Aspettando il contrattino

Quando furono chiuse le scuole in italia per i primi giorni, solo in alcune limitate zone del paese, mi capitò di leggere un articolo in cui si proponeva (non mi ricordo se dal Ministero o da qualche altro ufficio locale) di recuperare il tempo perso a fine anno scolastico.
I sindacati degli insegnanti risposero picche: non si azzardino nemmeno a toccare le sacre vacanze degli insegnanti. Ogni scuola in autonomia scolastica può ritenere valido un anno scolatico con meno di 200 giorni. Quindi le nostre brave maestrine ai primi soli di giugno chiudono la serranda e vanno al mare a farsi trapanare dal bagnino.
Se poi gli studenti ànno perso settimane di lezione amen, ciò che conta è che l’anno scolastico è valido. Ciò che conta è che sulla carta tutto va bene e non è successo nulla. Fai un mese in meno di istruzione? Gli studenti imparano di meno? Sulla carta c’è scritto che tutto va bene ugualmente e quindi tu te ne freghi.
Se il sacro contratto dice che non possono importi di recuperare alla fine dell’anno le lezioni perse a febbraio per il virus, tu non lo fai.

Nel frattempo poi ò letto altri articoli. Scuole che proponevano sistemi di insegnamento a distanza in questo periodo di quarantena e sindacati che si ribellavano perché non c’era scritto nel contratto. Se le scuole chiudono gli insegnanti non ànno il dovere di far niente, possono stare a casa a grattarsi la panza.

Sia chiaro, legalmente avranno anche ragione. Se però vi domandate come mai l’italia riceverà una batosta da questo virus la risposta è qui. Il problema non è (solo) il governo, il problema non è (solo) l’UE che deve dare all’italia la flessibilità per fare debito necessario in questo periodo di emergenza.
Il paese non si risolleva se il popolo, come un tutt’uno, decide di fare la sua parte. In queste situazioni non è che devi star lì a guardare il contrattino, se c’è da fare qualcosa ci si rimbocca le maniche e lo si fa senza discutere troppo, perché se aspetti il contrattino il paese rimane con il culo per terra.

3 Comments

  1. mamoru said:

    in giappone ha chiuso quasi in corrispondenza con la fine dell’anno scolastico. li la loro fortuna. e han detto che le assenze non saranno contate come tali quindi nessuna influenza su presenze e promozione.
    alla fine il problema piu grosso era quello di gestire i figli perche i genitori lavorano e gli orari son quelli della scuola. morale: bambini nei parchi, a zonzo o di nuovo a scuola, ma niente lezioni solo studio individuale e mensa. tuttavia solo una minoranza di scuole si e’ opposta alla richiesta del governo e lo sta facendo.
    anche un amico che doveva prendere il diploma gli han detto che la cerimonia e’ annullata. li poco male.

    8 Marzo 2020
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  2. Giampaolo said:

    Vero. Verissimo.

    Però devo sottolineare che, almeno nelle scuole paritarie di Torino, si sta attrezzando l’e-learning a tempo di record perfino per elementari e infanzia.
    Invece le colleghe di mia moglie della statale, beh, loro sono in ferie (nonostante i presidi ci stiano provando, eh).

    8 Marzo 2020
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  3. MarcoM said:

    Domanda: ma non hanno sempre raccontato in giro che in realtà loro fino ad Agosto lavorano? (scrutini esami riunioni un sacco di cose da fare, dicono, ma io le scuole le vedo sempre vuote…).
    Domani, per inciso, la scuola di mia figlia parte con l’e-learning. Arrabattato in quattro e quattr’otto, voglio vedere come possono trasmettere 60 lezioni diverse a distanza senza aver mai provato prima. Al momento (domenica sera) il sito dedicato va in timeout. Domani mattina vedremo… speriamo bene ma ci credo poco.

    8 Marzo 2020
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