Sermoni impomatati

La vicenda de concorso da ordinario di conte è rivelatrice. No, non di come funzionano i concorsi in italia, ché tutti lo sanno nell’ambiente che il 99,97% dei concorsi sono fatti per il vincitore. Te lo dicono senza neanche tanto imbarazzo: quel concorso è per tizio, quello per caio…

Io sono solo rimasto sorpreso dall’apprendere che in italia, a quanto ò capito, il tuo esaminatore può essere un tizio con cui ài firmato diverse pubblicazioni prima del concorso e tutto ciò sta bene perché non è sufficiente per dimostrare un concorso di interessi. Deve esserci un interesse in comune e delle pubblicazioni scritte insieme non dimostrano un interesse.
Motivo per cui si sono dovuti arrampicare a questa storia dello studio legale in comune, che però non è in comune ma ànno solo affittato un appartamento insieme e condividono la segretaria, però ànno difeso insieme l’autorità della privasi, ma non è vero perché ànno fatto fatture separate, poi però salta fuori il prospetto di fattura firmato da entrambi e conte se ne esce dicendo che in realtà egli non à fatturato ma à lavorato pro bono…
Davvero, finiamola qui. Ché sentirmi dire da conte che lavora pro bono per il garante della privasi, non per un’associazione di volontariato o per la sua parrocchia, solo perché egli non è venale… sinceramente siamo sopra il livello del tollerabile.

In realtà in qualsiasi paese normale sarebbero bastate le pubblicazioni in comune per annullare tutto, senza doversi imbarcare in questa ridicola pantomima.
Ma in realtà tutto questo è davvero irrilevante. Sono saltati ministri per molto meno. Penso a Lupi e all’orologio del figlio, che poi alla fine si è risolto tutto in un nulla. È evidente che far saltare un ministro è una cosa e far saltare un presidente del consiglio è un’altra. Se non altro perché il primo si cambia al volo, mentre per il secondo devi rifare il governo, e se la maggioranza scricchiola una cosa del genere la fa andare a pezzi.

Ciò che rivela questa faccenda è proprio il gioco di forze che sta dietro a conte. Una vicenda del genere in altri contesti sarebbe apparsa su tutti i giornali a titoli cubitali. Non è successo, à ricevuto solo trafiletti, e non a caso. Non è che i giornali decidono di non sguazzare nella vicenda per disinteresse, ma perché arrivano le indicazioni di far passare la notizia in secondo piano.
È successo che ànno provato a dare la spallata ma evidentemente conte à qualcuno in alto, molto in alto, che lo protegge. Per ora.
La vicenda passerà inosservata – la protezione di cui à goduto conte in questi giorni intendo dire – nessuno nemmeno se ne accorgerà, ma noi ricordiamocene quando chi lo sta proteggendo tirerà fuori i suoi soliti sermoni impomatati sull’etica delle istituzioni.
Se avesse un briciolo di onestà intellettuale l’avrebbe preso per un orecchio e gli avrebbe detto di sloggiare da palazzo Chigi da tempo.

Piesse: dopodiché, ricordatevi di questa vicenda al prossimo scandalo che invece esplode. Ché la materia dello scandalo in sé non c’entra mai una sega. Se esplode o no lo scandalo dipende solo da quanto potere à alle spalle il protagonista.

7 Comments

  1. Agostino Longo said:

    “pantomiMa”

    9 Dicembre 2019
    • mattia said:

      refuso corretto, grazie.

      9 Dicembre 2019
  2. Beppe Grullo said:

    Scusa, ma quali sarebbero questi altolocati che lo proteggono? Conte hanno tentato di buttarlo giù in tutti i modi per questa storia all’epoca della formazione del governo giallo-verde. Quella sulla comunione di interessi è l’opinione personale di Cantone, l’Anac invece ha detto espressamente che non entra nel merito perché sono passati troppi anni. Non c’è la prescrizione all’estero? Cosa rimane? Il dovere morale di dimettersi? In un paese dove politici e professori non si dimettono per casi ben più gravi? L’unico scandalo è come vengono gestiti i concorsi in Italia: su quello può e deve intervenire il Legislatore

    9 Dicembre 2019
    • mattia said:

      Non c’è la prescrizione all’estero? Cosa rimane? Il dovere morale di dimettersi? In un paese dove politici e professori non si dimettono per casi ben più gravi?

      Tocchi due argomenti qui.
      Il primo: la prescrizione. Se il mondo funzionasse come dovrebbe al massimo ci sarebbe la prescrizione per l’eventuale reato: truffa, falso il atto pubblico, quello che vuoi. Trascorsa la prescrizione non punisci più il reato ma comunque annulli gli atti del concorso comunque. La prescrizione la fai sulla pena, ma l’annullamento del concorso non è la pena per il reato, è il riportare la situazione a ciò che era prima del concorso. Se poi in italia si sanano anche le irregolarità di un concorso non lo so.
      A memoria ricordo del caso delle laurea di mastrapasqua che esplose dopo trent’anni, ma non ricordo se poi annullarono la laurea o se fu solo condannato per i reati annessi.
      In Germania sembra che sia possibile revocare un PhD anche dopo 33 anni. Che non mi sembra nulla di strano: se verifichi che è stato concesso senza che ci fossero le condizioni è come se non fosse mai esistito.
      Non capisco perché dovrebbe scandalizzare se un concorso da ordinario viene annullato dopo 17 anni.

      Secondo: ovviamente non sto dicendo che conte non può fare, dal punto di vista legale, il PdC. Nemmeno se gli annullassero il concorso.
      Finché non lo condannano all’interdizione dai pubblici uffici può ovviamente fare quello che vuole.
      Ne faccio una questione di decenza. La stessa decenza per cui quando vai in spiaggia ti metti in bermuda e maglietta ma quando vai al quirinale ti metti la cravatta.
      Prendi berlusconi: è stato condannato per frode fiscale, poi riabilitato e ora può fare tutto quello che vuole. I cittadini lo ànno eletto al PE ed egli à tutto il diritto di fare il parlamentare europeo se lo votano. Ma quando tu devi decidere a chi affidare una carica non la affidi a uno che è stato condannato per frode fiscale. I cittadini se vogliono possono avere il pessimo gusto di eleggerlo, se vogliono, ma tu lo tieni lontano da qualsiasi carica non elettiva.
      Tu dici “In un paese dove politici e professori non si dimettono per casi ben più gravi”, ma è così solo parzialmente.
      Perché è vero che ci sono stati ministri come la fedeli che non si dimise nonostante fu beccata a mentire sul proprio titolo di studio dicendo che aveva una laurea quando invece manco aveva la maturità.
      Ma ci sono anche casi di altre persone, che si sono dimesse per faccende di poco conto. Come Lupi, che nemmeno era coinvolto nella vicenda che riguardava il figlio, o Idem che si dimise per una storia di una falsa residenza per pagare meno IMU. Che sarà sì grave, ma mai come mentire sul proprio CV. Se fai dimettere la Idem per 300 euro di IMU risparmiata fai dimettere anche la fedeli che mentiva sulla sua inesistente laurea, almeno.
      Non è che in italia i politici non si dimettono per casi peggiori. Si dimettono, ma in maniera totalmente scorrelata dalla realtà del fatto.
      Si dimettono quando non ànno qualcuno che li appoggia alle spalle. Idem non era protetta da nessuno, fedeli sì.
      Il fatto che conte non si sia ancora dimesso non significa che la vicenda non è grave, ma che c’è qualcuno che lo protegge. Tutto qui.

      10 Dicembre 2019
    • ava said:

      io non cercherei tante dietrologie. Se i ministri da sostituire non hanno peso politico e/o non mettono a rischio il governo ( perchè ad esempio ci sono i numeri,oppure perchè non contando una ceppa preferiscono restare con la cadrega piccola che far cascare il baraccone per aver perso la cadrega grossa ) in genere vengono allontanati per non danneggiare il consenso dell’ esecutivo ; viceversa se sono pezzi grossi con un seguito importante ( come era secondo me la Fedeli ) oppure se hanno buoni motivi per mettere a rischio un governo ballerino , rimangono al loro posto anche se si macchiano delle peggiori schifezze. Nel caso in esame il governo è già tenuto insieme con lo sputo, entrambi gli schieramenti sanno che andando alle elezioni si prenderanno incornate sui denti, pertanto anche l’ opinabile cattedra di Conte passa in cavalleria. Ricordiamo con quanta facilità i 5 stelle allontanarono i loro stessi senatori all’ inizio della legislatura perchè non avevano capito i margini ristretti che avrebbero avuto; adesso che a quanto pare l’ han capito va bene anche il professorino…
      consoliamoci pensando che questa pagliacciata di governo difficilmente durerà ancora a lungo. Intanto vediamo se riescono ad approvare la manovra perchè secondo me siamo ancora per aria.

      10 Dicembre 2019
  3. kheimon said:

    Non è che i giornali decidono di non sguazzare nella vicenda per disinteresse, ma perché arrivano le indicazioni di far passare la notizia in secondo piano.
    È successo che ànno provato a dare la spallata ma evidentemente conte à qualcuno in alto, molto in alto, che lo protegge. Per ora.

    Sono un po’ sorpreso di leggere osservazioni del genere su questo blog. Anch’io sono talvolta sedotto dalla narrativa della éminence grise, specie quando fatico a spiegarmi processi poco trasparenti, ma cerco di controllarmi e soprattutto di non scartare spiegazioni più semplici e più resistenti ad attacchi del tipo “avanti, fammi i nomi di questi protettori”.

    In questo caso, la questione magari è davvero banale: buona parte dei giornalisti mainstream come quelli di Repubblica & Co. è genuinamente convinta, a seguito di indicazioni che giungono dalla propria coscienza nonché dai propri colleghi (la famosa camera dell’eco), che questo governo sia il male minore. Attaccarne il frontman, specie quando i fatti a lui imputati sono così poco gravi, ha un rapporto costi/benefici troppo alto.

    Ci sono molte situazioni in cui cerco spiegazioni più semplici e più efficaci del cosiddetto disegno occulto. Ad esempio, la tolleranza verso l’immigrazione clandestina di massa è presentata, specie da ambienti (piuttosto ambigui) di estrema destra, come l’implementazione di un piano di sostituzione etnica che originerebbe da un non meglio specificato potere finanziario. Io, invece, almeno limitatamente a questo, mi trovo d’accordo con Douglas Murray quando parla di un enorme senso di colpa per la nostra storia coloniale, gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e il disastro dei vari interventi occidentali in Medio Oriente, un senso di colpa che l’Europa vuole espiare in maniera isterica e autolesionista. Certo, alcune “eminenze grigie” trarranno pure beneficio dalla presenza di disperati da sfruttare, ma non telefonano al giornalista di Repubblica per dirgli di scrivere l’articolo pro-NGO. Questi lo fa di propria iniziativa per motivi ideologici.

    Spero che questo intervento in tre agili paragrafetti non sia stato anche stavolta troppo lungo e articolato perché gli utenti del blog lo possano elaborare! 🙂

    11 Dicembre 2019
    • mattia said:

      Sono un po’ sorpreso di leggere osservazioni del genere su questo blog. Anch’io sono talvolta sedotto dalla narrativa della éminence grise, specie quando fatico a spiegarmi processi poco trasparenti, ma cerco di controllarmi e soprattutto di non scartare spiegazioni più semplici e più resistenti ad attacchi del tipo “avanti, fammi i nomi di questi protettori”.

      Affinché sia chiaro, io non sto facendo dietrologia, sto spiegando come funzionano certi meccanismi.
      Tra giornali/sti e addetti stampa esiste un rapporto di simbiosi. L’addetto stampa usa il giornalista per fare uscire/non uscire le notizie che vuole e di suo il giornalista à bisogno dell’addetto stampa perché è quello che gli passa le soffiate.
      Non crederai mica che le “voci di corridoio” che leggi sui giornali vengano davvero da giornalisti che stanno lì appollaiati a sentire una voce di corridoio o che vanno a rincorrere i politici in transatlantico, vero?
      Quando sul giornali scrivono “voci di corridoio” significa che il tal addetto stampa à mandato un messaggio ai giornalisti dicendo: voi domani scrivete così e così e la mettete non che ve l’ò detta io ma che è una voce di corridoio.
      Questi obbediscono e quando poi ànno bisogno ricevono le informazioni dall’addetto stampa sulle ultime novità come caramellina per essere stati ubbidienti.
      Qualsiasi giornalista che scrive di politica lavora così (a parte a quelli dei giornali minori che riciclano le notizie date dagli altri, che però arrivano sempre in ritardo, appunto).
      Nel momento in cui un giornalista rompe questo rapporto di dare avere perché riceve la velina e non la pubblica viene tagliato fuori dal giro. Quando l’addetto stampa fa girare la voce non lo mette nel gruppo dei messaggi e questo viene battuto sul tempo da tutti gli altri giornali diventando inutile.
      Parla con qualsiasi giornalista al seguito di qualsiasi ministro e ti dirà senza vergogna che “aò, se questa me là io devo pubblicarla”.

      Questa vicenda del concorso di conte è una bomba. Una roba alla giannino moltiplicata per dieci, perché giannino non ricopriva nemmeno una carica pubblica, era solo candidato. C’era materiale in cui sguazzare per almeno tre giorni. È finito tutto in un trafiletto perché chi di dovere à mandato il segnale. Adesso, non farmi fare nomi, ma ci sono redazioni tra le più libere e irrequiete che quando arriva il comunicato di X si cagano addosso e obbediscono perché altrimenti l’editore fa saltare tutto. Se X ti dice non silenziare la notizia tu la silenzi. Fidati.

      11 Dicembre 2019

Comments are closed.