Lerciume cinese

Io, per esempio, sono stato nella repubblica popolare cinese solo due volte, di sfuggita. Nelle civilissime pechino e sciangai, tra l’altro.
Ebbene, ricordo ancora l’orrore che provai nel vedere il livello igienico di tutti i ristoranti della zona dove alloggiavo. Gente che macellava carne nella stradina sterrata tra un ristorante e l’altro e che poi buttava l’acqua da un ciotola direttamente sulla strada. Un lerciume indicibile, e guardate che io sono uno che à partecipato alla gara “scopri l’hospoda più lurida di Praga 2013-2014“, non sono uno che pretende la tovaglia di lino fresca di pressa. Eppure persino per me il lerciume di quei ristoranti era davvero troppo. Ed erano tutti così, non ne trovavi uno decente. Tanto che poi finii a mangiare da Subway, dove entrai con la stessa espressione di sollievo di un assetato che trova un’oasi nel deserto.
La cosa un po’ mi dispiaceva, ché volevo provare qualcosa di locale non lo stesso panino di Subway che avevo mangiato da Nuova York a Madrid, ma il ribrezzo per il lerciume di quei ristoranti era davvero troppo. Figuratevi, ò mangiato (con molto coraggio) ai lercissimi yatai di Fukuoka o a Little India di Singapore, ma a Pechino no, non ce l’ò fatta.

Ecco, secondo i coglioni #antirazzisti #facciamoride #noglobal #antifa #stica non dovrei dirlo, ché altrimenti sarei razzista. Bisogna far finta che nella repubblica popolare cinese sia tutto pulito e lindo, che non ci sia questo lerciume, perché altrimenti vieni accusato di razzismo. Bisogna negare la realtà.

A questo punto dite direttamente che non si può dire la verità altrimenti i capoccia dell’ambasciata della repubblica popolare cinese si offendono e voi vi cagate in mano. Dite pure che per non indispettire gli stessi capoccia sareste disposti a negare l’evidenza di tutto ciò che non va pur di fare affari nella repubblica popolare cinese e riempirvi il portafogli. Almeno sareste onesti e il motivo sarebbe anche razionale, per le vostre tasche.
Ma se non ve ne viene in tasca nulla e pensate veramente che non si possa dire la verità sul lerciume cinese perché altrimenti si è razzisti, se onestamente pensate queste cose, be’ ragazzi miei avete il cervello in pappa.

12 Comments

  1. Emanuele said:

    Cerca di capirli. Dopo il calcio sui denti che la realtà gli ha dato sul fatto delle quarantene a qualche mantra dell’ideologia demoprogantifa devono attaccarsi.
    In questi giorni hanno visto crollare il mito Burioni, che hanno sbandierato per anni contro i novax populisti e fascisti, e che siccome ha criticato il governo è diventato un teppista dei social; il mito della scienza che invocano ogni 3×2 senza capirci niente, con le liti tra virologi di fama e le linee guida dell’OMS che si stanno dimostrando del tutto inefficaci; della loro stampa che per giorni ha alimentato il panico e ora fa dietrofront troppo palesemente per far finta di niente.
    Sono in un momento di confusione e cercano di capire dove riposizionarsi.

    29 Febbraio 2020
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  2. Manolo Tancredi said:

    Purtroppo siamo alle solite, non si può affermare in pubblico qualcosa che è vero, evidente, dimostrabile, indisputabile per evitare di offendere qualcuno, i.e. la minoranza di turno, nonché i consueti “offesi di professione”, ossia i vari #stica che se ne stanno sempre lì come avvoltoi in attesa dell’ultima occasione per offendersi.

    Per inciso, io ho visitato alcuni paesi del Medio Oriente, ed anche lì ho trovato sudiciume e stili di vita incivili, per certi aspetti pure peggiori di quelli che si vedono in Cina (spreco gratuito, disprezzo per l’ambiente e le basilari norme igieniche, indifferenza, gente che getta spazzatura dal finestrino della macchina, o deturpa con i rifiuti magnifiche aree naturali “protette”; i tanto criticati turisti ad esempio rispettano il deserto ben più degli autoctoni che lo trattano come una discarica a cielo aperto).

    Questo è evidente a chiunque si faccia un viaggio in tali paesi, persino il turista quadratico medio che va a Petra in low cost e si fa una gita nei dintorni in macchina non può non notarlo. E quelle sono zone turistiche tirate a lucido, ossia l’equivalente del downtown di Shanghai. Però poi se ne può parlare solo sottovoce, guai a sollevare l’argomento o si passa per razzisti.

    Non parliamo poi della ragionevole inferenza che se una persona arriva da quelle aree, sarà generalmente avvezza ad uno stile di vita, igiene e rispetto dell’ambiente non compatibile con quello di una città dell’Europa Occidentale. Prendere atto di questo fatto in realtà sarebbe utile, perché si potrebbe intervenire subito chiarendo le differenze ai nuovi arrivati, invece di far finta di nulla e poi dare addosso a chi osserva e commenta l’evidenza.

    29 Febbraio 2020
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    • pig said:

      ho paura che nessuno di voi abbia visitato accuratamente la banlieue parigina…

      1 Marzo 2020
  3. Beppe Grullo said:

    Davvero bisogna spiegare perché un presidente di regione non deve dire in TV che i cinesi mangiano i topi, oppure perché non deve mettersi una mascherina inutile in una stanza vuota davanti alla webcam? Si chiama opportunità, un concetto che dovrebbe essere chiaro a chiunque abbia finito la pubertà, eppure…

    29 Febbraio 2020
    Reply
    • mattia said:

      Vedi, la quarantena à anche i suoi lati positivi.
      Di solito il sabato sera a quest’ora starei tazzando con gli amici. Invece oggi sono bloccato a casa e ò pure il tempo di risponderti.

      Si chiama opportunità, un concetto che dovrebbe essere chiaro a chiunque abbia finito la pubertà

      Un po’ prima, all’incirca verso la seconda media, uno studente persino mediocre impara a leggere e capire un testo più complesso di “il libro si trova sul tavolo”.
      Uno studente arrivato a questo livello è dunque capace di leggere e capire questo paragrafo del post:

      A questo punto dite direttamente che non si può dire la verità altrimenti i capoccia dell’ambasciata della repubblica popolare cinese si offendono e voi vi cagate in mano. Dite pure che per non indispettire gli stessi capoccia sareste disposti a negare l’evidenza di tutto ciò che non va pur di fare affari nella repubblica popolare cinese e riempirvi il portafogli.

      il concetto dell’opportunità, come la chiami tu, è trattato qui.
      E siccome sono gentile ti spiego anche cosa ò scritto: non contesto uno che uno possa mettersi a π/2 nei davanti ai cinesi per paura o per conveniente economica. Perché questo à una sua logica. Contestabile o meno, ma è pur sempre una decisione logica.

      Io nel posto contesto un’altra cosa, quando dico che se

      pensate veramente che non si possa dire la verità sul lerciume cinese perché altrimenti si è razzisti, se onestamente pensate queste cose, be’ ragazzi miei avete il cervello in pappa.

      Capito? Io qui contesto chi dice che non si può parlare del lerciume cinese non per questioni di opportunità, ma perché altrimenti sei razzista.
      Quindi il tuo commento non c’entra nulla.

      Purtroppo ài dimostrato di essere incapace di leggere e capire un breve testo. Tira da solo le conclusioni.

      29 Febbraio 2020
  4. brain_use said:

    Credo ciecamente a quanto dici, pur non essendo mai stato in Cina, ma avendo visto discrete mancanze di norme igieniche basilari persino in paesi ben più insospettabili.
    Condivido però l’idea che ogni affermazione debba essere calata in un contesto.
    Forse, dunque, forse Zaia avrebbe potuto evitare di indispettire un paese verso il quale le esportazioni della regione da lui governata sono cresciute del 44% negli ultimi anni.
    E’ sporca convenienza politica a confronto con la sincerità ingenua dello spettatore ignaro?
    Sì, ma lui è il governatore del veneto, non un commentatore del bar qualsiasi di passaggio.

    29 Febbraio 2020
    Reply
    • mattia said:

      vedi risposta a beppe grullo qui sopra

      1 Marzo 2020
  5. Nick said:

    È vero, ma considera anche una cosa. In asia di la forbice tra redditi bassi e alti è molto più marcata. Da loro con 3/4 euro mangi fuori, da noi no. Ti trovi le situazioni igieniche precarie che descrivi tu, ma anche gente che fa da mangiare con mascherina e cappellino nei centri commerciali. Dipende da quanto spendi. Da noi invece un minimo di standard igienico ce l’hai sempre ( in teoria) mentre in asia, vai dalle stelle alle stalle in un attimo.

    1 Marzo 2020
    Reply
  6. am said:

    eh beh mattia, ti sei risposto da solo.
    Il motivo che non si puo’ dire ai cinesi che son puzzoni, sono i soldi.
    La scusa per la società del terzo millennio (il vecchio popolo bue) è che senno’ sei un razzista che disturba il quieto vivere.
    direi prove di sardinizzazione della società oppure tutti froci col culo degli altri…
    ma anche questo non si puo’ piu’ dire

    2 Marzo 2020
    Reply
    • Manolo Tancredi said:

      No, non è solo questione di soldi. Quello almeno avrebbe una sua ratio.
      Esercizio: prova a descrivere e commentare pubblicamente gli stili di vita nei paesi dell’Africa sub-sahariana (da cui proviene una non trascurabile frazione dei migranti che giungono in Italia), e osserva le reazioni scomposte. E questo nonostante le relazioni economiche con tali paesi (le questioni di soldi) siano insignificanti.

      3 Marzo 2020
  7. baron litron said:

    boh, in Cina (Pechino) ci sono stato per un anno, non continuato, tra l’87 e il ’92.
    il cibo era buonissimo e molto economico, l’igiene faceva spavento. ovviamente, all’essenziale facevano attenzione (bacchette usa e getta, stoviglie bollite, nulla di crudo acqua compresa) ma i ristoranti col pavimento l’avevano di cemento, gli altri di terra battuta, polvere e sputi ovunque, camerieri e cuochi che non si lavavano le mani dai tempi della lunga marcia almeno.
    io e gli altri studenti siamo sopravvissuti, qualche scarica di diarrea ogni tanto, una manciata di casi di epatite, infezioni intestinali a casaccio, un paio di appendiciti. e il resto del pese era molto ma molto peggio, nel senso che a Pechino qualche posto pulito lo si poteva trovare, altrove no.

    tuttavia, conoscendo il livello medio di trent’anni fa, e l’atteggiamento generale della popolazione verso la pulizia, ho serissimi dubbi che le condizioni siano migliorate, o addirittura che possano farlo. è una questione di abitudini, di condizioni oggettive, di adattamento personale e di atteggiamento mentale, almeno per la Cina.

    che io sappia, in Asia gli unici posti dove si possa essere ragionevolmente tranquilli sull’igiene sono Giappone e Singapore, soprattutto perché (viste le condizioni locali) se non si lava ed asciuga tutto a fondo di continuo si viene ricoperti di muffa…..
    però almeno si può bere l’acqua del rubinetto cruda senza rischiare la dissenteria, si può mangiare carne e pesce senza intossicarsi, si è abbastanza sicuri che le stoviglie sono pulite e i cibi freschi (ci sono comunque eccezioni, come dappertutto)

    3 Marzo 2020
    Reply
    • mattia said:

      che io sappia, in Asia gli unici posti dove si possa essere ragionevolmente tranquilli sull’igiene sono Giappone e Singapore

      Nelle Filippine ò mangiato in posti che sono veramente poveri. Posti dove un turista davvero non à ragione di andare.
      Ma lo schifo visto a Pechino non lì non l’ò visto.
      Mi è capitato di mangiare uno squisito lechon in un “ristorante” che era poco più di una lamiera sopra qualche panca, ma per quanto spartano si vedeva che ci tenevano a tenerlo pulito.
      Non è nemmeno una questione di soldi, ché nelle Filippine soldi non ce ne sono proprio. Penso sia davvero un problema di mentalità.

      3 Marzo 2020

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