L’appuntamento con la sfiga

Probabilmente ò un appuntamento con la sfiga. Non si può spiegare in altro modo.
Nel 2012, quando vivevo in giappone ci fu un’eclisse solare dalle parti del Kyushu. A Fukuoka non era anulare, così presi la corriera e mi spostai a Kagoshima dove invece l’avrei vista anulare. Eravamo tutti lì in riva al mare ma quando arrivò il momento dell’eclissi il cielo si coprì di nuvole. Tornai a Fukuoka con le pive nel sacco.

Il 26 dicembre mi trovo a Singapore quando è prevista un’altra eclisse solare, anche questa volta anulare. Vado dunque per tempo al parco botanico per godermela e fare qualche foto.
L’intento originario era di fare un collage di foto scattate a intervalli regolari, unite poi in un video. Il progetto naufraga subito. Per circa trentacinque motivi. Il cavalletto sul quale avevo montato la macchina fotografica, ad esempio, era un una treppiede della mutua comprato per 17 sindollari da un venditore di accessori cinesi per cellulari (e probabilmente ne valeva la metà). Stabilità saltami addosso.
Poi vabbe’, come uno sciocchino non ò considerato che durante in movimento del sole avrei dovuto muovere la macchina fotografica coerentemente, altrimenti poi quello che accade è che ruoti l’immagine del Sole rispetto alla macchina fotografica. E l’effetto fa schifo (ogni volta che sposti la macchina fotografica si nota nel filmato perché il Sole ruota un po’).
[servirebbe qualche disegno per spiegare meglio questa cosa, lo so]

Ma soprattutto, proprio quando stava per arrivare il momento dell’anularità… esatto, sono arrivate le nuvole. Anche questa volta.
Che da una parte à consentito un po’ a tutti di vedere l’eclissi senza filtri, visto che erano nuvole leggere che consentivano di vedere distintamente il Sole senza protezioni. Dal parco si è alzato quindi un coro di “ooooohhhhh” da parte di tutta la gente che fissava il cielo. Da quelli con la macchina fotografica invece sono partite bestemmie in una mezza dozzina di lingue diverse.
L’unica cosa che potevo fare in quei pochi secondi è stata cambiare l’esposizione al volo. Il massimo che sono riuscito a ottenere è questa cosa con un po’ di nuvole di mezzo.

Una cosa positiva però la devo raccontare. Avevo portato come me due filtri infrarossi, dei filtri cioè che bloccano gran parte della luce visibile e lasciano passare gli infrarossi e la loro coda nello spettro visibile. Con quei filtri vedi dunque la componente più verso il rosso del Sole.
Erano due filtri di fabbricazione sovietica usati sui veicoli militari cecoslovacchi negli anni ’60. Venivano montati sui fari dei veicoli in modo che emettessero solo infrarossi. Il guidatore poi usava un visore per infrarossi e poteva guidare mentre il nemico da lontano non vedeva il veicolo perché all’occhio umano andava in giro “a fari spenti”.

Mentre aspettavo l’eclissi anulare in molti si sono fermati e ò proposto loro di guardare il Sole, con eclissi ancora parziale, tramite questi filtri. Sono rimasti tutti entusiasti, specialmente i bambini che esclamavano puntualmente “WOW!” e ringraziavano di cuore per l’opportunità.
È stata una bella esperienza condividere la visione dell’eclissi con tutti loro.

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