I meme di craxi

Più o meno la cifra è quella. Una vita umana vale sul milione di euro. È il valore che viene usato negli studi economici per capire che scelte fare. Brutto da dirsi ma si fa così. Anche il tribunale quando deve decidere gli indennizzi fa dei calcoli sul valore della vita umana, quindi non scandalizzatevi troppo. È un valore che può variare molto in base all’età della persona, al lavoro che fa (e che quindi influenza i mancati guadagni). Ma se invece di uno o due milioni la valutiamo quattro milioni siamo sempre lì, l’ordine di grandezza è lo stesso.
Anche per salvare la vita degli infettati da coronavirus cinese stiamo pagando (sotto forma di indebitamento per far ripartire l’economia) un valore simile. Avremmo potuto continuare come se nulla fosse: una bella fetta di popolazione sarebbe morta ma dopodiché i sopravvissuti non avrebbero dovuto fare i conti con una strage economica da ripagare nel prossimo quarto di secolo. Per salvare la vita a queste persone gli altri si sono indebitati per i prossimi decenni. Se fate i conti più o meno salta fuori quel valore, nell’ordine di qualche milione a persona.

Già più interessante è il dibattito sull’opportunità di finanziare dei terroristi per salvare una vita. È un dibattito che abbiamo già fatto. Negli anni ’70 con le BR: in quel caso lo Stato decise di non collaborare liberando i brigatisti al gabbio di cui veniva chiesta la libertà e questo costò la pellaccia a Moro.
Non era nemmeno la libertà di quei terroristi che gli interessava, era un modo per richiedere un riconoscimento come interlocutore da parte dello Stato e lo Stato non accettò. Con la mafia invece lo Stato à accettato eccome: fiumi di denaro vanno alla mafia e fiumi di voti vanno dalla mafia ai politici. Quando qualcuno provò a dire che con la mafia dobbiamo imparare a conviverci fu devastato. La mafia si combatte e basta! Giusto. Potremmo dire lo stesso dei terroristi islamici, però. Coi terroristi islamici non si convive, si combattono e basta! O no?
Vedete come cambia la prospettiva? Quando si parla di collaborare con le organizzazioni criminali sotto casa tutti diventano intransigenti. Forse perché se paghi la mafia alimenti la criminalità che poi subisci tu.
Mentre quando si tratta di finanziare organizzazioni criminali in un altro continente… e vabbuò, che sarà mai. Provate a chiedere ai vostri amici se darebbero 4 milioni alla camorra o alla mafia. Non so se cambierebbero idea ma secondo me certe certezze che vedete in giro diventerebbero meno incrollabili.

Dopotutto l’abbiamo già visto questo dibattito. Negli anni ’70 e ’80 molte organizzazioni criminali si finanziavano con i sequestri di persona, ricordate? Ero piccolo ma ricordo bene la discussione sul blocco dei beni ai parenti dei sequestrati per fare in modo che non pagassero il riscatto. Ricordo anche la disperazione delle famiglie che si facevano prestare i soldi dagli amici per pagarlo ugualmente.
Poi la stagione dei sequestri è finita e non si saprà mai se è stato perché lo Stato ostacolava in tutti i modi il pagamento dei riscatti.

Il dibattito era molto acceso in quegli anni: da una parte c’erano quelli che stavano sulla linea del rigore spiegando che per quanto crudele la strada del blocco dei beni era l’unica per disincentivare i sequestri, dall’altra coloro che invece optavano per la linea della pietà umana. Era un dibattito in cui ognuno pensava di avere la verità in pugno e che contemporaneamente dimostrava che era davvero difficile capire quale fosse la strada giusta. Ma almeno era un dibattito. Esattamente come quello tra chi proponeva la linea dura nei confronti delle BR e chi invece chiedeva di collaborare per salvare la vita a Moro.
Si parlava e ci si confrontava, persino duramente, ma ogni posizione era legittima. La contestavi, se dissentivi, ma era un’opinione che il tuo avversario poteva dire.

Oggi invece siamo ridotti così:

[meme diffuso da un membro della commissione-verità del governo]

Voi vi immaginate una reazione del genere ai tempi delle BR? Non so, la DC opta per la strada della fermezza e craxi risponde ai dirigenti democristiani con un meme in cui chiede se ànno anche figli normali.
Oppure, immaginate un dibattito ai tempi di Cesare Casella o Farouk Kassam in cui i fautori della linea collaborazionismo davano dei mentecatti a coloro che proponevano il blocco dei beni, magari facendo degli scrinsciòt per metterli alla berlina.

Non funzionava così. Ognuno diceva la sua, ci si scontrava aspramente ma ogni opinione poteva essere espressa. Non è che se tu proponevi di bloccare i beni ai parenti dei sequestrati ti davano del mentecatto, analfabeta funzionale, hater, feccia della società, perona di cui non si deve nemmeno parlare “per non darle visibilità“. Non esisteva il concetto per cui l’unica linea ammessa è quella del pagamento del riscatto e se la pensi diversamente sei un miserabile da mettere all’indice.
Ora invece funziona così: l’unica opinione ammessa è quella che si deve pagare il riscatto. Se sostieni l’opposto lanciano campagne di linciaggio mediatico senza argomentare perché la tuo opinione sarebbe sbagliata. È sbagliata e basta, il nuovo dogma è che bisogna pagare il riscatto e siccome è un dogma bisogna accettarlo per come è, senza nessuna spiegazione.

Quello che mi preoccupa è questo. Nel giro di pochi decenni siamo passati da un sistema in cui si discuteva, anche aspramente, e si confrontavano opinioni portando argomenti a supporto a un sistema in cui “l’opinione giusta è la mia, la tua è sbagliata e se ti permetti di esprimerla sei uno stronzo“. Ovviamente senza portare nessun argomento a supporto. La mia opinione è quella giusta perché lo dico io.
Il che non solo ci priva di un dibattito sano tra diverse opinioni con dei fatti a supporto, ma si avvicina di molto al fascismo.

33 Comments

  1. Shevathas said:

    I miei due centesimi. Per me argomentare: “io ho ragione perché chi è contrario è solo perché è un nazipedosatanista”, è un ottimo spot per nazipedosatanisti.
    Perché dimostri di essere ciecamente dogmatico nelle tue convinzioni rinunciando ad “argomentare” per sostenerle.
    Perché se definisci nazipedosatanismo il buon senso alla fine qualcuno inizierà a pensare che i nazipedosatanisti siano quelli di buon senso.
    Eppure in molti casi di scontro recenti, ius soli, commissione Segre contro l’odio in rete,
    legge Fiano, da molti è stata usata solo tale tecnica…

    11 Maggio 2020
    Reply
  2. Paolo Ghezzi said:

    Purtroppo è la pura e semplice verità…
    Situazioni come queste sono dei casi di coscienza.
    Fino a che punto è giusto arrivare per aiutare una persona, che magari è andata a ficcarsi volontariamente in situazioni evitabili?
    E’ giusto che altre persone rischino la pelle per garantire la salvezza di un solo individuo? E fino a che punto?
    E, soprattutto, il pagamento di un riscatto è la politica giusta? Certo, si salva una vita e questa non ha prezzo, ma, oltre che finanziare farabutti c’è il rischio che le persone presenti in un certo ambito vengano considerate come ‘bancomat’ da certe associazioni…
    Sono tutte questioni sulle quali si può discutere ed è normale che ci siano diverse posizioni.
    Invece, una determinata categoria di persone, che non a caso definisco ‘naziprogressisti’ parte dal presupposto che le loro opinioni abbiano valore assoluto e chi non è d’accordo sia un criminale, un farabutto o un ‘fascista’.
    Personalmente ritengo che il maggior pericolo per la nostra società venga proprio da questi assolutisti che si credono tolleranti e democratici e invece usano metodi uguali a quelli di coloro che dicono di combattere.

    11 Maggio 2020
    Reply
    • mattia said:

      E, soprattutto, il pagamento di un riscatto è la politica giusta? Certo, si salva una vita e questa non ha prezzo, ma, oltre che finanziare farabutti c’è il rischio che le persone presenti in un certo ambito vengano considerate come ‘bancomat’ da certe associazioni…

      Ma soprattutto, che cosa ci fanno con quei soldi? Li usano per comprare armi con cui ammazzano altre persone?
      Perché a quel punto salvi una vita ma perdi altre X vite.
      Bel dilemma…

      Sono tutte questioni sulle quali si può discutere ed è normale che ci siano diverse posizioni.

      Esatto. È uno di quei dibattiti in cui senti che c’è del giusto un po’ in ogni situazione.
      E sono problemi dannatamente più complessi del “questo è giusto/sbagliato”.
      Ad esempio, tu puoi anche pagare un’organizzazione terroristica per salvare la pelle a uno dei tuoi, se poi nel frattempo conduci una battaglia parallela contro il terrorismo in modo che alla lunga sia sradicato il problema.
      Un’azione che può sembrare sbagliata presa da sola può sembrare giusta in un contesto più ampio. E vice versa.

      Quello che è importante è poterne parlare. Portare argomenti, discutere e confrontarsi.
      Non “questo è giusto/questo è sbagliato” e guai a dissentire.

      11 Maggio 2020
    • Julien Sorel said:

      Diciamo che, oggi come oggi, non si riconosce la legittimità dell’avversario. La vicenda in questione ti pone di fronte a due alternative entrambe tragiche

      A-Salvi la ragazza pagando un riscatto, riscatto però che sarà usato dai terroristi in questione per comprare armi e continuare a massacrare e torturare la popolazione locale. Inoltre così facendo metti de facto un bersaglio sulla schiena a tutti gli italiani che si recano in località a rischio in quanto le organizzazioni terroristiche sanno che sequestrare un italiano significa avere ottime possibilità di ottenere un lauto riscatto

      B-Lasci la ragazza al suo destino con il risultato che hai spezzato una vita e che mandi il messaggio alla cittadinanza che il tuo stato, se sei in condizioni di pericolo, di te se ne frega

      Ora, personalmente non invidio affatto chi si trova a dover scegliere tra le due alternative di cui sopra. Personalmente sarei per la linea della fermezza in questi casi, anche perché spesso questi rapimenti sono conseguenza di comportamenti decisamente incoscienti da parte dei rapiti, però non me la sento di linciare chi sostiene la linea del pagamento del riscatto. Il problema è che nel mondo odierno, anche grazie alla rete, siamo de facto in una serie di bolle in cui ci parliamo addosso e non siamo più abituati ad avere a che fare con chi non la pensa. Nei social se non andiamo d’accordo con qualcuno o lo ignoriamo o lo banniamo. Da qui, secondo me, certi modi di ragionare molto manichei su questioni laceranti come la vicenda di Silvia Romano.

      11 Maggio 2020
    • ava said:

      A mio modo di vedere comunque non si sta parlando dell’ argomento giusto. Si tira in ballo la ragazzetta, lo Stato e i terroristi, ma la vera protagonista problematica è l’ ONG che l’ ha spedita lì senza assicurazioni, senza preparazione, in una zona a rischio. Ma come sempre in Italia le ONG non si possono criticare altrimenti tua madre è sempre incinta e a te manca un gene. Sotto l’ egida delle ONG ci sono associazioni che lucrano e se ne fottono delle regole perchè tanto hanno supporto culturale e politico in certa sinistra col cervello in cortocircuito. PS dire che una vita non ha prezzo è una cazzata. Liberando questa sbarbatella si sono condannate a morte molte e molte persone in Somalia , e quindi una vita italiana ha il prezzo di molte vite somale. Ma loro sono quelli buoni .

      12 Maggio 2020
    • mattia said:

      l’ ONG che l’ ha spedita lì senza assicurazioni, senza preparazione, in una zona a rischio.

      qui però andiamo OT…

      12 Maggio 2020
    • ZioPippo said:

      C’è anche un caso C: Fai un blitz e tenti di liberare la ragazza tenuta prigioniera con la forza

      12 Maggio 2020
    • Julien Sorel said:

      @Zio Pippo

      Certo, c’è pure l’opzione del blitz anche se purtroppo quell’opzione spesso fallisce. Sicuramente la preferirei al pagare il pizzo a organizzazioni terroristiche che useranno quei soldi per trucidare centinaia di innocenti. Diciamo che è una di quelle situazioni in cui la scelta indolore non c’è, però da decisamente fastidio la pretesa di superiorità morale di chi gioisce per la liberazione della ragazza senza nemmeno farsi qualche domanda su che fine faranno i soldi dati a una organizzazione di notori tagliatori di teste e gole. Faccio notare che chi respinge ogni critica al pagamento del riscatto spesso si definisce “anti-razzista”, salvo poi infischiarsene del fatto che il salvataggio di una ragazza “bianca” causerà la morte di centinaia o forse migliaia di neri innocenti. Meno male che sono quelli che non vedono confini o colori della pelle

      12 Maggio 2020
    • ava said:

      Guarda Mattia non penso che andiamo off topic. Ad oggi è impossibile accusare le ONG di alcunchè, prova ne è il fatto che gli organizzatori del tour di questa povera svampita non sono sul banco mediatico degli imputati.

      15 Maggio 2020
  3. ava said:

    Immagino che i somali siano molto felici del fatto che finanziamo le organizzazioni terroristiche sul loro territorio.
    Veramente non ci vuole un genio che non ha alcun senso andare in quelle zone per fare candy candy , e per di più senza assicurazione.
    Lo sfottò tipo ” olio di ricino virtuale” è l’ unica argomentazione rimasta a chi non ne ha alcuna di logica.

    11 Maggio 2020
    Reply
  4. White_Rabbit said:

    Sono un po’ allergico a qualsiasi cosa sembri “si stava meglio quando si stava peggio”. Mi preme evidenziare come TUTTA la comunicazione (politica, pubblicitaria, religiosa, etc.) stia imparando a usare meme e in generale tecniche comunicative che influenzano molto efficacemente una minoranza elettoralmente fondamentale. Tantissima forma e pochissima sostanza, o comunque la sostanza non sta nel messaggio letterale, ma nel modo in cui è veicolato. Come qualsiasi malattia, finché non sviluppiamo gli anticorpi, gli strumenti culturali e sociali per combattere queste tecniche comunicative, il virus continuerà a diffondersi. Infatti tutti comunicano così (su una scala di grigi naturalmente).
    Scommetto (non lo so, non c’ero) che pochi decenni fa, quando non potevamo discutere, comunicare così facilmente, c’era il problema opposto: censori/guardiani che decidevano chi parlava e quale fosse la Verità (su una scala di grigi, naturalmente).
    Forse una volta i confini statali erano più netti, quindi c’erano magari Verità diverse da Stato a Stato. O magari in uno stesso Stato c’erano diversi Vangeli, e la possiblità di discutere si limitava di solito alla recitazione di un paio di Vangeli™ autorizzati. Ora invece gruppi multinazionali sparano quasi la stessa identica merda globalmente (Steve Bannon).
    Per la cronaca, non dimentichiamo i manifesti della Lega Nord cogli indigeni americani e lo slogan tipo “Non hanno controllato l’immigrazione, ora vivono nelle riserve”. E solo perché sono troppo giovane per ricordare chissà quali capolavori avranno prodotto sul tema “terroni”. A me pare un buon antipasto alla situazione attuale.
    A scanso di equivoci, l’utilizzo di queste tecniche fuori da ambiti satirici mi fa sempre schifo, chiunque le usi. Praticamente tutti.

    11 Maggio 2020
    Reply
    • mattia said:

      censori/guardiani che decidevano chi parlava e quale fosse la Verità (su una scala di grigi, naturalmente).

      I censori c’erano allora e ci sono oggi. Una volta finivi al gabbio se pubblicavi una vignetta ironica sul presidente della repubblica, oggi eviti proprio di pubblicarla. Forse una volta censuravano più sulle questioni morali, c’erano tabù sessuali. Per il resto ogni tendenza politica aveva la sua testata (pagata dallo Stato) e ci scrivevano quello che volevano.

      Sono un po’ allergico a qualsiasi cosa sembri “si stava meglio quando si stava peggio”.

      Anche io. Ma ciò non toglie che esistono dei campi in cui veramente si stava meglio in passato, altrimenti significherebbe che in tutti i settori si è solo migliorati.
      Guarda una qualsiasi tribuna politica di decenni fa. Oltre al fatto che fumavano in TV come se fosse una cosa normale, per il resto il dibattito era 100 volte meglio di adesso. Non si urlava, non si cercavano stratagemmi retorici e fallacie logiche, si portavano argomenti.
      Il dibattito politico è peggiorato.

      11 Maggio 2020
    • Giampaolo said:

      Nella cabina elettorale, Dio ti vede, Stalin no!

      Ha una settantina d’anni, vale come meme?

      11 Maggio 2020
    • mattia said:

      Nella cabina elettorale, Dio ti vede, Stalin no!

      Ha una settantina d’anni, vale come meme?

      La scelta dello slogan è particolarmente infelice perché in questo caso c’è poco da argomentare.
      Se credi in Dio o no è una questione di fede, non è che puoi portare argomenti a supporto.

      Dopodiché gli slogan, che si sono sempre usati a corredo dei ragionamenti (che ora mancano), una volta non erano usati per silenziare le opinioni degli altri.
      I democristiani facevano slogan contro i comunisti? Vero, ma non lo facevano per dire che erano analfabeti funzionali. Non è che quando un comunista parlava un democristiano diceva “chissà quanto è costata allo Stato la tua istruzione”.
      Non si permettevano di dire che l’opinione dell’altro era illegittima usando lo slogan per screditare chi l’aveva pronunciata.
      Lo slogan era usato per amplificare le idee concentrandole. Una differenza enorme.

      12 Maggio 2020
  5. kheimon said:

    Da un lato quello dell’inciviltà del dibattito pubblico odierno vs. passato è un cliché che andrebbe stemperato: magari sì, il sindaco democristiano poteva dire questo o quello senza essere zittito automaticamente con un meme realizzato da Togliatti 20 anni prima e retwittato da cicciocomunista67 cambiando due parole, perché il livello intellettivo e intellettuale dei personaggi coinvolti era più alto e non esisteva la tecnologia per fare certe minchiate… però purtroppo qualcuno lo trovava e lo ammazzava il sindaco democristiano!

    Dall’altro lato, hai fondamentalmente ragione e per favore, rifuggiamo tutti da questi meme a bassa intensità intellettuale. Qualche tempo fa ti facevo notare come l’idea di un giornaletto di destra dell’adoperare il soprannome “gretina” fosse una forma di memizzazione del dibattito pubblico.

    E non è un caso: sono convinto che i meme degli ipocriti liberticidi che gridano “hater” a ogni piè sospinto facciano particolarmente pena proprio perché imitazione al ribasso dei meme della fazione opposta, la quale ahimè ha iniziato ben prima in questa attività di “reductio ad memem”. In altre parole, i meme dei fan di Ben Shapiro sono molto… “meglio”… di quelli dei fan di Elizabeth Warren.

    Ma è una forma demenziale di dibattito pubblico chiunque la faccia, a prescindere dall’abilità con cui lo fa. Dunque facciamo anche noi la nostra parte nel risolvere il problema.

    12 Maggio 2020
    Reply
    • mattia said:

      però purtroppo qualcuno lo trovava e lo ammazzava il sindaco democristiano!

      Verissimo.
      Però non è che le due cose sono in contrapposizione. Non è che si deve scegliere necessariamente tra:
      A) una politica fatta di ragionamenti dove però ti facevano la pelle;
      B) una politica in cui non rischi la vita ma tappi la bocca agli avversari coi meme.
      Può anche esserci una politica fatta di ragionamenti e senza che nessuno ammazzi l’avversario.

      12 Maggio 2020
    • kheimon said:

      Ci mancherebbe, non ho mai pensato ci fosse un simile falso dilemma tra A e B.

      Volevo ovviamente stemperare quello che mi pareva un riferimento al Glorioso Passato presentandone un angosciante lato negativo.

      So bene che invece possiamo avere la botte piena e la moglie ubriaca, ma appunto deve partire anche da noi. Dal non chiamare Greta “gretina” facendo il verso a qualche giornaletto di destra che è prono alla pochezza d’animo.

      12 Maggio 2020
    • mattia said:

      Dal non chiamare Greta “gretina” facendo il verso a qualche giornaletto di destra che è prono alla pochezza d’animo.

      Il concetto rimane lo stesso che descrivevo prima. Lo slogan à senso se è accompagnato dal ragionamento e se non serve per tappare la bocca agli altri. Nel momento in cui spieghi perché ciò che dice sono sciocchezze e non usi lo slogan per vietarle di parlare puoi usare l’affettuoso nomignolo senza problemi.

      12 Maggio 2020
    • Giampaolo said:

      Infatti in USA si dice da un bel po’ che
      “The left csn’t meme”

      12 Maggio 2020
    • kheimon said:

      @Giampaolo: Ah! Non l’avevo mai sentita. Evidentemente non sono il solo ad averlo notato, che sono delle schiappe. Beninteso, penso che invece di provare e non riuscire, dovrebbero rinunciare. Non c’è nulla di particolarmente buono o utile nei meme della destra non istituzionale (non voglio dire alt-right perché è un termine di cui si abusa) americana.

      @Mattia: sì, ho capito quello che dici, ma cammini su una linea molto sottile. Può darsi che il contenuto associato all’insulto-meme (1. “insulto” perché “gretina” non è un nomignolo affettuoso manco per niente; 2. “meme” perché non è farina del tuo sacco ed è un’idea che riproponi per imitazione) nel tuo particolare caso sia il centro del discorso, ma aggiungendoti al coro di quelli che con due neuroni e mezzo ripetono l’insulto-meme da mattina a sera, crei comunque un ambiente in cui qualcuno moderato e favorevole alle idee di quella ragazza (purtroppo non io, che pur da moderato non la posso ascoltare per più di 3 secondi) rinuncia a discuterne con te, e sopravvivono solo gli urlatori pro-Greta disposti a scendere a quel livello.

      È esattamente così che per selezione naturale si arriva alla fine del logos di cui qui ti lamenti.

      Con gli ottimi strumenti di cui disponi puoi fare quell’ultimo passo e elevarti al di sopra di queste cadute di stile da giornaletti di destra a bassa tiratura. Alla fine penso che lo farai senza nemmeno accorgertene, né dare ragione a me — che non ha alcuna importanza neanche per me.

      15 Maggio 2020
    • mattia said:

      sì, ho capito quello che dici, ma cammini su una linea molto sottile

      A me interessa il contenuto di quello che scrivo.
      Ti assicuro che c’è gente che non capisce un cazzo di quello che scrivo anche quando la linea è larghissima.
      Non è che devo mettermi a rincorrere tutti gli analfabeti che non sono capaci di capire quello che scrivo. Non lo capiscono e amen.

      ma aggiungendoti al coro di quelli che con due neuroni e mezzo ripetono l’insulto-meme da mattina a sera, crei comunque un ambiente

      Io non mi aggiungo a nessuno. Io sono responsabile di quello che scrivo io.
      Se Feltri o Sallusti domani scrivono “gretina” senza argomentare non me ne frega niente. Io scrivo “gretina” e argomento, quindi sono a posto così.
      Il fatto che qualcun altro scriva “gretina” e basta è affar loro. Io sono io, non sono iscritto ad alcun coro, quindi rispondo solo di quello che dico io. Quell’ambiente che citi è creato da chi dice “gretina” senza argomentare. Prenditela con loro.
      Qui mi sa che rimaniamo chiusi in un grave equivoco, quello di considerare le opinioni espresse dalle persone come parte di un movimento. Non è così: ognuno risponde per quello che dice.

      rinuncia a discuterne con te, e sopravvivono solo gli urlatori pro-Greta disposti a scendere a quel livello.

      Affari suoi se rinuncia a discuterne come me. Da tempo ormai ò abbandonato l’idea di convincere la gente di qualcosa. Io scrivo per raccontare i fatti. Se la gente la capisce bene, se invece ragiona per ideologie, se si offende per un “gretina” e non vuole analizzare i fatti sono affari suoi. Non mi cambia la vita.

      Con gli ottimi strumenti di cui disponi puoi fare quell’ultimo passo e elevarti al di sopra di queste cadute di stile da giornaletti di destra a bassa tiratura.

      Dovrei farlo solo se mi interessassero i contatti, le visite sul sito, i grandi numeri.
      Non è così. Pensa che non ò nemmeno le statistiche sul blog. Non ò la pubblicità. Se mi entrano 10 mila persone al giorno o 85 mila non mi cambia niente.
      Se uno vede “gretina”, si scandalizza e cambia canale senza leggere le argomentazioni, non me ne frega niente. Sono affari suoi.

      No perché altrimenti dopo il gretina uno viene a dirmi che non devo scrivere parolacce, altrimenti la gente se ne va.
      Oppure che devo scrivere “ho” anziché “ò” altrimenti la gente pensa che sia un errore e non prosegue nella lettura: ài presente quanti lettori posso aver perso così? Tanti.
      E sai cosa? Chi se ne frega.
      Anzi, è quasi un test. Serve per selezionare le persone. Se uno è capace di leggere e capire il contenuto di un post superando la forma allora à diritto a leggermi, altrimenti se giudica la sensatezza di ciò che scrivo dalla forma significa che non à gli strumenti per stare qui. Meglio che se ne vada.

      15 Maggio 2020
  6. stephen said:

    vero, ora è tutto un “voi che…”. se ti azzardi a dire “beh” sulla Romano sei automaticamente “voi che la criticate per la conversione ma il cattolicesimo bla bla bla bla” o “voi che vi lamentate di 4 mln ma alitalia e libero e bla bla bla bla” anche se l’interlocutore che ha detto “beh” magari è pure contrario ai finanziamenti ai giornali e ad alitalia, rendendo la sua posizione per nulla ipocrita, un po’ dura forse.

    mi fa ridere perché ora vediamo i “benpensanti” usare queste tattiche, mentre i principi indiscussi di questo modo di dibattere erano e sempre saranno i grillini (appena dicevi beh eri un PDiota); ah, come girano le cose :).

    12 Maggio 2020
    Reply
    • mattia said:

      “voi che vi lamentate di 4 mln ma alitalia e libero e bla bla bla bla”

      questa cosa di alitalia è davvero ridicola. Infatti può dirla solo una capretta che fa i video su iutiub perché a dirla con davanti un’altra persona vieni devastato in 3 secondi.
      “Spendiamo 2 milioni AL GIORNO per alitalia e vi lamentate di 4 milioni!”
      Sì, infatti per me potrebbero anche smettere di pagare alitalia.
      Tolti i parenti di chi lavora in alitalia penso che il resto dei contribuenti italiano sono contrari alle sovvenzioni per tenere in piedi un’azienda moribonda che perde soldi da lustri.
      Quindi sì, chiudere i rubinetti anche ad alitalia. Argomento chiuso.
      Davvero pensano che qualcuno sia d’accordo a buttare i soldi in Alitalia?

      13 Maggio 2020
    • ava said:

      “Davvero pensano che qualcuno sia d’accordo a buttare i soldi in Alitalia?”
      Beh molti sono felici di quei soldi. Tipo i dipendenti Alitalia o i fornitori.
      Fin che c’è chi ragiona così saremo sempre con le pezze al culo.

      14 Maggio 2020
    • mattia said:

      Beh molti sono felici di quei soldi. Tipo i dipendenti Alitalia o i fornitori.

      Infatti avevo scritto “Tolti i parenti di chi lavora in alitalia…”

      14 Maggio 2020
    • kheimon said:

      Davvero pensano che qualcuno sia d’accordo a buttare i soldi in Alitalia?

      Sì, io, visto che l’industria del trasporto aereo passeggeri ci serve, ma è un disastro da sempre, ed è fondamentalmente insostenibile (e non intendo in senso ambientale) nel lungo periodo. Però, attenzione, c’è un ma: se vogliamo giocarla così questa partita, e secondo me dovremmo guardarci dritto negli occhi e dire “sì, l’esperimento delle compagnie aree private è stato meraviglioso ma è fallito”, servono due o tre regole: niente bonus, niente dividendi agli azionisti, niente razzie quando capita l’occasionale periodo delle vacche grasse (beh, con il trasporto aereo è sempre una mucca rinsecchita con la tubercolosi, ma ho reso l’idea).

      15 Maggio 2020
    • mattia said:

      Sì, io, visto che l’industria del trasporto aereo passeggeri ci serve, ma è un disastro da sempre, ed è fondamentalmente insostenibile (e non intendo in senso ambientale) nel lungo periodo.

      Ma anche no. Ci sono compagnie aeree che invece fanno utili. Non è che siccome alitalia perde quattrini allora tutte le compagni aeree perdono quattrini. C’è anche chi lo sa fare il mestiere.

      15 Maggio 2020
    • kheimon said:

      Per ragioni di lavoro osservo i fondamentali delle compagnie aeree, anche se non sono uno specialista di quel settore. È un disastro non mitigato da nulla, e “profittevole” in quel settore vuol dire essere comunque sempre a un trimestre di distanza dal disastro invece di 10 giorni.

      Non sarebbe un problema lasciarne fallire l’80% ciclicamente se non fosse che i trasporti ci servono stabilmente per sostenere altri settori che invece sono davvero profittevoli e su cui si basano occupazione e crescita.

      Alla fine hai il peggio dei due mondi: quando sono in profitto (magari perché c’è una combo di petrolio basso e economia sfavillante, oppure sono riusciti a formare un cartello e tenere a bada i sindacati) si pappano i soldi con bonus e dividendi, quando sono in crisi chiedono e ottengono il bail-out perché il loro lavoro ci serve.

      Ryanair è un caso eccezionale che andrebbe studiato, anche se dubito che quel modello possa coprire il mondo e funziona in buona parte grazie alla sua capacità di estrarre revenue dalle varie fonti ancillari (tutti gli extra che riescono a far pagare).

      15 Maggio 2020
    • mattia said:

      Ryanair è un caso eccezionale che andrebbe studiato, anche se dubito che quel modello possa coprire il mondo

      Non è solo ryanair che fa utili. Ci sono anche compagnie aeree che non fanno comprare la divisa ai dipendenti e non hanno pratiche discutibili.
      Tra l’altro, tieni presente che ormai le low-cost come ryanair spesso fanno prezzi, su alcune tratte, comparabili alle tradizionali, le quali per livello di servizio si sono avvicinate molto alle low-cost.
      E chi sa fare il mestiere gli utili li fa. Non è che il modello ryanair deve essere studiato, è già studiato e replicato, e chi lo replica bene non butta i soldi dalla finestra.
      Alitalia perde soldi non perché il lavoro di linea aerea è intrinsecamente in perdita: perde soldi perché fa scelte sbagliate, strategie senza logica, perché à perso i treni che passavano, e non cito neanche le perdite per gestione “poco oculata” delle risorse, diciamo così.

      15 Maggio 2020
    • stephen said:

      ma il punto non é se alitalia (o una compagnia di bandiera in generela) sia utile e vada essenzialmente inclusa nei servizi pagati dallo stato; il fatto che il dibattito viene portato avanti da persone che:

      1. si sposano con un partito di idee tutto o nulla, la figura del moderato o di chi ha un mix di idee fra diverse “fazioni” é sempre piú rara.
      2. quezte persone creano un “voi che…” e ci apoiccicano tutti quel benaltrismo da grillini; ci ricordiamo il famosissimo “e allora il PIDDÍ??!”, ecco é esattamente uguale.
      nb. questi “voi” ovviamente sono SEMPRE una fetta enorme della.popolazione e sono TUTTI d’accordo con il benaltrismo che segue (alitalia, finanziamenti ai giornali, milioni della lega, trenitalia, rdc, etc in questk caso).
      questi “voi” peró non hanno senso. primo perché é impossibile che siano sempre la maggior parte degli italiani, secondo perché una grande quantità di persone non puó essere monolitica nelle idee e terzo vengono creati ad hoc senza nessun conto delle teste o sondaggio delle opinioni.

      3. comincia sia a fare meme (come nel posto) che a dicutere PER meme; esempio principe “non sono razzista ma”, se ti azzaedi a scriverlo non importa quanto senso abbia quello che segue, ti si identifica per il meme della frase, quindi rientri in un “voi” leghista schifoso, razzista fino al midollo, e i 49 milioni ehhhh????

      non importano le tecnicalità su alitalia, si discute di quello in separata sede, che cazzo c’entra con l’operato dei servizi e missioni di recupero ostaggi?

      15 Maggio 2020
    • kheimon said:

      @stephen: scusa per l’off-topic. Ma non è morto nessuno.

      @mattia: probabilmente non hai la perversione o la necessità di andarti a guardare i numeri di quest’industria, che è fortemente instabile e sempre sull’orlo di una crisi, come non avrai notato la difficoltà delle low-cost nel mettere su tratte intercontinentali. Tra l’altro, come regola di massima, non si guarda al successo di un settore prendendo in esame solo i sopravvissuti.

      Comunque tutto questo discorso sulle compagnie aeree è accademico perché per la gran parte, low cost o meno, non mangeranno il panettone. Dovremo salvarle coi soldi di tutti, tra qualche anno torneranno in profitto e pagheranno un dividendo. Fino alla crisi successiva dove dovremo salvarle di nuovo. 😂
      È il libero mercato.

      16 Maggio 2020
    • mattia said:

      Dovremo salvarle coi soldi di tutti, tra qualche anno torneranno in profitto e pagheranno un dividendo.

      Come qualsiasi altra azienda che sta finendo in cassa integrazione.
      Dopodiché, coronavirus o 11/9 a parte, è sicuramente vero che fare i soldi con le compagnie aeree è difficile. Chi lo nega?
      Ma c’è chi il lavoro sa farlo e chi no.
      Ryanair à un fatturato che è 2,3 volte quello di alitalia ma il numero dei dipendenti è 17 mila contro 12 mila. Non ne à 28 mila.
      Eppure mi fa volare ugualmente. Con quei numeri puoi fare la compagnia intercontinentale che guadagna su lungo raggio e fa i voli locali solo come accessorio. Alitalia invece si tiene una struttura da compagnia da voli intercontinentali ma si focalizza su voli in italia e europa dove non fa abbastanza per pagare una struttura del genere. Vuole fare il concorrente di Ryanair ma con una struttura sovradimensionata per lo scopo, e poi va a sbattere. Poi i politici la usano come bus personale per avere i voli quando dicono loro che li portano a Montecitorio anche dall’aeroporto di salcazzo e la frittata è pronta.

      17 Maggio 2020
  7. stephen said:

    mi scuso per i typo, non so proprio scrivere dal cellulare :/

    15 Maggio 2020
    Reply

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