Lo scazzo epico

Confesso che mi sono messo a ridere.
Questo scazzo epico è stato divertente come vedere due comari napoletane che si prendono a borsettate perché una accusa l’altra di averle rubato la biancheria appesa ad asciugare. Il tutto condito da epiteti irripetibili. Un teatro.

Il problema però è che ànno torto entrambi.
Da una parte fidarsi dei dati diffusi dalle autorità cinesi è ingenuo. Nella scienza ci si basa tantissimo sulla fiducia. Avete presente quando vi dicono che negli articoli scientifici bisogna riportare tutti i metodi con in quali sono stati ottenuti i risultati, in modo che la comunità scientifica possa ripetere l’esperimento indipendentemente per validare i risultati?
Be’, vi devo svelare un segreto: non lo fa nessuno. Nessuno si prende la briga di ripetere gli esperimenti di un altro (tolti i casi eclatanti) perché nessuno ti finanzia un esperimento che non porta ad alcuna pubblicazione. Se i risultati sono confermati infatti non c’è nulla di nuovo e non ti pubblica nessuno un doppione di un articolo già pubblicato. Se invece l’esperimento fallisce le riviste scientifiche sono restie a pubblicare perché sono portate a pensare che sia stato tu quello imbranato, incapace di risolvere il risultato.
Nessun direttore di dipartimento ti dice di investire mesi e mesi, oltre alle risorse economiche, per il puro soddisfacimento intellettuale di validare o meno un esperimento di un altro e non avere alcuna pubblicazione. Sul lavoro devi produrre – e pubblicare! – il tuo lavoro.

Per questo nella comunità scientifica, banalmente, ci si fida. E basta. Ogni singola immagine prodotta per un articolo scientifico potrebbe essere stata prodotta inventandosi dati di sana pianta. Ci vuole pochissimo. L’unica cosa che puoi fare è fidarti, e così si fa.
Questo però significa che quando uno bara viene espulso a vita dalla comunità scientifica; à rotto il patto di fiducia quindi è più che lecito non fidarsi dei risultati che porta. Non c’è niente che li garantisce, il suo nome non vale più niente.

Lo stesso principio vale per le istituzioni. Nessuno nel mondo à la possibilità di verificare se i dati sulla diffusione del coronavirus sono corretti o falsati. Dovresti recarti sul posto e accedere a tutte le strutture, una per una, e contarli. Non puoi farlo, è materialmente impossibile. Solo le autorità sanitarie del luogo possono farlo, quindi tu puoi solo fidarti dei loro dati.
Ma puoi fidarti? Anche in questo caso si usa lo stesso principio che si usa con i ricercatori: quanto so che tu sei uno che bara allora non sono più tenuto a crederti, si è rotto il patto di fiducia.
Ebbene, con un regime come quello cinese ci sono tonnellate di motivi per considerare rotto il patto di fiducia. Non abbiamo alcun dovere di considerare quei dati affidabili.

Dall’altra parte però anche credere ciecamente a un articolo perché pubblicato sul Lancet è infantile. È un atteggiamento che può avere solo chi non à la più pallida idea di che cosa sia la scienza.
Tralasciamo pure il fatto che in questo caso l’emergenza sanitaria porta a pubblicare velocemente senza una vera revisione tra pari. Ma anche nel caso di pubblicazioni tradizionali dove c’è una vera revisione tra pari capita spessissimo che vengano prese cantonate e pubblicate sciocchezze. Sì, anche sulle riviste prestigiose.
Proprio sul Lancet fu pubblicato nel 1998 l’articolo di wakefield che accusava i vaccini di causare l’autismo. Articolo poi ritrattato nel 2010. Ogni volta che leggi un articolo scientifico, anche pubblicato su riviste scientifiche, devi ricordati che magari stai leggendo un articolo che verrà ritrattato dopo dieci anni.
Prendere per oro colato quello che viene pubblicato sul Lancet perché “è il Lancet” significa non aver capito questo basilare concetto.
Comportandoti così ti esponi a un rischio enorme: quello di sventolare con sicumera le tue convinzioni al mondo per poi essere smentito dopo qualche anno quando si scopre che quell’articolo è pieno di dati farlocchi. Quel giorno tu andrai in giro a giustificarti dicendo “vabbe’, mica è colpa mia, io ò citato le fonti! Colpa loro se pubblicano fregnacce“. Ma ormai la frittata sarà fatta. Potrai giustificarti all’infinito ma farai sempre la figura del gonzo che à abboccato a un articolo farlocco.
La realtà è che la sicurezza di un fatto, nella scienza, si raggiunge solo asintoticamente, mettendo insieme un gran mucchio di dati (specialmente in medicina dove spesso l’esperimento diretto e pianificato non è fattibile). Il problema è che ciò ti impone di tenere sempre un piede nel campo del dubbio e un atteggiamento del genere non ti consente di ostentare sicurezza e blastare la gggente.

Prendere un solo dato e ostentare sicurezza assoluta è sciocco. Prima o poi vai a sbattere contro un muro e sei finito. Io qui aspetto solo che il prof. Logaritmo arrivi a quel muro e impari la lezione. Ma conoscendolo è facile che si metta a imprecare contro il muro dandogli dell’asino perché non doveva stare sulla sua via.

17 Comments

  1. ava said:

    L’ altro giorno hanno dato del complottaro a Burioni perchè asseriva che i dati epidemiologici cinesi “Zono falZi” in quanto la Cina aveva rivisto i criteri per includere gli infetti escludendo chi aveva fatto ilt est ma non presentava sintomi.
    Della qual cosa non era sicuro perchè non parla cinese; e quindi potremmo dire che ha fatto un discorso da ” laureato della strada” in lingue orientali.
    A parte Burioni, è evidente che le cifre cinesi sono sballate ma qualcosa ci dicono comunque.
    Oggi hanno rivisto le stime includendo i casi probabili ( clinici) e ovviamente c’è stato un salto. Tutti i somari di giornali titolano che l’ epidemia è inarrestabile e sta accelerando ecc.. ma dico stiamo scherzando? Che buffonate sono? I
    10 giorni fa avevo fatto una semplice interpolazione del numero di casi notando un rallentamento, ed infatti questo si è manifestato perchè ad oggi ci sono 1500 nuovi infetti con sintomi contro i 3500 di 10 giorni fa.
    Al di fuori del Wuhan non mi pare che si stia scatenando una pandemia pazzesca,esclusa la nave che è un caso a parte; quindi direi che i numeri cinesi, per quanto dubbi , indicano comunque una tendenza che appare evidentemente probabile. Oltretutto quando Trump ha detto che ad aprile finirà il fenomeno è stato preso per il culo,ma in realtà anche il maggior epidemiologo cinese ha espresso lo stesso concetto e quindi Trump ha parlato dopo aver consultato qualcuno. Insomma secondo me è fondamentale tenere la guardia alta, ma veramente si stanno vedendo bufale allarmistiche pazzesche di tutti i tipi anche da parte di professionisti; i numeri cinesi , combinati con i numeri dei paesi a rischio di cui ci fidiamo di più come US e Australia , ci dicono che il fenomeno pur essendo in crescita non sta esplodendo. Olrtretutto i morti fuori dal Wuhan sono veramente pochi.
    Devo dire che all’ inizio mi stavo cagando addosso , ma quando ho visto che il modello mi tornava mi sono tranquillizzato.

    13 Febbraio 2020
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    • Raoul Codazzi said:

      “Devo dire che all’ inizio mi stavo cagando addosso”

      Diciamo che lo si è “leggerissimamente” capito leggendo i tuoi ultimi commenti 😀
      Lieto di sentire che ti sei tranquillizzato. Mi stavo preoccupando io per te 😉

      15 Febbraio 2020
    • ava said:

      Ecco che oggi ci svegliamo con la bella sorpresa di un focolaio a Lodi e a Piacenza. Ma comunque rimango della mia opinione: i numeri cinesi ci dicono che se si prende il coro per le corna si riesce a vincere. Se si continua a ripetere che il vero virus è il razzismo… ciao .

      21 Febbraio 2020
  2. ava said:

    Certo l’ OMS si fa una figura di merda epica. Fino a 15 giorni fa ripeteva che il virus non era motivo di allarme. Troppi medici ripetevano che l’ influenza stagionale è peggio. Oggi tutti a correre ai ripari nelle trincee. Non vedono al di là del proprio naso. Almeno Burioni ieri ha asserito che c’è un rallentamento; molto coraggioso da pare sua.
    Purtroppo , avendo avuto anche un caso di malasanità in casa, mi rendo conto che la mentalità scientifica talvolta latita nelle teste dei medici. Dovrebbero studiare più matematica.

    13 Febbraio 2020
    Reply
  3. kheimon said:

    Sarebbe stato perfetto se nella baruffa fossero intervenuti i vari fact checker (magari pure quelli che l’UE vorrebbe schierare come polizia del pensiero su Facebook), tra cui il tuo “preferito” (non serve chiamarlo per nome) come il mio, che è quello che alterna inutili e ovvie smentite per auto-evidenti e irrilevanti vaccate a quelli che invece sono cripto-editoriali in cui prende un fatto e lo commenta mettendoci uno spin. Un tempo si chiamavano “pezzi d’opinione” nel gergo del giornalismo, mo’ è debunking. Vai a capire!

    13 Febbraio 2020
    Reply
  4. Dora said:

    Però qui quello fideista è Di Grazia, che appunto prende i dati solo dall’OMS la quale ha comunque detto che non si fida dei dati ufficiali forniti dalla Cina perché utilizzano un altro metodo (a loro più comodo) per classificare i contagi.
    Burioni invece cita semplicemente i dati di Lancet perché più ragionevoli.

    13 Febbraio 2020
    Reply
    • mattia said:

      Burioni invece

      Il prof. Logaritmo è fideista *esattamente* allo stesso modo; à una fiducia incondizionata per qualsiasi cosa che scrivano sul Lancet perché è il lancet, gne gne gne, la rivista che leggono gli esperti come me mentre tutti voi non capite un cazzo.
      Più di un utente gli à fatto notare che con questa logica avrebbe dovuto prendere pure per buone le fregnacce di wakefield perché pubblicate sul Lancet ma ovviamente à sempre evitato di rispondere a questa obiezione.

      13 Febbraio 2020
  5. Emanuele said:

    Vabbè ma a questo punto un pacco spedito da Shangai il 30 scorso e arrivato l’11 febbraio è da considerare sicuro pure se l’ha maneggiato un untore professionista di coronavirus?
    Cosa dice l’OMS l’ho letto. Lancet che dice? 🙂

    13 Febbraio 2020
    Reply
  6. andrea c. said:

    A proposito di Burioni, ricordo che a inizio febbraio, per sostenere la sua convinzione che il coronavirus fosse trasmesso anche da infetti asintomatici, ha citato lo studio del NEJM sul paziente tedesco infettato da collega cinese “asintomatica”.
    Quando pochi giorni dopo quello studio è risultato errato(i ricercatori non avevano consultato direttamente la donna cinese, che invece non era affatto asintomatica come pensavano, ma aveva assunto paracetamolo per coprire i sintomi), Burioni ha fatto finta di nulla, non ha pubblicato neanche un accenno di smentita!
    Da quando si sono spenti i riflettori sui vaccini, Burioni è in crisi di astinenza, gli tocca sbracciare per restare a galla.

    13 Febbraio 2020
    Reply
  7. Luigi said:

    In realtà la cosa è un po’ più comica di come da voi illustrata, perché qui abbiamo il prefetto caso di un puro che trova uno più puro che lo epura, come diceva Nenni.
    Tempo fa mi è stato detto proprio dal dott. Di Grazia, che lui era il dottore. Io no, e quindi avevo il diritto di domandare, ascoltare la risposta e poi solo e unicamente ringraziare. Era un concetto mutuato proprio dal dott. Burioni. E la cosa bella è che adeso gli si ritorce contro. Finché a Burioni non capiterà di parlare con un epidemiologo che gli dirà che solo lui ha il diritto di parlare perché Burioni è solo un umile virologo.
    Alla fine non ci sarà che solo uno, che avrà la scienza infusa e per cui varrà l’Ipse Dixit.
    Interessante nel dibattito anche ricordare che Burioni ebbe una discussione con un dottore di filosofia della scienza che gli contestava la sua concezione epistemologica. In quel caso Burioni non disse “l’esperto di epistemologia è lei e quindi prendo e porto a casa” bensì “io sono ordinario, lei alla sua età è un precario e quindi è un fallito”.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/11/27/burioni-attacca-un-filosofo-perche-precario-non-e-solo-la-scienza-a-non-essere-democratica/4793317/
    Criteri elastici, direi.
    Ho trovato interessantissima l’esposizione del prof. Butta sulla ricerca scientifica e a questo proposito segnalo questo articolo:
    http://journals.plos.org/plosbiology/article?id=10.1371/journal.pbio.1002165

    (non l’ho letto, eh. Ho solo visto che era commentato qui:
    https://www.wired.it/farmaceutico/2015/07/13/non-riproducibilita-esperimenti-costa-28-miliardi/
    ed è commentato dicendo che “la metà degli esperimenti preclinici condotti negli soli Stati Uniti non è riproducibile.”)
    Sull’argomento ne avevo letti anche altri, molto interessanti, ma non li trovo. Si parlava per esempio di una importante casa farmaceutica che prima di dedicarsi allo studio di una cura in una specifica branca di medicina ha voluto prendere i principali studi fondamentali sul campo e riverificarli, ottenendo risultati differenti da quelli previsti in un 40% dei casi, e altre facezie simili. Se li ritrovo quando ho più tempo ve li segnalo.
    Ottimo articolo comunque.

    14 Febbraio 2020
    Reply
  8. Luca said:

    Approfitto del tema per fare una domanda a Mattia e a voi, già che penso possa essere uno spunto interessante.

    Io non capisco perché il calcolo del mortality rate di questo virus venga conteggiato “in corso d’opera” con il semplice calcolo “infettati / morti”.
    Lo dico senza nessun retropensiero, sono sinceramente confuso.
    Professori e giornalisti ovunque utilizzano questo calcolo per spiegare la bassissima mortalità, aggiungendo anche infatti che, se il numero degli infetti fosse in realtà più alto, la mortalità calerebbe ancora di più.
    Ma a me non torna la logica dietro a questo calcolo.
    Questo può esser valido alla fine dell’epidemia certamente, ma quell’alto numero dei contagiati al momento è un limbo: non sono nè guariti nè morti a causa del virus. Lo hanno solo contratto.
    Ma calcolando così si considera i contagiati come se fossero già guariti.
    Sinceramente, non capisco il senso di questo calcolo. Mi sfugge qualcosa?
    Il calcolo potrebbe essere anche un altro, in realtà. Il mio dubbio è infatti questo: potrebbe essere che questa percentuale sia fatta considerando anche variabili differenti (tipo velocità di infezione e diffusione e altre)?
    Se così fosse, però, nessuno, dall’oms ai medici ai giornalisti è in grado di comunicare con chiarezza i fatti oltre la propaganda.
    O almeno, nessuno che io abbia letto, e ne ho letti parecchi.
    Dove sbaglio?

    15 Febbraio 2020
    Reply
    • hedges said:

      Anche io ho i tuoi dubbi, diciamo che il calcolo della mortalita’ andrebbe fatto:
      poniamo che i contagiati abbiano 14gg per incubazione e altri 14gg per guarire o no,
      mortalita’ ad oggi / totale contagiati a -28gg
      Ma comunque non possiamo sapere il totale contagiati reale in un dato giorno ma solo i decessi effettivi.
      Mi sfugge molto!

      18 Febbraio 2020

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