Investitura divina

Poi arriva l’articolo ad orologeria che racconta dell’inchiesta di una procura per le offese al presidente della repubblica. Articolo che, guarda caso, parla di una nonnina che si scusa perché era stata “contagiata dal clima” di odio. E tutti lì a dire “vedi, gli effetti dell’heit spič, ve l’avevamo detto che inquinano il clima“, mentre gli altri a dire che gli odiatori lo fanno con nome e cognome (tranne il fatto che, a quanto si legge per decine di profili anonimi la digos si è un po’ attaccata al tram e non si sa ancora se le richieste mandate in California serviranno a qualcosa, forse).

Nessuno invece che si domanda perché mai, 73 anni dopo la caduta della monarchia, si facciano ancora i processi per offese all’onore o al prestigio dell’inquilino del quirinale. Che in un sistema dove il capo dello Stato è tale per investitura divina puoi anche comprenderlo. In uno Stato moderno fa solo ridere.

6 Comments

  1. ava said:

    Tra i Savoia e Mussolini, francamente, non c’era questa gran differenza. Leggetevi un pò di storia italiana, la monarchia era terrificante e il duce non ha fatto peggio del re.
    Alcuni esempi? Invasione di Abissinia, per entrambi.Repressione feroce del dissenso, per entrambi. Guerre coloniali per entrambi. Guerra europee disastrose per entrambi. Politica estera da stato-canaglia per entrambi. I Savoia però erano più furbi e si scelsero sempre gli alleati giusti all’ estero, sbagliando completamente le alleanze in casa. Sotto certi aspetti , e lo dico con il dovuto distacco che mi viene dal disprezzo di una dittatura schifosa , il ventennio fu ( relativamente) un passo avanti, pensiamo solo a Bava Beccaris che cannoneggia la folla: impensabile all’ epoca d’oro di Mussolini, attento com’ era alla propaganda e alla ricerca del consenso . Oppure pensiamo alla pratica della ” decimazione” che vigeva nel regio esercito. Pure follie anacronistiche proprie però di un regime ( monarchico ) criminale. E questo cosa c’entra? C’entra perchè le prerogative ” divine ” del capo dello Stato sono il rigurgito della monarchia nella repubblica italiana. Se togliamo Mussolini dalle etichette delle bottiglie di vino facciamoci un favore e togliamo gli ultimi savoiardi rimasugli medievali dalle nostre istituzioni condanando i Savoia con lo stesso senso di repulsione con cui condanniamo il duce.

    11 Novembre 2019
    • ava said:

      Quanto a coloro che ritengono più ” democratica ” l’ italia Giolittiana di quella Mussoliniana, concordo in parte: ricordo che l’ italia fu effettivamente una dittatura totale sotto Cadorna, ed anche prima comunque la vita democratica era pesantemente condizionata dalle ingerenze reali
      Il diritto di voto era ristretto a pochissimi fino al 1882 , quindi fu inclusa la media borghesia, un totale di 2 milioni di persone (8% dei residenti), ma le prerogative del re rendevano il voto relativamente significativo.
      Nel 1915 il diritto di voto divenne universale ma in pratica si finì in dittatura militare e il vero voto universale ci fu solo dopo la guerra ma in una situazione in cui il paese era sostanzialmente in anarchia.
      Negli anni del fascismo si metteva la croce Si o NO , una presa per il culo siamo d’accordo, d’altro canto era una dittatura. Ma non è che ai tempi del Re ci fosse tutta questa libertà

      11 Novembre 2019
  2. Carlo said:

    Penso che fosse, all’inizio della storia repubblicana, per far si che tutte le anime della resistenza, le cui agende politiche erano in netto contrasto tra loro, riconoscessero nel capo dello stato una figura imparziale ed intoccabile. Non a caso venne scelto dal parlamento repubblicano un monarchico, ovvero De Nicola. Senza delle norme “a protezione” lo scontro politico sarebbe potuto essere decisamente acceso. Poi che abbia senso ancora oggi è un’altra questione… sarebbe bello, questo sì, avere dei presidenti con una caratura più alta, magari distanti dal mondo politico, ma probabilmente è pensiero utopico.

    11 Novembre 2019
  3. Sciking said:

    Tra l’altro ci sono monarchie ben più avanzate di noi in ciò, in Europa.
    In Liechtenstein l’unica differenza tra ingiuriare me e il Principe regnante (o il governo o un membro del Parlamento) è che nel secondo caso si procede d’ufficio, in Danimarca c’è un’aggravante sulla diffamazione ordinaria. Giusto i Paesi Bassi e Spagna hanno leggi paragonabili alle nostre.

    11 Novembre 2019
    • mattia said:

      Giusto i Paesi Bassi e Spagna hanno leggi paragonabili alle nostre.

      Ecco, stavo proprio per dire “La spagna invece…”

      12 Novembre 2019
  4. kheimon said:

    Si fa spesso menzione degli insulti al Presidente della Repubblica come cartina tornasole dei “tempi incivili” in cui viviamo (secondo lorsignori). Ci sarà pur qualcosa di vero nella narrazione di questo “imbarbarimento”, ma tutti gli altri politici hanno ricevuto insulti, sberleffi e minacce sin da tempi immemori, e l’impennata negli attacchi al PdR c’è stata quando gli inquilini del Colle hanno iniziato ad avere un ruolo più attivo, e dunque si tratta di un fenomeno praticamente ineliminabile in una democrazia — a meno di non infilare la mordacchia alla gente. Un punto di massimo, non a caso, è stato raggiunto quando il PdR è diventato anche selezionatore attivo di ministri affini al progetto europeo. Sia ben chiaro, a me sta pure bene che il PdR si metta a filtrare i ministri in base a quanto siano affini o meno al progetto europeo o invero alla moneta unica, e graditi o meno alla UE, ma poi deve assorbire le aspre critiche che ne conseguono, come ogni altro politico. You can’t have it both ways.

    12 Novembre 2019

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