Una fonte di energia potenzialmente infinita

In un solo articolo sono riusciti a parlare di “luce solare priva di carbonio” e di:

un campo di specchi per riflettere così tanta luce solare da generare un calore estremo superiore a 1.000 gradi Celsius. Il che significa aver trovato una fonte di energia potenzialmente infinita.

Che magari sono io che non ci arrivo, ma perché la temperatura dovrebbe dirci qualcosa sulla quantità di energia?
I 1000 °C li supero di gran lunga ogni giorno in laboratorio quando fondo materiali come il cobalto. Ma ciò non significa mica che ò una fonte di energia potenzialmente infinita.
La temperatura è qualcosa “che puoi convertire”. Nulla mi vieta di ottenere elettricità con una sorgente di energia a temperatura molto bassa; di qualsiasi tipo, eh. Prendete pure un pannello fotovoltaico che sta a temperature molto basse. Poi questa elettricità la converto come voglio (e sappiamo farlo bene) e con questa elettricità alimento il mio forno ad arco in laboratorio dove porto due grammi di cobalto ben sopra i 1000 °C. La temperatura è altissima, ma la quantità di energia che uso per fondere quei due grammi di cobalto è una cagatina.
Di per sé la temperatura non dice nulla sulla quantità di energia a disposizione. A maggior ragione non ti dice che se superi i 1000°C ài una fonte di energia potenzialmente infinita. Perché?
Da dove le è saltato fuori questo concetto?
Secondo me sta cercando di dire qualcosa ma ci è riuscita molto, molto male. Qualcuno à idea di che cosa voleva dire?

10 Comments

  1. Peto said:

    Beh, il potenzialmente infinita sarà chiaramente riferito al fatto che è solare.
    Chiaro, non è la scoperta di una nuova fonte d’energia («Il Sole!» diceva uno che pare fosse santo), ma come hai detto tu sta cercando di dire qualcosa ma ci è riuscita molto, molto male.
    Comunque se la startup bollinata Gates è segreta, mica possono dirti quale volume di quale materiale possono riscaldare per quanto tempo… È segreto!!!
    Mi son sempre chiesto quale fosse l’autorevolezza di BI (son troppo pigro per controllare), adesso lo so.

    20 Novembre 2019
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  2. Shevathas said:

    ma quanti kilowatt di energia ci stanno in un kelvin? chiedo per un amico.
    😛

    20 Novembre 2019
    Reply
    • fgpx78 said:

      Certo che l’ignoranza…
      K/K = 1

      22 Novembre 2019
  3. kheimon said:

    Al di là delle qualità di questo impianto su cui non posso esprimermi (ma sento comunque puzza di sòla come per ogni cosa “green” fatta da una “startup”)…
    Visto che lo stato attuale del giornalismo è una valle di lacrime, almeno elimina un livello di intermediazione andandoti a leggere le cose in inglese e non quelle tradotte dall’inglese. Tra l’altro, pure quando l’articolo non è tradotto dall’inglese ed è redatto direttamente in italiano, le fonti primarie sono probabilmente in inglese. I giornalisti italiani oramai non sanno scrivere ma soprattutto non sanno leggere. Figurati poi leggere e capire l’inglese.

    20 Novembre 2019
    Reply
    • mattia said:

      Visto che lo stato attuale del giornalismo è una valle di lacrime, almeno elimina un livello di intermediazione andandoti a leggere le cose

      Ma io non è che sono andato a leggere questo articolo apposta.
      Mi è apparso in qualche fiid, non mi ricordo neanche dove, e l’ò letto.

      21 Novembre 2019
  4. mamoru said:

    forse si son confusi con un MILIONE di gradi.
    che richiama la fuaione nucleare…

    capita anche ai miei colleghi nipponici che sbagliano facendo 500 MAN = 500 MILLION cioe’ mezzo miliardo… solo qualche ordine di grandezza. l’uomo ormai ha perso il metro di misura dlla realta’ e non sa piu’ rapportarsi con le grandezze fisiche nella vitadi tutti i giorni

    21 Novembre 2019
    Reply
  5. Raoul Codazzi said:

    Ho consultato un po’ di fonti in lingua madre.

    Se ho ben capito, il vantaggio di un solare che permette di raggiungere alte temperature sarebbe molto utile nei settori industriali della produzione di cemento, vetro e acciaio. Per raggiungere le temperature necessarie alle lavorazioni di quel tipo (superiori ai 1.000° C) oggi si deve operare necessariamente con i combustibili fossili. Dal momento che queste industrie sono responsabili (proprio per l’uso delle fonti energetiche fossili) di elevate emissioni di CO2 (in vari articoli si citano cifre intorno al 20% dell’intero comparto produttivo, ma non ho avuto il tempo di controllare) se si facesse una transizione verso questo tipo di solare si abbatterebbero le emissioni in modo consistente.
    Dunque, con le soluzioni Heliogen si finirebbe per – passatemi la semplificazione – usare il sole per scaldare qualcosa, cioè una specie di forno solare.

    Altre fonti parlano della possibilità di usare il sistema Heliogen per scaldare acqua e produrre vapore che, alimentando delle turbine, finirebbe ad esempio per generare elettricità. Sempre roba che si può fare con temperature di un migliaio di gradi.

    Visto che Heliogen si propone di arrivare a temperature di 1.500 gradi in quel caso si potrebbero produrre combustibili liquidi sintetici. Si parte dall’ossido cerico (CeO2), lo si scalda a 1.500° C così che questo rilasci ossigeno, poi si introducono nel processo H2O e CO2; dal momento che l’ossido cerico cerca di riprendersi l’ossigeno che gli è stato strappato via se lo va a prendere rompendo H2O e CO2 così da ottenere H e CO. E da qui, miscelando opportunamente questi due ingredienti si ottiene il carburante desiderato. Si parla persino di risucchiare la CO2 direttamente dall’ambiente attraverso un processo detto DAC (direct air capture).

    Quindi, stando alle fonte consultate, avremmo già due applicazioni mezze pronte (almeno in via teorica) e una in prospettiva, ma già identificata.

    Ora, mettiamo che quanto sopra sia tutto vero, cioè che – oltre a funzionare a parole – funzioni anche nel mondo reale, ci sono comunque parecchie questioni tecniche che non possiamo mica far finta di non vedere. Innanzitutto il sole non c’è sempre. Poi per convertire un impianto di tipo tradizionale per la produzione di cemento, vetro e acciaio in un impianto che sfrutti il forno solare di Heliogen serve dello spazio fisico per ospitare i pannelli. Poi servono i pannelli (che anche se di tipo non sofisticato hanno comunque un costo) e serve il software e la capacità di calcolo per implementare gli algoritmi di AI che realizzano l’allineamento micrometro continuo degli specchi. Più immagino un sacco di altre questioni.
    Alla fine il nuovo sistema deve comunque avere una sua convenienza economica perché un cementificio non è una ONLUS. E questa convenienza, se alla base la soluzione tecnica c’è e tutto funziona, di solito richiede tempo (misurato almeno in anni). Cioè, ammettiamo che funzioni davvero tutto (e io non ho le competenze per dirlo), non vorrei che qualcuno si illudesse che tra un anno o due abbiamo risolto il problema mondiale delle emissioni di CO2.

    22 Novembre 2019
    Reply
    • Filippo Turturici said:

      Peccato che le fornaci solari esistano da decenni e raggiungano temperature di 3500°C. Sono sicuro che Heliogen punti a migliorarle, soprattutto a renderle più affidabili (es. quando il sole non brilla), ma l’articolo di BI non aggiunge assolutamente nulla: anzi presenta come una novità, un traguardo tecnico ampiamente obsoleto.

      22 Novembre 2019
    • Raoul Codazzi said:

      Ma dai, le fornaci solari che dici tu, che esistono sì da decenni, sono quella di Odeillo (Pirenei Orientali, Francia) e quella di Tashkent (Uzbekistan); e forse ce n’è anche qualche altra. Le temperature e le potenze raggiunte devono quasi tutto alle particolari condizioni geografiche dei siti scelti. Hai dato un’occhiata alle foto degli impianti? Hai visto le dimensioni? Sono impianti praticamente unici, concepiti per fini sperimentali, non certo impiegabili su scala industriale. Qui si tratta di costruire impianti piccoli installabili a Paderno Dugnano come a Minsk.
      Come se tu mi dicessi che hai inventato un dispositivo per generare una pressione di 500 kg/m2 e io ti rispondo che mio cugggino ha ottenuto pressioni doppie calando un suo dispositivo nella Fossa delle Marianne.

      22 Novembre 2019
    • Raoul Codazzi said:

      Le pressioni che ho citato qui sopra sono per cm2 non per m2. Ovviamente.

      23 Novembre 2019

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