L’ospedale di container

Anche questa storia che in cina ànno costruito un ospedale in 10 giorni.
Mi sono dovuto sorbire tutte le battutine del tipo “…mentre ad Amatrice la gente vive ancora nei container“.

Poi vai a vedere e scopri che l’ospedale cinese costruito in 10 giorni, be’… è fatto di container.
Che per carità, va bene così. In una situazione di emergenza con una quantità enorme di persone da curare va benissimo avere una struttura precaria e di qualità mediocre. Se l’alternativa è creare un ospedale bellissimo in un anno lasciando la gente crepare per strada ne frattempo, allora sta bene anche un ospedale di container.

Ma appunto, rimane un ospedale di container, identici a quelli che usano qui per alloggiare i muratori ucraini nelle vicinanze di un cantiere edile. Se quello è costruire un ospedale in dieci giorni allora qua costruiscono quartieri residenziali in mezza giornata.

18 Comments

  1. DG said:

    si potrebbe voler aggiungere che se bisogna costruire in fretta e furia un ospedale di container con mille posti letto, in prossimità di una città che ha tipo gli abitanti della lombardia, non stanno messi un gran che bene…

    5 Febbraio 2020
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    • Emanuele said:

      Credo che se scoppiasse un’epidemia del genere in Italia staremmo messi male uguale. I posti letto qui li tagliano da anni e gli ospedali sono sempre strapieni senza epidemie, quindi…

      5 Febbraio 2020
    • Giampaolo said:

      @Emanuele
      in Italia facciamo 20 MILIONI di attività di pronto soccorso l’anno.

      Mille posti letto sono un nonnulla (per essere educato)

      E la regione di Whuan ha pressapoco gli stessi abitanti dell’Italia.

      5 Febbraio 2020
    • DG said:

      come ha evidenziato qualcuno, esistono piani di emergenza per queste situazioni.
      inoltre, in una città nella zona del milione di persone, in italia, ci sono tre-quattro mila posti letto.

      la stessa percentuale di ricoveri sul totale (qualche migliaio su una decina di milioni), in proporzione, sarebbe qualche centinaio. gli ospedali sono sovraccarichi, ma un incremento del 10% nel numero di ricoverati, sarebbe più che altro un grosso fastidio.

      6 Febbraio 2020
    • Emanuele said:

      Ma il posto letto per ricoverare infetti da epidemie è un tantino più problematico di una prestazione di pronto soccorso. Io non so qual è la media di posti letto in Cina, so che in Italia secondo i dati eurostat siamo agli ultimi posti dell’UE. La Germania ne ha il triplo di noi per centomila abitanti. Poi dipenderà da regione a regione, qui da me manca tutto, dai posti letto ai medici e agli infermieri. Questo in condizioni normali, tant’è che durante le epidemie d’influenza scoppia il caos in tanti pronti soccorso e ospedali. Figuriamoci che succederebbe con un’epidemia sconosciuta.

      6 Febbraio 2020
    • ava said:

      Ho letto oggi che per l’ emergenza si era partiti con 4000 posti letto in ospedale, più o meno un posto letto ogni 3000 abitanti. Come a dire che nel mio paese ( 20 000 abitanti) mettevano a disposizione l’ ambulatorio di uno degli studi medici che sono qui. A mio avviso la sanità cinese in quelle zone deve lasciare veramente a desiderare …

      6 Febbraio 2020
  2. Francesco said:

    Credo sia innegabile che qui tale velocità non sarebbe possibile, anche a parità di struttura di base. Pensa solo alle questioni di sicurezza e qualità di installazione. In Italia dolo con la legge marziale potrebbero costruire in libertà e rischio libero

    5 Febbraio 2020
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    • mattia said:

      Pensa solo alle questioni di sicurezza e qualità di installazione. In Italia dolo con la legge marziale potrebbero costruire in libertà e rischio libero

      Ah, ma su questo non c’è il minimo dubbio. Ovviamente in quel caso c’è stato un livello politico che è intervenuto e à detto “si costruisce e basta” proteggendo il culo di tutti quelli che sono coinvolti nella costruzione.

      5 Febbraio 2020
    • Emanuele said:

      Considerando come costruiscono con lacci e lacciuoli occorerebbe prevedere oltre alla legge marziale anche la fucilazione per chi viene trovato con le mani nel sacco a truffare.

      6 Febbraio 2020
  3. Francesco said:

    Qui in ogni caso non sarebbe possibile eguagliare i tempi, troppi vincoli più o meno leciti anche se fossimo in piena crisi. Quindi è sempre stupefacente come quella società funzioni “bene” con quel regime di dittatura che fa ragionare sul nostro “benessere” e i nostri diritti prepagati controproducenti in caso di vera crisi

    5 Febbraio 2020
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    • mattia said:

      Quindi è sempre stupefacente come quella società funzioni “bene” con quel regime di dittatura

      Funzionare bene?

      5 Febbraio 2020
  4. ava said:

    A dire il vero in tutti i paesi ( incluso il nostro) sono previsti piani di emergenza in caso di disastro, nei quali si valuta la costruzione di strutture temporanee per alloggio o ricovero. Sicuramente tutti gli elementi erano prefabbricati e anche già pronti, perchè è assolutamente impossibile tirare su una roba del genere in 10 giorni se non hai prima i pezzi pronti.
    Ovvio che da noi dove le città sono generalmente di qualche cenitnaio di migliaia abitanti al massimo ( a parte poche metropoli) è sufficiente occupare un palazzetto o una caserma , laddove in Cina con città di milioni di abitanti serve una struttura del genere. Ma non facciamoci prendere in giro perchè le sottostrutture erano già pronte. Quanto agli ospedali veri, a livello impiantistico siamo anni luce dal lazzaretto di container. E comunque sono convinto che la “grande” Cina sia messa alla carità dal punto di vista sanitario se 1000 posti letto su una regione con decine di milioni di persone fa la differenza. Oltretutto la mia impressione è che non abbiano capito il problema perchè molti malati vengono rimandati a casa senza isolarli su strutture apposite, pratica che stanno iniziando a fare solo adesso mandando i malati lievi in una specie di stadio. Sinceramente secondo me la stanno gestendo da cani. E anche il Giappone non è che si stia facendo questa figura

    5 Febbraio 2020
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    • mamoru said:

      qua in giappone sono un gran bravi a fare scena.
      organizzano i voli charter dalla cina per ripescare i connazionali. arrivati in patria all’aeroporto gli han fatto fare un colloquio con uno pseudo dottore che non li ha nemmeno visitati e chi voleva andare a casa ha preso i mezzi pubblici e si son dileguati in mezzo a una zona metropolitana di 30 milioni di abitanti.

      a farsi saltare per aria i giappi son bravissimi, e adesso si stanno cagando sotto perche’ dopo i coreani, il rischio che il 50 percento del turismo nazionale (cinesi) si volatilizzi e con esso i soldi e’ decisamente concreto. ma tranquilli che le olimpiadi in piena estate si faranno, volenti o nolenti e voi VERRETE a vederle cacciando il grano (o almeno e’ quello che sperano )

      5 Febbraio 2020
  5. kheimon said:

    Da sempre i regimi totalitari seducono le menti deboli con queste manifestazioni esteriori e superficiali di efficienza e produttività. Poi sollevi il coperchio ed è tutto marcio fino al midollo, non funziona niente, ci sono marchiane ingiustizie e soprusi, e insomma a conti fatti è meglio l’inefficiente (per molti versi solo perché più trasparente!) democrazia occidentale.

    Dalla letteratura occidentale anni sessanta e settanta talvolta riemergono tesi di laurea e dottorato, come pubblicazioni di vario genere, su come e perché il sistema sovietico fosse marcatamente superiore al nostro e fosse oramai questione di tempo affinché estendesse la sua egemonia al mondo intero, in virtù della sua intrinseca superiorità e non già della sua (pre)potenza militare. A questi signori tutto ciò che era sovietico sembrava “meglio”: l’industria pesante, nucleare, aerospaziale, ecc. per non parlare del fatto che tutto questo ben di Dio sarebbe stato ottenuto a saldo positivo in termini di costo sociale. Erano incapaci di sottrarre il bias del fatto che i russi ottenevano simili successi a costi elevatissimi e inframmezzati da ben nascosti ma numerosi insuccessi.
    Quelli che “in Cina fanno l’ospedale in 10 giorni” per me appartengono alla stessa categoria caratterizzata da grande fragilità intellettuale.

    5 Febbraio 2020
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  6. Blueberry said:

    Buongiorno a tutti. Commento raramente, ma seguo il blog molto spesso.
    Riguardo la situzione in Cina, com’era da aspettarsi, è molto peggio di come ce lo vogliono raccontare.
    Seguo da tempo una fumettista cinese, che vive proprio nella zona ora messa in quarantena.
    In breve, dice che la situazione non è affatto sotto controllo come vogliono farci credere e, sottolinea, che i contagiati morti nelle loro abitazioni non vengono conteggiati come vittime del corona virus da parte del governo cinese.
    E a suo dire sono molti.

    5 Febbraio 2020
    Reply
    • mattia said:

      Seguo da tempo una fumettista cinese, che vive proprio nella zona ora messa in quarantena.

      Così, sembra molto versione “Mio cuggino”.
      Riferimenti della fonte?

      6 Febbraio 2020
    • ava said:

      immagino anche però che molti guariti o contagiati lievi non vengano contati.
      I dati dei morti / infetti comunque non sono dalla cina ma dalla who. Ora magari la Cina non è trasparente? Può darsi ma i dati non sono solo suoi . Immagino che il who non sia un carrozzone parastatale giracarte, almeno spero.
      In realtà guardando i dati di cui siamo certi, ovvero i morti fuori dalla Cina, non sembrano essere poi così tanti. C’è anche uno studio scientifico del Lancet che afferma più o meno lo stesso ; ovvero che all’ inizio la mortalità sembra sempre moto più alta di quanto sia in realtà.
      Certo poi arrivano immagini sconfortanti come ad esempiio le pattuglie di soldati con la mascherine o un cumulo di body bags; resta da vedere però il contesto. Ad esempio è logico che agli ospedali sia inviata una bella dose di borse da cadavere visto che nelle prossime settimane vi saranno molti più contagiati e molti più morti. Ed è logico anche che magari la polizia giri con lo schioppo per evitare i saccheggi.

      6 Febbraio 2020
  7. Blueberry said:

    La fonte? L’autrice stessa nel suo sito.
    L’affidabilità di quanto riporta è relativa al suo vissuto, ovviamente, comunque non mi sorprende che possa essere tutto vero, anche considerando certi video che circolano.
    Tuttavia, è chiaro che il tutto debba essere preso con il giusto buonsenso.

    L’autrice, vivendo proprio all’interno della zona in quarantena, prima ha fatto un po’ di umorismo riguardo la situazione (le sue vignette possono piacere o fare schifo, ma non è questo che vi importa), poi ha commentato in maniera più seria.
    Per il commento, scorrete fino alla fine delle vignette. E’ tutto in inglese.
    https://messycow.com/2020/01/31/quarantine-makes-life-better/

    In ogni caso, è chiaro che avere dei dati veri da poter esaminare sarebbe meglio, ma secondo me anche l’opinione di chi sta vivendo e osservando la situazione dal di dentro può aiutare a farsi un’idea un po’ più precisa.

    6 Febbraio 2020
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