Ma è vero?

Sicuramente avrete letto anche voi sui giornali la notizia del  consigliere di Casalecchio Umberto La Morgia il quale à dichiarato che moltissime denunce di violenza subite da donne vengono archiviate (addirittura il 90%).
Quando mi è capitata sotto gli occhi questa dichiarazione mi sono automaticamente chiesto: ma è vero?

Allora ò fatto ciò che tutti dovrebbero fare dopo questa domanda: ò cercato la risposta.
Scartabellando tra vecchi articoli di giornale si scopre ad esempio questo pezzo del corriere in cui si dice:

 Molto spesso, infatti, ha segnalato l’avvocato Francesca Garisto, le indagini si concludono con richieste di archiviazione formulate dalla stessa Procura: 512 su 945 per quanto riguarda lo stalking e addirittura 1.032 su 1.545 per i maltrattamenti in famiglia.

corriere.it

1.032 archiviazioni su 1.545 denunce per maltrattamenti in famiglia, 512 su 945 per stochin. Sono il 66,8% e il 54,1% rispettivamente. Ma sono dati di qualche anno fa (l’articolo è del 2013) e probabilmente sono dati locali (di Milano?)

Cerchiamo dei dati raccolti con più criterio e più aggiornati. Ci arriva in soccorso ancora una volta l’ISTAT coi dati sulla violenza sulle donne.
I dati sono aggiornati al 2016. Per quest’anno scopriamo che nel 59% dei casi le denunce per maltrattamenti in famiglia vengono archiviate (13.528 contro 9.390 denunce per cui si inizia un’azione penale).
Per stochin si archivia nel 54,1% dei casi (9.141 archiviazioni contro 7.769 inizi di azione penale). Per violenza sessuale si archivia nel 49,1% dei casi (2.823 archiviazioni contro 2.932 inizi di azione penale).

Attenzione però, non vuol dire che coloro che non vengono archiviati sono colpevoli. C’è poi il processo e possono ancora essere assolti.
L’ISTAT ci dà anche i dati sulle condanne. Qui bisogna stare un po’ più attenti. Per quanto riguarda la violenza sessuale ad esempio ci viene detto che nel 2017 ci sono state 1.568 condanne. Queste però si riferiscono non ai reati commessi nel 2017 ma anche negli anni precedenti, visto che ci vuole un po’ di tempo per arrivare a una condanna definitiva.
Se guardiamo però i dati degli ultimi 8 anni scopriamo che sono particolarmente stabili, i condannati per violenza sessuale sono sempre circa 1.600 all’anno. Anche i dati sulle denunce per violenza sessuale sono stabili, circa 5.800 all’anno dal 2012 in poi.
Quindi, approssimando possiamo dire che si parte con 5.800 denunce per violenza sessuale, 2.800 circa vengono archiviate e si arriva a condanna per 1.600 di coloro che vanno a processo. In totale le condanne sono il 27% delle denunce.
Per la magistratura non è che il 90% dei denunciati sono innocenti, ci fermiamo “solo” al 73% di innocenti.

Molto più difficile fare i conti per lo stochin e per i maltrattamenti in famiglia perché i dati non sono costanti nel tempo: non à molto senso comparare le denunce di oggi con le condanne di oggi che si riferiscono alle denunce di ieri (se le denunce cambiano nel tempo).

Ci limitiamo dunque a ciò che sappiamo con ragionevole sicurezza. Lasciamo da parte per un attimo quelli che vengono dichiarati innocenti a processo, parliamo solo delle archiviazioni. Il consigliere comunale, se si riferisce solo alle archiviazioni, à quindi torto quando dice che il 90% delle denunce vengono archiviate. Non sono così tante.
Sono il 59% per i maltrattamenti in famiglia, il 54,1% per stochin e il 49,1% per le violenze sessuali.
Questi sono i dati.
Più della metà delle denunce dunque non reggono nemmeno il minimo sindacale per andare a processo. Giusto per farvi capire quanto siano farlocche.

Se il consigliere comunale aveva torto sul 90% il concetto rimane valido: ci sono una valanga di denunce farlocche che finiscono archiviate.
Questo è un fatto, supportato dai numeri, che è incontestabile.

Ora rileggete gli articoli di giornale scandalizzati. Vergoniaaah!!11! Non si può permettere di dire queste cose! Sono parole inaccettabili!
Tutti che si stracciano le vesti e nemmeno uno che davanti a quella affermazione si fa la domanda giusta: ma è vero?

Piesse: giusto per prevenire il solito pirla che salta fuori in questi casi. Se invece di dire che il 90% delle denunce vengono archiviate avesse detto il 59% o il 54,1% le polemiche ci sarebbe state ugualmente. Quindi non cagate il cazzo dicendo che il problema è che à detto 90% al posto di 59%, ok?

8 Comments

  1. Shevathas said:

    Strano che invece, per questo articolo con “percentuali a caso” con errore ancora più grosso di quello del leghista, non ci siano state le stesse campagne di indignazione.
    https://thevision.com/attualita/false-accuse-stupro-donne/

    La chicca migliore dell’articolo
    “(…)Se prendiamo, ad esempio, il caso di Fausto Brizzi, dopo l’accusa “mediatica” su Le Iene da parte di diverse aspiranti attrici e le denunce penali presentate da tre di esse, la procura ha chiesto l’archiviazione del caso perché il fatto non sussiste. Questo non prova che Brizzi sia innocente, né colpevole (…)”

    27 Novembre 2019
    Reply
    • Sciking said:

      Oserei dire che a breve ripristineranno l’inquisizione ma un mio amico studente di teologia mi spiegò come, almeno per l’epoca, fosse un tribunale più avanzato di quelli che vorrebbero loro

      27 Novembre 2019
    • Raoul Codazzi said:

      “Questo non prova che Brizzi sia innocente, né colpevole”.

      Forse questo è una delle poche cose sensate che scrive, in un articolo che mi sembra un po’ confuso e poco equilibrato.

      Se lasciamo stare Brizzi, quello che scrive in quella frase vale sempre e ovunque (ovviamente con % diverse da Paese a Paese) ed è persino banale. C’è una verità processuale che non necessariamente coincide con la verità-senza-aggettivi. Tu puoi finire a processo, avere il verdetto di colpevolezza ed essere innocente, così come puoi avere il verdetto di innocenza ed essere colpevole. Oppure puoi non arrivare nemmeno al processo ed essere comunque colpevole. Poi, è chiaro, conta solo quello che puoi provare, e guai se non fosse così.

      Perché metto l’accento su queste cose? Perché, specie in questo Paese, il numero di errori giudiziari non è esattamente trascurabile. Come non si può far finta di ignorare la leggerezza e la mancanza di professionalità con cui certi giudici esercitano il loro immenso potere. L’ho già detto e lo ridico: se c’è una cosa di cui ho davvero paura di questo Paese è il suo sistema giudiziario. Becchi il giudice sbagliato e puoi perdere la libertà o ti possono togliere i figli. Mostruoso. Mia moglie, che l’Unione Sovietica l’ha vissuta per davvero, dice spesso che qui siamo a livelli non così distanti da quelli.

      28 Novembre 2019
    • fgpx78 said:

      Raoul, tu sei innocente o colpevole DI FRONTE ALLA LEGGE (anche perché lo stesso fatto può essere considerato reato o meno da legislazioni diverse).
      Se il PM archivia non ci sono gli elementi per andare a processo. Vuol dire che non solo sei innocente, ma che la legge non riesce manco a trovare un appiglio per provare a dimostrare il contrario. D’altronde e per fortuna, siamo ancora innocenti fino a prova contraria.

      L’etica e la filosofia teniamole fuori da ragionamenti logici.

      29 Novembre 2019
  2. Giampaolo said:

    Effettivamente il 90% mi sembrava un po’ troppo… Ma che fossero circa la metà è un fatto riportato da parecchi anni, ma solo dalla stampa “di destra” (detta alla grossa) e dai pochi intellettuali di sinistra onesti con i dati (uno su tutti, Luca Ricolfi).

    27 Novembre 2019
    Reply
    • Cullà said:

      Lo dicono tranquillamente anche i giornali di sinistra (fatto, corriere) e addirittura ho trovato percentuali simili su un blog femminista.
      Quello che cambia è l’interpretazione: secondo costoro più della metà delle denuncie finiscono archiviate a riprova dell’indifferenza delle procure verso le donne.
      Metto dei link per dire che non mi sto inventando nulla, se dan fastidio mi scuso.
      Blog femminista
      Fatto
      Corriere

      28 Novembre 2019
    • Giampaolo said:

      Quindi stai dicendo che la Sinistra manipola i dati?

      28 Novembre 2019
    • Cullà said:

      Sto dicendo che gli stessi identici dati vengono “interpretati” da alcuni come risultato di un’opposizione ideologica delle procure e degli inquirenti “alle donne” e/o di una minimizzazione del problema. Quindi sì, giocare con le interpretazioni in questo modo è manipolare i dati, sostanzialmente.
      Che questo giochino sia fatto in buona o mala fede io non posso saperlo: non capiscono o fan finta di non capire?

      29 Novembre 2019

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