Orgogliosi di bucare le notizie

Ieri sera circolava la notiza bomba: zona rossa su tutta la Lombardia più altre province limitrofe.
L’ipotesi già era stata fatta la mattina ma eravamo ancora al livello “figuratevi se…” Nel giro di qualche ora l’ipotesi è incredibilmente diventata realtà.

I giornali che ànno lanciato la notizia della Lombardia chiusa facevano circolare una bozza di decreto che poi è stato materialmente approvato solo nella notte. Nel frattempo ilpost se ne esce con questo tweet:

La cosa più divertente è stato vedere gente, come questo noto iutuber, elogiare la scelta del post prendendola per responsabilità giornalistica.

La reltà però è molto diversa. Il post non poteva pubblicare quella bozza perché non aveva alcun modo di verificarla, e quando non puoi verificare una notizia non la pubblichi.
La differenza coi “giornali veri” è che ilpost si illude di fare giornalismo dalla cameretta con una connessione internet e i poster di Samantha Fox alla parete. Se tu stai nella cameretta le notizie che puoi dare sono ovviamente di seconda mano: puoi solo pubblicare i comunicati ufficiali o le notizie già verificate da altri. Se ti arriva una bozza di un decreto tu non ài modo di verificare se è attendibile oppure se è una burla come le teste di Modigliani, quindi devi passare la vita a fare l’aggiornamento del sito del governo per vedere quando la notizia è ufficiale.

Chi invece fa il giornalista sul serio muove il culo dalla sua cameretta, passa la vita a frequentare la gente giusta nei corridoi giusti e poi quando arrivano queste notizie può verificarle in due minuti. Anzi, il più delle volte non deve verificare niente perché la notizia gli arriva direttamente dalle fonti presso cui dovrebbe verificarla.
Ieri sera la bozza del decreto è arrivata ai giornali evidentemente da qualcuno del giro giusto che l’à passata ai giornalisti amici dicendo “ehy, stiamo per approvare questa cosa qua… c’è ancora qualche dettaglio da sistemare ma ormai la decisione è presa“.
Non per svelarvi un segreto di pulcinella, ma decisioni come quella di chiudere milioni di persone in una zona rossa non si prendono in 25 minuti di nascosto. Sono decisioni che si prendono in tempi molto più lunghi e consultando decine o centinaia di persone. Quando la notizia è ufficiale nell’ambiente ormai si sa da ore e ore.
Ecco, i “giornali veri” in quell’ambiente ci sono e lo sanno, quelli che si illudono di fare giornalismo via internet in quell’ambiente non ci sono e l’unica cosa che possono fare è cliccare refresh sul sito del governo e ricevere la notizia quando ormai la sanno già tutti.
A quel punto il tuo ruolo è solo quello di aggregare notizie che sono già disponibili e accessibili a tutti su internet. Sei utile, al massimo, a quelli che non sanno trovare la notizia sul sito del governo o ai pigri che non vogliono digitare www.gorverno.it. Ma questo non è giornalismo. Giornalismo è trovarsi le notizie da soli muovendo il culo dalla scrivania.
No, non basta una connessione internet e saper usare il gugol per fare giornalismo. Vale per ilpost e vale per gli altri che pensano di fare informazione così, copiaincollando quello che trovano su internet.

Poi è ovvio che se la vendono dicendo che eglino sono i responsabili, quelli che non pubblicano una notizia se non è ufficiale. Ma la realtà è che non la pubblicano perché, a differenza di altri che passano la vita sul campo e ànno i contatti giusti, eglino non possono verificare nulla.
Ieri sera i giornalisti veri erano lì con la notizia in mano, l’avevano verificata e la potevano pubblicare. Il post aveva i ragazzini nella cameretta con la faccia smarrita perché gugol non gli diceva se era vera o meno e non sapevano che pesci pigliare. E voi state lì ad elogiarli?
Sul serio li lodate perché in una situazione del genere si sono dimostrati incapaci di verificare una notizia per ore e ore?
Sul serio pensate che giornalismo significhi ripubblicare le notizie di seconda mano senza essere il grado di verificare in prima persona una fonte?

Piesse: poi arriveranno quelli che “è grave che il governo faccia circolare le bozze”. Ok, è grave. Ma se un giornalista à in mano una notizia e l’à verificata perché una fonte qualificata gli à detto che è buona egli la pubblica. No, la verifica delle fonti non è solo nel timbro della gazzetta ufficiale, sta anche nelle fonti qualificate. Se non capite questo concetto non sapete una sega di come funziona il giornalismo.

4 Comments

  1. Emanuele said:

    In una situazione come questa non è grave, è da galera far fuoriuscire dalle sedi istituzionali anteprime delle notizie e permettere ai giornali di diffonderle. Come conseguenza ieri sera c’è stato il fuggi fuggi dalla Lombardia di chissà quanta gente e questo statisticamente significherà nuovi contagi in giro per l’Italia.
    Dovevano fare alla cinese: galera per funzionari e dipendenti pubblici che fanno fuoriuscire le notizie e divieto ai media di renderle pubbliche prima che il decreto sia diventato legge. Non è democratico? No, ma a forza di seguire le regole democratice estremizzate al politicamente corretto siamo passati in una settimana da #Milanononsiferma alla Lombardia isolata (seeeehhh) dal mondo.
    In compenso il virus è democraticissimo perché cominciano a fioccare politici di primo piano e dirigenti pubblici di primo piano positivi.

    8 Marzo 2020
    Reply
    • Cullà said:

      Pienamente d’accordo sulla punizione durissima per chi viola il segreto d’ufficio (ce lo ricordassimo anche per i signori magistrati non sarebbe male).
      Ma il mestiere del giornalista è proprio di cogliere il politico o il magistrato in castagna quando si lascia scappare quel che non dovrebbe. O così, o chiudiamoli i giornali, che le veline non servono a nessuno: non siamo in guerra e il nemico non ti ascolta.
      E no, il fatto che gli italiani siano un popolo di menefreghisti con l’etica di una mantide religiosa non è colpa dei giornali. Se ti dicono di rispettare certe regole per il bene di tutti tu lo fai, non scappi sull’intercity perché “tecnicamente vale da domattina”.

      9 Marzo 2020
  2. kheimon said:

    Esatto, una volta buona i giornali mainstream italiani hanno svolto il (o comunque un) ruolo della stampa—almeno nell’interpretazione che era ritenuta valida da letteralmente chiunque in Italia fino a qualche ora fa. Insomma, tutti accettavamo di buon grado che nessuno prende un Pulitzer facendo F5 su whitehouse.gov.

    Ma le cose cambiano.

    Ieri notte amici mi mandano quell’articolo del Post, vacuo e inutile, grondante di virtue-signalling, con ditino (virtuale) alzato. E io gli dico che con tutto che i giornali hanno gonfiato patacche epiche in passato, qual è la probabilità che il governo non smentisca a reti unificate una bozza di decreto falsa che qualche buontempone dovrebbe aver messo insieme con Word ma che tutti ritengono autentica?

    Stamattina mi scrivono invece che i giornali sono stati irresponsabili a pubblicare una roba con tanto potere destabilizzante. Non resta che fare una bozza di decreto per vietare di pubblicare bozze di decreto e mandare la bozza alla solita mailing list per ricevere feedback… oh wait

    8 Marzo 2020
    Reply
    • mattia said:

      qual è la probabilità che il governo non smentisca a reti unificate una bozza di decreto falsa che qualche buontempone dovrebbe aver messo insieme con Word ma che tutti ritengono autentica?

      quello che pensavo pure io.
      La bozza è rimasta per ore sui quotidiani nazionali senza che nessuno dal governo la smentisse.
      Fosse stata una balla l’avrebbero smentita in 10 minuti al massimo.

      8 Marzo 2020

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