La bufala dei femminicidi in aumento

Violenza di genere ancora in crescita nel 2018: sono state 142 le donne uccise (+0,7%), 119 in famiglia (+6,3%). 

[…]

In percentuale, le vittime femminili raggiungono nel 2018 il valore più alto mai censito in Italia, attestandosi sul 40,3%, a fronte del 35,6% dell’anno precedente (29,8% la media del periodo 2000-2018). 

via ansa.it

Questo è il primo lancio di agenzia che mi è capitato sotto gli occhi, ma avrei potuto prendere qualsiasi altro articolo fotocopia di qualsiasi giornale. I femminicidi sono in aumento!!!!11! Lo dicono i dati!!!11!

Ehm, no.

Per capire che c’è sotto il trucco basta leggere con un po’ di attenzione la prima frase dell’articolo. Nel 2018 le donne vittime di omicidi sono state 142, con un aumento dello 0,7%. Non serve essere dei fulmini in matematica per calcolare a mente che nell’anno precedente gli omicidi di donne erano stati 141.
Un omicidio in più: visto che gli omicidi sono quantizzati (non puoi avere mezzo omicidio o un decimo di omicidio) ài solo un bit che varia. È rumore di quantizzazione: davvero lo volete chiamare aumento?

No, quando sei attorno al rumore di quantizzazione devi guardare un andamento di più anni per capire se il valore che cambia è solo un’oscillazione oppure se c’è davvero un aumento.
Sono andato dunque sul sito dell’ISTAT e ò cercato le serie storiche degli omicidi in italia. I valori sono qui.

Innanzitutto, c’è una differenza tra i valori riportati dall’ISTAT e quelli dell’EURES (che cita ansa).

Nel 2017 si contano 357 omicidi, pari a 0,59 omicidi per 100mila abitanti, dei quali 234 di maschi e 123 di femmine, corrispondenti rispettivamente a tassi pari a 0,79 e 0,40 omicidi per 100mila abitanti dello stesso sesso.

Dice che le donne uccise nel 2017 sono state 123 e non 141 come risulta all’EURES. Visto che il rapporto dell’EURES non è pubblicamente accessibile non è dato conoscere la loro metodologia. Affidiamoci ai dati dell’ISTAT dunque.
L’istituto di statistica ci fa un grosso favore e ci disegna le serie storiche degli omicidi. Qui vedete come sono calati negli ultimi decenni:

Dopo il picco dei primi anni ’90 dovuto alle stragi di mafia il tasso di omicidi continua a calare in maniera impressionante. Dai 956 omicidi del 1993 siamo arrivati ai 357 omicidi (totali, uomini e donne) del 2017.
Avete capito dove stiamo per arrivare?
Non ancora? Allora guardiamo i dati degli omicidi divisi per uomini e donne. Anche qui ISTAT ci fornisce i grafici belli e pronti:

Gli omicidi di donne sono pressoché stabili dal 2002. Non solo non aumentano ma a dirla tutta ànno un leggerissimo andamento negativo. Ma la tendenza è così bassa che possiamo anche trascurarla. Diciamo pure che sono costanti.

Ovviamente se tu compari il 2005 e il 2006 sembra che ci sia un aumento. Lo stesso se guardi il 2012 e il 2013. Ma non è che prendendo solo due punti puoi tracciare un andamento. Devi guardare la serie storica nel suo complesso. E qui la serie storica dice che le donne vittime di omicidio in italia sono stabili. No, non stanno aumentando. Dire che gli omicidi di donne sono in aumento perché un anno sono 141 e l’anno seguente sono 142 è ridicolo.

E questa era la prima bufala. Ora veniamo a quel 40% di vittime femminili sul totale, “valore più alto mai censito in Italia”. Ommioddio!!!11!!! Emergenza femminicidiooohhh!!!11!!

Basterebbe guardare la serie storica per accorgersi che la percentuale di donne sul totale degli omicidi non aumenta perché aumentano gli omicidi di donne…. MA PERCHÉ SONO CALATI QUELLI MASCHILI. Gli omicidi di donne sono sempre gli stessi, in proporzione sembrano di più perché calano quelli degli uomini. Spacciare questo dato per dire che la violenza sulle donne aumenta è ridicolo.
Significa non aver capito il concetto di percentuale.

Se non vi sta bene l’ISTAT c’è EUROSTAT, che pubblica i dati qui. Il grafico non ce lo dà, quindi me lo sono fatto da solo sui dati a disposizione (dal 2008 al 2017). I valori sono leggermente simili: per il 2017 non dà né 141 né 123 omicidi volontari di donne ma 130. Si vede che contano diversamente cosa è volontario. Presa la loro metodologia però l’andamento è uguale: omicidi di donne stabili, omicidi di uomini in calo e proporzione di omicidi femminili sul totale che sembra aumentare solo perché calano gli omicidi di uomini

omicidi in italia in valori assoluti

Se nel 2008 le donne vittime di omicidio erano solo il 24% del totale nel 2017 sono diventate il 35%, ma questo è solo perché nel 2008 erano 147 su 612 mentre dopo dieci anni sono diventante 130 su 371. La percentuale aumenta benché gli omicidi di donne siano meno.

Se poi prendete i tassi di omicidi per 100 mila abitanti in Europa scoprite che l’italia è il terzo paese con meno omicidi di donne in europa dopo Cipro e Grecia. In italia ci sono 0,42 omicidi femminili per 100 mila abitanti. In Inghilterra e Galles 0,77, in Germania 0,91, e persino nella civilissima Finlandia sono 1,10 per 100 mila abitanti.
Se c’è un paese sicuro per le donne quello è l’italia.

Ma il livello di ridicolo raggiunge vette inaudite con questa frase dello stesso articolo dell’ANSA

Sono invece 94 gli omicidi con vittime femminili censiti in Italia dall’Eures nei primi 10 mesi del 2019.

sempre dall’ansa.

Non dico tanto, ma almeno le proporzioni. Se in 10 mesi ci sono stati 94 omicidi femminili, quanti ce ne saranno in capo all’anno? A meno che la gente non si metta ad ammazzare di più sotto le feste se le cose continuano così nel 2019 avremo 113 omicidi. Un tocco in meno rispetto al 2018.
Senza nemmeno fare i calcoli: se tu mi dici che nel 2018 ci sono state 142 vittime di omicidio e a soli due mesi dalla fine del 2019 sei solo a 94, pensi davvero che recuperiamo 48 vittime in soli due mesi?
Abbiamo fatto 94 vittime in 10 mesi e speri di farne 48 in due mesi?
Davanti a questi dati uno dovrebbe titolare “in attesa dei dati definitivi gli omicidi di donne sembrano crollare“, altro che allarme femminicidi.

In totale abbiamo dei dati che non descrivono nessun aumento degli omicidi di donne e ci spacciano la notizia di femminicidi in aumento usando in maniera errata i dati. Abbiamo un paese tra i più sicuri in Europa per le donne descritto come un paese pericoloso per le donne.
Poi su queste palesi falsità costruiscono campagne, commissioni, norme, dibattiti… quando basterebbe guardare i dati per evitare di parlare del nulla.

Piesse: ovviamente non aspettatevi di vedere questi articoli sbafalati dai lecchini della boldrinova.

11 Comments

  1. Archeologo said:

    Sei troppo gentile a dire che usano i dati in maniera errata.

    23 Novembre 2019
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  2. baron litron said:

    vedere che le donne ammazzate sono la metà scarsa dei maschi ammazzati la trovo un’insopportabile discriminazione di genere….
    un paese moderno civile e rispettoso delle esigenze di tutt* dovrebbe attivarsi affinché queste odiose disparità basate su u maschilismo vecchio e ammuffito cessino per sempre, per esempio pareggiando – ove necessario – a fine anno il numero di vittime femminili in modo da togliere al maschio padrone quest’ennesima immeritata supremazia.

    poi ci sono quelli che tutti scandalizzati sberciano che è uno scandalo che la maggior parte dei femminicidi venga commesso da conoscenti della vittima, come se questo fosse una cosa negativa….
    insomma, a parte che in tutto il mondo gli ammazzamenti avvengono di preferenza tra gente che si conosce, e a parte che l’indice di omicidio italiano è uno dei più bassi al mondo, e nell’ammazzamento delle donne siamo mi pare al terzultimo posto nella classifica globale (c’era un articolo di noisefromamerika.org riferito a qualche anno fa, ma non riesco ad accedere al sito per dare il link…), il fatto che i relativamente pochi ammazzati lo siano ad opera di amici parenti o colleghi significa come prima conseguenza che girare per le strade è piuttosto sicuro, al contrario di quanto avviene in altri posti…. come si fa a vederlo come fatto negativo?

    23 Novembre 2019
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  3. Helmut said:

    ma se uno ammazza un uomo che si sente donna in quale colonna registri il fatto?
    uominicidio o femminicidio?

    24 Novembre 2019
    Reply
    • ava said:

      *cidio

      27 Novembre 2019
  4. Julien Sorel said:

    In realtà pare che i 142 “femminicidi” siano in realtà molti meno. Sembra che abbiano completamente taroccato i dati, includendo qualunque donna uccisa e non solamente i delitti con moventi passionali e di gelosia, ovvero quelli catalogati come “femminicidio” secondo quella che dovrebbe essere la definizione dell’orrido neologismo che invece dovrebbero essere appena 43. Come sempre le nazi-femministe prendono i dati e li interpretano a loro uso e consumo. Ormai viviamo nel mondo della “fantasia al potere”.

    24 Novembre 2019
    Reply
  5. mamoru said:

    e senza entrare nel merito di donne uccise da donne… perche’ alla fine la questione parrebbe essere limitata al cercare scuse per dare addosso agli uomini.

    24 Novembre 2019
    Reply
  6. Alessio said:

    La stessa notizia nel televideo dice esattamente l’opposto, ma non riesco a postarti lo screenshot perché non mi da la possibilità di inviare allegati da qui!😩

    24 Novembre 2019
    Reply
  7. Helmut said:

    …poi salta fuori un articolo su repubblica che dice che i centri antiviolenza sulle donne sono a rischio chiusura…
    io credo che questi siano dei geni: creano un problema che non esiste e poi “centri studio” e “centri d’aiuto” per risolvere il problema.
    altro che il “milione di posti di lavoro” del berlusca, questi sono avanti…

    25 Novembre 2019
    Reply
    • Julien Sorel said:

      Infatti tutto il can-can su una emergenza inventata di sana pianta e gonfiata dai media ha, come scopo principale, l’aumento dei fondi pubblici ai suddetti centri anti-violenza. Centri che sono gestiti in un modo che definire opaco è un eufemismo. Ho la seria impressione che se qualcuno facesse una inchiesta seria probabilmente verrebbe fuori un immondezzaio da far impallidire la mangiatoia delle coop sui clandestini

      26 Novembre 2019

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