Il ristorante colle paratie

Al centro di Fukuoka c’è un famoso ristorante di ramen. Mi dicevano fosse il migliore ma non essendo esperto di quella brodaglia non posso confermare.
Come in mille mila altri esercizi giapponesi si ordina e paga a un distributore automatico. All’ingresso c’è una macchina dove tu premi il nome del piatto che vuoi, le eventuali aggiunte, inserisci i soldi e ti esce un bigliettino che dai al cameriere. Contatto umano zero.

La cosa particolare è che una volta entrato ti rendi conto che non vedrai mai la faccia del cameriere.
Ti siedi a un bancone come quello di un bar ma con una piccola differenza. Anzi, due. La prima è che di fronte a te ài un asse di legno e una tendina che ti separano dalla cucina e che ti ostacola la visuale. Rimane solo una piccola fessura da dove il cameriere ti chiede i bigliettini e ti passa il cibo.
La seconda è che tra i vari clienti ci sono delle paratie divisorie. Così non ài nemmeno l’imbarazzo di dover far parlare, per educazione, con la persona vicino a te che preferiresti invece ignorare.
Una cosa così.

L’esperienza è bizzarra quando ci vai la prima volta. Io mi abbassai per guardare la cucina dalla fessura perché mi risultava strano ricevere del cibo da delle mani senza un volto. Poi ci fai l’abitudine.
Mi veniva in mente questa cosa ora con il discorso del distanziamento sociale e dei ristoranti con il plexiglass. Tutti a protestare eppure… in giappone lo fanno da anni. Invece del plexiglass ci metti del legno e risulta pure elegante. Distanziamento sociale assicurato, clienti concentrati in poco spazio senza dover fare tavoli tra persone che si conoscono e il coronavirus si fotta.

6 Comments

  1. Mauro said:

    Conoscevo ma ho un dubbio… dalla foto mi paiono più divisioni di privacy che non effettivamente utili per impedire la dispersione delle particelle che veicolano il virus. Mi chiedo quanto sia praticabile uno scenario analogo ma con le distanze necessarie (2 metri mi pare) tra i divisori. Voglio dire: cosa resta ad un esercente in termini di numero di coperti in uno scenario simile?
    Suppongo che si bilancerebbe con un maggiore ricambio: statisticamente se mangi solo ti sciuli prima, fai meno “conversazione” ma…

    Bella l’idea però: io mangio divinamente bene se sono solo e non devo vedere nessuno neppure per sbaglio: mi rilassa essere del tutto anonimo in un locale affollato.

    6 Maggio 2020
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    • mattia said:

      dalla foto mi paiono più divisioni di privacy che non effettivamente utili per impedire la dispersione delle particelle che veicolano il virus

      Certo, sono state pensate per la riservatezza, non per il virus (a cui nessuno pensava).
      Ma il mio punto era: se puoi farlo per la riservatezza puoi estenderle e fare cabine più chiuse e protette che funzionano anche per il virus.

      6 Maggio 2020
  2. Andrea Occhi said:

    Il concetto stesso di ristorante è molto diverso. Non voglio paragonare i tuoi due anni con i miei 13 giorni, però sembrano proprio posti diversi, con scopi diversi.
    Da noi un ristorante è anche (forse soprattutto) un luogo di aggregazione, dove andare a mangiare e chiaccherare con amici, conoscenti, colleghi, morosa, eccetera. In Giappone (soprattutto a Nara) l’ho percepito come un posto utilitaristico: si va e si mangia, l’attività sociale non è lì. Ricordo una coppia di giapponesi al ristorante a Nara che sono arrivati, hanno ordinato alla sciura consegnando il bigliettino, hanno fatto giusto due parole intanto che arrivava il cibo e poi non hanno più detto niente finché sono usciti, 5 minuti dopo.
    Questa cosa in Italia succede solo in via eccezionale, là è la regola.

    6 Maggio 2020
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    • mattia said:

      Mi à anticipato Paolo.
      Anche in giappone esistono ristoranti dove vai per socializzare. Con tutte le regole del caso, tipo che non ti puoi versare da solo le bevande ma qualche altro commensale deve riempirti il bicchiere quando lo vede vuoto. Che poi magari non lo vede vuoto e tu stai lì come un mammalucco ad aspettare che se ne accorgano.
      Ci sono ristoranti dove si fa bisboccia, ci sono ristoranti dove ti siedi attorno a un tavolo comune con una griglia messa al centro.

      Poi però ci sono anche i ristoranti, specialmente per pranzi di lavoro, dove non vuoi socializzare e l’unico scopo è mangiare.
      E lì ti forniscono tutti gli strumenti per non socializzare e mangiare senza dover far finta di essere interessato a chi c’è al tuo fianco.
      Che poi io conosco tantissima gente anche in italia che godrebbe un mondo ad avere ristoranti dove può andare senza dover socializzare, conosco tanti italiani che sopportano a fatica il cameriere che cerca di fare il simpaticone.
      Se tu gli fornisci il ristorante asociale fanno salti di gioia.
      Alla fine si tratta sempre di adattarsi al nuovo corso e trovare nuovi modi per fare affari. Prima avevi un ristorante sociale per clienti sociali? Ora con la scusa del coronavirus fai un ristorante asociale per clienti asociali.

      7 Maggio 2020
  3. Paolo (東京) said:

    In Giappone (parlo dei tempi pre-coronavirus) c`e` interazione sociale nelle izakaya (taverne giapponesi) e nei bar, di sera. .Nei ristoranti a pranzo in genere no. Di solito si entra, anche da soli, si mangia (al bancone, spesso) e in dieci minuti si e` fuori. Anche se sei al bancone gomito a gomito con due altri clienti dai due lati, non li guardi neppure in faccia e non scambi una parola neppure per sbaglio. Idem per i gruppi. Ho visto piu` di una volta un gruppo di colleghi salaryman aspettare di sedersi allo stesso tavolo e poi mangiare senza scambiare una parola. Anni fa me ne ero quasi scandalizzato, ora non ci faccio piu` caso: fa parte del cosidettoi spirito di gruppo – se qualcuno si rifiutasse di mangiare coi colleghi sarebbe etichettato come un paria. Per quanto riguarda i ristoranti di ramen a Tokyo adesso (durante il coronavirus) sono affollati come sempre e per evitare il gomito a gomito non ci metto piu` piede da febbraio almeno (mi correggo: e` da febbraio che non metto piu` piede in un qualsiasi ristorante a Tokyo)

    7 Maggio 2020
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  4. Mauro said:

    Ecco, appunto: io sarei il cliente ideale per il ristorante asociale da pausa pranzo. Se sono in compagnia amo tutto: bisbocce, camerieri invadenti e così via. Ma se sono solo tipo quando sono fuori per lavoro: entro+piatto+mangio+ non dico una parola= idillio

    7 Maggio 2020
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