Un bizzarro paese semi-autoritario

Ad ogni modo.
Anni e anni a raccontarci che l’Ungheria è diventata un paese semi-autoritario.
Poi si va a elezioni e il partito di Orban perde 11 città su 23, Budapest inclusa.

Che strano paese semi-autoritario: basta andare a votare per destituire il tiranno..
Io pensavo si chiamasse democrazia.

Però è vero, dicono “semi-autoritario”, non “autoritario”. Nel senso che in un paese autoritario non si può votare, mentre in paese semi-autoritario la gente vota, solo che vota diversamente da come vogliono eglino.

13 Comments

  1. Giacomo said:

    Del resto, le Repubbliche Democratiche erano quelle dove si andava a votare e sulla scheda c’era solo un partito.

    24 Ottobre 2019
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  2. kheimon said:

    Ammetto di non conoscere la situazione ungherese, ma esiste una nozione più o meno sensata di paese “semi-autoritario”. Essere in grado di licenziare l’esecutivo è condizione necessaria ma non sufficiente per una democrazia ben formata. Se il “tiranno” democraticamente eletto controlla in via semi-esclusiva giornali e televisioni, reprime le opposizioni, intimidisce le corti, ecc. può essere molto difficile scalzarlo pure se si tengono regolari elezioni. Per cui questo discorso per cui “basta andare a votare” è sorprendentemente superficiale rispetto al livello di qualità medio del blog. Poi, accetto l’idea che in Ungheria ci sia una democrazia perfettamente funzionante, se così dici, perché dell’Ungheria so poco o nulla. 🙂

    24 Ottobre 2019
    Reply
    • mattia said:

      Hai appena descritto l’italia dal dopoguerra ad oggi. O almeno fino al momento in cui internet ha reso meno potente il controllo dello stato sui mezzi di comunicazione.
      Nessuno però si sarebbe mai sognato di definire semi-autoritario un paese come l’Italia perché in TV non passava nulla che non fosse approvato dalla DC o perché Berlusconi comandava sei reti.

      24 Ottobre 2019
    • Lela said:

      In Ungheria c’è una democrazia perfettamente funzionante. Ma, orrore, al governo ci sono persone con idee “impresentabili”, tipo non filo-UE, non filo-immigrazione, non filo-aborto eccetera. Ergo viene dipinto dai media come un paese in preda alla dittatura, autoritario, populista, sovranista gnè gnè gnè.
      Del resto anche in Italia, finché non è tornato a governare il PD, c’era il fascismo al potere, con un dittatore talmente pericoloso che in parlamento veniva coperto di insulti senza che nessuno dicesse beo…

      25 Ottobre 2019
    • ava said:

      Se la gente vuole votare contro, vota contro, e non c’è Mentana che tenga, anzi più predicano più ti fanno girare i maroni e votare al contrario come abbiamo visto anche da noi .
      Quel che conta è solo il voto, se è libero e ha effetto sulle istituzioni tanto basta.
      Trovo meno libero un paese dove se il premier in pectore sceglie un ministro questo non venga accettato dal presidente della repubblica , che poi finisce per accettare un laureato in storia all’ economia.
      E suvvia.

      25 Ottobre 2019
  3. kheimon said:

    Si definì l’esperienza di Berlusconi semi-autoritaria e secondo me a proposito, anche se non ho mai creduto a quelli che starnazzavano di “dittatura”, ché la dittatura è un’altra cosa. Quanto alla DC, almeno dal 75 in poi si optò per una specie di assegnazione di sfere d’influenza in base al peso politico, per così dire “pro-rata”. Qualcuno la chiamò lottizzazione, e almeno i comunisti si beccarono il terzo canale e riuscirono a fortificarlo a un punto tale che se lo tennero pure dopo il crollo del muro. Che sia meno che ideale siamo d’accordo. Quello tra democrazia e dittatura è uno spettro di tante sfumature. Quelle che fai talvolta fatica a vedere…

    24 Ottobre 2019
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    • mattia said:

      Ma va’ là, nessuno definì l’italia di berlusconi come “semi-autoritaria”, nemmeno i travaglio o i di pietro.
      L’unica cosa che potresti vagamente definire come tale fu il decreto salva liste, per il resto le leggi fatte da berlusconi venivano puntualmente cassate dalla corte costituzionale. Quando provò a cambiare la costituzione fu fermato da un banale referendum confermativo e in tutto questo non riuscì mai a mettere le mani sul quirinale. Dove sarebbe stato “semi-autoritario”? Delle volte la gente credeva alle sue promesse di un milione di posti di lavoro o per l’abolizione della tassa di proprietà sulla prima casa, altre volte si stancava e non lo votava più. Niente di neanche vagamente semi-autoritario, sono i normali giochi democratici.
      Alla fine anche in Ungheria non è che adesso Orban à perso queste elezioni perché è successo qualcosa di particolare: banalmente le opposizioni si sono messe assieme e ànno ottenuto, tutte assieme, più voti del suo partito. È una cosa che poteva succedere anche X anni fa. Se non l’ànno fatto e ànno lasciato la vittoria a Orban mica puoi accusarlo di essere semi-autoritario. Se in un paese non cambia niente della struttura di governo (niente rivoluzioni, niente cambiamenti delle regole…) ma i risultati delle elezioni cambiano significa solo che la gente à cambiato opinione. Quindi non c’è niente di autoritario, semi-autoritario, mini-autoritario…

      25 Ottobre 2019
    • ava said:

      Talmente semi autoritaria che ha perso le elezioni nel 96 e nel 2006 !

      25 Ottobre 2019
    • kheimon said:

      In tanti e in troppi a mio avviso definirono Berlusconi un dittatore e la sua addirittura una dittatura, esagerando. Comunque, individuare fino a che punto Berlusconi sia riuscito a manomettere le nostre istituzioni e cosa effettivamente abbia funzionato per limitarlo esula non solo dal tema del post, ma anche dal tipo di analisi che si possono fare in questo blog. Sull’Ungheria, che Lela più su ha giustamente riportato in primo piano, mi fido di voi perché non potete saperne meno di me, che non ne so nulla. 🙂

      25 Ottobre 2019
    • Juliern Sorel said:

      Berlusconi, checché se ne dica, non ha mai avuto davvero il controllo dell’informazione. Quando era al potere alla RAI spadroneggiava il sindacato dei giornalisti, l’USIGRAI , che gli ha sempre messo i bastoni tra le ruote. In Mediaset il TG di maggior successo, ovvero il TG5, era diretto da Enrico Mentana, uno che non faceva nulla per nascondere la sua antipatia viscerale per il suo datore di lavoro. Senza contare che molti altri conduttori di punta di Mediaset non facevano alcun mistero di essere vicini all’opposizione a Berlusconi (Costanzo, Bisio, la Gialappa’s per dire i primi che mi vengono in mente). E non parliamo della carta stampata, coi tre principali quotidiani del paese (Corriere, Repubblica, Stampa) che erano tutti dichiaratamente schierati contro di lui. Sempre in era berlusconiana il settore istruzione e cultura continuava ad essere occupato manu militari dalla sinistra. Certo, Berlusconi aveva un conflitto di interessi ciclopico, ma i suoi oppositori quando hanno governato si sono sempre ben guardati dal toccare la materia, il perché chi è più smaliziato lo sa, ovvero che gli oppositori di Berlusconi avevano pure loro dei giganteschi conflitti di interessi. Un conflitto che è più nascosto e sofisticato di quello berlusconiano e che riguarda le relazioni tra banche, giunte rosse e cooperative nell’Italia centrale di cui la vicenda Boschi-Banca Etruria è solo la punta dell’iceberg. In sostanza il problema non era solo Berlusconi, ma un intero paese fatto di conflitti di interesse grandi e piccini per cui gli oppositori di Berlusconi non potevano sistemare la faccenda del conflitto di interessi berlusconiano senza andare a toccare i loro conflitti di interessi. Non dimentichiamo poi che Berlusconi non ha mai governato da solo, ma ha sempre avuto la necessità di allearsi con altri (AN, la Lega e l’UDC) per raggiungere la maggioranza dato che il suo partito non ha mai superato il 29%. In sostanza definire semi-autoritario un paese in cui

      -i primi tre quotidiani del paese sono dichiaratamente oppositori del governo
      -l’opposizione controlla presidenza della repubblica, magistratura, istruzione, sindacati e le amministrazioni di 3/4 dei comuni
      -i due principali TG del paese sono condotti da mezzibusti dichiaratamente anti-berlusconiani come Mentana e la Gruber
      -il presunto autocrate non riesce a governare da solo perché di suo non arriva manco al 30% ed è costretto a imbarcare alleati che lo tollerano a stento e non vedono l’ora di fargli le scarpe (Fini, Bossi, Casini)

      mi sembra abbastanza fuori luogo

      Oh, sia chiaro, ritengo che Berlusconi sia stato un vulnus che ha contribuito non poco al declino dell’Italia, ma definire l’era berlusconiana come “semi-autoritaria” mi pare appunto decisamente fuori luogo. Può anche essere che lui coltivasse dei sogni in merito ma, per un motivo o per l’altro, non è mai arrivato nemmeno vicino a realizzarlo. Anche perché, non ha mai avuto nemmeno i consensi necessari per farlo con un partito che all’apice del successo prese “appena” il 29%

      25 Ottobre 2019
    • Lela said:

      Ma nessuno di voi si ricorda che dal 2001 al 2006 abbiamo avuto la DITTATURA DELLA MAGGIORANZA? Era un piagnisteo continuo, ovunque, faceva ridere i polli come concetto, ma la gente ci credeva e pensava fosse una cosa grave. Poi gli chiedevi, secondo loro, in cosa consistesse la democrazia…

      25 Ottobre 2019
  4. Marco said:

    Sarà come dici tu, ma io ero additato come fascista quando dicevi che Bush Junior era stato eletto legittimamente.

    25 Ottobre 2019
    Reply
    • mattia said:

      Sarà come dici tu, ma io ero additato come fascista quando dicevi che Bush Junior era stato eletto legittimamente.

      Se frequenti gente che la sera dorme in strutture psichiatriche non è colpa mia…

      25 Ottobre 2019

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