L’esplorazione spaziale serve davvero?

Avete presente quando qualcuno chiede “a cosa serve spendere così tanti soldi per le esplorazioni spaziali quando la gente muore di fame sulla Terra?” e tutti gli rispondono che le esplorazioni spaziali sono utili perché per farle è necessario sviluppare tecnologie che poi ànno un’utilità pratica nella vita di tutti giorni? Tipo il velcro che fu inventato per andare sulla Luna, per fare l’esempio più scemo (si vive anche senza velcro, eh).
Ecco, forse è meglio iniziare a guardarci in faccia con onestà e ammettere che non è così.

O meglio.

È sicuramente vero che nello scorso secolo le missioni spaziali ànno rappresentato sfide tecnologiche impegnative sulle quali sono stati investiti molti soldi. Ciò significa che c’erano molte risorse economiche per fare ricerca e sviluppo che altrimenti non ci sarebbero state.

Innanzitutto: non è sempre così. In alcuni casi viene data priorità all’affidabilità, quindi le agenzie spaziali preferiscono soluzioni non all’avanguardia ma ben testate. Si rimane perciò due gradini sotto lo stato dell’arte di ciò che la ricerca già offre. Questo perché non vuoi mandare nello spazio qualcosa di nuovo, non sufficientemente testato che poi non funziona col risultato che tutta la missione va in vacca.
Esclusi questi casi però è un mondo in cui ài sfide ambiziose da risolvere e i soldi per farlo: un ottimo modo per fare ricerca e ottenere risultati.

La storia delle ricadute nella vita di tutti i giorni è un po’ mitizzata. La storia del velcro come invenzione frutto della corsa alla Luna è una balla, per esempio (lo dice direttamente la NASA), ma tralasciamo pure questi casi falsi. Prendiamo anche solo i casi di tecnologie veramente sviluppate per lo spazio che sono diventate utili sulla Terra e domandiamoci: queste ricadute giustificano i soldi investiti in esplorazioni spaziali?

No.

Per capire perché la risposa è no bisogna fare un passo indietro. Fino all’inizio del 1900 la ricerca scientifica avveniva principalmente perché nel mondo esistevano persone curiose che si facevano una domanda: come funziona il mondo? Il motore della ricerca era la loro curiosità, e tanto bastava. Stiamo parlando di un periodo infatti in cui fare ricerca costava ancora relativamente poco. Non erano necessarie costosissime attrezzature. Il più delle volte i ricercatori costruivano da soli i propri strumenti, una cosa che ora sarebbe impensabile visto che usiamo attrezzatura infinitamente più complessa e costosa.

A un certo punto però le cose sono cambiate, e anche molto velocemente. Lo spartiacque probabilmente è stato il progetto Manhattan che secondo molti è stato il primo grande progetto scientifico di tipo moderno. Un progetto di ricerca scientifica cioè che richiede enormi investimenti e il lavoro di tantissime persone assieme. A quel punto la comunità scientifica si è accorta di un fatto ormai palese: da quel momento in avanti servivano molti, molti soldi per fare ricerca. Talmente tanti che dovevano necessariamente venire, per buona parte, dai governi. E i governi ànno bisogno di una motivazione per sborsare tutti questi quattrini.

Nel caso del progetto Manhattan la motivazione non mancava, ovviamente. C’era da vincere una guerra e in quel caso i soldi si trovano. Dopo la guerra però ci si trovò in una nuova era della ricerca: servivano fondi per la ricerca, tanti fondi, e servivano nuove motivazioni per convincere i governi ad aprire i cordini della borsa. La corsa allo spazio fu una motivazione perfetta: sulla ricerca spaziale si riversarono tanti quattrini coi quali si fece tanta ricerca e sviluppo.

Contemporaneamente però iniziarono a nascere i grandi centri di ricerca internazionali, come il CERN, dove più governi uniscono le forze per sostenere lo sforzo economico. Vennero creati i programmi di finanziamento della ricerca, sia a livello statale che internazionale. Programmi che finanziano talvolta la ricerca teorica, talvolta quella sperimentale. I governi decidono di investire un tot di miliardi e poi delle agenzie, più o meno indipendenti, decidono quali progetti finanziare. Ad esempio, Horizon 2020 dell’Unione europea, un programma di finanziamento della ricerca in UE, à un budget da 80 miliardi di euro distribuiti dal 2014 al 2020.

La ricerca ora viene finanziata così. Ci sono ancora gli investimenti militari (figuratevi, è sempre una vacca da mungere) o dello spazio, ma tanta ricerca viene finanziata senza più bisogno di un motivo politico come una guerra da vincere o una bandiera da conficcare sulla Luna.
Ovviamente c’è sempre la necessità di convincere i governi a finanziare la ricerca perché se i politici decidono di non finanziare la ricerca possiamo così star qua a far ballar la scimmia. La decisione di come e dove investire questi soldi però non è affidata al politico che decidere di sterminare i giapponesi o fare quello che ce l’à più lungo dei russi e arriva per primo sulla Luna.
Ci sono agenzie che fanno valutare i progetti da gruppi di scienziati e questi danno il loro parere sulla bontà e fattibilità dei progetti che chiedono finanziamenti. Poi per i grandi progetti, quelli mastodontici, serve sempre la decisione politica, capiamoci. Ma ad oggi decine di miliardi di euro nella sola UE vengono investiti senza (eccessivo) intervento della politica.

La motivazione che spinge a investire i soldi serve sempre. Perché se non c’è una motivazione non arrivano i finanziamenti. Prima erano le spese belliche, poi è arrivata la corsa allo spazio e ora siamo nel periodo della motivazione medica. Chiunque fa ricerca sa benissimo che se riesci a trovare un’applicazione medica per quello che ricerchi ài fatto bingo: sarà molto più facile ricevere finanziamenti per la tua ricerca perché le applicazioni mediche tirano sempre molto.
Non c’è da stupirsi: tutti abbiamo avuto qualche ammalato tra i nostri parenti o conoscenti, tutti noi abbiamo paura di ammalarci e a tutti noi sembra una figata pazzesca quando qualche nuova scoperta salva delle vite umane. La nuova motivazione che spinge i governi a finanziare la ricerca è spesso questa.
Se l’UE tira fuori 80 miliardi per la ricerca dopo otto anni tu devi andare dai politici e dire “ecco, con questi 80 miliardi ò scoperto, questo, questo e questo“. Se in quello che ài scoperto c’è dentro qualcosa che salva vite umane i politici ti dicono “bravo, per i prossimi otto anni te ne do 90 di miliardi“.

Sto semplificando ovviamente, anche tra i politici c’è un po’ di sensibilità al fatto che è necessario finanziare ricerca non strettamente legata ad applicazioni mediche, ma l’utilità di salvare vite umane alla fine tira sempre. Anche più del carro di buoi.

Se volete potete chiamarla “motivazione semplice”: una motivazione cioè che convince i politici a buttare tanti soldi nella ricerca, anche in quella che sembra non avere un’applicazione diretta nella vita di tutti i giorni (ma che spesso li trova proprio come fu con la ricerca spaziale).
Sarebbe bello se la ricerca fosse finanziata dai governi senza dover per forza trovare questa “motivazione semplice”, che sia la guerra, la corsa allo spazio o la salute. Sarebbe bello ma non è così. Serve questa motivazione? Sì, ma solo perché noi umani la vogliamo.

Non è obbligatoria, è solo una nostra limitazione. Volendo potremmo anche dire: ok, sappiamo che la ricerca è utile perché scopriamo cose che poi possono avere ricadute pratiche nella vita di tutti i giorni, magari non nell’immediato ma tra 50 anni. Allora sai che si fa? Finanziamo la ricerca.

E basta. Senza cercare un’altra motivazione. Non ci inventiamo la scusa che bisogna andare sulla Luna per finanziare la ricerca, finanziamo la ricerca e basta.
La scusa ti serve quando il governo non vuole sborsare i quattrini per la ricerca. Se invece il governo è sufficientemente illuminato non à bisogno della scusa, investe nella ricerca anche senza bisogno di fare la corsa alla Luna o a Marte.

Se ci pensate la direzione che il mondo sta prendendo è già questa. Come dicevo prima, organismi come l’UE già finanziano la ricerca con un mucchio di soldi senza bisogno di nessuna motivazione particolare che non sia “finanziamo la ricerca” e basta. Lo stesso fanno i governi dei singoli paesi, chi più chi meno.
In effetti è un modo più intelligente per finanziare la ricerca. Pensateci, se io la ricerca la finanzio con la scusa della corsa alla Luna finisco per buttare grandi quantità di soldi nei settori che mi servono per fare arrivare il mio modulo spaziale sulla Luna. Tutto quello che invece non serve a questo scopo non viene finanziato. Il risultato che è la tecnologia che sviluppi per andare sulla Luna magari avrà delle ricadute pratiche importanti in qualche settore, ma lascerà altri settori scoperti.
Quando invece ài dei programmi di finanziamento della ricerca puoi impostare i finanziamenti in modo razionale coprendo tutti i settori. Ciò non significa che non ci siano distorsioni: ovviamente ci sono settori sovrafinanziati perché sono la moda del momento e settori sottofinanziati. Siamo pur sempre umani e anche quando ci sforziamo di fare scelte razionali ci facciamo influenzare da argomenti non razionali. Di sicuro però è un sistema migliore rispetto a finanziare la ricerca perché devi andare su Marte. Sei libero di decidere in quali settori di ricerca investire i soldi pubblici senza il vincolo di doverti domadare “ma questo serve per andare su Marte?

Sono stati utili i programmi spaziali? Sì. La ricerca e lo sviluppo connessi all’esplorazione spaziale ànno ricadute positive sulla vita di tutti i giorni? Sì. È l’unico modo per finanziare la ricerca? No. È il modo migliore per finanziare la ricerca? Nemmeno.

Volete andare su Marte perché volete dimostrare di avercelo più grosso di tutti? Bene. Volete andarci perché è poetico, perché l’uomo è un sognatore, perché dobbiamo puntare sempre a grandi cose?
Sta bene. Ma per cortesia non usate come giustificazione il fatto che poi dai programmi spaziali abbiamo risultati utili nella vita di tutti i giorni. Quelli li otteniamo anche con la ricerca normale, che non à niente a che vedere con lo spazio. Li otteniamo cercando di risolvere problemi veri, sulla Terra, non inventandoci problemi da risolvere per esplorare lo spazio. Li otteniamo meglio e più in modo più efficace con dei programmi di ricerca finanziati razionalmente.

Se proprio il concetto non vi è chiaro pensate a questo piccolo fatto. Dopo i fasti degli anni sessanta con la corsa alla Luna l’esplorazione spaziale à trovato sempre più difficoltà a trovare finanziamenti. La corsa a Marte è ancora alla fase di riscaldamento, altro che corsa.
Nel frattempo però la ricerca scientifica non è morta. Scoperte e invenzioni utili all’umanità sono arrivate ugualmente. Se domani la NASA chiudesse i battenti la ricerca continuerebbe a macinare risultati.

Vi piace l’esplorazione spaziale perché vi appassiona? Va bene. Ma quando vi chiedono a cosa serve smettetela di raccontare la storia che l’esplorazione spaziale à ricadute positive sulla vita di tutti noi sulla Terra grazie a scoperte e invenzioni che vengono fatte nei programmi spaziali.
Ci sono altri modi più efficienti di finanziare la ricerca per ottenere le stesse scoperte e invenzioni.

17 Comments

  1. Andrea Morganti said:

    I programmi spaziali si fanno per fare ricerca spaziale (che comunque in buona parte è fatta da terra) e la ricerca spaziale si fa per sapere le cose. Se poi ci scappa qualche beneficio per l’umanità meglio, anche se già il sapere le cose potrebbe essere considerato un beneficio.
    Quando qualcuno contesta la spesa per i programmi spaziali perché la gente muore di fame, gli suggerisco di destinare i soldi che spende in frivolezze (oro,ori e argenti, abbigliamento firmato, i film di Michael Bay e potrei andare avanti coprendo col testo la distanza dalla Terra a Proxima Centauri) all’Unicef (o altro ente benefico che si occupi della malnutrizione).

    31 Gennaio 2020
    Reply
    • mattia said:

      I programmi spaziali si fanno per fare ricerca spaziale (che comunque in buona parte è fatta da terra) e la ricerca spaziale si fa per sapere le cose. Se poi ci scappa qualche beneficio per l’umanità meglio, anche se già il sapere le cose potrebbe essere considerato un beneficio.

      Attenzione, io ho parlano nello specifico di “esplorazione spaziale”. Nel mondo dei programmi spaziali ci sono progetti che non ànno a che vedere con l’esplorazione. Esempio: sull’ISS conducono un programma di ricerca per studiare l’evoluzione delle ossa quando si diventa vecchi. Lo fanno sull’ISS perché in assenza di peso gli effetti sono più veloci e vediamo prima fenomeni che altrimenti richiederebbero decenni sulla Terra.
      È un programma spaziale? Sì. È finalizzato all’esplorazione spaziale? No. È semplicemente un esperimento che si fa sulla ISS perché serve essere in assenza di peso per un periodo prolungato. Non è che vai nello spazio per lo sfizio di andare nello spazio. Ci vai perché l’esperimento devi farlo lì.

      Quando qualcuno contesta la spesa per i programmi spaziali perché la gente muore di fame, gli suggerisco di destinare i soldi che spende in frivolezze (oro,ori e argenti, abbigliamento firmato

      Aspetta: quelle sono spese private e uno coi propri averi ci fa quello che vuole. I programmi spaziali invece vengono finanziati con soldi dei contribuenti, soldi che ti vengono tolti con la forza. Qui lo Stato non può dire che coi suoi soldi ci fa quello che vuole. Quelli sono soldi miei che mi à portato via con la forza.

      31 Gennaio 2020
    • Andrea Morganti said:

      Per sapere le cose con l’esplorazione spaziale io intendo anche scoprire la composizione chimica dei geyser di Encelado o analizzare il sottosuolo di Marte con un rover dotato di trivella, non solo gli esperimenti sulla ISS o strettamente legati all’uomo. Magari ci scappa fuori la scoperta di vita (primordiale) extraterrestre. Non ci cambia la vita, ma sarebbe una cosa interessante da sapere. Se no avremo comunque aggiunto informazioni al nostro bagaglio di conoscenze.
      Per quanto riguarda il costo delle missioni hai ragione, i propri soldi la gente li spende come vuole, e può criticare la spesa spaziale in quanto fatta con soldi pubblici. Ma se le missioni fossero finanziate da mecenati, i contestatori in stile “l’umanità ha altri problemi, usino quei soldi per chi muore di fame” resterebbero. Sicuro.

      31 Gennaio 2020
    • mattia said:

      Magari ci scappa fuori la scoperta di vita (primordiale) extraterrestre. Non ci cambia la vita, ma sarebbe una cosa interessante da sapere

      oh, ma se mi dici che lo fai solo per curiosità a me sta benissimo. Mica contesto quello. Io contesto l’idea che lo si faccia perché serve per fare ricerca che poi ha ricadute pratiche sulla vita di tutti i giorni.

      1 Febbraio 2020
    • kheimon said:

      Soldi che ti vengono tolti con la forza […] Quelli sono soldi miei che [lo Stato] mi à portato via con la forza.

      Questa è la stessa visione che uno come Ben Shapiro ha delle tasse e dello Stato (e in generale del governo) come di un’entità esterna al popolo che ne estrae lavoro, ricchezza, ecc. per una qualche forma perversa di cupidigia o smania di potere. In realtà in buona parte l’azione governativa e legislativa nelle nostre democrazie riflette il volere del popolo. Non è vero che gli italiani odiano le tasse, solo i più produttivi le odiano, tutti gli altri le amano. Il motivo per cui la popolazione non vota in massa uno che promette di mettere l’IRPEF allo 0% è che in fondo accetta di essere tassata per godere dei vantaggi di una società organizzata e che ti piazza una rete di salvataggio sotto al sedere se dovessi cadere (foss’anche per colpa tua!).

      Analogamente, tornando ai programmi di esplorazione spaziale, non sarebbe stato possibile, per la NASA e per il governo USA, Guerra Fredda o meno, spendere barcate di soldi in quel modo se gli americani non fossero almeno in parte saliti a bordo di questa narrativa che tu riassumi in:

      Vi piace l’esplorazione spaziale perché vi appassiona?

      Tanto che stavano ben incollati davanti alla TV a guardare lo sbarco sulla Luna. Vittime della propaganda? Può darsi, ma intanto ne erano genuinamente appassionati.
      Se le tasse esistono è perché in realtà le vogliamo, e se le tasse vengono usate per fare X è perché in fondo ci sta bene X. Chi ci governa non è un consesso di alieni insettoidi provenienti da Marte per prendere la nostra IRPEF.

      31 Gennaio 2020
    • mattia said:

      come di un’entità esterna al popolo

      mettiamola giù numericamente.
      Quando io decido di usare i miei soldi ò il 100% di potere decisionale su come spenderli.

      Quando pago le tasse il mio potere decisionale è di una parte su circa 8,4 milioni (nella pratica è di una parte su 5 milioni circa).

      Non è la stessa cosa.

      se 8.399.999 persone decidono di votare un partito che prende le mie tasse e le usa per fare cose con cui io non sono d’accordo ò, di fatto, 8.399.999 persone che si portano via i miei soldi con la forza e senza il mio consenso. L’unica differenza è che chiamano questa cosa Stato.

      Piesse: dovrei fare mente locale, ma a occhio mi sa che non ò mai votato qualcuno che è andato al governo negli ultimi due decenni.

      1 Febbraio 2020
  2. ava said:

    Sono convinto che l’ esplorazione spaziale sia necessaria perchè prima o poi la terra potrebbe essere soggetta a fenomeni tali per cui non potrebbe più sostenere la vita ( il classico meteorite) ed avere un secondo pianeta occupato ed indipendente potrebbe permettere la prosecuzione della vita del genere umano.
    Per quanto la probabilità sia veramente molto bassa rimane il fatto che il ” fattore rischio” ( frequenzaX magnitudo) sia tale da non poter scartare a priori lo scenario.
    Detto questo , sono perfettamente d’accordo che si possano utilizzare meglio i soldi per progetti di ricerca che salvano vite subito tipo la medicina o la riduzione dell’ inquinamento ; ma sono anche convinto che dimenticare completamente l’ esplorazione spaziale sia un errore a lungo termine.

    31 Gennaio 2020
    Reply
    • mattia said:

      Sono convinto che l’ esplorazione spaziale sia necessaria perchè prima o poi la terra potrebbe essere soggetta a fenomeni tali per cui non potrebbe più sostenere la vita ( il classico meteorite) ed avere un secondo pianeta occupato ed indipendente potrebbe permettere la prosecuzione della vita del genere umano.

      l’unica cosa che salveresti (con costi mostruosi e probabilità di riuscita ridicole) è la prosecuzione della specie umana. Non la tua vita, visto che comunque noi crepiamo lo stesso. Non sono così sicuro che la prosecuzione della specie umana sia un obiettivo meritevole di così tanto sforzo.

      1 Febbraio 2020
    • Ava said:

      Mi spieghi dove ho scritto che manderei la gente su Marte per salvare il culo a me?

      2 Febbraio 2020
    • mattia said:

      Mi spieghi dove ho scritto che manderei la gente su Marte per salvare il culo a me?

      dove l’ò sostenuto?

      3 Febbraio 2020
    • ava said:

      “dove l’ò sostenuto?”
      Senza polemiche ma se mi rispondi così
      “l’unica cosa che salveresti (con costi mostruosi e probabilità di riuscita ridicole) è la prosecuzione della specie umana. Non la tua vita, visto che comunque noi crepiamo lo stesso. ”
      mi vien da pensare che pensi che lo penso perchè altrimenti sarebbe una obiezione senza senso.
      Comunque.
      io non ho sostenuto che lo farei per me e penso anche che se i miei figli diventassero astronauti difficilmente finirebbero nel corso della loro vita a vivere in una colonia marziana indipendente. Ma dico che magari tra 200 anni , se continuiamo con la ricerca e lo sviluppo dei programmi , si potrà forse dare luogo questa possibilità. Con tutte le precedenze.
      Quanto al fatto che “Non sono così sicuro che la prosecuzione della specie umana sia un obiettivo meritevole di così tanto sforzo.” ecco direi che noi siamo programmati per questo, basti pensare quante umane energie sono riservate al sesso e a tutto ciò che ci gravita attorno, che è in fin dei conti l’ espressione del desiderio di perpetuare la specie.

      3 Febbraio 2020
  3. stephen said:

    io sono onesto e sono pro esplorazione spaziale (marte, base lunare, hub spaziali, e cosí via) perché é da durello epico e l’incredibilità di attraversare lo spazio e andare su un altro corpo dovrebbe risvegliare la meraviglia in ogni umano.

    altrimenti tantissime cose sono inutili, tanti dipinti sono tele sporche che costano una badilata da tenere sicuri, ma di fatto non risolvono problemi. appure l’arte é essenza umana.

    in inglese il termine “awe” credo dwscriva bene l’esplorazione spaziale

    1 Febbraio 2020
    Reply
    • mattia said:

      io sono onesto e sono pro esplorazione spaziale (marte, base lunare, hub spaziali, e cosí via) perché é da durello epico e l’incredibilità di attraversare lo spazio e andare su un altro corpo dovrebbe risvegliare la meraviglia in ogni umano.

      ma se mi dici così va benissimo. Io mica contestavo quello. Contestavo la “storiella del velcro”, ossia questi che usano le ricadute nella vita di tutti i giorni per giustificare le spese per l’esplorazione spaziale.

      1 Febbraio 2020
    • stephen said:

      Si, scusa, é ridondante. solo che non mi capacito come possa l’uomo discostarsi dalla sua naturale propensione per vedere, esplorare, imparare tanto da dire “andremo su marte!”, “e a me che me ne frega? voglio piú soldi in busta paga!” (che poi divisi sono spicci)

      16 Febbraio 2020
  4. Alexv said:

    Sono d’accordo, non dobbiamo vergognarci nel dire che vogliamo andare su Marte non solo per una (futura?) utilità pratica, ma anche perché è nella nostra natura.
    Applicherei lo stesso ragionamento a chi dice che grazie alla guerra, abbiamo inventato internet e la carne in scatola: se ne avevamo bisogno in ambito civile, ci saremmo arrivati in ambito civile. L’unica differenza è che la guerra prende tutti i soldi necessari e quindi, a parità di necessità, arriva prima a mettere le mani sulle nuove invenzioni.

    2 Febbraio 2020
    Reply
  5. Emanuele said:

    Immagino sia vero che una gestione meno ideologica e più pratica della ricerca scientifica potrebbe pure portare agli stessi risultati spendendo meno, sta di fatto però che senza alcuni grandi avvenimenti che hanno dato l’impulso (per esempio le guerre mondiali), tutto lascia pensare che tanta ricerca sarebbe andata molto più per le lunghe, e spesso non sapremmo nemmeo se certi campi sarebbero stati sviluppati com’è successo.
    Per la ricerca spaziale odierna, intesa come viaggi nello spazio, non come osservazioni per mezzo di satelliti o osservatori terrestri o in orbita, secondo me la differenza la farebbe qualche scoperta rivoluzionaria, come nuovi motori per viaggiare a velocità enormemente maggiori delle attuali, capaci per esempio di portarci a visitare altri sistemi solari.
    Oppure evoluzioni tecnologiche che permettano all’uomo di vivere permanentemente nello spazio: gravità articificiale, protezione dalle radiazioni… cose di questo genere.
    Ma anche tecnologie ipotizzate da tempo e ancora non realizzate, come l’ascensore spaziale per abbattere i costi della messa in orbita.
    Diversamente si tratterebbe solo di spendere cifre enormi per muovere qualche passo a pochi milioni di chilometri dalla Terra.
    Finché è Musk con i suoi soldi a voler colonizzare Marte mi sta benissimo ma con le prospettive attuali non vedrei di buon occhio che un programma simile fosse portato avanti con soldi pubblici, senza prima sviluppare tecnologie rivoluzionarie per rendere la cosa veramente fattibile.
    Ho letto tempo fa che un mezzo che potesse accelerare costantemente a 1g coprirebbe il tragitto medio Terra-Marte in meno di 3 giorni (raddoppiati se si decelera per entrare in orbita), ma anche 8 per Giove e 24 per Plutone. Ecco, sviluppare una tecnologia economicamente sostenibile per imprese del genere sarebbe un primo step rivoluzionario che cambierebbe la percezione dell’universo.

    2 Febbraio 2020
    Reply
  6. mamoru said:

    giustamente se vuoi ricadute sulla vitadi tutti i giorni investi per avere ricatude sulla vita di tutti i giorni e lo fai in maniera mirata.

    dare soldi a progetti mastodontici con i loro overhead e, parliamoci chiaro, ricarichi paurosi dei fornitori mangerie e sacche di fancazzismo per ottenere indirettamente dei possibili ritorni e’ imho STUPIDO e irrazionale. anche solo per fare una o col bicchiere devi smuovere troppa gente.

    ps odio il velcro (che poi e’ pure un TM)

    2 Febbraio 2020
    Reply

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