La rupia pesante

Cambiare i soldi per andare in Indonesia è un’esperienza che ti riporta ai bei tempi della lira.
Quanti milioni vuole?
Il cambiavalute alla partenza dei traghetti mi à fatto notare che sì, quando vai in Indonesia ti devi portare i milioni, di rupie.
Alla fine dovevo solo starci un paio di notti e ò portato solo un milione, al cambio 102 sindollari (al cambio ufficiale erano 97, incredibilmente il costo di cambio è stato solo di 5 dollari). Il resto poi l’ò pagato elettronicamente.

Arrivato al luogo dove ò passato la vacanza prenatalizia la mia beata innocenza mi à fatto credere che fosse tutto incredibilmente economico. Un gelato 40 rupie, per esempio. Il noleggio di un veicolo elettrico per fare un giro, 200 rupie… Figa, possibile che costi tutto così poco? Come faccio a spendere un milione?
Poi, dopo 3 minuti circa, ò scoperto che semplicemente scrivono 200 anziché 200.000, 40 anziché 40.000. Considerano sottinteso che si parli di migliaia di rupie. Ovunque. Semplicemente ànno smesso di scrivere tre zeri.

Quindi no, il mio milione non è durato tantissimo. Nel frattempo però mi è tornato alla mente il famoso progetto della lira pesante. Che di mio mi ricordo i discorsi che si facevano ai tempi in cui fu proposto, ma essendo piccolino non capivo molto di che cosa si trattasse e soprattutto perché volevano farlo.
Forse mi è rimasto impresso nella memoria perché più avanti fu ripreso in un film di Fantozzi in cui il protagonista riusciva a conquistare un lavoro di importanza strategica: aggiornare il listino prezzi di un hotel in previsione dell’adozione della lira pesante. In pratica – commentava rendendosi conto che il suo entusiasmo forse era esagerato – doveva cancellare tre zeri col pennarello a tutte le voci dei menù.
Poi la lira pesante non fu mai approvata e tutto il duro lavoro di Fantozzi fu inutile.

In Indonesia si vede che non ànno nemmeno avuto il bisogno di una direttiva del governo: la rupia pesante se la sono fatta da soli semplicemente smettendo di scrivere tre zeri. Che poi sia ancora scritta su foglietti di carta che si ci scambia è solo indifferente.
Alla fine non cambia nulla. Voglio dire, i tassi di cambio con le altre valute sono gli stessi (solo con tre zeri in meno), gli stipendi e i prezzi sono gli stessi (solo con tre zeri in meno): perché mai il governo dovrebbe prendersi la briga di stampare nuove banconote per un’operazione che non à alcun vantaggio? Basta fare come in Indonesia e smettere di scrivere i tre zeri dando le migliaia per scontate.
Ancora non riesco a capire perché volessero fare ufficialmente questa lira pesante. Possibile che fossero così imbecilli da spendere una barca di soldi per ristampare tutte le banconote (e coniare tutte le monete) solo perché così potevano dire di avere una valuta più o meno al valore del marco tedesco? Mica che rendevano la lira più forte nella realtà, facevano finta togliendo tre zeri.
Davvero ci siamo fatti governare da gente che una cosa del genere l’à pensata?

13 Comments

  1. Davide said:

    Ciao Mattia. È da qualche che ti seguo e questo è il mio primo commento.

    Se i nostri politicanti han pensato una cosa del genere non è poi così grave. Pensa che in Francia hanno proprio realizzato una cosa del genere negli anni ’60.

    Per quanto ne so (non molto in verità), nei software bancari si non si parla di euro ma di centesimi. Questo perché è più facile e meno soggetto a errori usare degli int al posto dei float.

    Io sono assai giovane. La lira per me è solo un ricordo di bambino. Tuttavia mi ricordo che ho creduto nella mia ingenuità di bambino che le monete che si usavano fossero le “milalire”.

    22 Dicembre 2019
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    • mattia said:

      Se i nostri politicanti han pensato una cosa del genere non è poi così grave. Pensa che in Francia hanno proprio realizzato una cosa del genere negli anni ’60.

      Be’, il fatto che l’abbiano fatta pure in Francia non è che la rende sensata. Al massimo ci dice solo che pure in Francia ànno avuto politici a livello di quelli italiani.

      23 Dicembre 2019
  2. elsino said:

    anch’io ero piccolino ma mi ricordo che “uno dei più grandi statisti che l’Italia abbia mai avuto” spingeva molto sul discorso del prestigio: la lira faceva brutta figura e sembrava più debole perché aveva i tre zeri mentre franco, marco e sterlina no.
    Che poi le banche ti concedessero un mutuo (solo a tasso variabile) con interesse a doppia cifra e che avessimo un’inflazione da paese sudamericano non era poi così importante… Anzi, a proposito di inflazione, quando mi sento dire che all’epoca era meglio perché a fine anno le banche ti riconoscevano delle belle cifrette mentre oggi no, allora mi spiego come mai qualsiasi cialtrone riesca ad arrivare al governo e le gabbanelle vengano considerate esperte e competenti.

    22 Dicembre 2019
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  3. kheimon said:

    La ridenominazione dopo una fase di [iper]inflazione (che si è conclusa o si intende concludere però, altrimenti è un c..o e tutt’uno, come si dice a Roma!) può avere il vantaggio di semplificare i tassi di cambio e rendere più leggibili prezzi e documenti contabili, specie per gli stranieri (dai turisti agli investitori, passando per i lavoratori dell’import/export).

    Le banconote sono un inconveniente tecnico minore, e vale la pena di sostituirle causando disagio nel medio periodo per evitare confusione nel lungo, la stessa confusione che hai sperimentato tu, anche se solo per 3 minuti circa! Il denaro stampato oggigiorno è comunque un’esigua frazione del valore degli asset denominati in una certa valuta.

    Davvero ci siamo fatti governare da gente che una cosa del genere l’à pensata?

    Credo ci siano state svariate decine (se non un centinaio) di ridenominazioni durante il secolo scorso. In questo secolo, notevolmente, quella della Turchia.

    22 Dicembre 2019
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    • mattia said:

      può avere il vantaggio di semplificare i tassi di cambio e rendere più leggibili prezzi e documenti contabili, specie per gli stranieri (dai turisti agli investitori, passando per i lavoratori dell’import/export).

      Be’, in realtà dividere per mille e poi usare i centesimi significa, di fatto, abolire una sola cifra. Dove starebbe tutto questo vantaggio?
      Per i turisti il problema non è tanto costituito da un tasso di cambio a molte cifre.
      Io per esempio ò capito al volo che dovevo banalmente togliere 4 zeri dal prezzo in rupie indonesiane per ottenere il prezzo in sindollari, con una buona approssimazione. Fanno molta più fatica gli italiani che arrivano a Praga e trovano il cambio 1 a 25, che pure 25 è un numero “facile” (100 corone, 4 euro). È un casino quando ti trovi un cambio 1 a 17, per esempio. Cioè, la difficoltà sta in un rapporto che non ti consente di fare i conti a mente velocemente. Se il rapporto è vicino a 1 il cambio lo fai a mente in automatico. Se poi ci sono 4 zeri attaccati dopo l’1 chi se ne frega. “Togli x zeri” è un’operazione che fai semplicemente.
      Di solito. Diventa difficile quando diventano trilioni come in Zimbawe. Finché sono tre non c’è alcun problema.
      Il turista tedesco che negli anni 90 andava a fare le ferie a Bellaria Igea Marina sapeva che 15.000 lire erano 15 marchi in due secondi.

      23 Dicembre 2019
  4. baron litron said:

    (che poi lo facevano anche qui, la gente normale….. sopra “la mille” i tre zeri sparivano e ricomparivano solo quando si trattava di milioni. quanto costa? trentasette(mila), trentacinque(mila) con lo sconto lo sentivo continuamente, allo stesso modo sparivano i “cento” per gli importi più ridotti, anche se dopo il ’93-’94 trovare qualcosa che costasse meno di mille lire non era per niente facile. tutto questo prima prima dell’arrivo degli scipiti e malcolorati euri ovviamente)

    23 Dicembre 2019
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  5. claudio said:

    alla fine le banconote NUOVE le devi stampare con scritto i milioni lo stesso altrimenti fai come ho fatto anni fa in turkia che andavi a comprare la cocacola con lo zaino.
    mi ricordo che i locali nastravano assieme i pacchi e pagavi pestando i milioni come un trafficante da narcofilm sul tavolo.
    Una cola erano 3 pacchi e spicci.
    Alla fine, non nuove come tipo, ma le devi stampare.

    il problema che poca (come ora che arriva ad essere negativa) o troppa svalutazione causa problemi. Roba ben piu’ grave di parlare in kilo.

    23 Dicembre 2019
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  6. ava said:

    Ricordo la vecchia storia del Topolino “Zio Paperone e il dollaro pesante”. Per quanto assurda anticipava alcune delle problematiche dell’ euro, principalmente il fatto che l’uomo comune trova incredibilmente complicato dividere per 1000, a quanto pare.

    A parte gli scherzi. L’ idea nasce da un bocconiano e già qui si capisce che è probabilmente una sega mentale. io sono dell’ idea che l’idea di utilizzare la lira pesante aveva le due seguenti ragioni di esistere:
    1- come mezzo di propaganda figlia dell’ insulso e plasticoso amor patrio anni ‘ 80 ( comprate auto FIAT! guardate la nazionale ! ecc ecc ) per dimostrare da veri provinciali di non essere meno degli altri;
    e soprattutto :2- più di tutto era un buon sistema per far stampare carta e metallo in più e incentivare la spesa pubblica commissionando magari appalti agli amici degli amici con forniture di carta inchiostri metalli e balle varie , tanto facciamo debito che pagano i figli

    e questo è quanto secondo me …

    rimane il fatto che il Topolino anni ‘ 70/80 trattava tematiche di alta attualità con una satira dissacrante che ad oggi ce la sognamo… voglio :
    Paperoga e i misteriosi LGABCDBT
    Zio Paperone e le risorse migranti
    Paperino papero populista
    Topolino e le insidie dello S.P.R.E.A.D.
    Paperinik e i seminatori di iodio

    23 Dicembre 2019
    Reply
    • Emanuele said:

      “insulso e plasticoso amor patrio anni ‘ 80 ( comprate auto FIAT! guardate la nazionale ! ecc ecc ) per dimostrare da veri provinciali di non essere meno degli altri”

      Questo “provincialismo” è molto più diffuso in Europa di quanto si pensa in Italia, prima di tutto in paesi come Francia e Germania che incidentalmente sono anche le due maggiori economie dell’area euro..A me è sempre sembrato provinciale fare gli internazionali a tutti i costi anche andando sopra gli interessi nazionali.

      23 Dicembre 2019
    • ava said:

      Per come la vedo io il meccanismo di sudditanza psicologica che spingeva i fessi al patriottismo di maniera negli anni ‘ 80 è lo stesso che li spinge ora a rinnegare gli interessi nazionali a tutti i costi per uniformarsi alle chiacchiere degli altri ( che come giustamente dici tu si fanno in realtà i cavoli propri) , vorrei far notare che il contrario del patriottismo emulativo autolesionista non è l’ internazionalismo emulativo autolesionista, ma una scelta presa… perchè conviene al paese e non perchè gli altri fanno così ” e altrimenti ce l’ hanno più lungo”.
      Anni fa qui c’erano due grosse imprese che facevano a gara a chi aveva più operai e più macchine; se uno comprava la gru da 20 metri, l’altro la comprava da 30 , se uno cambiava due motrici l’ altro ne cambiava 3, se uno assumeva due dipendenti l’ altro 4. Risultato sono fallite entrambe.
      noi dovevamo, dobbiamo e dovremo sempre fare le cose che ci conviene fare sbattendoci i coglioni di fare i confronti con quel che fanno gli altri, sempre salvo il fatto che le buone iniziative altrui vanno certamente valutate per ripeterle qui, ma sempre con lo spirito analitico necessario per valutare se servono davvero, se servono come sono o se vanno modificate ecc..

      23 Dicembre 2019
    • mamoru said:

      francia e germania, ma pure il giappone e’ uguale.
      chiamiamolo privincialismo, ma alla fine e’ nazionalismo. quel collante ideologico che permette alla popolazione di sorvolare sui problemi interni, serrare i ranghi ed evitare quello scannatoio quotidiano che avete in italia.

      che sia “giusto” o meno e’ un altro paio di maniche, ma alla fine ogni nazione fa il proprio interesse innanzitutto.

      23 Dicembre 2019
  7. Emanuele said:

    Qui c’è un riassunto della storia.
    https://web.archive.org/web/20060508070955/http://www.cilanazionale.org/CraxiCiampi.pdf
    Leggo che un procedimento del genere è stato fatto in Francia da De Gaulle nel 1958 cancellando due zeri.
    Personalmente stavo benissimo con le lire a milioni, tanto è vero che calcolavo al volo cifre e resti mentre ancora oggi dopo 18 anni di euro ho difficoltà a fare i calcoli (ora che toglieranno dalla circolazione le monete da 1 e 2 centesimi sarà un po’ più facile forse).

    23 Dicembre 2019
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