La patente

Qualche giorno fa è uscita un’intervista di Rita Dalla Chiesa a La Verità (tra parentesi, qualche settimana fa a Malpensa ò comprato una copia di questo quotidiano e mi sono chiesto come facciano a vendere più di 200 copie).
I titoli che poi sono circolati su tutti gli altri quotidiani dopo poche ore erano del tipo “Rita Dalla Chiesa attacca Chef Rubio e Saviano” o giù di lì.

L’intervista potete leggerla qui, se proprio ci tenete. Di suo non fa il nome di saviano, è il giornalista che chiede conto degli attacchi che saviano à riservato alle forze dell’ordine per i casi come quello di cucchi e Rita Dalla Chiesa lo critica.

Al di là del contenuto dell’intervista, la cosa interessante è che poi quando gli altri giornali ne ànno riportato qualche stralcio descrivevano Rita Dalla Chiesa come figlia di. La stessa cosa che à fatto salvini qualche giorno prima quando la stessa Dalla Chiesa à attaccato chef rubio per le sue parole sui poliziotti uccisi in questura Trieste. Dice: Rita Dalla Chiesa, una che questo dolore l’ha vissuto,…

Il fatto che il padre di Rita Dalla Chiesa sia stato ucciso dalla mafia le conferirebbe dunque una patente di autorevolezza nella discussione. Le sue parole varrebbero di più per via del dolore che à provato quando la mafia à ucciso suo padre.

È un’idiozia, ovviamente, ma di solito la gente non se ne rende conto. In questo caso però i neuroni ànno iniziato ad andare in corto circuito. Sì, perché da una parte c’è una tizia che “à ragione” in quanto la mafia le à ucciso il padre, dall’altra un tizio che “à ragione” perché è minacciato dalla mafia e vive sotto scorta da un decennio.

Sicché, chi à più ragione? Cosa vince? La vita sotto scorta o la vita senza padre, per via della mafia? Chi prevale nella graduatoria dell’autorevolezza?
Messi davanti a una domanda del genere tutti si rendono conto che non esiste nessuna patente di autorevolezza. È una puttanata.
L’essere vittima della mafia non rende più autorevoli le tue parole. Se dici una stronzata rimane una stronzata anche se sei un’icona contro la mafia.

Lo stesso discorso vale, per esempio, per la senatrice liliana segre.

Qualche giorno su repubblica è uscito un articolo in cui si riassumevano i risultati di un autodefinitosi osservatorio antisemitismo che denuncia come la senatrice segre sia vittima di attacchi per via della sua stirpe. Riceve addirittura 200 messaggi al giorno!

Piccola nota a margine: un politico di primo piano riceve 200 messaggi d’odio al giorno? Ehm…. di cosa vi stupite? Guardate qualsiasi profilo di qualsiasi politico, se riceve 200 messaggi d’odio al giorno gli va di culo. E non parlo solo di gente in primo piano come salvini o meloni, ma anche di politici irrilevanti come adinolfi. Se ci fosse un osservatorio anticattolicesimo che controlla la merda che gli viene spalata addosso giornalmente il rapportino vittimista sulla segre sarebbe buono giusto per pulire la stufa.

Ma dimentichiamoci di questo ingigantimento ad arte del fenomeno. Torniamo piuttosto alla questione principale: la senatrice segre à forse una sorta di immunità dagli attacchi politici perché è stata ad Auschwitz?

Manco

per

il

cazzo.

Se dice una idiozia essa rimane una idiozia anche se chi la pronuncia à la matricola tatuata sul braccio.
E io ò il diritto di attaccare politicamente un membro del Parlamento se dice una idiozia.

Quando c’è stata la discussione in Senato sulla mozione di fiducia al governo conte secondo, la senatrice segre à affermato

Troppo spesso al salutare confronto delle idee si sostituisce il dileggio sistematico dell’avversario, col ricorso anche all’utilizzo di simboli religiosi, che a me fanno l’effetto di un farsesco ma pericoloso revival del Gott mit uns. A me fanno questo effetto. Forse solo a me, in quest’Aula.

via senato.it

Ecco, io ò tutto il diritto di affermare che questa è una idiozia. È un mio diritto come cittadino che nessuno mi può negare. Se la senatrice segre va in aula (quelle poche volte che ci va visto che è un’assenteista cronica*) e dice delle idiozie io posso attaccarla e nessuno si deve permettere di dirmi che non posso perché la senatrice segre è stata Auschwitz.
Posso dire che mi fa schifo l’idea che vengano dette certe idiozie nel Parlamento italiano, e lo posso dire per la senatrice segre, così come posso farlo con il senatore salvini, con il senatore razzi o con il senatore renzi. La prima non à diritto a un trattamento di favore.

Ancora più miseramente scorretto è confondere le acque mischiando insulti e attacchi razzisti con gli attacchi politici.
Lo fa repubblica, che accompagna queste parole

Insulti, maldicenze, attacchi politici e religiosi contro una donna di 89 anni

Avete notato? Mischiano ad arte “insulti” e “attacchi politici”. Come se facessero parte della stessa categoria. Anche se così non è.

L’insulto è vietato. Se c’è una diffamazione si può rivolgere al tribunale.
Insulto = male, dunque. E siamo d’accordo. Ma l’attacco politico no.
Io ò tutto il diritto di attaccare politicamente la senatrice segre. Nessuno l’à obbligata ad accettare la carica di senatore a vita, poteva anche dire di no. Nel momento però in cui à detto di sì diventa una politica come tutti gli altri. Nel momento in cui usa il suo potere di decidere chi deve governare votando o meno la fiducia a un governo non è più una figura di simbolica rappresentanza. Fa la politica. E con gli onori che ciò comporta, con l’enorme privilegio di decidere chi governa, arrivano anche gli oneri. Per esempio il fatto che la gente ti attaccherà per le tue scelte politiche e tu te la gratti.
Se vuoi essere immune dagli attacchi politici sta a casa a fare la maglia e ad accarezzare il gatto.

Perché mischiare una pratica vietata (come l’insulto) con una pratica legittima come l’attacco politico? Lo fanno per alimentare quella falsa immunità che poi consente a questi personaggi di dire le peggio idiozie senza che alcuno possa criticarli.
Mettendo insieme queste due cose passa l’idea che sia tutto sbagliato, l’insulto e l’attacco politico insieme. Il risultato?
Oggi si stigmatizza l’attacco politico e lo si rende riprovevole dal punto di vista sociale.
Domani qualcuno si inventa leggi speciali per vietarlo e dopodomani ài una nuova categoria di persone dotate dell’infallibilità come il papa che sarà vietato criticare. Il che significa che potranno imporre le loro idee alla società e tu non potrai dire nulla.

Per arrivare fino a questo punto, per arrivare fino al momento in cui ti imporranno le loro idee con la forza e tu dovrai stare zitto si parte però da questo fenomeno, dalla creazione di figure incontestabili. Figure che devi per forza omaggiare, altrimenti ti riversano contro tonnellate di letame.
Per questo bisogna avere il coraggio di fermarli subito.

Per questo bisogna dire che essere stata ad Auschwitz non è una patente per diventare incontestabile. Bisogna ribadire che la senatrice segre non è il papa, si può contestare e quando dice idiozie colossali in senato io ò tutto il diritto di dire che mi fa schifo ciò che dice in senato.
Chi mi nega questo diritto è, molto semplicemente, un fascista.

* L’assenteismo della segre, in una figura:

6 Comments

  1. ava said:

    Che senso ha fare senatore a vita una che sta a casa a grattarsi 5 volte su 6?

    1 Novembre 2019
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    • Julien Sorel said:

      Più che altro, che senso ha avere dei senatori a vita nominati a insindacabile discrezione dall’inquilino del Quirinale di turno. Manco fossimo nel XIX secolo.

      1 Novembre 2019
    • Beppe Grullo said:

      Non aveva senso farla senatrice a vita per altri motivi, ma che discorso è quello sull’assenteismo? Il giovane e prestante divorziato col rosario quante presenze fa? Ma dai

      2 Novembre 2019
    • mattia said:

      Il giovane e prestante divorziato col rosario quante presenze fa?

      Ti ò forse detto che mi stanno bene le assenze di salvini? No, quindi il tuo è un argomento fallace.
      Sul serio credi di poter venire qua a usare argomenti del tipo “…e allora X?”

      ma che discorso è quello sull’assenteismo?

      Se non può andare in Senato per motivi di salute o perché le manca il tempo può dimettersi (o poteva addirittura non accettare la nomina).
      Se però accetti di stare in Senato, ci vai. È ci vai sempre, ci vai anche quando c’è da fare il lavoro noioso.
      Non è che ci vai per fare la passerella quando si parla di te o quando c’è da votare la fiducia al governo.
      Se tu ti prendi tutti i diritti dei senatori, ti prendi anche gli oneri dei senatori.
      Una persona che accetta di stare in Senato e poi non ci va non è una persona seria.
      Ci sono tanti modi per rendere omaggio a una persona che si è distinta per meriti sociali: ci sono le benemerenze, ci sono le pergamene di commendatore e cavaliere. Potevano intitolare una biblioteca o una borsa di studio.
      Non mi sarei lamentato. Se però le dài un seggio da senatore e quella se frega e non va quasi mai in Senato mi lamento, eccome.

      2 Novembre 2019
    • ava said:

      “I dati relativi a presenze e assenze di Salvini alla camera sono quelli di openparlamento. Dalla sua scheda risulta infatti che da inizio legislatura Salvini è stato presente solo all’1,73% delle votazioni. Tuttavia anche le assenze risultano essere poche (0,52%) mentre nella maggior parte dei casi il ministro appare come in missione(97,75%).” Quindi in pratica assente giustificato. Quanto al parlamento europeo:”Una risposta si può avere consultando il sito di Mep Ranking, un’associazione indipendente che monitora l’attività dei parlamentari europei. Se si trattasse di un campionato di calcio, si potrebbe definire Salvini come una squadra da metà classifica: il punteggio complessivo – che tiene conto delle diverse attività, dalle dichiarazioni alle mozioni – totalizzato dal parlamentare iscritto al gruppo Enf (L’Europa delle nazioni e delle libertà) è di 37,3, vale a dire 302esimo posto sui 750 complessivi.” Parecchi di sinistra sono stati molto più assenti. Infine, Salvini è in parlamento perchè la gente l’ ha votato. Se se ne va in missione il 98% del tempo e la gente lo sa , benissimo, l’ han votato . Ma il ruolo del senatore a vita è diverso, riporto da wikipedia ( ma ricordo benissimo anche il testo di educazione civica) : “Dai lavori dell’Assemblea Costituente risulta che i senatori a vita sono stati inseriti nel nuovo Senato per due ragioni: da una parte assicurare al Senato la partecipazione di membri particolarmente competenti e qualificati, dall’altra parte per consentire la presenza in Senato di voci indipendenti dai partiti e che rappresentino qualcosa di diverso dalla politica, così da integrare e qualificare positivamente la rappresentanza parlamentare scaturita dal voto.” . Se una poi sta a casa a curarsi i reumatismi perchè a 89 anni dove vuoi che vada, capirai bene che Mattarella ha nominato qualcuno che sarebbe stato meglio non nominare. Ma ormai ne abbiamo visto di ogni, ad esempio Monti senatore a vita a mio modo di vedere è stata una scelta pazzesca ed anche al limite della legge visto che il suddetto personaggio non ha alcun valore scientifico sociale ecc… ma solo politico , ed oltretutto si è pure posto a capo di un partito suo ( Scelta Civica)

      2 Novembre 2019
  2. Shevathas said:

    C’è anche un altro fatto che repubblica e gli altri non considerano. Ovvero che la legge può essere usata anche contro di loro. Non puoi scrivere che la legge vale solo per gli insulti dx->sx pena l’essere fatta a pezzi dall’Europa se non arriva prima la corte costituzionale. E ciò significa che possono venire stigmatizzati e puniti anche gli attacchi politici sx->dx e legnato anche chi, sx, va oltre le righe.
    Quando capiterà, ci scommetto, frigneranno fortissimo di norma fascista. Cosa già capitata d’altronde; quando venne votata la par condicio per fermare berlusconi vennero “contingentati” i tempi di presenza dei politici alla televisione in maniera che fossero tutti uguali per le diverse coalizioni. Questo, fatto per fermare berlusconi, paradossalmente lo avvantaggiò quando per il cdx andava solo lui che diceva sempre la stessa cosa, per il csx una rotazione di capi e capetti corrente con il risultato di dare all’elettore un messaggio poco chiaro e contraddittorio. Mastella non diceva le stesse cose di Di Pietro e di Bertinotti.
    Eppure chi volle la par condicio? E chi protestò perché berlusconi era sovraesposto rispetto agli N capi e capetti del csx?

    2 Novembre 2019
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