La terza ondata (e mezza)

Questa settimana siamo arrivati un po’ in ritardo con la distribuzione del cibo per via della pioggia. Sì, perché quando piove è un problema farti recapitare “qualche” sacco di riso, visto che si inzupperebbero nel tragitto, ammassati nel retro di qualche baracchino semi-aperto.
Alla fine siamo riusciti a fare arrivare il carico di cibo ieri e l’abbiamo distribuito oggi. Per questa distribuzione ci siamo focalizzati sui guidatori di traic. Se vi siete persi qualche puntata: il traic è il tacsi filippino. O meglio, è il tacsi delle città povere.
A Manila ci sono i tacsi normali, con le autovetture, ma appena esci dalla città non ci sono più visto che nessuno potrebbe permetterseli. Per spostarti senza prendere l’autobus o il gipni devi prendere il traic.
Con 10 o 20 peso a cranio ti porta un po’ ovunque.

Guidare il traic è un classico mestiere da poveri. Poi vabbe’, ci sono anche qui diversi livelli. Ci sono quelli che guidano il traic basato sulla motocicletta e fanno una vita di merda in mezzo al traffico e al Sole cocente dove ci rimetti un polmone per l’inquinamento (se non muori prima spetasciato tra altri due veicoli) ma almeno la forza motrice è quella della motocicletta. Poi ci sono i guidatori di traic basati su bicicletta che oltre a fare una vita di merda nel traffico devono pure far girare le gambe. Infatti li guardi e vedi cinquantenni consumati che sembrano ottantenni e che ancora pedalano per portare a casa la cena.

La quarantena à colpito queste persone in modo particolare perché essendo vietato circolare questi ànno visto i loro già magri incassi andare a zero. Adesso piano piano si sta riaprendo anche lì, ma il governo à imposto ai guidatori di traic di portare un solo passeggero per mantenere il distanziamento sociale.
Un passeggero per traic è una cosa che normalmente non fanno mai neanche in tempi normali perché non gli conviene. Il traic di solito viaggia sovraccarico, quando finisce lo spazio nel baracchino dei passeggeri si salta in sella alla moto dietro l’autista. Avete presente quei giochi scemi degli anni ’80 in cui la gente cercava di entrare in dodici in una cabina telefonica per entrare nel ghinnes dei primati?
Ecco, nelle Filippine lo fanno tutti i giorni per entrare in un traic. Ne fermi un per strada e ci fai salire sopra tutta la famiglia (quindi nelle Filippine almeno sei persone). Siccome si paga a persona questi ti fanno caricare chiunque, non ti fanno salire sul tetto ma quasi.In tempi di distanziamento sociale non è proprio l’ideale quindi il governo à posto la limitazione sui passeggeri.
È ovvio che portare solo una persona non li fa nemmeno rientrare dei soldi della benzina. Quindi in teoria ora possono tornare a lavorare ma possono farlo solo per chi può permettersi di pagare la tariffa doppia o tripla per viaggiare da solo. Il risultato è che anche se teoricamente possono lavorare ancora arrivano a fine giornata ancora senza portare a casa di che mangiare.

Questa settimana dunque ci siamo concentrati su queste famiglie in difficoltà. In aggiunta abbia abbiamo aiutato altre famiglie in un altro villaggio con un’altra distribuzione giovedì scorso a famiglie povere a Cavite (poco distante) che ci sono state segnalate (per questo ò titolato terza ondata… e mezza, questa è la mezza).
In totale siamo arrivati a raccogliere 2062,77 euro ossia 114.256 peso. Fino ad ora abbiamo speso 70.638 peso. Qui sotto c’è la contabilità. Abbiamo in cassa quindi ancora 43.618 peso coi quali gestiremo le prossime due settimane, nella speranza che nel frattempo anche lì si ritorni a vivere.
Grazie, come al solito, a tutti quelli che ànno contribuito.

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