[No] deal with it

Per anni ànno chiesto un nuovo referendum sulla Brexit. Ve li ricordate quelli che il giorno dopo dicevano “ma io avevo votate leave così per scherzo, non lo intendevo veramente“? Mi piacerebbe vedere i contratti che firma ‘sta gente.
Sono scesi in piazza con “manifestazioni oceaniche” per dimostrare che il paese era contro la Brexit, domandandosi come mai le manifestazioni dei sostenitori della Brexit erano deserte (suggerimento, avevano già vinto il referendum).
Non sono mancate le petizioni di mille mila cittadini che chiedevano di votare di nuovo.

Alla fine ànno votato. Un partito si è presentato con il motto “Get Brexit done” e à stravinto.

Certo, magari à contribuito il fatto che dall’altra parte c’era un personaggio improbabile. Non fraintendetemi, non credo minimamente alle accuse di antisemitismo verso corbyn. Figurati se è un antisemita. No, no, no. Non ci crede nessuno che è un antisemita.

Troveranno qualsiasi scusa per dirvi che questo non è un segnale che il paese vuole la Brexit, vi diranno che c’è il maggioritario, i collegi uninominali, che non è il 50%+1 dei voti… (un po’ come frantumarono i testicoli col voto popolare quando fu eletto trump, dimenticandosi che uno fa le campagne elettorali secondo le regole delle elezioni, non secondo le regole che secondo CiccioFormaggio86 sono quelle giuste per vincere)

Vi diranno che è stato feisbuc, gli accher russi al soldo di putin, che i politici ànno manipolato l’opinione pubblica mentendo e che quindi le elezioni non sono valide (in pratica ogni elezione sarebbe invalida). Diranno che i voti dei vecchi pro-Brexit contano meno dei voti contro la Brexit dei giovani (salvo poi ribaltare il giudizio quando i giovani la pensano diversamente da loro).

Negheranno la realtà fino alla morte, ma la realtà rimane. S’è votato di nuovo e la Brexit à vinto di nuovo.
Poi uno può pensare tutto il bene o tutto il male che vuole della Brexit. Può dire che stanno facendo un errore madornale o che si stanno liberando dagli schiavisti. Di sicuro c’è però un fatto: la Brexit la vogliono.
Fatevene una ragione.

A meno che non vogliate un terzo voto…

10 Comments

  1. Shevathas said:

    “il comitato centrale ha deciso poiché il popolo non è d’accordo bisogna nominare un nuovo popolo”
    Direi che questa frase di Brecht descrive in maniera precisa le reazioni della sinistra alle elezioni inglesi.

    13 Dicembre 2019
  2. ava said:

    Sostenere che la Brexit abbia vinto perchè Corbyn è antisemita è proprio l’ esempio perfetto del pensiero alla base della politica elitaria che sta tanto sui coglioni al popolo minuto da portarlo a votare colmo di disgusto per johnson.
    Negare l’ evidenza, pretendere di avere sempre ragione grazie ad una autoreferenziale competenza , imporre constantemente l’ allarme rosso su ogni tematica per impedire un regolare dibattito .. alla gente ormai fa schifo.
    E siamo solo agli inizi, se la GB non va in fallimento nel giro dei prossimi 6 mesi , tutta la baracca retorica europeista basata sulla paura del default va a puttane. Cosa cazzo si inventeranno? Qualche altra apocalisse di sicuro. Vediamo quanti tonni (o quante sardine) ancora cadranno in questa rete di retoriche panzane.
    Mi lascia comunque molto perplesso che si parli poco delle proteste francesi di questi giorni, secondo me sono fatti gravi che andrebbero approfonditi.

    13 Dicembre 2019
  3. kheimon said:

    D’accordo sul fatto che i giornali di sinistra italiani non siano in grado di accettare la realtà del voto popolare e accampino scuse barbine pur di non riconoscere che le
    loro idee sono in minoranza al livello globale.

    Ma questa analisi del voto è sovra-semplificatoria e cade nello stesso errore dei giornali italiani e per certi versi inglesi, vale a dire di ridurre tutto a un nuovo referendum per capire se gli inglesi vogliano ancora Brexit o meno.

    1) Il motto “get Brexit done” non fa leva sulle pulsioni degli ardenti brexiteers ma sulla frustrazione di chi vuole che questa cosa si risolva in un qualche modo purché si risolva. A tal senso, conservatori tendenzialmente pro-Remain hanno votato per il proprio partito a questa tornata elettorale pur di finirla co’ sta c..o di Brexit. Il voto tory è un cattivo proxy per misurare l’effettivo consenso verso Brexit.

    2) Se eri contro Brexit e volevi trasformare quest’elezione in un plebiscito pro-Remain, potevi votare solo Libdem, giacché la posizione di Labour è ambigua e Corbyn è un closet brexiteer. Il problema qui è che votare Libdem rischia di essere, nel sistema elettorale inglese, un voto buttato nel cesso.

    3) Sempre sul sistema elettorale: non contesto il sistema dei collegi uninominali — odio quando i sedicenti “vincitori morali” perdono e si lagnano post-hoc che vogliono regole diverse — ma i conservatori hanno vinto il 56% dei seggi col 43% dei voti e ogni confronto con un referendum rischia di essere mele contro pere se non se ne tiene conto. Mi dolgo del fatto di dover dare ragione a Repubblica (bleah) se scrive una cosa del genere, perché banalmente vera.

    4) Corbyn è blandamente antisemita, nel senso che è uno di quelli che personalmente lascia tranquillamente stare gli ebrei comuni (per fortuna!), ma è anti-Israele fino ad essere ingiusto ed eccessivo, e tollera quelli che nel suo partito rilanciano le solite vecchie teorie del complotto che non sto qui a ripetere. Gli inglesi in realtà l’hanno punito per via della sua dottrina neo-marxista. Persino i poveri hanno capito che il marxismo non conviene neanche a loro.

    13 Dicembre 2019
    • mattia said:

      1) Un partito si è presentato agli elettori dicendo di voler fare la brexit e la gente l’à votato.
      Puoi dire (e nemmeno quantificare) che la gente l’à votato:
      – perché era convinta che la brexit fosse la soluzione migliore del mondo;
      – perché ne aveva le palle piene delle discussioni e voleva farla finita;
      – perché se vince la Brexit vince 50 sterline puntate alle scommesse clandestine;
      – perché se il Regno Unito esce dall’UE la moglie è contenta e gliela dà più spesso.
      Puoi inventarti tutte le giustificazioni che vuoi, puoi mettere in bocca agli elettori tutti i motivi che ti immagini.
      Resta però un fatto: per qualsiasi motivo l’abbiano fatto, ànno votato per la Brexit.

      2) Innanzitutto, basta tornare a una decina di anni fa per ricordarsi che non è così.
      Già nel 2010 ci fu un governo di coalizione tra conservatori e LibDem perché i conservatori non avevano la maggioranza da soli.
      È già successo che fossero determinanti, con la stessa identica legge elettorale.
      Dopodiché, nulla vieta agli elettori di cambiare idea e votare in massa un partito al posto di un altro.
      Basta guardare all’italia: partiti che anni fa manco esistevano sono al governo. Partiti che erano al governo ora non esistono più (o quasi).
      Non à niente a che vedere con la legge elettorale. Nessuno vieta al 60% dei britannici di smettere di votare conservatori e laburisti e votare piripicchio. Sono loro che non lo fanno.

      3) il concetto, come dicevo nel post, è lo stesso del voto a trump.
      Se tu ài un sistema a collegi (nel caso USA collegi – stato) dove il primo vince tutto è ovvio che fai la campagna elettorale per massimizzare le probabilità di vittoria là dove puoi vincere e te ne sbatti dei collegi che già perdi.
      Così trump se ne fregò di stati come la california dove già sapeva che avrebbe perso. Perdere con il 30% di voti e perdere con il 35% di voti sarebbe stata comunque una sconfitta. Sarebbe stato un pirla a investire risorse per prendere quel 5% in più di voti inutili solo per il gusto di avere alla fine anche il totale di voti superiore alla clinton. Per che cosa? Perché altrimenti CiccioFormaggio86 sclera sul tuitter dicendo che à preso meno voti della clinton? Le elezioni si fanno per portare a casa la carica, mica per accontentare CiccioFormaggio86 sul tuitter.
      Ogni persona sana di mente fa la campagna elettorale a seconda della legge elettorale. E i risultati seguono la campagna che fai.
      Cambino le regole, decidano che vince chi prende più voti e i candidati faranno una campagna diversa.
      Trump si metterebbe a puntare di più in Stati che già sa che perderebbe con la legge elettorale attuale e magari prenderebbe più voti dell’avversario.

      In questo caso il sistema è lo stesso, solo coi collegi più piccoli. Perché mai avrebbero dovuto puntare alla maggioranza dei voti?
      Per fare la Brexit avevano bisogno della maggioranza parlamentare per approvare l’accordo, e ciò ànno ottenuto.
      Curiosamente la Brexit à vinto con entrambi i sistemi: à vinto quando ànno fatto il referendum e contato le teste una per una e à vinto quando s’è votato per collegio.
      L’anti-brexit invece à perso con entrambi i metodi.
      Ci si può rassegnare o si inventa un terzo metodo, e un quarto, un quinto… finché non vince il “rimanere”?

      4) Non è antisemita, ò detto che non è antisemita!

      14 Dicembre 2019
    • kheimon said:

      1, 3) No aspetta Mattia, per favore leggi con attenzione: non ho mai contestato il sistema elettorale di per sé, e sono 100% d’accordo con la storia di Trump vs. CiccioFormaggio86 che mi hai copia-incollato nella tua risposta. Contesto solo l’errore metodologico di non tenerlo in considerazione quando si voglia utilizzare il risultato di un’elezione generale come proxy per misurare il consenso per Brexit.

      Curiosamente la Brexit à vinto con entrambi i sistemi: à vinto quando ànno fatto il referendum e contato le teste una per una e à vinto quando s’è votato per collegio.

      Mi dispiace, c’è troppo rumore dovuto alla presenza di Corbyn e della sua cricca hard-left stile 1970. Sull’asse Leave/Remain, quello che è accaduto, in soldoni, è che i leaver Labour hanno votato Conservative per la prima volta nella vita, e i remainer Conservative hanno votato… Conservative.

      Ci si può rassegnare o si inventa un terzo metodo, e un quarto, un quinto… finché non vince il “rimanere”?

      Provo un improvviso moto d’affetto nei tuoi confronti perché su questo hai ragione ed è liberatorio sentirlo dire in questi termini così espliciti. Non si può ri-votare finché non vince, per via diretta o indiretta, il Remain. Ripeto: contesto solo analisi superficiali e metodologie oggettivamente deboli. Da entrambi i lati!

      2) È un po’ più interessante di così a ‘sta botta, perché un parlamento bloccato in “coalition talks” costa di più in questo momento storico. Sono tre anni che il parlamento non conclude una cippa, e la gente ne ha strapiene le tasche.

      4) Ehm, come vuoi! 🙂 Tieni conto che non mi sono mica unito alle grida isteriche “antisemita! antisemita!” di chi ha gonfiato questa storia; ho solo riconosciuto una forma di antisemitismo “soft” e moderno che a mio modesto avviso affligge davvero Labour, con Corbyn ohimè che da un lato lascia correre fatti di medio-alta gravità, e dall’altro limona apertamente da vent’anni con Hamas e Hezbollah. Il che induce a fare 2+2. Non credo abbia sortito un effetto importante sulle elezioni.

      14 Dicembre 2019
    • mattia said:

      Contesto solo l’errore metodologico di non tenerlo in considerazione quando si voglia utilizzare il risultato di un’elezione generale come proxy per misurare il consenso per Brexit.

      A me sembra che il proxy sia più che evidente. Uno si è presentato dicendo “voglio fare la brexit” e à vinto le elezioni.
      Il proxy debole puoi trovarlo per questioni secondarie del vincitore di cui s’è parlato di striscio.
      Ma sul tema fondamentale attorno a cui girava la campagna elettorale no.

      Ripeto: contesto solo analisi superficiali e metodologie oggettivamente deboli. Da entrambi i lati!

      Eh, però mi devi dire che segnale ti serve.
      Cioè, una volta c’era scritto sulla scheda “leave” e l’ànno votato. La seconda volta ànno davanti uno che dice “get brexit done” e l’ànno votato. Cosa vuoi di più per avere un segnale chiaro che vogliono la brexit? Che firmino col sangue la scheda elettorale?
      Da una parte ài un segnale chiaro dall’altro scuse per non digerire la sconfitta.
      Non mi sembra che i due fronti siano uguali.

      14 Dicembre 2019
    • mamoru said:

      sara’ che mi piace semplificare, ma vista la lagma isterica su twitter e co mi sarei aspettato che l’elettorato votasse letteralmente qualunque cosa al di fuori dei conservatori per far deragliare la brexit.

      hanno fatto l’opposto.
      da questo possiamo inferire che:
      1) rispetto a corbyn, il wifi gratuito per tutti e altri cazzi, la brexit aveva un priorita’ molto piu’ bassa. complimenti.

      2) tutta la lagna sovrarappresentava una parte non cosi’ ampia del remain, segno che ci sono parecchi che rispettano la vittoria del leave o non ritengono la questione piu’ importante di altre. oppure le scenate isteriche su twitter e in piazza le fa solo una minoranza con alti margino di adesione.

      un poco come in italia i girotondi, le sardine e altri cazzi che ho seppellito nella memoria (ogni anno ce ne uno) non hanno mai sfondato.son tutti wake, hanno tutti molto tempo libero e poco da fare, percui trovarsi in piazza a darsi pacche sulle spalle ez senza dubbio gratificante, ma alla conta delle urne piu’ di quello racimolato in piazza non si movono.

      15 Dicembre 2019
    • ava said:

      Non capisco il senso di questo ragionamento. Confrontare elezioni diverse sperando di far confronti è come il ragionamento di Renzi che dopo il referendum costituzionale disse ” ripartiamo dal 40% del si “. E si trova adesso con il 5% se gli va bene .
      L’ unico dato che si possa ricavare è che i partiti no brexit prendono molto meno di quelli pro prexit; l laburisti si sono praticamente astenuti sul tema.
      Sulla base dello stesso ragionamento possiamo dire che la Scozia non ha più pretese indipendentiste perchè il partito nazionale scozzese ha preso 1200 000 voti contro i 2 000 000 del voto al referendum per l’ idipendenza?
      Non penso proprio, anzi oggi tutti parlano di grande vittoria degli indipendentisti e hanno ragione; le domande del referendum sono troppo diverse dal voto politico o amministrativo

      16 Dicembre 2019
  4. kheimon said:

    Cosa vuoi di più per avere un segnale chiaro che vogliono la brexit?

    Io? Niente. A differenza di molti “amici” pro-remain (con cui ho discussioni più accese di quelle che mi capita intrattenere coi pro-leave, tu pensa) ho accettato il risultato del referendum la mattina dopo. Niente scuse, niente presunti hacker putinsalviniani. E aggiungo: è possibile, nel corso dei mesi e anni che seguono un referendum deciso per un piccolo scarto, scattare un’instantanea del consenso e ottenere leave, remain, leave, remain, ecc. con scarti di 2-5 punti percentuale — ovviamente i pro-leave citeranno certi sondaggi, i pro-remain ne citeranno altri. C’è persino chi sovra-semplifica un’elezione generale con di mezzo un neo-marxista (nientemeno) per leggerci una conferma definitiva del consenso popolare a Brexit. Ma a me non interessa, la questione per me si è risolta col primo referendum ed è una vergogna che la classe politica inglese abbia trascinato la faccenda per tre anni, come del resto era una vergogna che il governo che ha proposto il referendum non avesse preparato alcun piano per implementare una delle due scelte sulla scheda. Hybris al cubo.

    15 Dicembre 2019
  5. Julien Sorel said:

    “che non è il 50%+1 dei voti…”

    Tra l’altro fanno questo ragionamento sommando automaticamente i voti del Labour al fronte del “Remain”. E dire che dovrebbero avere imparato la lezione, che in un referendum non è automatico che tutti gli elettori votino secondo indicazione di partito, un po’ come accadde in Italia col divorzio che passò perché una minoranza cospicua di elettori DC votò per il NO, contro le indicazioni di partito. Il 40% degli elettori laburisti votò per la Brexit (tra cui il fratello di Corbyn tra l’altro) nonostante le indicazioni di partito. Ora, molti di quei voti sono passati ai Tories, ma non tutti infatti mi pare che vi siano ancora una cinquantina di collegi Lab-Leave, ovvero collegi rappresentati da Laburisti in cui aveva vinto il “Leave”. L’operazione di sommare automaticamente i voti laburisti al fronte del “Remain” era sbagliata nel 2016, e resta sbagliata nel 2019. (Ovviamente lo stesso discorso vale al contrario, non tutti gli elettori dei Tories votarono “Leave” e non tutti lo voterebbero oggi). E’ la classica tendenza a tagliare sempre tutto con l’accetta di commentatori e opinionisti.

    16 Dicembre 2019

Comments are closed.