Scelte subite

Le donne guadagnano meno degli uomini. Decisamente meno: la legge è uguale per tutti, i contratti pure, ma nel corso della loro vita lavorativa le carriere, le interruzioni, le scelte fatte o subite fanno sì che questa parità sia solo apparente. 

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Ormai a repubblica sono così spudorati che si sbufalano da soli gli articoli. Ovviamente non se ne rendono conto, ma almeno ti forniscono già la sbufalata pronta sul piatto.

Oggi denunciano la balla della discriminazione salariale nei confronti delle donne e ti spiegano pure perché è una balla.

Le scelte fatte o subite“, dicono. Bene.

Il primo elemento su cui riflettere è il significato di “scelte subite”. Una scelta subita non esiste perché altrimenti non è una scelta, è un’imposizione. Dopodiché, che cosa intendono questi tizi per “scelte subite”?
Certo, ci sono donne che devono lasciare il proprio lavoro per seguire il proprio marito, che lo seguono negli spostamenti di lavoro e che mentre egli fa carriera si adattano a lavori ben sotto le proprie capacità. Altre donne il lavoro lo lasciano del tutto per diversi anni perché, in accordo col marito, decidono di non mandare i figli all’asilo nido a 6 mesi.

In questi casi ci sono due balle fondamentali nella narrazione femminista: la prima è la diversità dei salari per le donne. Perché è vero che se una donna sta a casa quattro anni per prendersi cura dei marmocchi in quei quattro anni il suo salario è zero (e quello del marito X). È anche vero che quando tornerà al lavoro l’interruzione di quattro anni peserà sulla carriera e quindi su quanto guadagnerà.
Quella donna però non è che vive da sola. Vive con il proprio marito, vive in una famiglia. Bisogna quindi considerare il reddito della famiglia. Nelle famiglie normali non ci sono bisogni individuali coperti da guadagni individuali, ci sono i bisogni della famiglia coperti dai guadagni di entrambi i coniugi.
Se a un certo punto della propria storia una famiglia decide che la moglie sta a casa quattro anni per prendersi cura dei figli sa che in quei quattro anni la famiglia vivrà del solo salario del marito e tutta la famiglia avrà meno soldi per tutte le attività della famiglia.
Avrà meno soldi per comprare l’automobile, meno soldi per andare in ferie, meno soldi per andare al ristorante… Non è che il marito è ricco perché lavora e à un salario quindi va in ferie alle Maldive mentre moglie e figli sono poveri quindi non vanno in ferie. Sono una famiglia e vanno tutti assiame in ferie a Riccione.
Non esiste dunque un salario del marito e un (non salario) della moglie diseguali, esiste un salario della famiglia.
Poi vabbe’, non escludo che esistano famiglie dove il marito siccome lavora va alle Maldive da solo e lascia moglie e figli a casa, ma tralasciamo casi perversi.

La seconda balla è nella definizione in sé di “scelte subite”: nessuno ti obbliga a sposarti con un uomo che ti fa stare a casa quattro anni a badare ai figli. Nessuno ti obbliga a sposare un uomo che si sposta ogni cinque anni per fare carriera con la necessità, per te, di seguirlo e adattarti ogni volta al lavoro che trovi nella nuova città dove si va a vivere.
L’importante è essere chiari fin dal principio sulle scelte della famiglia, dopodiché sei tu libera di accettare quelle condizioni o no. Se le accetti non è che poi “subisci le scelte” del marito: sei tu che ài deciso liberamente di sposarlo sapendo a cosa andavi incontro. Sei sempre libera di rimanere nubile e libera di fare tutto quello che vuoi.

C’è poi il concetto delle “scelte fatte”, e qui davvero scatta il feispalm.
Sì, nella vita ci sono un sacco di scelte che fai e che ti portano a guadagnare di più o di meno. A partire dal corso di studi a cui ti iscrivi: puoi iscriverti a ingegneria o a fuffologia assortita. Puoi scegliere di lavorare nel paesino dove sei nato oppure decidere di viaggiare e spostarti per trovare lavori ben pagati dove essi si trovano. Puoi decidere di lavorare 12 ore al giorno e praticamente non avere una vita sociale oppure puoi decidere di timbrare il cartellino dopo 8 ore e scappare a casa.
Queste sono tutte scelte per cui due persone con le stesse capacità e intelligenza arrivano a guadagnare cifre completamente diverse.
Quando si parla di “scelte fatte” non c’è nessuna discriminazione. Sei tu che ài deciso di laurearti in fuffologia, è colpa tua sei poi i lavori che trovi sono pagati poco. È una tua scelta, sei tu il responsabile delle conseguenze.
Che cosa vuoi dalla società? Studiare fuffologia e poi pretendere che la società ti fornisca un lavoro pagato come qualcosa che veramente produce quattrini?
Va’ a studiare informatica, diventa una programmatrice coi controcoglioni e vedrai che farai soldi a palate. Dove sta la discriminazione?

La questione potrebbe anche chiudersi qua. Abbiamo di fronte persone che capiscono un concetto molto semplice: le scelte di vita che fai ti possono portare a guadagnare salari completamente diversi. Quelle scelte le fai tu, se finisci per guadagnare poco il responsabile sei tu.
Amen, cazzi loro, direte.

Eh, mica tanto. Il problema è che poi questa gente arriva a pretendere la parità salariale. Cioè, fanno scelte di vita che le portano a guadagnare poco, poi si mettono a frignare e urlare “gender pay gap” e pretendono di essere pagate come coloro che ànno fatto altre scelte di vita diverse e guadagnano di più. Tutti uguali.
Non vorrei dirvelo, ma un sistema del genere esisteva: si chiamava comunismo. Ciò che mi preoccupa è che questi vogliono riportarci a quel sistema.

Piesse: c’è anche un altro problema. I nazifemministi pretendono di entrarti in casa e dirti che è sbagliato che la moglie stia a casa per badare alla prole mentre il marito lavora. Eglino ànno deciso che ciò è patriarcato, abbassa i guadagni delle donne e quindi non si fa.
Oh, liberi di pensare che sia sbagliato, ma se una famiglia decide di fare questa scelta è libera di farlo. Se una famiglia decide che per un periodo la mamma resta a casa e si prende cura dei figli voi non mettete il becco nelle loro decisioni e vi fare gli affari vostri.

9 Comments

  1. ava said:

    E certo perchè le donne non ti obbligano mai a fare niente ! Anzi a volte capita che siano loro che ti obbligano a lavorare come una bestia per pagare gli stravizi che hanno! 😉

    23 Gennaio 2020
  2. Aq said:

    E’ troppo complicato, o Butta, per costoro. Perche’ questo e’ il peggio: vogliono importi quel che pensano loro come giusto modo di vita. Voila’.

    23 Gennaio 2020
  3. Ottavia said:

    Io ho 29 anni e devo dire che sono stata inconsciamente condizionata dalla propaganda nazifemminista. Quando ero più giovane e le amiche si erano appena laureate, alcune si sono subito sposate per metter su famiglia. Le altre, quelle che andavano all’estero per far fortuna, dicevano di loro: “Sfigate, a 24 anni ti rovini la vita sposandoti? Questa è la fase in cui devi fare esperieeeenze, viaggiaaaaare, divertírti, lavorare”
    E io rispondevo, simulando entusiasmo, “Avete ragione, siamo giovani, sesso droga e rock n roll, fankulo il patriarcato111!!”
    Che cazzata. Mi sentivo obbligata ad appoggiare, almeno a parole, uno stile di vita e un pensiero che non mi appartenevano, sentendomi anche in difetto! (Lo spirito di competizione esasperato, dimostrare di essere all’altezza di non si sa bene cosa…)
    E adesso, alla soglia dei 30, chi sta meglio?
    Le amiche sposate, con figli di 5 anni, hanno cominciato a lavorare da un annetto e sono tranquille e contente.
    E quelle “emancipate” invece, tanto critiche verso le prime, lamentano NON SOLO instabilità affettiva, ma pure lavorativa 😅 eeeh

    23 Gennaio 2020
    • mattia said:

      E adesso, alla soglia dei 30, chi sta meglio?

      Ma guarda, per me possono stare bene entrambe.
      Davvero, se una donna decide di fare carriera e godersela anziché sposarsi a 25 anni e sfornare marmocchi a me sta benissimo.
      Ognuno fa quello che vuole.
      L’importante è che si renda conto che ciò che otterrà nella vita è il risultato delle sue scelte. L’importante è che quando ciò che otterrà non è come se lo aspettava non pretenda che il mondo giri alla rovescia per fare contenta lei.
      Se una persona non rompe il cazzo e accetta serenamente i risultati delle scelte che à fatto per quanto mi riguarda può fare quello che vuole dalla sua vita.

      24 Gennaio 2020
  4. Lela said:

    Il problema è che chi ha queste idee ha la fastidiosa tendenza a usare la legge per “educare” il popolo invece che per amministrare il paese. Quindi, se pensano che sia sbagliato che la moglie stia a casa per badare alla prole mentre il marito lavora, ecco arrivare una splendida proposta di cambiare il congedo di maternità che se approvato metterebbe le famiglie in maggiore difficoltà invece che aiutarle!

    23 Gennaio 2020
  5. Shevathas said:

    Guarda, ad una conoscente che si lamentava del marito che non faceva questo e quello e che voleva così e cosà, le ho chiesto se le avevano imposto di sposarlo oppure se l’aveva scelto lei come marito.
    Beh mi son beccato accuse di maschilismo tossico…

    24 Gennaio 2020
    • baron litron said:

      quel che non ho mai capito è il motivo per cui le donne si lamentano tanto di come sono educati e abituati i maschi, quando ad educarli ed abituarli sono per il 98% esse stesse quando fanno le madri….

      insomma, tiro su il mio fijo maschio così e cosà, grosso modo in maniera simile per l’intero mondo materno italiano, e poi mi lamento che i maschi italiani sono così e cosa?

      (e negli ultimi 30 anni circa il ragionamento si può estendere alle professioni, visto che fino alla fine delle superiori il rapporto maschi-femmine nel corpo docente è di circa 5:95)

      ovvio che con queste premesse logiche s’incartano su cose semplici come la valutazione delle conseguenze delle proprie azioni…..

      24 Gennaio 2020
    • Lela said:

      SEI UN CARNEFICE DEL PATRIARKATOH!!!1!1 😉

      25 Gennaio 2020
  6. Paolo (東京) said:

    “Se una persona non rompe il cazzo e accetta serenamente i risultati delle scelte che à fatto per quanto mi riguarda può fare quello che vuole dalla sua vita”
    Mattia, raramente sono in disaccordo con te, ma stavolta, davvero, hai scritto l`undicesimo comandamento!
    Da tradurre in tutte le lingue e diffondere ovunque

    26 Gennaio 2020

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