Perché i crimini d’odio non esistono

La commissione segre à avuto almeno un merito, quello di far parlare in italia dei crimini d’odio, argomento che in altri paesi invece è già stato discusso da anni. In particolare con la contrapposizione tra Canada e U.S. of A.: nel primo paese le leggi contro i crimini d’odio ti obbligano a usare i pronomi che ogni persona sceglie per sé (quella idiozia per cui la gente si presenta dicendo “he/his”) mentre nel secondo la libertà di espressione difesa dalla costituzione non permette leggi simili.

In questi giorni ò letto le opinioni di tanti italiani che “figurati se mettono ti vietano di dire che…
Di solito è una forma di autodifesa: quando vedi un disastro che si avvicina lo neghi perché non vuoi affrontare la paura di quello che sta per accadere. Prima o poi però devi fare i conti con la realtà.
Come quella di Jordan Peterson, professore universitario canadese che si è opposto alla legge che tutela l’identità di genere sotto il cappello della difesa contro i crimini d’odio.
La storia è lunga e complicata, ma riassumendo: se un suo studente gli chiede di usare dei pronomi di fantasia quando parla con lui deve farlo altrimenti genera odio nei confronti dei transessuali.
Ci sono state violente protesti, Peterson è stato boicottato da tutto il mondo accademico e fortunatamente rimane in piedi perché riesce a raccogliere finanziamenti dai suoi sostenitori, altrimenti sarebbe accademicamente tagliato fuori dal mondo della ricerca.
A voi che “figurati se proibiscono di dire…“, in paesi come il Canada, dove ànno approvato una legge contro i crimini d’odio, questo è quello che succede: o ti metti a π/2 nei confronti dei capricci di chiunque e usi i pronomi che vuole, oppure vieni devastato professionalmente.

Ma no, lo fanno per vietare che uno possa dire “ebrei a fuoco”!
No, lo fanno per obbligarti a chiamare “zhe” un transessuale.

Così come ti obbligano a usare i pronomi di fantasia perché altrimenti è crimine d’odio contro i transessuali, così possono benissimo condannarti perché dici che sei per la famiglia naturale, o se dici che due uomini a letto non fanno figli. Possono condannarti se dici che ci pratica un aborto è un assassino. Possono condannarti per qualsiasi cosa che possa essere considerata odio.

Proprio questo è il problema. In uno Stato civile l’odio non può essere punito dalla legge.
La legge infatti (lo ripeto, in uno Stato civile) punisce ciò che crea un danno. La legge punisce la diffamazione, ad esempio, perché se tu rovini la reputazione di una persona le crei un danno. Il bene da tutelare può anche essere collettivo: se cerchi di fare un colpo di stato la legge ti punisce perché crei un danno alle istituzioni democratiche.
In ogni caso devi sempre chiederti: qual è il bene che la legge vuole tutelare? Qual è il danno che vuole prevenire?

Una delle differenze tra le norme etiche e religiose e la norma giuridica è che mentre per le prime tu puoi fare qualcosa di male anche solo per un sentimento, quando si parla di legge dello Stato dei sentimenti te ne sbatti le palle. Se non fai un danno quel sentimento sono fatti tuoi, e allo Stato non gliene deve fregare nulla.

Sì, in uno Stato civile l’odio è consentito. Io posso anche essere uno stronzo razzista e pensare che i bianki sono una razza inferiore, ma fin quando questo non crea alcun danno è un mio diritto pensarlo e affermarlo. Se io sono uno stronzo razzista è un problema mio e del mio confessore. Alla boldrinova o alla segre non gliene deve fregare nulla. Perché no, lo Stato non à diritto di impormi un’ideologia. Nemmeno se è l’ideologia “dei buoni”. Puoi impormi di non creare danni, questo sì.

Il confine è sottile ma chiaro. Per esempio, sicuramente avrete letto ciò che il prof. odifreddi à scritto negli anni sui cristiani. In un libro, l’avrò ricordato mille volte, scrisse ironicamente che la parola cristiano deriva da “cretino”. Ebbene, il professor odifreddi à tutto il diritto di dire che i cristiani sono cretini, à tutto diritto di dire che chi crede in un essere superiore invisibile è un cretino. Poi però quando gli si presenta davanti all’esame uno studente cristiano con una croce al collo lo deve valutare come qualsiasi altro studente. Se fa l’esame correttamente gli dà il 30 e lode, se invece non si ricorda nemmeno cos’è un logaritmo lo boccia (e magari gli dice di passare alla facoltà di medicina dove pure gli asini si laureano).
Se lo studente è valutato correttamente e senza pregiudizio, se quello studente prende lo stesso voto presentandosi con la croce al collo o con la maglietta di richard dawkins, allora non à nulla di che lamentarsi. Non à subito alcun danno, e se odifreddi scrive che i cristiani come lui sono cretini non gliene deve fregare niente.

Allo stesso modo io ò diritto di dire che chi fa un aborto è un assassino. Fin quando non mi metto davanti a una clinica a impedire l’accesso a qualcuno che vuole ricorrere all’aborto non creo un danno a nessuno, quindi ò diritto di dire che chi fa un aborto è un assassino.
Gli esempi potrebbero continuare all’infinito. In ogni caso dovete sempre domandarvi se si sta creando un danno a qualcuno. Se vi limitate ad esprimere la vostra opinione e non create danno ad alcuno allora non c’è ragione, in uno Stato civile, di punire quella opinione.

Ecco, le leggi sui crimini d’odio vogliono abbattere questo muro. Vogliono punire le opinioni, anche quando non creano danni reali. Lo vogliono fare sul presupposto che il bene da tutelare è il diritto a non sentire opinioni che possano turbare.
Qualcuno a questo punto potrà dire: ma non è forse un danno alla propria serenità il fatto di sentire opinioni che turbano? Se io sono un cristiano e odifreddi mi dice che i cristiani sono cretini io divento triste. Non è forse un danno al mio stato psicologico? Se io sono una persona che à fatto un aborto e mi dici che sono un assassino rimango turbato: non è forse un danno?

No. O meglio, puoi considerarlo come tale, ma lo Stato non deve tutelare il tuo diritto a non sentire opinioni che ti turbano. Perché questo è il prezzo da pagare per vivere in una società con altre persone e non in un eremo da solo.
Se lo Stato dovesse tutelare chiunque da opinioni che possono turbare dovrebbe vietare a chiunque di parlare in pubblico. Perché chiunque potrebbe dirsi offeso da una qualsiasi opinione, quindi dovresti vietare tutte le opinioni.
Se uno è turbato da ciò che dice un’altra persona deve essere lui a crescere, diventare grande, e imparare ad ascoltare le opinioni altrui senza frignare. Non è lo Stato che gli deve assicurare un seif speis. Perché se metti assieme una società fatta di tanti seif space quante persone la compongono di fatto imponi il silenzio a tutti. Non funziona così: tra bambini grandi impari che delle opinioni degli altri puoi anche fregartene. E se qualcuno ti odia, cazzi suoi.

Un cristiano si sente offeso perché toscani dice che una chiesa, con i suoi crocefissi e statue di santi infilzati di spade, sembra un club masochista? Cazzi suoi. Impara a sentire le opinioni degli altri senza frignare. Libero lui di credere, liberi gli altri di ironizzare su ciò.
Sei affetto da disforia di genere e ti senti offeso se ti dico che esistono solo due generi? Fatti tuoi. Non puoi vietarmi di dire la verità perché rimani offeso. Cresci, diventi grande e impari a fregartene delle opinioni degli altri, non tappi la bocca agli altri perché altrimenti tu piangi.

Se volete vi faccio un paio di esempi personali. Quando vivevo in giappone ò subito discriminazione razziale perché sono bianco. Mi sono lamentato e ò condannato ciò che è successo perché ne avevo subito un danno. Quando mi vietano un affitto perché sono un gaijin mi creano un danno, perché a me serve una casa dove vivere, e magari devo affittarmi un appartamento più caro o più lontano dal lavoro.
Questo è un danno, è giusto lamentarsi.
Lo scorso dicembre a Praga uno sbandato mi à gridato “parlate ceco!” mentre passeggiavo con la persona con la quale scambio fluidi corporei che è diversamente pigmentata.
Potevo rimanere turbato da questo messaggio d’odio? Certo, ma la persona in questione non mi à provocato alcun danno. Mi è bastato fregarmene, continuare per la mia via verso la trattoria dove stavamo andando e la mia vita è continuata come prima.
Fin quando questo mi manda messaggi d’odio ma io me ne frego non mi crea nessun danno. Lo stesso devono fare tutti i piccoli fiocchi di neve che si offendono un po’ troppo facilmente e bollano come messaggio d’odio tutto ciò che li intristisce.

Ovviamente la legge italiana già comprende molte norme che funzionano proprio in questo modo, tutelando i piccoli fiocchi di neve. Tutti i delitti contro il sentimento religioso ad esempio, fino ad arrivare alla porcata mancino.
Questo non significa che queste norme sono giuste: significa solo che qualcuno, prima dei segrini, à approvato leggi indegne di un paese civile. Io dal Parlamento mi aspetto che eliminino queste leggi, non che ne approvino altre simili.

22 Comments

  1. kheimon said:

    Come commento a un altro dei tuoi post, qualcuno rilevava che poi a conti fatti i giudici finiranno per archiviare tutto questo rumore e ben pochi tra questi casi, specie quelli nella gigantesca zona grigia di cui stiamo parlando (e.g. quello che se ne esce con espressioni crude e forti ed è un messaggio cosiddetto di “odio”), arriveranno a processo o persino a condanna.

    Sono d’accordo: infatti l’obiettivo è un altro.

    Si tratta di intimidire — e così educare all’etichetta del nuovo cittadino globale omologato, che deve rispettare ossequiosamente e.g. l’islam e i trans ma può spalare merda a piacimento sul cristianesimo — tutti quelli che hanno più di qualcosa da perdere nella vita e possono benissimo fare a meno dei loro sfoghi se non vogliono rischiare di passare i tre mesi peggiori della loro vita, nei quali si ritrovano le forze dell’ordine alle 7 del mattino sotto casa e il datore di lavoro che sta pensando di cacciarli in risposta a una mob di qualche “associazione” che fa “hate watch” sui “social”, e che ha avviato un boicottaggio contro l’azienda, boicottaggio che si interromperà solo quando “giustizia” sarà servita e l’odiatore licenziato… Che poi l’odiatore magari pulisce i cessi, e chissà qual è la rilevanza delle sue opinioni sull’immigrazione nell’ambito della sua professione, ma tant’è. 🙂

    Dunque, le questioni giuridiche e le dotte disquisizioni sul significato e l’estensione del concetto di “odio” sono superflui. Si tratta di concetti necessariamente liquidi e un ampio margine di discrezionalità è necessario ai fini dell’obiettivo ultimo: instillare paura. Ai governi servono dei deterrenti affinché chi ha qualcosa da perdere scelga di tenere la bocca chiusa almeno in pubblico, e alle associazioni “anti-odio” (in realtà perlopiù impegnate nell’implementazione di una loro agenda “pro-qualcosa” dove “qualcosa” in genere non conviene minimamente alla maggioranza, anzi) servono i nomi di quelli ai quali devono distruggere la vita.

    Poi è chiaro che ci sarà l’effetto tutto sommato positivo di togliere di mezzo i nazistoidi dai social, ma il prezzo che pagheremo in termini di libertà effettiva d’espressione sarà di gran lunga più importante dei benefici. Benefici a breve termine poi, in quanto come abbiamo un po’ tutti osservato, se il nazistoide al potere ci va si ritrova tra le mani una macchina già oliata per reprimere l’odio… contro di lui.

    6 Novembre 2019
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    • mattia said:

      Si tratta di intimidire

      Che lo scopo sia intimidire è fuori discussione. Ma l’intimidazione la fai proprio perché alle tue spalle ài una legge che ti consente di farlo.
      Considera ad esempio quelli che si sono inventati le campagne contro l’odio per portare le persone in tribunale e far scucire loro i dollaroni.
      Che poi la campagna sarà un flop perché è stata organizzata male, ma tralasciando questi dettagli: l’intimidazione funziona se tu puoi portare una persona in tribunale. Se la corte costituzionale cancellasse la legge mancino domattina non potresti più portare nessuno a processo. Se un giudice decretasse di reintegrare un dipendente licenziato perché fuori dall’azienda le associazioni di controllo dell’odio fanno i picchetti, l’azienda non cederebbe a quei dimostranti. Perché comunque dopo due mesi si vede il lavoratore reintegrato e gli deve pure pagare i danni.
      Nelle aziende americane non è che vietano di fare apprezzamenti galanti alle signore per motivi etici ma perché se poi quella fa una denuncia e l’azienda non dimostra di aver fatto tutto il possibile per evitare la “molestia” deve scucire milionate di risarcimento.
      Se invece il giudice dicesse che sono cazzi dei lavoratori e l’azienda non c’entra niente non sarebbero così stressati.
      Il lato giuridico conta eccome, perché porta le persone a comportarsi diversamente.
      Il fatto che la magistratura italiana, ad esempio, sia palesemente schierata con i fascisti rossi conta eccome. Se ci fossero giudici un minimo normali tutti questi fascisti rossi starnazzerebbero a vuoto.

      6 Novembre 2019
    • kheimon said:

      l’intimidazione funziona se tu puoi portare una persona in tribunale

      Sanno che non è realistico portare tutti in tribunale e a differenza di te (a quanto pare) sanno che per moltissimi la soglia del dolore è ben al di sotto di dover “comparire in tribunale”. È quella fascia di persone il bersaglio. Del resto, al di fuori dell’Italia quanto segue è già falso:

      Perché comunque dopo due mesi si vede il lavoratore reintegrato e gli deve pure pagare i danni

      Vedi ad esempio: https://metro.co.uk/2019/06/24/disabled-granddad-sacked-asda-sharing-billy-connolly-sketch-facebook-10049859/

      Si inventeranno qualcosa per renderlo possibile anche in Italia. Giustizia sommaria, veloce e irreversibile.

      Il clima che vogliono creare, infatti, è proprio quello. Non i tribunali ufficiali, ma un gigantesco tribunale collettivo ufficioso che opera col meccanismo nel name and shame e di vere e proprie mob internettiane. Per questo non gradiscono lo pseudonimato, non tanto per perseguire i reati gravi — cosa che è già possibile — ma perché per i casi meno gravi ti manca il nome del bersaglio a cui distruggere la vita (reddito, famiglia, amici, ecc.). Poi, ovviamente, è grasso che cola se ci scappa anche una visita a casa della polizia o persino un’udienza.

      7 Novembre 2019
  2. mamoru said:

    iodio dei bluvertigo si presta bene ad essere messa all’indice in quanto apologettica dell’odio in generale.
    anzi direi di bruciare tutta la loro produzione musicale gia’ xhw ci siamo.

    6 Novembre 2019
    Reply
  3. Giglio De Santis said:

    Ciao Mattia, ti seguo da tempo con interesse e molto spesso mi trovo d’accordo con te.
    Per favore mi spieghi il motivo di questa affermazione ” (e magari gli dice di passare alla facoltà di medicina dove pure gli asini si laureano)”?
    Mi interessa saperlo perché mia figlia ha appena intrapreso il percorso, che mi risulta essere lungo e impegnativo. per laurearsi in medicina.
    Ma se, come dici tu, si laureano anche gli asini, la tranquillizzo e gli dico di non preoccuparsi e di non impegnarsi più di tanto…
    Già per poter accedere ha dovuto superare un test, che pur con tutti i suoi limiti e storture, questo è innegabile, ti costringe ad essere molto preparata ed a vincere la concorrenza di ben 68.000 candidati per 12.000 posti.
    Ti ringrazio per l’attenzione che vorrai dedicarmi

    6 Novembre 2019
    Reply
    • mattia said:

      Per favore mi spieghi il motivo di questa affermazione ” (e magari gli dice di passare alla facoltà di medicina dove pure gli asini si laureano)”?

      Ok, forse non sono stato abbastanza chiaro.
      Mi riferivo al fatto che ci sono persone che si laureano in medicina e pontificano ogni giorno dando dei somari agli altri che ànno competenze di matematica di un ragazzino di terza media. Che, per chi si laurea in una disciplina scientifica, è inquietante.
      Per capirci, se non sai che cosa è un logaritmo non sei capace di interpretare un grafico in scala (semi)logaritmica. Non lo capisci proprio.
      Il che significa che quando prendi un articolo scientifico e c’è un grafico simile (praticamente sempre) sei, davanti a quell’articolo, un analfabeta.
      Dopodiché, allargando il discorso, ci sono migliaia di medici che sono convinti dell’efficacia di ciarlatanerie come l’omeopatia, quando basterebbero le basi (ma le basi proprio) di chimica per capire che è una bufala. Eppure ci credono. Non ànno studiato chimica?
      Tra tutte le discipline scientifiche medicina è forse l’unica in cui trovi laureati, specializzati, magari con anni di esperienza che ignorano fatti *basilari* della scienza. Significa che nelle facoltà non li ànno *formati*, gli ànno infilato giù per la gola un po’ di nozioni.

      6 Novembre 2019
    • ava said:

      si riferisce a [—censura—] che soffre di discalculia logaritmica.

      6 Novembre 2019
    • kheimon said:

      Chimica, logaritmi?

      Per i laureati in medicina che ho frequentato è un casino persino moltiplicare due percentuali!

      7 Novembre 2019
  4. Giglio De Santis said:

    Scusa Mattia il fatto che ci possano essere laureati in medicina che abbiano competenze di matematica di un ragazzino di terza media non vuol dire niente.
    Il metodo induttivo non funzione, come dici sempre nei tuoi post, bisogna citare le fonti e verificare i dati scientificamente (ironic mode on).
    Può essere che tu abbia incontrato persone del genere ma non puoi fare di tutta l’erba un fascio.
    Gente che dice castronerie o che crede alle bufale ne possiamo trovare in tutti i campi e con tutti i tipi di laurea.

    6 Novembre 2019
    Reply
    • mattia said:

      Può essere che tu abbia incontrato persone del genere ma non puoi fare di tutta l’erba un fascio.

      Prendi un qualsiasi ordine dei medici e cerca gli iscritti ai registri di medicine non convenzionali.
      Per quello di Milano sono qui.
      Leggi pure quanti sono iscritti per l’omeopatia o la medicina tradizionale cinese.
      Per quanto mi riguarda quei registri dovrebbero essere vuoti.
      Purtroppo non lo sono.
      Tieni presente che un medico che crede a certe cose è come un ingegnere civile convinto che la gravità sia una bufala.
      Il livello di ignoranza per credere all’omeopatia è quello.
      Quando mi trovi un’altra professione dove gente a questo livello non è trattata da paria, isolata dalla categoria, ma si mette addirittura in bella mostra nell’ordine professionale, fammi un fischio.

      7 Novembre 2019
  5. Adriana said:

    Non voglio commentare nello specifico la commissione della Segre.
    Però in generale non ritengo giusto NON punire l’odio esibito sui social.
    Ho conosciuto questo blog casualmente, arrivandoci per vie traverse, dagli articoli su Tiziana Cantone e sui danni che fa internet. Usando le stesso metro, i sessuofobici del web avevano tutto il diritto di insultarla perché tanto l’odio non fa danno.
    Sì, sono consapevole che il crimine perseguibile fosse solo nel fatto che uno avesse diffuso foto intime senza il consenso dell’interessata.
    Ma se già fosse stato istituito il crimine d’odio e a TUTTI fosse stato impedito di commentare, Tiziana si sarebbe uccisa? Non sono stati quegli odiatori i responsabili della sua morte?
    (Temo che Lei possa rispondermi “Nessuno le ha detto di uccidersi, dopotutto se quelli la insultavano è perché sono stupidi e a lei non doveva importare dell’opinione di uno stupido)

    7 Novembre 2019
    Reply
    • mattia said:

      Sì, sono consapevole che il crimine perseguibile fosse solo nel fatto che uno avesse diffuso foto intime senza il consenso dell’interessata.

      Appunto.
      Quel caso non c’entra niente coi crimini d’odio.
      Tutto ciò che è stato fatto nel caso di Tiziana Cantone è già punibile dalla legge italiana. Oggi. Non serve nessuna legge nuova.
      E attenzione, non è punibile solo il fatto di diffondere il filmato intimo. È reato anche il fatto che la gente poi la chiamava pompinara ironizzando sul video.
      Infatti:

      Ma se già fosse stato istituito il crimine d’odio e a TUTTI fosse stato impedito di commentare, Tiziana si sarebbe uccisa?

      No, perché tutti quelli che ànno commentato il video definendola una poco di buono già ora sono punibili per diffamazione.
      Non serva alcuna legge nuova.

      Tra l’altro

      Non sono stati quegli odiatori i responsabili della sua morte?

      Se ti ricordi bene la storia si è suicidata perché aveva fatto causa ad alcune aziende di internet chiedendo che fossero rimossi i contenuti.
      Il giudice le aveva dato torto e l’aveva pure condannata a pagare delle spese.
      Questo le à fatto provare un profondo senso di ingiustizia che l’à portata a suicidarsi.
      Quindi se proprio vuoi cercare una colpa per il suo suicidio devi andare a cercare nel grande tema di quanto un giudice in Campania può ordinare a un’azienda con sede in California di rimuovere un contenuto dai suoi server.
      Non nei discorsi d’odio.

      7 Novembre 2019
  6. Carlo Fais said:

    OT: ho scoperto il tuo blog grazie al libro “W la fisica”. Mi chiedo come concili il fatto di lavorare “per la scienza” con il credere in un Dio (nel tuo caso, credere in ciò che crede chi è cattolico). A me le due cose sembrano inconciliabili. Per questo sarei interessato a capire il tuo punto di vista

    8 Novembre 2019
    Reply
    • mattia said:

      A me le due cose sembrano inconciliabili.

      Ehm, no, non lo sono

      8 Novembre 2019
  7. Carlo Fais said:

    Ti ringrazio per la risposta. Ho letto il tuo pdf su scienza e fede. La mia visione della scienza era già quella che hai descritto tu (non la “verità” ma semplicemente la migliore approssimazione attualmente disponibile, prima di scoprire una migliore approssimazione o prima di scoprire che la teoria fosse sbagliata). Se non ti rompo troppo le scatole, ti chiederei il tuo pensiero su due quesiti: 1) nel mondo le persone credono in tantissimi dei. Esiste una vera fede, mentre le altre sono false? Perché dovrebbe essere vera la mia fede e non quella degli altri? 2) se fossi nato in un altro luogo o in un altro tempo, crederei in un dio differente da quello in cui credo ora. Avrei creduto in un dio sbagliato/falso?

    8 Novembre 2019
    Reply
    • mattia said:

      Ti ringrazio per la risposta. Ho letto il tuo pdf su scienza e fede. La mia visione della scienza era già quella che hai descritto tu

      Quindi ora non ti sembrano più inconciliabili, giusto?

      1) nel mondo le persone credono in tantissimi dei. Esiste una vera fede, mentre le altre sono false? Perché dovrebbe essere vera la mia fede e non quella degli altri?

      Facciamo così: io dico che in N 2+2=4. Tu dici che 2+2=32, Giovanni dice che 2+2=94, Luca dice che 2+2=9382.
      Perché dovrebbe essere giusta la mia risposta e non quella degli altri?

      Il fatto che ci siano tante persone che nel mondo dicono cose diverse e spesso mutualmente esclusive non significa che nessuno à ragione.
      Può darsi che abbiano tutti torto, ma può anche darsi che uno abbia ragione e tutti gli altri torto.
      Non è che la correttezza di uno dipende dal fatto che ci siano o meno altri che dicono l’opposto.

      se fossi nato in un altro luogo o in un altro tempo, crederei in un dio differente da quello in cui credo ora.

      Dipende.
      La persona con cui scambio fluidi corporei è nata dall’altra parte del mondo ma crede allo stesso dio mio.

      8 Novembre 2019
  8. Carlo Fais said:

    No, continuano ad essere per me davvero inconciliabili :-). Dicevo solo che anch’io vedo che la scienza come l’hai descritta tu. Quando però hai unito le due cose (scienza e fede) non l’ho trovato convincente. Per questo ho chiesto il tuo pensiero su qualche altro aspetto. Personalmente, per me che non credo, è soprattutto interessante capire il punto di vista di coloro che credono di fronte alle contraddizioni e agli aspetti controversi della religione (stando a quella cattolica, ad esempio: l’idea dell’immacolata concezione stabilita a tavolino, l’idea dell’infallibilità del papa ugualmente stabilita a tavolino, i vangeli che descrivono diversamente lo stesso fatto (chi dice la verità?), il come considerare la Bibbia ossia se prenderla alla lettera giungendo così al creazionismo (e Darwin dove lo si mette?) o interpretarla in maniera simbolica).

    8 Novembre 2019
    Reply
    • mattia said:

      No, continuano ad essere per me davvero inconciliabili :-).

      Allora significa che non ài capito che cosa è la scienza.
      Pazienza.

      9 Novembre 2019
  9. ava said:

    La religione è come il pane al supermercato: dovresti sempre prenderla con le pinze e soprattutto non prendere più di quanta te ne serve davvero

    9 Novembre 2019
    Reply
  10. ava said:

    E intanto pare che anche i 200 messaggi al giorno d’odio nei confronti della Segre siano l’ ennesima troiata inventata da Repubblica! 😀

    questi qui sono dei geni, veramente. Le sparano da 50 anni e ancora c’è gente che ci crede

    12 Novembre 2019
    Reply

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