La dimenticanza

Quando si avvicina l’anniversario di una strage, spesso capita che un giornalista vada per strada a chiedere alla gente che cosa si ricorda di ciò che capitò. Qualche anno fa lo fece il fatto quotidiano che andò a Bologna per intervistare la gente e capire che cosa si ricordavano della locale strage del 1980.
Qualcuno disse che furono le BR. Già.

Di “indagini” così ne trovate quante ne volete, non sono in italia. Quando arriva il 17 novembre in Rep. Ceca è un esercizio che i giornali fanno tutti gli anni e puntualmente intervistano giovani asini che non sanno nulla della rivoluzione di velluto.

In ogni caso, ovviamente, arriva il fiume di polemiche. Perché è cosa buona e giusta ricordare queste date, capire cosa è successo, e non confondere un attentato di matrice neofascista con un attentato delle BR, per esempio.

Bene. Chiedo solo che si faccia sempre però. Non è che per alcune stragi ci si batte per matenere viva la memoria dei dettagli di ciò che è accaduto, mentre in altri casi, be’… certi dettagli li nascondiamo.
Prendete l’ex presidente del senato grasso che ricorda l’attentato di strasburgo in cui perse la vita Megalizzi.

Ci ricorda l’attentato di Strasburgo, ci dice che è morto Megalizzi, ci ricorda che la vittima credeva nell’Europa unita… ci dice pure che era un esempio per i giovani. E… e poi?
E poi niente, chi à fatto l’attentato non ce lo dice.

Guarda un po’, che strana dimenticanza. Forse perché… perché fu un attentato di matrice islamica?
Attenzione, non parliamo della solita rivendicazione che uno può dire “vabbe’, ma questi sarebbero capaci di rivendicare anche la sconfitta della Juve da parte del Sassuolo dicendo che sono stati loro“. No, c’è un video in cui l’attentatore giura fedeltà allo stato islamico.
Oh, poi uno in questi casi tira sempre fuori il caso del compagno che sbaglia, ma la matrice è quella. Non è che l’Europeista è stato ucciso da un sovranista che odiava l’UE, è stato ucciso dall’odio islamico.
Prima o poi è bene che se ne facciano una ragione.

Invece no, si ricorda l’attentato – bene – si ricordano gli ideali della vittima – dettaglio trascurabile, non è stato scelto come vittima per quegli ideali, l’attentatore à colpito a caso… ma ok – e proprio quando arriva il momento di ricordare l’ideologia dietro quell’attentato… porca sidella sono finiti i caratteri del tuitter. Guarda un po’ che sfiga.

Perché sicuramente si è dimenticato di ricordare la matrice islamica dell’attentato per quel motivo. Non pensate male.

2 Comments

  1. Samuele said:

    Ognuno porta avanti la narrativa che gli è più comoda…

    12 Dicembre 2019
  2. ava said:

    e vabbè, capirei lo stupore se l’ avesse detto.. una figura imparziale ( non me ne vengono in mente ) , ma Grasso è notoriamente fazioso e una delle caratteristiche del fazioso è la memoria selettiva

    13 Dicembre 2019

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