzioni).

La scala segnalata dall'ARPA dunque ha una sua logica: si colora di giallo quando supera i 100 µg/m^3 e diventa arancione quando supera il limite (calcolato sull'ora) di 200 µg/m^3.
Sapete quante volte abbiamo superato questo limite in Lombardia nel 2016?

Queste sono le misure orarie di cinque centraline nel Comune di Milano: i 200 µg/m^3 non sono mai stati sforati.



Queste sono invece cinque centraline nei comuni di Como, Lecco, Brescia, Pavia e Mantova, giusto per fare il giro della Lombardia.



Livelli un po' più bassi e anche qui mai sopra i 200 µg/m^3.
Considerate che i limiti (giornalieri) del PM10 invece li sorpassiamo in allegria. Se c'è dunque da preoccuparsi non è certo del NO2.

Le cose vanno un po' peggio per il limite annuale. La media su quelle centraline di Milano è 47 µg/m^3 (un po' sopra il limite di 40) mentre nelle altre cinque città lombarde considerate la media è di 31 µg/m^3, ampiamente sotto il limite.

Quindi no, quell'immagine non è un pugno nello stomaco. Perché ci dice solo che la Lombardia è messa peggio, per quanto riguarda l'NO2 del resto d'Europa, ma se guardiamo i dati in valore assoluto non sono poi così malvagi. I limiti sono superati solo in zone specifiche come Milano e solo sul valore annuale (quell'immagine è una istantanea di qualche giorno fa che nulla ha a che vedere coi valori annuali).

Gori non si è accorto che la scala era in valori relativi e non assoluti e ha interpretato male quei valori. Gli sarebbe bastato andare sul sito dell'ARPA (che dipende proprio dalle regioni) per vedere tutto verde in valori assoluti.

Ma non basta. Dopo aver interpretato male i dati si spinge anche sulle interpretazioni: soffocate dal biossido di azoto, un gas inquinante la cui prima causa è il traffico veicolare.

Già l'avete intuito dai dati di prima, forse, ma per facilitarvi il compito ho calcolato le medie sui tre giorni - così c'è meno rumore - sia per Milano (blue) sia per le altre cinque città lombarde (rosso):



Come notate da fine marzo a fine settembre i valori di NO2 sono decisamente bassi, sui 37 µg/m^3 a Milano e sui 25 µg/m^3 nelle altre città lombarde. Poi arriva l'inverno, si accendono gli impianti di riscaldamento e arrivano i bei picchi che vedete a gennaio e dicembre.

Escludendo che i lombardi usino l'autovettura solo a gennaio e non in aprile si conclude che il problema dei picchi di NO2 è causato dal riscaldamento (il che non stupisce perché stiamo pur sempre parlando di bruciare combustibili fossili).

Ora, se tu mandi su un satellite e misuri la concentrazione di NO2 a dicembre non puoi dire che la prima causa è il traffico veicolare. Non puoi far finta di ignorare che il problema - enorme - da risolvere è quello del riscaldamento.

Capiamoci, sono io il primo a sostenere modelli di mobilità diversi. Non possiedo un'autovettura da anni, mi muovo coi mezzi pubblici sostenendo un sistema come quello praghese (e ceco) dove ci si può muovere coi mezzi pubblici efficienti e a basso prezzo. Sono uno di quelli che quando va in paesi dove gli Stati Uniti Americani dove in alcune aree non c'è nemmeno il trasporto pubblico sbatte la testa contro il muro. Sono uno di quelli che quando vede i prezzi del trasporto pubblico in Giappone (dove costa meno usare un mezzo privato) si sbattezza. Per me il modello ceco andrebbe estero al mondo.
Però qui non possiamo nasconderci dietro un frenulo: cambiamo pure il modello di viabilità, ma non possiamo far finta di non vedere che quei picchi sono d'inverno e sono dovuti al riscaldamento.
Altrimenti facciamo finta di spostare qualche virgola sul trasporto e ignoriamo il problemone di cui pochissimi parlano.

O forse dovremmo produrre sistemi di riscaldamento con il marchio della tesla per far diventare figo anche questo problema.

 

 

 

 

Il marchio d’infamia

November 23rd, 2017 by mattia | 31 Comments | Filed in bufale, ignoranza, politica
Alla fine non ci hanno messo tanto. Sono usciti allo scoperto prima di quanto pensassi. La campagna #bastabufale della boldrinova, assistita dai sui scondinzolanti assistenti, non aveva nulla a che vedere con le bufale.

Le bufale erano solo un pretesto, una scusa per mettersi dalla parte dalla ragione. Il realtà lo scopo era un altro: tappare la bocca agli avversari politici. La pensi diversamente da noi? Ti mettiamo l'etichetta di bufala e ti condanniamo.

Così non devono più discutere, non devono più portare argomenti contro le tue idee, non devono più confrontarsi portando ragionamenti. Tu sei una bufala e hai torto, loro sono antibufala e sono la ragione. Per definizione.

Gli illusi che pensavano fossero motivati da buone intenzioni ora hanno già il materiale per ricredersi e rendersi conto che era solo una mossa politica. Basta leggere questo allucinante pezzo di uno scodinzolante assistente della boldrinovva
La linea editoriale di questa fabbrica di fake news era molto chiara e ben lontana da qualunque pretesa di obiettività giornalistica: per esempio, iNews24.it (quasi 1,5 milioni di follower su Facebook) presentava l’hashtag #noiussoli direttamente nella propria icona su Facebook e pubblicava una pioggia di contenuti razzisti e ideologicamente schierati, come mostrano le schermate raccolte da Buzzfeed.

Sia chiaro, sul fatto che questi tizi facessero titoli acchiappa-click per fare traffico solleticando la pancia del popolino e guadagnare dalle pubblicità non ci piove.
Però guardate bene cose scrive.

1. La linea editoriale di questa fabbrica di fake news era molto chiara e ben lontana da qualunque pretesa di obiettività giornalistica

Contesta una linea editoriale schierata e priva di obiettività.
Secondo questo criterio sarebbero da etichettare come bufale TUTTI i giornali.
Tutti, partendo dai giornali di partito che sono schierati per definizione fino a tutti gli altri giornali che in un modo o nell'altro sono schierati.
È schierata repubblica: gli articoli sullo ius soli - ci arriveremo poi - sono schierati e privi di obiettività giornalistica, per dirne una, ma sono schierati su tutto ciò che ha una connotazione politica e talvolta anche tecnica (il nucleare per esempio).
È schierato il Tempo, è schierato il corriere, è schierata la CNN, è schierata la FOX.
Tutti sono schierati, e tutti sono privi di obiettività giornalistica. Trovatemi un mezzo di comunicazione di massa che è neutrale.
Questa dunque è un'accusa campata in aria. Il problema non è che ci sia una linea editoriale non obiettiva, il problema è che questa linea editoriale è di idee opposte alle tue.

2. per esempio, iNews24.it (quasi 1,5 milioni di follower su Facebook) presentava l’hashtag #noiussoli direttamente nella propria icona su Facebook

E infatti vedete che il problema è questo: sull'icona feisbuc c'è la scritta #noiussoli.
Che è una legittima posizione politica. Non è una bufala, non è una panzana, non è un incitamento all'odio, non è un contenuto razzista. È semplicemente una posizione politica, come cancelliamo la legge fornero oppure aboliamo i vaucer o  sì all'acqua pubblica. Puoi essere favorevole o contrario a queste posizioni politiche, è tuo diritto. Ma non sono bufale. Non puoi etichettarle come illegittime perché tu la pensi diversamente.

3. pubblicava una pioggia di contenuti razzisti e ideologicamente schierati, come mostrano le schermate raccolte da Buzzfeed.

Non si capisce quali siano i contenuti razzisti in quelle schermate, ma osservate ancora il concetto che viene ribadito: contenuti ideologicamente schierati.
Te lo dice chiaramente: non puoi schierarti su di una posizione opposta a quella della boldrinova (come per lo ius soli). Se lo fai arrivano i suoi scodinzolanti assistenti a urlare bufala, bufala, bufala e ti fanno cacciare da feisbuc.
Se non vuoi essere linciato mediaticamente devi per forza essere a favore dello ius soli.

Pensate stia esagerando?
Continuate la lettura dell'articolo accozzaglia di parole:
C’è anche la promozione, da parte di Direttanews.it e de La Luce di Maria, dei nazionalismi di Matteo Salvini.

Promuovi i "nazionalismi di matteo salvini"? Ti mettono il bollino di bufala.
Lo ripeto, potete essere a favore o contro le idee di matteo salvini, ma sono posizioni politiche legittime.
Le vuoi contestare? Tiri fuori argomenti e smonti le sue idee ma non puoi dire che siano posizioni illegittime. Non ti piace il nazionalismo, vuoi che vengano aiutati prima gli immigrati e dopo gli italiani? Va bene, è la tua posizione. Ma se arriva un politico a dire che bisogna aiutare prima gli italiani non gli puoi gridare bufala, bufala, bufala. Perché non è una bufala, è un'idea politica diversa dalla tua.
Perché questo significa giocare sporco, significa vincere perché fai portar fuori l'avversario dal campo e rimani da solo.

Che facciamo, togliamo feisbuc a chiunque inneggia a matteo salvini?

Quando poi ti dicono che non è censura

Poi ovviamente ti dicono che loro non vogliono censurare nessuno. Che il sito è ancora aperto, che sono solo stati cacciati da feisbuc... E ce lo siamo detti mille volte, feisbuc è una società privata e non ha il dovere di fornire il proprio servizio gratuito a nessuno. Sul suo sito fa quello che vuole. Siamo tutti d'accordo.
Però capiamoci bene: qui abbiamo un movimento di persone capitanato dalla terza carica dello Stato che si mette a puntare il dito gridando bufala, bufala, bufala... Ti appiccicano una marchio d'infamia tanto che feisbuc si trova moralmente costretto a chiuderti la pagina perché non vuole passare per un collaboratore degli infami davanti all'opinione pubblica.

Comodo così, loro mica si sporcano le mani con una legge per censurarti. La censura te la fanno fare da feisbuc perché altrimenti sei uno che appoggia gli infami, la censura te la fanno fare da gugol al quale dicono che deve toglierti la pubblicità altrimenti sei uno che finanzia gli infami.
Creano un contesto sociale per cui chi la pensa come loro sono bollati come infami in modo che si faccia il deserto attorno a loro.

Scegliete voi l'organizzazione che di solito utilizza questo metodo con cui fare il paragone.

Oggi li hanno fatti cacciare da feisbuc, domani gli fanno togliere la pubblicità di gugol dal sito e dopodomani chiedono al sito che offre loro l'hosting di vergognarsi ad avere clienti così e gli fanno tirare giù il sito.

E questo perché hanno idee politiche diverse da loro, non per le bufale.

Oh, ma cosa vi serve ancora per capire quello che stanno facendo?

Divergenze parallele

November 14th, 2017 by mattia | 4 Comments | Filed in bufale, politica, repubblica ceca


A tomio okamura (ve lo ricordate, il presidente del partito ceco che ha sfondato alle recenti elezioni) piace farsi vedere mentre fa gli esercizi ginnici.
È così forte che...



... che ha stortato la macchina per gli esercizi.
Stranamente vicino al braccio.

E per fortuna che non si è messo a fare i volteggi alle parallele. Altrimenti sarebbe riuscito a farle convergere.

Di bellezza

November 12th, 2017 by mattia | 56 Comments | Filed in bufale, ignoranza


Avete capito? Adesso quando portate la vostra Tesla a fare il pieno di energia elettrica non inquinate più. Perché la ricarica che ottenete col Supercharger è alimentata dai pannelli solari (che ovviamente vengono cagati giù dall'unicorno magico, non s'inquina mica a produrli)
Evviva!

Il riferimento è a questo articolo.

Il rendering di come apparirà è disponibile qui:



In pratica ci sarà una grande piazza con 40 postazioni di ricarica (secondo la piantina), un'area per il rilassamento e dei pannelli solari che coprono una parte di queste postazioni di ricarica.
Dalle foto che circolano non si capisce se questi pannelli copriranno tutte le postazioni di ricarica o solo quelle centrali, ma facciamo finta pure che vengano coperte tutte.

Ora, quante auto ricarichi con quei pannelli solari?

Facciamo due conti della serva. Una Tesla model S è lunga 5 metri e larga 2 metri. Stiamo larghi, facciamo che un posto di ricarica occupi una superficie di 6 m per 3 m. Non vi basta? Ok, facciamo 6 m per 3,5 m: fanno 21 m².
Vogliamo esagerare? Facciamo 25 m² (2 volte e mezza la superficie dell'auto, eh).

Abbiamo dunque 25 m² di pannelli solari, suppergiù. Che potenza nominale hanno? Un pannello da 100 W occupa circa 0,65 m² (quindi abbiamo 154 W per m²). Un pannello da 250 W occupa 1,62 m², quindi abbiamo ancora 154 W per  m², l'ordine di grandezza è quello.

Nei 25  m² di pannelli che stanno sopra ogni punto di ricarica quindi ci staranno 25  m² * 154 W/ m² = 3850 W di potenza nominale. Arrotondiamo a 4 kW, va', facciamo i generosi.
Quanta energia producono questi 4 kW di pannelli solari?

Siamo a Kettleman City, in California. Il calcolatore solare ci dà come città più vicina Fresno a circa 90 km.
Per un impianto di 4 kW in questa località i risultati dell'energia prodotta sono questi:



Andiamo dai 286 kWh di dicembre ai 657 kWh di agosto.
Che ci facciamo con questa energia?

Tenete presente che una Tesla model 3 ha una batteria da 75 kWh. A dicembre ne carichiamo 4  (in tutto il mese), ad agosto invece ne carichiamo 9, una ogni tre giorni, all'incirca.

Se prima di voi a quel punto di ricarica ha fatto il pieno un altro automobilista dovete aspettare tre giorni per la ricarica. A dicembre dovete aspettare una settimana. Forse è per quello che hanno creato un'area di rilassamento.

Ora, o questi si aspettano di ricevere un cliente ogni tre giorni, oppure quei supercharger sono collegati alla rete, una rete bella forte.
Anche perché a quel punto non avrebbe senso mettere giù 40 punti di ricarica che consentono di caricare un'auto ogni tre giorni. Metti un solo supercharger alimentato (solo quello) da tutti i pannelli solari  e invece di 9 auto al mese ne carica 360, 12 al giorno.

Se hanno installato 40 punti di ricarica anziché uno non è per tenerli lì a far niente gran parte del tempo, ma per usarli. Se però vuoi usarli devi collegarli alla rete, altrimenti carichi un'auto ogni 3 giorni.

In altre parole, quei pannelli sono lì di bellezza. Sono lì per dare ai gonzi l'illusione di caricare l'auto con energia prodotta dai pannelli solari. In realtà gran parte dell'energia che uscirà da quei supercharger sarà ancora quella della rete.

Quindi no, la ricarica di quei supercharge non è a pannelli solari, ma dalla rete.

Criticoni? No, triste realtà.

Piesse: per quelli che diranno "ma no, non intendeva dire quello" guardate questo altro tuitt



questo è davvero convinto che la ricarica che fai a quei supercharger sia solare!

 

Davvero esistono “doppi standard” per i prodotti venduti nell’Europa del centro-Est?

November 2nd, 2017 by mattia | 17 Comments | Filed in bufale, politica, repubblica ceca
Da qualche tempo alcuni paesi del centro-Est Europa hanno iniziato una campagna contro la "doppia qualità" dei prodotti che vengono commerciati da queste parti. Dicono che le multinazionali vendono la roba buona in Germania e Austria mentre vendono la merda in Rep. Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria.

La cosa è arrivata fino a livelli governativi, tanto che il Ministero ceco per l'agricoltura ha mobilitato le istituzioni europee dicendo che i cechi sono stanchi di essere considerati il "cestino della spazzatura" dell'Europa.

Il fatto che sia un'idea mandata in giro dalle istituzioni sta dando a questa teoria un'aura di veridicità. Tanto che ormai la si considera un dato di fatto. Ma è proprio vera?

Attiviamo le antenne antibufala: ce la racconta un politico ceco, uno cioè che ha tutto l'interesse a fare la vittima  e a scatenare il suo popolo contro "l'Europa dei ricchi". Dovete considerare che i cechi hanno l'invidia del pene rispetto ai tedeschi, sono convinti che in Germania tutto funzioni alla perfezione e che qui sia la merda. Chiamarli vittimisti è ancora poco. Non stupisce dunque che un politico ceco abbia interesse a grattare il pancino di questi vittimisti pestando i pugni in Europa per pretendere norme affinché le aziende commercino cibo della stessa qualità.

Andiamo quindi a verificare la fonte. Sul ministero dell'agricoltura ceco viene pubblicato questo documento che sarebbe alla base di tutto il can can che è stato sollevato. Queste sarebbero le famose "prove".
C'è un documento ppt (sic) con pochi dati (spero che sia solo una presentazione per la stampa e che da qualche altra parte nel mondo esista un documento scientifico scritto come Dio comanda).
Ma anche su questi pochi dati possiamo fare delle riflessioni interessanti.

[Ah, tra l'altro lo studio è costato mezzo milione di corone. Andare a comprare la pizza a Dresda costa tanto evidentemente.]

1. Differenze di quantità ridicole.

Alla diapositiva 16 si confrontano due pizze, una comprata in Rep. Ceca e una in Austria. Quella ceca ha una massa di 330 g e quella Austriaca 335 g. Oddio, ci stanno truffando! Vergoniiaaaa!!!11!! Ci vendono la merda.

Seriamente?

2. Differenze di quantità non ridicole

Altre volte le differenze di quantità non sono ridicole. Il detersivo liquidi è in confezioni da 930 ml anziché 990 ml. I preparati per caffè istantaneo sono da 15,2 g anziché 18 g, i formaggini sono da 100 g anziché 120 g.
E quindi? Ci stanno truffando?

No, banalmente ci vendono prodotti in diversi formati.
Se la confezione dice che il formaggino è da 120 g ma all'interno ci trovi un formaggino da 100 g allora non fai lo scandalizzato su internet, vai alla procura della Repubblica e li denunci per truffa. Se invece sulla scatola c'è scritto 100 g non puoi contestargli niente.

I formati dei prodotti cambiano da paese a paese per diversi motivi di natura commerciale. Ad esempio, in Giappone vendono le birre Asahi in lattine da 135 ml (sul serio). In Europa le Asahi (ma anche le altre birre) col cazzo che le trovi in lattine da 135 ml. Significa che Asahi considera il Giappone il "cestino della spazzatura" del mondo? No. Significa solo che per ragioni commerciali ha senso vendere lattine così piccole mentre in Europa non avrebbe senso.

Un'azienda che commercia formaggini fa i suoi studi di mercato e decide come comportarsi. Un formaggino da 120 g costerebbe il 20% di uno da 100 g, quindi scoraggerebbe l'acquisto da parte di tanti consumatori taccagni. Un formaggino da 70 grammi costerebbe ancora meno ma sarebbe troppo piccolo quindi la gente non lo comprerebbe se tutti gli altri sul bancone sono tra 90 e 100 g.
Fatti due conti la pezzatura da 100 g risulta quella che garantisce le maggiori vendite perché la quantità è sufficientemente alta da soddisfare il cliente ma non troppo alta da farlo diventare troppo costoso e quindi scoraggiare l'acquisto.

Queste considerazioni si fanno da paese a paese. Magari in Germania il punto di equilibrio è 120 g perché i consumatori tedeschi non sono così taccagni come quelli cechi, o forse perché mangiano di più.
Ma non c'è alcuna truffa. È solo una politica commerciale diversa. Del tutto legittima.

3. I prodotti migliori

Ci sono alcuni prodotti che di contro sono migliori.
Ad esempio, i preparati per caffè in polvere. In Rep. Ceca hanno 73,4 mg di caffeina, in Germania solo 50 mg per bustina. Magari sono scemo io, ma se bevo un caffè voglio caffeina. Quindi se c'è più caffeina è meglio.
Se non voglio la caffeina allora mi bevo l'acqua minerale.

Nel Nesquik ceco le vitamine C e D3 sono quasi il doppio di quelle contenute nel Nesquik tedesco, mentre la vitamina B9 è meno della metà.
Sentite forse i tedeschi rompere il cazzo perché in 100 g di nequik ceco ci sono 181 mg di vitamina C mentre nel nesquik tedesco solo 88,5 mg?

4. I prodotti diversi

Curioso è il caso della carne in scatola. In Germania contiene carne di maiale mentre in Rep. Ceca contiene pollame separata meccanicamente.
Ora, non so voi, ma tra il maiale e il pollame da punto di vista nutritivo io preferisco il secondo. Poi vabbe', ai cechi piace il maiale, sta bene, ma il pollame è sicuramente una carne più magra. Possiamo discutere sul fatto che sia meno pregiata perché è quella separata meccanicamente e non il petto di prima scelta. Ma io tra maiale e pollo continuo a scegliere il secondo. Preferite il maiale? Ok.
Alla fine si tratta di avere prodotti diversi. Una scatola di carne di maiale contro una scatola di carne di pollame. Che senso ha confrontarli?
Solo perché sono commercializzati dalla stessa azienda? Ah, ok, quindi un'azienda non può decidere di vendere prodotti diversi in paesi diversi?

Tra l'altro, l'etichetta stessa è diversa, la foto (che poi comunque è sempre "illustrativa") è diversa sulle due confezioni. Stai confrontando prodotti diversi. E ti stupisci che sono diversi? Ciumbia.

5. Differenze ininfluenti.

Dichiarano che la Nutella in Germania ha il 10% in più di proteine rispetto a quella ceca.

Allora sono andato al supermercato, ho controllato la Nutella che vendono sotto casa mia a Praga e contiene 6,3 g di proteine per 100 g di prodotto.


Poi mi sono fatto mandare l'etichetta della Nutella (grazie Tommaso) che si vende in italia e ci sono anche lì 6,3 g di proteine per 100 g di prodotto (anche tutti gli altri parametri sono uguali, in Rep. Ceca cioè vendono la stessa Nutella che si vende in italia):



Cari consumatori italiani, mobilitate i vostri politici perché protestino in Europa! La Nutella italiana ha meno proteine di quella tedesca!
No, aspetta, ma in italia non si mangia il miglior cibo del mondo?

Dopodiché, siete sicuri che questa differenza sia veramente importante?
Se volete assumere proteine mangiate la Nutella?
Io faccio il pieno di proteine con un petto di pollo, non con la Nutella. La Nutella al massimo è uno sfizio, ma non qualcosa che assumo per soddisfare il mio fabbisogno nutrizionale.

In 15 g di Nutella (che è "una porzione") ci sono 0,94 g di proteine. Tenete presente che il corpo umano ha bisogno di 1 - 1,5 g di proteine per kg di massa corporea a seconda dell'attività fisica (per cortesia niente fleim). Quindi una persona di 80 kg necessita di 80 g - 120 g di proteine al giorno. Se a colazione mangia la Nutella ceca assume 0,94 g di proteine, se mangia la Nutella tedesca ne assume 1,04 g. Stiamo parlando del NULLA.
La differenza tra Nutella ceca e tedesca è lo 0,1% di quante proteine dobbiamo assumere al giorno.

I politici potranno sbandierare la frase ad effetto "la Nutella tedesca ha ben il 10% di proteine in più" ma a conti fatti è un dettaglio del tutto trascurabile.
Se nella vostra dieta dovete aumentare le proteine non le assumete con la Nutella.

6. Differenze che... per fortuna.

Una delle contestazioni è che negli M&Ms cechi usano l'olio di palma mentre in quelli tedeschi il burro di cacao.
Perché questo? Perché qui l'isteria dell'avversione all'olio di palma non è ancora arrivata.
Iniziano a comparire in questi ultimi anni alcuni prodotti che indicano in confezione "senza olio di palma", se ne parla qua e là, ma per adesso rimane una fissazione di pochi, niente di paragonabile all'isteria che c'è in paesi come l'italia. Non so in Germania, forse anche lì sono fissati (tedescofoni in ascolto, com'è lì la situazione?)

Fatto sta che non essendoci questa isteria contro l'olio di palma qui lo si usa.
Significa che si vende la merda quindi? No, perché l'olio di palma può essere contestato a livello etico per gli effetti che la sua coltivazione può avere. Ma a livello di salute non dà alcun problema. La composizione dell'olio di palma è molto simile a quella del burro di cacao (e infatti possono essere usati come alternative). La storia per cui l'olio di palma sia ai limiti della velenosità è stata inventata per boicottare l'olio di palma. Perché se dici che ha un forte impatto ambientale non ti segue nessuno. Se invece dici che stai imbottendo di merda i tuoi figli quando gli dài la merendina ti ascoltano tutti perché ci tengono ai loro figli (mica che gli dànno una mela al posto della merendina, gli dànno la merendina... ma senza olio di palma!)
Qui non siamo ancora arrivati a quel livello d'isteria collettiva contro l'olio di palma? Le aziende possono usarlo senza perdere i clienti isterici? Io dico solo bene!

In conclusione

Che la Rep. Ceca sia il "cestino della spazzatura" d'Europa è una colossale balla. Nei prodotti che vendono qui non mettono dentro la merda. Vendere prodotti in quantità differenti non significa vendere la merda, vedere pollame anziché maiale non significa vendere la merda (ma prodotti diversi). Alcune differenze evidenziate sono ridicole, talmente non hanno senso (tipo guardare la differenza di 0,1% di fabbisogno giornaliero di proteine nella Nutella che non deve essere la tua fonte di proteine).
In alcuni casi i prodotti sono persino migliori, ma chissà perché non viene sventolato ai quattro venti.
Ovviamente lo studio ha un valore statistico pari a zero: hanno scelto 21 prodotti sulla miriade di prodotti che vengono venduti in un supermercato.

Le differenze, quando ci sono, sono spesso giustificabili da un mercato diverso: hanno voglia i cechi a protestare, ma spesso sono loro la causa dei comportamenti delle aziende.
Se io metto sul commercio un flacone di detersivo da 990 ml la gente non me lo compra perché costa una corona bucata in più di quello da da 930 ml, anche se il prezzo al litro è lo stesso. Con gente così è ovvio che uno fa le confezioni della quantità che massimizza le vendite. Imparino a guardare il prezzo al litro anziché la singola corona bucata sullo scontrino.
Se la gente mi guarda la singola corona è ovvio che io vendo un prodotto anziché un altro.

Se proprio volete dimostrare qualcosa

Volete dimostrare che siete il cestino della spazzatura d'Europa? Smettetela di fare confronti fallaci tra prodotti diversi o guardando le quantità.
Dovete prendere lo stesso prodotto e dimostrare che l'azienda che lo produce lo vende a prezzi diversi ai supermercati cechi e tedeschi. Attenzione, non basta guardare il prezzo finale (che dipende da mille mila altri fattori) ma il prezzo che l'azienda fa alla grande distribuzione.

Se mi dimostri che vendi lo stesso prodottoprezzi diversi in paesi diversi allora sì che c'è una discriminazione.

Quindi per cortesia, smettiamo di dare per buona questa idea dei "doppi standard di qualità". Per ora non c'è alcuna dimostrazione, lo studio del Ministero ceco è una collezione di fallacie (non serve fare nulla si speciale, basta guardarci dentro).