La vera ingiustizia

La contrapposizione principale in questi casi non è nemmeno tra italiani e clandestini. Altrimenti entri nel vortice del:
– con tutti gli italiani disoccupati regolarizzano i clandestini;
– gli stranieri fanno lavori che gli italiani non vogliono fare;
– gli italiani farebbero quei lavori se fossero pagati dignitosamente
;
– fascista!!1! (lo so, non c’entra un cazzo, ma quando non sanno cosa dire finisce così)
e non ne esci più.

La principale contrapposizione è tra stranieri che sono arrivati illegalmente e violando le leggi sull’immigrazione da una parte e stranieri che invece ànno rispettato le leggi sull’immigrazione dall’altra. Quelle leggi per cui tu chiedi il visto, lo Stato ti dice di no e tu non parti. Non è che parti ugualmente fregandotene di quel no.

Per ogni straniero clandestino che viene regolarizzato c’è uno straniero che à rispettato le leggi sull’immigrazione, non è partito senza visto e ora è a casa sua a mangiarsi le mani perché il posto l’ànno dato a quello che invece è entrato clandestinamente.

Regolarizzare un clandestino è un osceno gesto di ingiustizia sociale verso altri stranieri onesti che rispettano le leggi sull’immigrazione. È un’ingiustizia verso il povero debole che non à le forze, il coraggio o la sfrontatezza di violare le leggi sull’immigrazione.

Capisco i politici che devono tradurre in voti i loro atti e le loro dichiarazioni, è ovvio che semplifichino, che indirizzino il bersaglio dalla parte sbagliata, che creino false contrapposizioni (regolarizzazioni vs. mafia). È il loro lavoro.
Ma voi che non ne portate a casa niente, come fate a non ragionare? Come fate a non vedere dov’è la vera ingiustizia? La vostra visione del mondo si limita allo specchio di terra tra Lampedusa e Vipiteno? Non riuscite a mettere nel sistema qualcosa che si trova oltre? Troppo complicato?
Capisco la bellanova, ma voi?

11 Comments

  1. ava said:

    Sacrosanto quel che dici, ma a mio modo di vedere è anche profondamente ingiusto che si offra un lavoro agricolo e questo non sia imposto a chi ha il reddito di cittadinanza pena la perdita del reddito stesso. Era la volta buona in cui si poteva dimostrare che il reddito di cittadinanza permetteva una riserva di mano d’opera a bassa qualifica , adesso sappiamo per certo che è solo una mancetta per chi già lavora in nero.
    E poi, secondo te se fino a ieri pagavo un immigrato tre euro all’ ora, se anche ora lo si regolarizza lo pago 10 euro all’ ora? ne faccio arrivare un altro abusivo e lo pago 3. Tanto nessuno controlla. Se un povero cristo andava in spiaggia in quarantena aveva i droni sulla testa, se mezzo milione di abusivi lavorano per settimane nei campi nessuno vede niente. Non si possono regolarizzare le situazioni nelle quali non c’è voglia di controllare gli abusi.
    Ormai dopo questa storia del virus è evidente che centro-nord da un lato e sud dell’talia sono due nazioni diverse e ognuna va per conto proprio. Prendiamone atto , ognuno per i cavoli propri e tanti saluti.

    14 Maggio 2020
    Reply
    • Hedges said:

      Il tema del controllo è fondamentale secondo me. Invece qui si pensa di risolvere le situazioni scomode con una legge, una sanatoria, un condono. Poi nessuno controlla l’applicazione delle leggi e infine si fa un altro condono. Leggi e regolamenti fatti per propaganda o di facciata ne sono pieni i codici, nessuno controlla, questi vengono disattesi e che si fa? Si inaspriscono le pene o le sanzioni. Alla fine non serve a nulla tanto, ancora, tutti sanno di avere infime probabilità di essere beccati

      14 Maggio 2020
    • Emanuele said:

      Il caporalato nel settore agricolo esiste anche al nord e si sa benissimo.
      Mi pare che la paga oraria minima per legge sia 9,6 euro netti l’ora, quanti imprenditori agricoli pagano questa cifra ai lavoratori non qualificati utilizzati durante i raccolti?

      14 Maggio 2020
    • mattia said:

      Mi pare che la paga oraria minima per legge sia 9,6 euro netti l’ora, quanti imprenditori agricoli pagano questa cifra ai lavoratori non qualificati utilizzati durante i raccolti?

      a me interesserebbe capire perché dovrebbe aumentare se la persona non è più clandestina ma in regola.
      Gente che lavora in nero e per paghe misere nei campi ce n’è anche tra gli italiani, i quali non hanno problemi di permesso di soggiorno.
      Cosa cambia dunque a un immigrato clandestino se viene condonato?
      Se la paga bassa fosse dovuta alla sua situazione di irregolarità allora gli italiani, regolari per definizione, dovrebbero avere tutti una paga giusta. Ma non è così. Quindi il problema è altrove.

      14 Maggio 2020
    • Emanuele said:

      In tantissimi casi non lo aumentano infatti.
      Ci sono settori dell’agricoltura italiana che se pagassero come da norme di legge avrebbero prodotti troppo costosi che non riuscirebbero a fare concorrenza alle importazioni. Senza lavoro nero o sottopagato un sacco di aziende chiuderebbero.
      E anche questo si sa.
      Poi ci saranno anche imprenditori che possono pagare a norma ma non lo fanno perché la sfangano, non dico di no.

      14 Maggio 2020
    • ava said:

      14 sugli 80 distretti nei quali c’è il caporalato sono al nord. Ovvero se a nord il problema esiste, a sud dilaga.I due fenomeni hanno dimensioni diverse, al nord lavorano cooperative ” false ” con una parvenza di regolarità , al sud siamo alla irregolarità più completa. Al nord non ci sono città – baraccopoli dove vivono come bestie gli sbarcati dediti allo sfruttamento. Insomma se al nord le irragolarità esistono , e andrebbero sanzionate, passano attraverso una copertura cooperativa; al sud se ne fregano completamente.
      Oltretutto al nord è più diffusa la meccanizzazione anche nella raccolta.

      15 Maggio 2020
  2. Hedges said:

    Siamo il paese più accogliente del mondo, noi veniamo scelti dagli immigrati, è come pagare il riscatto di un sequestro, li spingiamo a sequestrare, tanto paghiamo sempre, o regolarizziamo in questo caso.
    Veramente non è difficile capire l’ingiustizia, e molti sono contrari, e non solo a destra, ma ormai i politici non sentono più la “base” (di comunista memoria), proprio non capisco, ci deve essere uno scopo ultimo che non consiste nel prendere consensi.
    Non mi impressionano i 5stelle che prima “no mes” e poi “si mes”, che poi “no regolarizzare “ poi “si regolarizzare “ , quelli sono come foglie al vento, mi spaventano gli altri, che con Minniti agli interni facevano piciu-piciu con la Libia contro l’immigrazione clandestina ed ora tutti dentro. Mah.

    14 Maggio 2020
    Reply
    • Emanuele said:

      Gli “altri” erano quelli che hanno provato fino all’ultimo a introdurre lo ius soli.
      Minniti è dovuto intervenire quando la situazione era arrivata a un livello tale che il PD rischiava un crollo maggiore di quello che ha avuto alle elezioni dell’anno dopo, altrimenti non si sarebbero mossi. Considera che Minniti da quel momento è stato apostrofato come fascista da una discreta parte dei demoprog italiani.

      14 Maggio 2020
  3. kheimon said:

    Credo di averti risposto anche altrove che purtroppo, con molti di questi personaggi, il tuo argomento per cui “l’irregolare danneggia il regolare” non funziona. Hanno la risposta pronta, che per quanto delirante è inattaccabilmente coerente:

    Ma io sarei per rimuoverli proprio i confini: può dunque entrare anche il tuo aspirante immigrato “che non ha le forze, il coraggio o la sfrontatezza di violare le leggi sull’immigrazione”. Dov’è il problema?

    Chiaramente il problema c’è, ma resta comunque la risposta migliore che possano dare, perché la dottrina “open borders sempre e comunque” ha almeno il merito di essere un discorso internamente coerente.

    Anch’io sono preoccupato per il destino degli immigrati onesti e regolari che svolgono lavori umili dopo essersi messi in fila e aver fatto tutte le carte, ma per un’altra ragione: i trombettieri del re prima o poi strombazzeranno a testate unificate che la soluzione al problema della crisi del coronavirus, che tra l’altro non può non provocare un baby bust (e sappiamo che loro pensano di sistemare le pensioni solo allargando lo schema Ponzi), è più immigrazione. Lì purtroppo uscirà allo scoperto il vero animo nero di certa Italia, perché sì, bisognerebbe smettere di urlare “fassisti” a sproposito, ma certe bestie ci sono eccome, e aspettano solo di essere provocate dai governanti sciocchi e incapaci che ci ritroviamo.

    15 Maggio 2020
    Reply
    • Cullà said:

      “ma io sono per non averli proprio i confini” non è inattaccabilmente coerente come non lo è “per me dovremmo semplicemente usare la fonte di energia inesauribile per risolvere la crisi energetica”.
      Il problema, in entrambi i casi, è che la realtà non è coerente con la soluzione: i confini esistono, la fonte di energia inesauribile non esiste. Quello che “vorrei” non c’entra un tubazzo.
      L’idea che i confini “potrebbero anche non esistere non trova riscontro nel funzionamento cerebrale dei mammiferi (e di praticamente nessuna specie) che possiede un sistema motivazionale deputato alla gestione e mantenimento della territorialità (in modo diverso per ogni specie, ovviamente, e su scale diverse, ma c’è).
      Assomiglia molto a “per me il genere sessuale è un’opinione”. Uno è libero di pensarlo, ma la biologia non cambia per questo.

      16 Maggio 2020
    • kheimon said:

      Intanto, la posizione degli open border (e lungi da me l’idea di avallarla) non è che la nostra disponibilità per accogliere genti sia infinita: ci sono limiti fisici. Questi qui ritengono “solo” 😅 che tale disponibilità non debba essere limitata da una soglia arbitraria il cui unico compito è che tu ed io continuiamo a vivere in una società relativamente opulenta e con determinate caratteristiche sociali e culturali. Quella che chiami “realtà” è in realtà un sistema di valori.

      Appunto, a differenza della biologia, qui la libertà di plasmare la realtà c’è eccome. Possiamo tenere a bada la nostra territorialità come del resto io non ti annuso il sedere se ti incontro. Ovviamente, se questi open/no borders restano coerenti (e alcuni ci riescono — non tutti sono comunisti al cashmere che chiudono i cancelli della villa quando vedono il migrante), per me va bene. Cioè, li contraddico ogni giorno dell’anno, pure il 29 febbraio dei bisestili, ma per me va bene.

      Vado su tutte le furie quando si contraddicono, per esempio gli chiedo se accetterebbero un migrante in casa, dove c’è una stanza sfitta, e dicono che il problema è più complesso.

      17 Maggio 2020

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