Quattro cose da evitare

Oggi il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord esce dall’Unione Europea. Da un certo punto di vista mi viene da dire: finalmente! Questo tira, mola, meseda è durato fin troppo.
Tra dieci anni saremo qui a guardarci in faccia e a domandarci se fuori dall’Unione Europea sono diventati più ricchi o più poveri, e poi non sapremo mai rispondere a questa domanda perché dovremmo chiederci “più ricchi o più poveri… di quanto sarebbero stati se fossero rimasti nell’UE” e questo è un dato che non conosceremo mai.
Vedremo se moriranno di fame e se ci sarà scarsità di medicine oppure se la vita continuerà come al solito.

Il mio timore è quello della profezia che si autoavvera. Finito il periodo di transizione servirà un visto per lavorare nel Regno Unito e per molti cittadini comunitari questo è un motivo sufficiente per menare le tolle e andare a lavorare altrove. Qualcuno tra le mie conoscenza l’à già fatto, per dire, anche prima della Brexit effettiva di oggi. Avrebbe potuto continuare a vivere nel Regno Unito per anni senza alcuna differenza ma se ne è andato ugualmente. Sarebbe stato se avessero votato di nuovo e fermato la Brexit: se ne sarebbe andato per niente.

La realtà è che anche quando servirà un visto per andare a lavorare a Londra la vita non cambierà di molto. Fai il visto e vai a lavorare a Londra. Non avete mai fatto un visto per andare a lavorare da qualche parte del mondo fuori dall’UE?
Mi viene da pensare a tutti quelli che vanno a lavorare negli U.S. of A.: anche per andare a lavorare in California vi serve un visto ma non ve ne lamentate. Se il lavoro dei vostri sogni sta a San Francisco fate il visto e ci andate. Se il lavoro dei vostri sogni sta a Londra fate il visto e ci andate. Qual è la differenza?
Toh, al massimo l’aspirante lavapiatti rinuncerà all’avventura londinese, perché per fare il lavapiatti a Londra con la rottura di scatole del visto e fare il lavapiatti a Berlino senza visto andrà sicuramente a Berlino. Tutti gli altri, tutti coloro che ambiscono a un lavoro qualificato investono mezz’ora per compilare un modulo e fare una foto tessera, pagano cinquanta sterline e si fanno il visto.

Non c’è alcun problema a fare un visto, non è la fine del mondo. Lo facciamo tutti quando andiamo a lavorare fuori dell’UE, perché dovrebbe essere un dramma fare il visto per lavorare nel Regno Unito?
Il problema è che continuare a dipingerlo come dramma porterà la gente a credere davvero che sia un dramma col risultato che la gente non andrà a lavorare nel Regno Unito non perché sarà effettivamente difficile farlo, ma perché la gente dice che è difficile.

Sarà senza conseguenze questo strappo? Qualcosa cambierà sicuramente. Come andrà a finire nessuno lo sa. Di sicuro ci sono però cose che dovremmo evitare.

1) Vendicarsi

Quando Farage à dato l’addio all’Unione Europea sventolando la bandiera del suo paese è stato ammonito dalla vicepresidente del parlamento europeo, l’irlandese Mairead McGuinness, che gli à detto di rimuovere le bandiere aggiungendove ne state andando, portatele via con voi se ve ne state andando ora“.
La cosa peggiore che possiamo fare è atteggiarsi a risentiti. Avete presente i coniugi che divorziano e che si vendicano? Se la legano al dito e vivono il rancore per il resto della loro vita. Spoiler: vivono male.

Possiamo continuare ad avere rapporti con il Regno Unito esattamente come li abbiamo con tutti gli altri Stati del mondo che non fanno parte dell’Unione Europea. Non abbiamo motivo di comportarci diversamente con il Regno Unito da come facciamo con la Svizzera o la Norvegia.
Perché mai dovremmo legarcela al dito e sperare che tutto vada male nel Regno Unito come un’acida divorziata che spera vada tutto male all’ex marito?
Che cosa ce ne verrebbe in tasca? Niente, faremmo male a nostri stessi interessi. Quindi meno atteggiamenti alla Mairead McGuinness e più serenità nei rapporti.
L’adesione o meno all’Unione Europea non è una questione di onore e corna. Non vogliono più stare nell’UE? Bene, ne escono e amici come prima. Non ànno detto che le nostre mamme pisciano in piedi, né che siamo brutte persone. Smettetela di prenderla sul personale e rilassatevi.

2) Dare una lezione

Qualcuno può farsi venire la tentazione di usare la Brexit per dare una lezione agi altri paesi membri dell’UE. L’UE potrebbe bastonare il Regno Unito con il preciso scopo di poter dire agli altri paesi membri “vedete, se ve ne andate dall’UE farete la stessa fine del Regno Unito“. Colpirne uno per educarne ventisette.
Sarebbe un errore madornale. Se vuoi convincere un paese a stare nell’UE devi farlo mostrando i vantaggi dell’appartenere all’UE, non terrorizzandolo. Secondo voi un matrimonio in cui uno dei coniugi si tiene stretto l’altro non con l’amore ma con la minaccia che se divorzia gliela farà pagare è un matrimonio che funziona?
No, non funziona. Alla fine quel coniuge se ne andrà comunque, basta aspettare che trovi un’altra persona che lo supporti anche meglio che nel matrimonio precedente. Lo stesso vale per gli Stati nell’UE: potete minacciare quanto volete uno Stato dicendo che se esce dall’UE gliela farete pagare. Ricordatevi però che il mondo cambia velocemente, le alleanze tra Stati pure, i gruppi anche… A uno Stato basta uscire dall’UE per entra in un’altra orbita e all’UE fa marameo.
Non si tiene insieme l’UE bastonando il Regno Unito e minacciando gli altri Stati di un trattamento simile se se ne vanno.

3) Irrigidire l’Unione Europea

Quello sciocchino di guy verhofstadt è arrivato a chiedere di rendere l’UE una vera unione, “Union without opt-in, without opt-outs, without rebates, without exceptions.
Non vuole cioè che i singoli Stati possano trattare con l’UE delle eccezioni nell’applicazione delle normative dell’UE. Ti prendi tutto il pacchetto e succhi. Potrebbe sembrarvi ragionevole, ma non lo è.
Un caso che “opt-out” che mi riguarda da vicino fu quello proposto dalla Rep. Ceca: il presidente Klaus non voleva prorogare il trattato di Lisbona perché temeva le richieste dei tedeschi espulsi dopo la guerra. Poi non se ne fece nulla, ma il principio è chiaro: ora siamo tutti nell’UE, ma fino a pochi decenni fa i tedeschi ci sono entrati in casa senza nemmeno chiedere il permesso. Finita la guerra c’è stata la ritorsione in senso opposto. I cechi andarono a riprendersi i propri villaggi facendo scappare i tedeschi coi forconi. Ora siamo qui tutti allegri e contenti, non c’è nessun astio tra i popoli, ma qualcuno che tira fuori ancora questa faccenda prima che passi definitivamente sotto il cappello della “Storia” può ancora esserci (io stesso ò fatto in tempo a parlare con gente che fu cacciata dai tedeschi nei Sudeti).
Non puoi prendere una legge scritta da qualche burocrate a Bruxelles che manco sa che cosa sono i Sudeti e applicarla a un territorio così vasto con popolazioni con storie diverse tra loro senza prevedere la possibilità di eccezioni. Significa cancellare le differenze, calpestare le storie dei singoli popoli. Come si può pensare di costruire una vera unione imponendo leggi che se ne fregano delle storie dei popoli?

4) Fare il calenda

Ma di questo parleremo in un altro post.

9 Comments

  1. Sciking said:

    Sul punto due Bisogna anche valutare che se vari Stati uscissero in massa potrebbero entrare nell’EFTA o formare un’associazione simile avendo più potere contrattuale che entrando nell’orbita straniera.

    31 Gennaio 2020
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  2. kheimon said:

    Tra dieci anni saremo qui a guardarci in faccia e a domandarci se fuori dall’Unione Europea sono diventati più ricchi o più poveri, e poi non sapremo mai rispondere a questa domanda perché dovremmo chiederci “più ricchi o più poveri… di quanto sarebbero stati se fossero rimasti nell’UE” e questo è un dato che non conosceremo mai.

    Oltre al condizionale controfattuale che hai già evidenziato, c’è un altro problema altrettanto importante: “più ricchi o più poveri” in che modo esattamente? Occorre scegliere una misura adeguata, secondo qualche definizione di “adeguato”. Per esempio, non credo sia impossibile aumentare il GDP almeno nel medio periodo (l’orizzonte di 10 anni che hai preso ad esempio) peggiorando però la qualità della vita di buona parte della popolazione.

    Come ho già detto in altri commenti che ho lasciato su questo blog, da un lato sono un convinto remainer, dall’altro penso che i remainer siano perlopiù una pletora di imbecilli, e faccio il possibile e l’impossibile per differenziarmi da loro.

    La ragione per cui il Regno Unito (“unito” o meno – vedremo) in questo atto di autolesionismo non finirà comunque peggio dell’EU è che tutto è relativo: a mio avviso l’EU ha il potenziale per autodistruggersi con o senza gli inglesi. Anzi, soprattutto senza: almeno gli inglesi facevano da contrappeso al cocciuto spadroneggiare tedesco e da argine all’idea demenziale della moneta unica imposta come dogma. L’EU è una delle organizzazioni più disfunzionali mai concepite dal genere umano e il popolo che ne è alla guida è tanto lodevolmente produttivo quanto pervicacemente ottuso senza possibilità di redenzione. L’austerity caldeggiata da economisti tedeschi ottuagenari è un’idiozia irrisa dal consenso degli economisti mondiali. Prendi il DAX e l’unica azienda di software che trovi è SAP, l’equivalente europeo per pallosità e appartenenza al secolo scorso del lato software di IBM. Solo che, appunto, dall’altra parte dello stagno ci sono Amazon, Google, ecc. L’idea di innovazione dei tedeschi è limare la catena di montaggio per spremere quell’1% in più di produttività. Meglio degli italiani che pensano di sfangarla col Colosseo, la scarpa e il pomodorino DOP, ma comunque quasi nessuno in Europa ha capito in che campo si gioca la partita di questo secolo.

    31 Gennaio 2020
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  3. Raoul Codazzi said:

    Per quel che mi riguarda l’espressione “fare il Calenda” merita già di entrare nel vocabolario contemporaneo di ognuno di noi. Che ti sia venuta per caso o che sia stata studiata, ti è uscita benissimo.

    Divago un attimo, ma è una cosa che davvero non sopporto. Dice Calenda (riferendosi ai Polacchi): “che uscissero dall’Unione Europea”. Ma la vogliamo finire con questo congiuntivo imperfetto al posto di quello presente?

    31 Gennaio 2020
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    • mattia said:

      “che uscissero dall’Unione Europea”. Ma la vogliamo finire con questo congiuntivo imperfetto al posto di quello presente?

      Irrita tantissimo anche me.

      1 Febbraio 2020
  4. Beppe Grullo said:

    Ma la UE non ha proprio nessun motivo di risentimento, Johnson si è calato le braghe su tutto. Il confine tra EIRE e UK è… nel mare d’Irlanda

    1 Febbraio 2020
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  5. A said:

    Aggiungerei la buona fede da parte UK, non è che adesso perché uscito tenti di sfaldare UE dal esterno. Perché a quel punto è anche lecito vendicarsi.

    1 Febbraio 2020
    Reply
    • mattia said:

      Aggiungerei la buona fede da parte UK, non è che adesso perché uscito tenti di sfaldare UE dal esterno.

      perché dovrebbero?

      1 Febbraio 2020
  6. Alexv said:

    “Possiamo continuare ad avere rapporti con il Regno Unito esattamente come li abbiamo con tutti gli altri Stati del mondo che non fanno parte dell’Unione Europea. Non abbiamo motivo di comportarci diversamente con il Regno Unito da come facciamo con la Svizzera o la Norvegia.”
    Ma è quello che si sta cercando di fare da un pezzo, proponendo accordi che i britannici puntualmente rifiutano all’ultimo momento.

    1 Febbraio 2020
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  7. Emanuele said:

    “Come si può pensare di costruire una vera unione imponendo leggi che se ne fregano delle storie dei popoli?”

    E’ l’idea alla base dell’UE. Prima non troppo esprimibile pubblicamente, oggi diventata mantra in nome della resistenza al nazionalismo populista, razzista, fascista, nazista degli europeisti progressisti. Uno dei punti forti sbandierati da questa gente è che l’UE ha evitato la terza guerra tra tedeschi e resto d’Europa (e tra paesi del resto d’Europa), quando la realtà è che è stata la guerra fredda a bloccare tutto, con gli americani che hanno creato la Nato anche per tenere a bada i paesi europei. Tant’è che oggi, dopo decenni senza guerra fredda, con gli americani che si defilano sempre di più, con la presenza sempre più pervasiva e opprimente dell’ UE e dell’Euro sono rinati contrasti tra paesi europei come non si vedevano dal ’45.

    “l’EU ha il potenziale per autodistruggersi con o senza gli inglesi. Anzi, soprattutto senza: almeno gli inglesi facevano da contrappeso al cocciuto spadroneggiare tedesco e da argine all’idea demenziale della moneta unica imposta come dogma. L’EU è una delle organizzazioni più disfunzionali mai concepite dal genere umano e il popolo che ne è alla guida è tanto lodevolmente produttivo quanto pervicacemente ottuso senza possibilità di redenzione”

    Concordo in pieno. Un sistema disfunzionale come l’UE era perlomeno in equilibrio con 3 galli (e il galletto che era l’Italia di una volta) nel pollaio. Oggi un gallo se ne va, il galletto è stato fatto allo spiedo per gentile concessione dei nostri più convinti europeisti e restano i due galli a spadroneggiare indisturbati.

    Per il resto, una volta discussi internetticamente con dei convinti europeisti, giovani, erasmusati, che facevano sfoggio di titoli universitari e cultura superiore al popolino, che consideravano vantaggioso appartenere all’UE per il solo motivo che gli interessava: potersi spostare senza avere la rottura di scatole di chiedere un visto. Tutto il resto? Andava bene, perché così dicevano le “autorità” culturali a cui si rifacevano.

    2 Febbraio 2020
    Reply

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