Dove è meglio installare i pannelli solari

Quando ti trovi davanti a un problema ingegneristico e devi scegliere una soluzione, la cosa migliore da fare è fare una bella tabellina dei pro e dei contro per ogni soluzione. Perché di solito non c’è mai una soluzione perfetta, tutti i metodi per risolvere un problema ànno vantaggi e svantaggi. Devi cerare di elencarli per poi capire qual è la situazione migliore nelle tue condizioni.

Vediamo ad esempio come rispondere a una domanda come questa: dove è meglio installare dei pannelli fotovoltaici? Vediamo le diverse opzioni e valutiamo pro e contro.

Sul tetto (di case, capannoni, scuole…)
Pro: non ti serve la superficie, già ce l’ài ed è occupata da qualcosa che è compatibile con l’impianto. Non devi cioè occupare nuova terra che non può essere usata per altri scopi.
Altro pro: è ben difficile che te li rubino.

Contro: gli edifici non sono necessariamente orientati verso sud. Io ad esempio possiedo un edificio con i due lati del tetto rivolti uno a est e uno a ovest. Installare i pannelli solari in quella situazione è demenziale perché quelli sul lato del tetto rivolto a est produrrebbero energia qualche ora il mattino mentre gli altri qualche ora al pomeriggio, anziché avere dei pannelli che producono tutto il giorno (e specialmente a metà giornata, quando arriva più energia.
Altro aspetto negativo è che l’installazione è “complicata”. Niente di sconvolgente, ma devi pur sempre mandare persone su di un tetto, con tutte le misure di sicurezza richieste dalla legge (e dal buon senso). Devi portare i pannelli e tutto il materiale sul tetto… Insomma, tutto è più complicato rispetto a installarli a terra.
Altra complicazione è data dal cablaggio. Anche qui, niente di impossibile, ma devi pur sempre far passare i cavi dal tetto in modo che passi il cavo e non l’acqua.
Infine, i cavi portano alte correnti (la tensione d’uscita dei pannelli è bassa, quindi per alte potenze la corrente è necessariamente alta). Quando qualcosa va storto queste correnti possono essere sorgente di surriscaldamento e provocare incendi. Se il tetto, come spesso accade, à le travi e controtravi di legno, ciao ciao.
Ah, dimenticavo, in un contesto urbano ci sono spesso altri edifici attorno al tuo (a meno che tu non sia il più alto nei dintorni. Oppure alberi… Non è così strano vedere la potenza di pannelli installati sul tetto di una casa diminuire improvvisamente potenza da una certa ora perché l’ombra dell’edificio vicino arriva sui pannelli.

In campo aperto
Pro:
L’installazione è molto più semplice. Non devi salire sui tetti, le strutture sono semplici e se ài una squadra di operai che lavora bene puoi installarne a macchinetta.
Non ài problemi di cablaggi, è un lavoro modulare che difficilmente può incontrare problemi imprevisti.
Non ài problemi di incendi alla struttura sottostante, visto che li metti in un prato.
I pannelli sono più arieggiati, quindi si surriscaldano meno (più si scaldano e più il rendimento cala).
Puoi orientarli nella maniera ottimale, il che significa che puoi non solo disporli verso sud ma metterli pure all’angolo giusto per massimizzare l’energia per unità di superficie che ricevono (regola spannometrica: installarli allo stesso angolo della latitudine a cui ti trovi).
Se sei in un campo aperto difficilmente avrai edifici vicini che a un certo punto arrivano a farti ombra.

Contro: ti serve nuova terra da occupare che non può essere usata per altri scopi.
Sono più facili da rubare.

Sulla strada (o nei parcheggi)

Pro: non ti serve nuova terra (usi quella già usata per la strada o i parcheggio)

Contro: AHAHAHHAHAHAHH
No, seriamente, solo un coglione potrebbe pensare che sia una buona idea mettere un pannello fotovoltaico sotto una strada.
Non solo perché sarebbe orizzontale (quindi andrebbe bene solo attorno all’equatore) ma perché far passare sopra una superficie del genere delle automobili significa dover rinforzare la struttura in modo da renderla sufficientemente robusta ma al tempo stesso ancora trasparente per far arrivare la luce ai pannelli. Ci ànno provato in tutti i modi, dopo due mesi si smerda e non passa più niente.
I pannelli si rompono, e la struttura in generale è costosissima.

Sul tetto ma sotto forma di tegole che non sembrano nemmeno pannelli

Pro: dal punto di vista estetico appaiono meglio dei pannelli normalmente installati sui tetti (se ve ne frega qualcosa.

Contro: la tecnologia per realizzare queste tegole solari di solito à un rendimento già molto basso rispetto al rendimento dei pannelli fotovoltaici.
Il cablaggio è semplicemente una follia. Invece di installare un singolo pannello devi installare una ventina di tegole, ognuna con i suoi connettori. I punti di possibile guasto aumentano (e con essi i rischi di incendio). I tettisti che dovrebbero farti il tetto bestemmiano in cinese.

Piesse: no, non le à inventate elon musk queste tegole. Esattamente come quasi tutto quello che à lanciato esisteva già prima.


In mare
Poi arriva quello che ti dice: installiamoli in mare! Come abbiamo fatto a non pensarci.

Pro: boh.
Sinceramente, non riesco a trovare un vantaggio. Il fatto che non devi usare nuova terra? Be’, sì… però usi il mare. Dove li installi non puoi far passare delle navi, non puoi pescare…
Può darsi che in alcuni paesi abbiano meno bisogno del mare e possano sacrificarlo più facilmente della terra, sta bene.

Contro:
I pannelli sono installati in orizzontale. Probabilmente perché non vogliono causare l’effetto vela quando tira il vento. Ma così facendo se tu sei a una latitudine di 52 gradi, come nel caso d’esempio, perdi tutta l’energia per il fatto che ài installato i pannelli a 0 gradi (piatti) anziché a 52 gradi.
Lo stesso svantaggio dei pannelli installati sotto la strada (ahahahha).
Inoltre, i cablaggi sono una follia. Consideriamo pure che non li tengano troppo lontani dalla costa: devi pur sempre affrontare dei cablaggi sottomarini. Lo si fa, non è impossibile, ma è un filino più complicato che tirare due fili sul tetto (manutenzione inclusa).
Devi installare dei galleggianti e ancorarli.
Sono facili da rubare. A meno che tu non metta lì compare Turiddu con la lupara a canne mozze su di un barchino a fare la guardia, cosa ti aspetti di fare? Metti la telecamera per beccare i ladri? Bravo, e poi quando scatta l’allarme ora che arrivi in mare questi ànno già agganciato i galleggianti e li ànno trascinati in Albania.

Alla fine i pannelli installati sul mare producono meno, ànno un sacco di svantaggi pratici e vantaggi limitatissimi se non proprio inesistenti.
Perché mai uno dovrebbe installarli in mare?

7 Comments

  1. Emanuele said:

    Invece di costruire pannelli grandi come singole tegole potrebbero costruire pannelli composti da decine di tegole in modo da rendere semplice l’installazione.
    A parte questo, visto che sono anni che ogni tanto torni sopra l’energia solare, pensi che in futuro si riusciranno a superare i limiti fisici del fotovoltaico attuale per produrre più energia a parità di superficie?
    E poi oggi quanto rende un pannello standard rispetto all’energia necessaria per produrlo e smaltirlo?

    19 Dicembre 2019
    • mattia said:

      pensi che in futuro si riusciranno a superare i limiti fisici del fotovoltaico attuale per produrre più energia a parità di superficie?

      Intendi il limite di Shockley–Queisser? No.

      E poi oggi quanto rende un pannello standard rispetto all’energia necessaria per produrlo e smaltirlo?

      Non tantissimo. In condizioni “normali” in due anni recuperi l’energia necessaria per produrlo

      20 Dicembre 2019
  2. ava said:

    Ci sono anche altri aspetti costruttivi.
    1) tetto: per fissare in copertura si devono forare le guaine , e questo significa che o tieni conto del costo del connettore certificato anti infiltrazione , o sei sempre a rischio infiltrazione. In italia non si possono zavorrare gli impianti sulla base delle norme tecniche vanno fissati rigidamente.
    2) per quelli che zavorrano il problema potrebbe essere nel peso dell’ impianto e delle zavorre. Il peso dell’ impianto di per sè stesso potrebbe essere un problema nei seguenti casi: coperture leggere ( per le quali il peso proprio incide poco e che quindi hanno scarse risorse aggiuntive in termini di carichi aggiuntivi ), oppure coperture normali che nel tempo sono andate sopra carico ( ad esempio anni fa ci capitò un enorme impianto da mettere su un capannone da 80k metri ma non si fece nulla perchè negli anni avevano aggiunto talmente tanto asfalto che era completamente fuori norma e in realtà inagibile).
    In copertura se senza parapetti naturali va messa la linea vita o altri sistemi per lavorare in sicurezza .
    Per quanto riguard al’ incendio, il problema non è solo il tetto in legno ma anche la superifcie di contatto combustibile ( tipico incendio da guaine o isolanmenti in fibra di legno ) . In ogni caso qui in Italia si prescrive l’ inserimento di lamiera incombustibile tra tetto e pannelli quando il tetto sia realizzato in materiali combustibili e mi pare una buona norma da tenere anche all’ estero.
    inoltre : se il tetto è in andamento con impianto integrato , il vento fa poca pressione ma l’ inclinazione è sub ottimale; se il tetto è piano si deve costruire la strutturina ma il carico di vento aumenta ( tipicamente da 60 a 130 kg/m^2).
    Per quanto riguarda gli impianti a terra , incide molto in termini di costo la sotto struttura. Anzitutto se si impiantano su un campo si devono realizzare le fondazioni e qui si apre un dibattito, c’è chi usa paletti di vario genere ( pessimi) oppure una fondazione con un getto in calcestruzzo. E poi c’è la questione sottostruttura e qui si apre un mondo.
    A mio avviso la soluzione più pratica oggi rimane quella dei “grossi” impianti in copertura nei capannoni. Più che installare il mini impiantino inefficiente sopra casa avrebbe più senso comprare una quota di un impiantone . C’è un sacco di superficie, la manutenzione costa meno , puoi installarli in piano e con un pò di buon senso puoi anche ” tagliare il vento ” risparmiando sulle strutture creando a monte e a valle una fila di pannelli più alta e sovradimensionata al vento.
    L’ impianto stradale è una tale stupidata che non merita commento e quello marino è talmente un casino che solo un pazzo può pensare di installarlo.

    19 Dicembre 2019
  3. Giampaolo said:

    Seriamente qualcuno ha proposto il mare?

    19 Dicembre 2019
  4. claudio said:

    Quando dico che il tetto e’ da pazzi e rende poco mi danno del cattivone
    ma il mare e’ peggio.
    per i pannelli in mare, inoltre, come e’ accaduto in jap, arriva una mareggiata un po allegrotta e hai un incendio spettacolare.
    Voglio solo pensare quando arriva una barchina da diporto e ci va sopra: centinaia di casi ogni anno in ita di barche, anche enormi ferri da stiro di 20m, che salgono su piccole isole in velocita’, cozzano contro altre navi, finiscono alla deriva facendo enormi danni.
    Per non parlare delle incrostazioni saline sopra il vetro.
    La cosa piu’ semplice e’ fare un isola tipo l’aeroporto del kansai, facile ed economico…

    19 Dicembre 2019
    • mamoru said:

      quello in giappone della kyocera non era neppure sul mare, ma su una riserva d’acqua in prossimita’ di una diga. montato su chiatte.
      proprio questanno in quella zona son passati tifoni parecchio forti, con raffiche di vento oltre i 40m/s . secondo le dichiarazioni dell’azienda, nel caso in questione non zavorrarono le chiatte con l’acqua come gia’ sperimentato con successo in un altro impianto simile. a detta loro il solo problema era appunto questo: i pannelli son volati via per ancoraggio insufficiente.

      poi un sistema del genere non ha senso a prescindere e metterlo in mare con il sale e la roba che ci cresce sopra e’ semplicemente folle. o, meglio, cosa non si fa coi soldi dello stato..

      20 Dicembre 2019
  5. Andrea Occhi said:

    Hai dimenticato che l’acqua salmastra è leggermente corrosiva e incrostante e i pannelli si ricoprirebbero di uno strato di sale in poco tempo, riducendo ulteriormente l’efficienza.

    27 Dicembre 2019

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