Tutta la fuffa del pirupiru

Alla fine è servita una “intervista” a messora per farvi capire che montemagno vende fumo. Ché prima evidentemente non l’avevate capito.
Si vede che sono sufficienti quattro battute ridicole sul fatto di essere pelato e ossessionato dal pingpong (sempre quelle, riciclate fino all’indecenza) per coprire col fumo la proverbiale assenza di arrosto. Oppure è il pirupiru che vi conquista (probabilmente andavate matti per la fufu dance del gabibbo negli anni ’90).

A un certo punto à osato fino al punto di ospitare messora. Non solo, à fatto persino il ganassa dicendo in video che era covinto stesse antipatico a molti suoi seguaci per le bufale che à raccontato negli anni. Pensava, evidentemente, di essere talmente forte da sbattersene delle critiche. La scitstorm però è arrivata e l’à punto nella carne viva, visto come à reagito stizzito.

Il problema però è vostro: vi aspettate contenuti da una persona che si occupa di marchetin. Una persona cioè che per definizione vende fumo.

Se vi fermate un attimo e analizzate quello che dice montemagno la ciccia è pochissima. I suoi contenuti sono un misto di:

  • frasi ad effetto copiate da libri scritti da motivatori di convenscion aziendali. Avete presente? Quegli incontri tristissimi in cui c’è la folla di venditori in visibilio per il guru che sale sul palco e grida frasi magnifiche sui successi dell’azienda, che sono tutti una grande famiglia e che se uno non à successo è perché non s’impegna.
    Poi ti tira fuori lo slogan ad effetto del tipo “per arrivare all’alba bisogna passare dalla notte. Ma quando è buio non dimenticarti di guardare le stelle“. Cazzo vuol dire? Niente, però tutti fanno “oh!” e rimane l’effetto.
  • Vere e proprie fallacie logiche. L’ultima qualche giorno fa, quando diceva che per poter criticare qualcuno devi essere di successo come lui. Secondo montemagno se non sai tenere in mano una racchetta da tennis non puoi criticare Federer.
    ‘Scolta bene montemagno, io non sono un soprano. Innanzitutto perché sono un uomo, e anche se mi tagliassi le balle adesso non arriverei mai alle note di un soprano. Se però vado a teatro e un soprano stecca l’amami Alfredo lo capisco. No, non è necessario sapere fare tutta la parte di Violetta per poter dire che à steccato.
    Se io dico che una cosa è fatta male l’unico dovere che ò è portare la dimostrazione che è fatta male. Se la nota emessa dal soprano è sbagliata, rimane sbagliata sia che io sia in grado di farla o meno.
    Un’altra fallacia: messora à avuto ospiti come cottarelli quindi non gli puoi contestare nulla se lui gli fa un’intervista. È pur sempre uno che à ospitato cottarelli!
    Come se un intervento di cottarelli lo legittimasse. Ehm, no… se uno racconta bufale per anni non diventa autorevole perché intervista cottarelli. Al massimo delegittima cottarelli. Controlla la tua matematica, pirupiru.
    Oppure: siccome tutti i mezzi di comunicazione di massa ànno sparso bufale nel corso degli anni allora, secondo montemagno, non c’è problema a dare voce a uno che à diffuso bufale a sua volta. Anche qui, bella fallacia. Se tutti diffondono bufale significa che tutti sono indegni di essere intervistati, non l’opposto.
  • banalità conosciute da tutti vendute come il segreto che te lo spiega solo lui
  • l’ossessione per i numeri che lo portano a pensare che se uno fa i grossi numeri (di utenti, di abbonati, di investitori…) allora à per forza ragione.
    E niente, mica lo capisce che la storia è piena di aziende che ànno fatto i grossi numeri e poi sono colate a picco perché erano basate sulla fuffa e i clienti/investitori erano stati attirati dalla bella favella di chi sapeva vendere aria fritta.
    Se tu provi a dire che è fuffa montemagno inzia a dirti cose tipo “vabbe’, ma tu hai raccolto tre billion di trillion di investimenti? No, allora zitto“.
    Caro pirupiru: elizabeth holmes li aveva raccolti i billion di trillion e… sempre fuffa è rimasta.
  • si esalta per qualsiasi cosa sia nuova, basta che sia condita da sufficiente pazzia e promesse di miglioramento di vita.
    Esempio, domani un guru californiano si alza e inventa il metodo dei tre pistacchi. Metodo che consiste in: alzarsi alle 5 del mattino, correre 3 km senza mutande nel parco del paese, cagare sotto un glicine, per poi infilarsi tre pistacchi nel culo e correre altri 3 km mettendosi le mutante in testa. Il tutto perché così si migliora la produttività lavorativa… be’, fidatevi che il nostro pirupiru lo sperimenta.
  • regolette di vita. Come: fa’ queste tre cose per farti pagare alla svelta dai clienti. Oppure: le cinque regole per avere successo con una startap. I tre errori da non fare quando lanci un progetto.
    Poi lo ascolti e sono banalità che mio nonno se fosse stato in grado di usare iutiub e parlare in italiano avrebbe dato consigli migliori. Mi è capitato di sentire consigli lavorativi più significativi da un ex-collega disegnatore meccanico detto Santino 3D (chiamato così perché quando doveva fare i progetti in 3D diceva sempre “tri dii in del cü“) che ce l’aveva coi sindacalisti perché quando lavorava al Caleotto un disegnatore prendeva sempre i permessi sindacali e lui doveva lavorare anche al posto suo.
    Almeno Santino 3D non aveva la pretesa di venderti regolette magiche in cinque punti.
  • abuso della fallacia del sopravvissuto a piene mani. Il più delle volte quando ti racconta la via per avere successo ti racconta la storia di chi lo successo lo à raggiunto per poi venderti il metodo per fare come lui. Il problema è che per uno che à avuto successo ne puoi trovare altri 100 che – seguendo lo stesso metodo – ànno fallito. Il metodo che ànno seguito non c’entra niente col successo. Sembra essere il metodo per avere successo solo perché vedi quello che usandolo à avuto successo (il sopravvissuto) mentre non vedi tutti quelli che usando lo stesso metodo ànno fallito (i morti). Siccome il ricco di successo à più visibilità dei morti sei portato a pensare che quello sia il metodo di successo, ma magari à avuto successo non per il metodo, bensì semplicemente perché à avuto culo.
  • l’incapacità di analizzare un concetto più difficile di pirupiru o “billion di trilion”.
    Del tipo che gli ànno contestato il fatto che agli ospiti lascia dire quello che vogliono anche se sparano minchiate e lui se ne sta lì serafico senza incalzarli.
    La sua risposta: ma questo è il mio format! Non avete capito che il mio format non è l’intervista aggressiva ma una chiacchierata.
    Ehm… tesoro, il format l’ànno capito. Ti stanno solo dicendo che il format è sbagliato.
    Non è che se tu fai una vaccata puoi giustificarti dicendo “ma questo è il mio format“. Devi spiegarmi perché non è una vaccata.
  • L’idea che se la comunicazione funziona allora tutto il resto passa in secondo piano. Principio riassunto magnificamente in questo video satirico.
    Senza Godwinizzare il post (come è stato fatto in questo video), i migliori truffatori della storia sono stati degli ottimi comunicatori. Anzi, saper comunicare bene è quasi un prerequisito per saper truffare. No, saper comunicare bene di per sé non è una capacità da elogiare, bisogna vedere cosa comunichi. Altrimenti fai la fine di quello nel video.

Anzi, fai la fine di quello che siccome uno fai i numeri su iutiub allora è degno di essere intervistato perché è un guru della comunicazione anche se à comunicato le peggiori bufale uscite negli ultimi due lustri.

Eppure tutto questo non conta un cazzo. Perché il suo lavoro non è essere coerente e logico. Il suo lavoro è fare marchetin, quindi deve vendere fuffa. Chi fa marchetin non viene valutato per il fatto che fa una cosa giusta o una sbagliata. Può avere tutto il torto di questo mondo, ma se pur avendo torto riesce a intortare un cliente e a fargli firmare il contratto à vinto.
Il problema è vostro. Il problema siete voi che vi aspettate dell’arrosto da uno che di mestiere deve solo vendere fumo.

Piesse: ma soprattutto… NON SA PRONUNCIARE “LINKEDIN”

4 Comments

  1. claudio said:

    Faccio una premessa.
    Ascolto solo le “interviste” di montemagno. Il resto, ogni tanto lo spilucco perche e’ interessante capire come abbia raggiunto quella visibilita’. Spesso spara cazzate, ma e’ interessante il modo comunicativo.
    Per certi versi assomiglia al meccanico piu’ amato di YT che viene considerato da tutti espertissimo. Peccato che non sa neppure come funziona il carburatore o un iniezione: quando ha provato a spiegarli ha toppato in entrambi i casi.
    Non parliamo di quello che prova i cellulari e TV, campandoci bene, che neppure sa usare un fonometro che mostra con tanta sicumera.

    Volendo aprire un canale, ovvio che controlli chi ha successo come “divulgatore”… scoprendo tristezze come queste.

    Spezzo pero’ una lancia sulle “interviste”, spesso porta persone a parlare che normalmente non hanno voce sui media tradizionali o normalmente non ci sono e basta. Oppure che non gli darei un soldo, ma invece scopri che sono interessanti.
    il format ha una logica: “ti lascio dire quello che vuoi mentre faccio finta di interagire con il pingpong e annuisco sempre”.
    Questo permette di arrivare a nomi importanti che altrimenti con caxxo si lascerebbero battere come una milanese su YT (nonostante i numeri e’ poco in) da uno sconosciuto. Questo format e’ amichevole, non pone domande pruriginose e permette di arrivare ai nomi della TV che a loro volta permettono ad altri nomi di arrivare.

    Se ci pensi e’ geniale.
    Certo che se fossi stato al suo posto la hunziker sarebbe uscita in lacrime avendo fatto la figura da stronza.
    Ma quando uno e’ bravo si morde la lingua, fa finta che tutto sia fantastico, e la hunziker attira GGente e ti permette di arrivare a tizi come benetton o de bellis.
    Se avesse disintegrato il provarobe della domenica facendogli notare gli ENORMI errori procedurali di misurazione, non avrebbe visto j-ax che non avrebbe portato la sventola che non avrebbe portato benetton eccetera.
    QUESTO e’ marketing. Ha DUE pubblici, il canale e l’intervistato.
    ed e’ stato geniale e bravo.
    Se ci pensiamo e’ il bruno vespa della situazione, ma senza alle spalle la RAI non puo’ certo fare domande vere, no?

    PS
    il marchetingo non e’ “vendere fuffa” che sarebbe gia’ buono. Questa e’ una leggenda.
    il marketing e’ “vendere il vero desiderio profondo, anche inespresso, del TUO pubblico”. Altrimenti chi se li sognava i telefonini con piu’ di 3 megapixel, i tv 4k o i suv se non andando a vedere cosa si agitava nel cervello contorto del selfista coatto?

    19 Dicembre 2019
  2. Raoul Codazzi said:

    Se è per questo quasi nessun Italiano sembra in grado di pronunciare LinkedIn correttamente, nemmeno dopo che glielo fai notare più volte (e io sono uno che lo fa notare). LinkedIn, d’altra parte, va a braccetto con forecast (pronunciato come scritto) e Carrefour (pronunciato carefur, con “a” quasi raddoppiata – a la veneta, per capirci – e ovviamente accentata).

    19 Dicembre 2019
    • am said:

      ma dico io, ognuno nella propria lingua potrà pronunciare le parole come meglio crede ?
      perchè sennò allora dovremmo pure correggere gli stranieri che tentano di pronunciare le parole italiane…
      che poi con tutto il rispetto quando si tocca l’inglese, posso star pure tranquillo che una pronuncia sbagliata potrebbe essere accettata in una delle innumerevoli varianti….

      22 Dicembre 2019
    • mattia said:

      ma dico io, ognuno nella propria lingua potrà pronunciare le parole come meglio crede ?

      Quando sono parole straniere – LinkedIn lo è – no, non può.

      che poi con tutto il rispetto quando si tocca l’inglese, posso star pure tranquillo che una pronuncia sbagliata potrebbe essere accettata in una delle innumerevoli varianti….

      Ok, con questa ài dimostrato di non sapere una sega della lingua inglese.
      In tutte le sue 981 varianti.
      Come diceva emilio fede?

      22 Dicembre 2019

Comments are closed.