Il gran complotto piemontese

Di tutta questa vicenda del coronavirus una cosa mi resterà impressa: la permalosità degli italiani.
Davvero non riescono a mandare giù il fatto di essere il paese focolaio del virus in Europa. Basta raccontare i fatti, i numeri, e l’italiano medio si offende nell’onore più profondo. Secondo me se gli dici che sua mamma piscia in piedi non se la prende così.

Questa volta però non si tratta di opinioni, ma di fatti. Ci sono crudi numeri nelle tabelle. E allora che si fa?, si negano i numeri. Colpiti nell’onore gli italiani ripetono da dieci giorni che in italia ci sono più casi di persone infette da coronavirus solo perché si fanno più test. All’estero non si fanno i test e quindi non vengono riportati casi di persone infette, ma se solo li facessero! Uh, signora mia!

Da qui in poi la strada è solo in discesa, con cinquanta sfumature di complottismo, da quello leggero di chi sostiene che negli altri paesi le autorità sanno benissimo che il virus è diffuso ma non testano le persone intenzionalmente per non riportare i casi ed evitare danni all’economia, a quello di chi dice che all’estero fanno sì i test, poi però li nascondano sotto il tappeto quando sono positivi, fino ad arrivare ai coglioni convinti che sia tutto un piano contro l’italia.

Di fondo però rimane la domanda: perché in italia si fanno così tanti test e all’estero no? Sono fessi gli italiani? Sono furbetti gli stranieri?
Niente di tutto ciò.

Fare un test à un costo, non solo in termini economici ma anche di tempo, di strutture e di personale.
Devi prelevare il campione, portarlo in laboratorio, analizzarlo e leggere i dati, e devi farlo in sicurezza. Qui trovate un video in cui spiegano nel dettaglio come si fa. Tutte queste operazioni richiedono quattro ore, richiedono strutture dove farle, richiedono personale. La gente che può fare questo lavoro non la trovi ad ogni angolo di strada, e di sicuro non puoi formarla in due ore come fai con un gira-hamburger di McDonalds. Anche avendo il personale formato ti servono comunque i laboratori, le strutture. Sono tutte risorse limitate e preziose in un periodo di crisi.
Per questo motivo i test sono una risorsa che non va sprecata. I test dunque li fai quando ài il fondato sospetto che una persona possa essere positiva, non li fai così a delle persone a caso.
Anche se in quel giorno ài a disposizione il laboratorio e il persone sarebbe sciocco fare dei test che non sono necessari, perché magari tra una settimana ti arriva un focolaio e devi mettere il personale a fare turni massacranti. Non ha senso stressare il personale la settimana prima facendogli fare test inutili così che poi quando c’è un’emergenza ti trovi il personale stanco per il lavoro fatto prima.

I test si fanno quando servono, farli a casaccio è uno sciocco spreco di risorse. In italia evidentemente ci sono stati dei focolai che ànno indotto le autorità a fare molti test, in paesi stranieri invece no. Tutto qui.

Ancora convinti del gombloddo? Guardate i dati delle varie regioni italiane:

In Lombardia sono stati fatti 7925 tamponi, in Piemonte solo 434. Eppure il Piemonte è lì vicino alla Lombardia. C’è letteralmente un’autostrada tra le due regioni (anzi, più d’una). Ci sono migliaia e migliaia di persone che ogni giorno viaggiano dalla Lombardia al Piemonte: il virus sarà diffuso anche lì, ma allora perché non fanno i test?
La regione Piemonte non fa i test perché vuole nascondere i malati, è il grande complotto di Torino contro Milano. Lo fanno apposta per distruggere l’economia lombarda e tornare ad essere capitale d’italia!!1!11!!!

Vi risulta più bizzarro il complotto ora? Sul serio pensate che in Piemonte non facciano i test perché perché vogliono nascondere l’epidemia mentre in Lombardia no? Sul serio pensate che sia il grande complotto del Piemonte contro la Lombardia?
La stessa cosa vale se al posto del Piemonte ci mettete la Bretagna o la Baviera. Se non c’è il ragionevole dubbio che una persona possa essere positiva non si spreca un test. Non lo si fa in Piemonte o in Campania, non lo si fa in Bretagna o in Baviera.
Non è l’italia che fa tanti test, sono Lombardia e Veneto che fanno tanti test. All’italia è andata di sfiga che Lombardia e Veneto si trovano in italia. Perché tutte le altre regioni d’italia si stanno comportando esattamente come tutti gli altri paesi d’Europa.
Invece di chiedervi perché in Germania e in Francia non si fanno migliaia e migliaia di test come in italia spostate lo sguardo alle singole regioni italiane e domandatevi invece perché in Piemonte non si fanno migliaia e migliaia di test come in Lombardia.
Dopodiché aumentate ancora di più lo zoom e domandatevi perché a Lodi si fanno migliaia di test e a Sondrio no.

Se ài la capacità di fare 1000 test al giorno non li fai uniformemente distribuiti su tutta la popolazione europea pescando a caso le persone dall’elenco dei residenti in stile lotteria del Vietnam, solo perché altrimenti l’italiano medio si mette a frignare e pretende che tutti siano sottoposti al test con le stesse condizioni.

I test si fanno dove servono, e se ciò significa farne tanti a Lodi e pochi a Monaco ne fai tanti a Lodi e pochi a Monaco. Non è che ne fai meno dove servono veramente e ne fai di più dove sono inutili per evitare che l’italiano frigni su internet.
Dell’italiano che frigna te ne sbatti le balle e fai i test dove sono necessari.

8 Comments

  1. ava said:

    Da noi è cominciata la corsa al tampone quando ci si è resi conto che la stalla era vuota.Sul fatto che abbiamo fatto più test degli altri non ci piove, il che on significa essere bravi, ma aver messo un… tampone necessario ad una serie di gravi errori.
    Ad esempio in Corea hanno fatto più test di noi, e hanno fatto bene perchè hanno più chiaro il quadro della situazione.

    L’errore di base è stato fatto secondo me dal ministero con una linea guida sbagliata sui casi da tamponare. Ma ce ne sono stati molti altri; ad esempio l’ infetto a rifiutato il ricovero e ha ammesso incontri con gente di ritorno dalla Cina solo dopo forti insistenze.

    Ma comunque. Trovo profondamente scorretto che tu scriva “Di tutta questa vicenda del coronavirus una cosa mi resterà impressa: la permalosità degli italiani.”.
    Puoi scrivere indubbiamente che ci sia un numero rilevante di italiani deficienti che la pensano come tu dici. Ma non mi pare che il discorso sia valido per tutti o anche per la maggioranza. Sono il solito gruppo di fenomeni no vax, sciochimiche eccetera.

    E comunque, nelle prossime settimane vedremo un invertirsi dei trend: meno infetti al nord e più al sud, dove non sono state prese misure di alcun tipo . La regola del dropplet è ridicola se si pensa che ci sono gli asili e gli stadi aperti, e a Salerno hanno chiuso una scuola e moltissmi son oin quarantena.
    Il problema del’ italia non sono quei quattro deficienti complottari ma il fatto che lo stato fa sempre le cose a metà e non sa pianificare oltre la settimana.

    3 Marzo 2020
  2. Damian said:

    Forse ti sei perso le discussioni tra i governatori di Lombardia e Veneto e il Ministero della Salute che appunto li accusava di fare troppi test in deroga ai protocolli, così come previsti da OMS e circolari ministeriali; ovvero di sottoporre a tampone anche persone che non mostravano alcun sintomo.
    Quindi sì, è vero, in Italia (e particolarmente in quelle due regioni) si sono fatti inizialmente molti più tamponi di quanti ne avrebbero fatti all’estero, ma non per eccesso di zelo, ma perché sono pasticcioni all’interno delle istituzioni

    3 Marzo 2020
    • mattia said:

      ma perché sono pasticcioni all’interno delle istituzioni

      Che ci siano pasticcioni all’interno delle istituzioni è possibile. Ma non mi sembra che il lombardo medio vada in giro a gridare al complotto piemontese contro la Lombardia. Non leggi il lombardo che scrive su internet che in Piemonte fanno i test ma poi quando sono positivi li nascondono sotto al tappeto…
      Se al posto della Lombardia metti l’italia e al posto del Piemonte metti i paesi esteri sì.

      3 Marzo 2020
    • ava said:

      Hanno fatto benissimo a fare più tamponi . Il ministero ha pesanti responsabilità in quanto sta accadendo, perchè restringendo con apposita circolare i criteri di chi doveva fare il test si sono persi il malato di Codogno. La politica voleva meno tamponi per minimizzare ma mi sembra l’ atteggiamento più sbagliato possibile.
      in Corea ne stanno facendo a valanga e fanno bene perchè hanno un’ idea chiara dello sviluppo e della diffusione del virus e di conseguenza potranno ottimizzare le spese per quanto riguarda le misure di emergenza che costano molto più dei tamponi.
      Chiaro che i tamponi hanno un costo, ma il vero costo adesso è lasciare che il virus dilaghi, risparmiare quattro lupini oggi per perdere la barca domani.
      Fosse per me avrei chiuso tutte le scuole per due settimane da subito, e visto cosa sta accadendo pensoc he sarebbe stato assolutamente giusto perchè vedrete che da adesso cominceranno a farlo un pò alla volta, alla cazzo, all’ italiana.
      L’ unico modo per ” risparmiare” in un casino del genere è cercare di uscirne prima possibile, come hanno fatto in Cina.
      oltretutto la Cina è stata criticata per falsare i dati ma in realtà sono molto simili ai nostri.
      In tutto questo mi colpisce l’assenza totale dell’ Europa.

      3 Marzo 2020
    • Emanuele said:

      A me sembra che le linee guida OMS abbiano fatto acqua da tutte le parti. Ho letto che in Veneto hanno scoperto il focolaio attuale testando due ricoverati per polmonite che secondo i protocolli non dovevano essere controllati.

      3 Marzo 2020
  3. Marco said:

    Mi sembra una visione un po’ superficiale. In Italia il test al “paziente 1” l’hanno fatto perché alla moglie è venuto in mente che giorni prima avevano cenato con uno appena tornato dalla Cina. Altrimenti non avrebbero fatto alcun test e l’avrebbero diagnosticato, al pari di altri, come polmonite.
    Giornali francesi e inglesi riportano spesso interviste a medici ospedalieri che lamentano un aumento anomalo nei casi di polmonite. Semplicemente, secondo me, nessuno pensava che sarebbe arrivato in Europa e superficialmente nessuno ha pensato di fare tamponi ai casi che presentavano sintomi che sono del tutto assimilabili alla normale influenza.

    3 Marzo 2020
  4. Emanuele said:

    Ho letto che in UK hanno fatto oltre 6000 test prima che in Italia scoppiasse il bubbone. E i positivi erano pochissimi.
    Detto questo, se ne hai la possibilità i test meglio tanti che pochi visto che un infetto casuale può sempre passare dalle maglie dei protocolli e ne basta uno per dare il via a un focolaio.

    3 Marzo 2020
  5. mattia said:

    Non ci siamo ragazzi. Non avete capito nemmeno un 5% di quello che ho scritto.
    Commenti chiusi.

    4 Marzo 2020

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