L’ESTA per il Regno Unito e lo sclero

Lo sclero odierno è quello dei giornali che lanciano l’allarme: se vince Johnson i cittadini UE potranno entrare nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord solo con una specie di visto elettronico sul modello dell’ESTA statunitense.
E via di editoriali scandalizzati.

Per chi lo lo sapesse, l’ESTA per entrare negli U.S. of A. è la cosa più comoda che esista. Lo fai in cinque minuti su internet e paghi con carta di credito. Si può pagare anche con paypal (sono andato a vedere nelle mie notifiche paypal e c’era un versamento di 14 dollari alla  Federal Reserve Bank of Cleveland).
Non devi muovere il culo da casa, non devi andare in un consolato aperto due ore al giorno, non devi comprare marche da bollo o pagare quelle buffonate chiamate bollettini postali. Fai l’ESTA comodamente su internet pagando con paypal come prenoti una camera d’albergo o un volo. Anzi, delle volte è persino più veloce fare l’ESTA che prenotare il volo, ché il governo statunitense prima di farti arrivare alla schermata finale non ti chiede se vuoi aggiungere un bagaglio, comprare la priorità d’imbarco, scegliere un posto con spazio aggiuntivo per le gambe, comprare un’assicurazione per il viaggio o noleggiare un’autovettura.

Non ò mai rinunciato ad andare negli Stati Uniti perché dovevo fare l’ESTA, non vedo perché mai dovrei rinunciare a una gita a Londra se dovrò investire 5 minuti e 10 lire sterline per qualcosa di simile quando e se sarà operativa per il Regno Unito.

Certo, uno non potrà prendere un aereo all’improvviso, ché – si dice – sarà necessario registrarsi almeno con tre giorni di anticipo, o giù di lì. Ma personalmente non ò mai prenotato un volo a meno di tre giorni dalla partenza. Il minimo è stato quattro giorni, forse cinque. Altrimenti davvero non è un problema prenotare per tempo e fare questa procedura.
Ci sono dei casi in cui devi partire in emergenza dopo uno o due giorni? Sì, capitano casi così. Per un parente ammalato per esempio. Una volta mio padre venne ad assistermi a Praga in urgenza perché mi ero rotto un piede (secoli fa). Prese un volo dopo due giorni, ma parliamo di situazioni in cui ài un parente in quel paese quindi ci vai di frequente e il simil-ESTA già ce l’ài (o ti sei fatto un visto che vale 10 anni perché sai che ci devi andare ogni tanto).
Non è che senza un parente o un interesse economico nel Regno Unito ti capita di dover andare a Londra così, all’improvviso, dopo un giorno.

Mi sa tanto che qui la gente si è dimenticata che cosa significa viaggiare. Il fatto che in UE uno possa andare a fare il lavapiatti a Berlino senza dire niente a nessuno à dato l’idea che sia uno sforzo sovrumano persino bussare alla porta. Ragazzi, tornate coi piedi per terra. Non vi stanno chiedendo nulla di impossibile. Fatevi sta registrazione e amen.

3 Comments

  1. Beppe Grullo said:

    Il problema è che hanno troppi legami economici con noi ed è una rottura di scatole non necessaria, né per noi né per loro, così come sarebbe una rottura di scatole doversi muovere a piedi invece che in bicicletta. Ma si farà anche questa, basta che la finiscano il prima possibile con questa farsa della Brexit

    3 Dicembre 2019
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  2. Sciking said:

    Diciamo che magari potrebbe disincentivare il turismo “mordi e fuggi” per via dei tre giorni, conosco gente che prenota il giovedì per partire venerdì sera con offerte tipi last minute, ma credere che lo UK fallirà perché qualche turista se ne andrà a Berlino invece che a Londra mi ricorda quelli che al bar non prendono il prosecco per fare fallire il Veneto.

    4 Dicembre 2019
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  3. kheimon said:

    Sì, no, allora. Onde evitare di essere blastato per un equivoco, premetto che disdegno i catastrofisti alla c..o di cane, i permanentemente indignati e i pesaculi. Su quello saremo sempre d’accordo.
    Tuttavia, e so che detesti questa espressione, la questione è più complessa e carica di un valore simbolico che ha importanti ripercussioni sul piano pratico, e non parlo certo delle nostre avventure in aereo per l’Europa. I confini e i relativi controlli servono a preservare aspetti fondamentali del Paese, tra cui il mercato del lavoro (dumping salariale, ecc.), la sicurezza (criminalità spicciola od organizzata, terrorismo, foreign agents, ecc.), e altre cose più fuffolose quali certe norme sociali e culturali che comunque contano e non poco.
    Qualcuno di noi si credeva che tra Roma e Londra alla fine non sarebbe dovuta esserci, per t che tende a infinito, più distanza che tra Roma e Torino, man mano che proseguiva l’integrazione e la scoperta degli aspetti comuni del nostro essere europei e le differenze finivano via via in secondo piano.
    Chi ha orchestrato questo processo (qualcuno chiama questa gente “élite”, termine ormai privo di significato) ha però commesso una sequela di errori fatali di cui si può parlare per trenta volumi, ma per me il principale è stato allargare l’Unione troppo velocemente e costruire il tetto di una valuta comune prima di edificare le fondamenta di una politica fiscale unitaria.
    La rosura di culo non è per il fatto di fare l’ESTA e quant’altro ma perché abbiamo fallito in una missione che ritenevamo di fondamentale importanza per dare senso alle nostre vite di europei post-bellici. Ci brucia l’ano perché pensavamo che avremmo abbattuto i confini interni dell’Europa e costruito una super-potenza mondiale benevola e caritatevole ma le cose sono andate a carte quarantotto.

    4 Dicembre 2019
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