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Riflessioni sonore #13

Perché poi, è inutile girarci attorno: ogni volta che si fa liberare qualcuno all’estero di paga un prezzo. Non necessariamente economico, spesso è politico.
E allora sarebbe anche il caso di evitare di fare le verginelle e far finta che la scarcerazione sia stata ottenuta con le manifestazioni in piazza e con le pastasciuttate di solidarietà. Si è ottenuta pagando un prezzo politico e prima o poi si dovrà affrontare la domanda: è stato giusto pagare quel prezzo?

E sia chiaro, per me è pure un ingiustizia se in iran un povero iraniano viene messo al gabbio perché ha bevuto una bottiglia di liquore, e sono felice se viene rilasciato, ma non è che muovo mari e monti per tirarlo fuori. E a tutti sta bene così perché tutti siamo realisti, chi prima, chi poi. C’è sempre un limite a quello che si può fare nella lotta per dei diritti umani in paesi e con persone che non hanno nulla a che vedere con te.

Il limite qui è stato superato?