La piccola gretina e l’homo rincoglionitus

Ma voi che cosa avete contro Greta? Perché la odiate così?

Delle volte è una domanda onesta, altre volte è una domanda retorica accompagnata da sberleffi (del tipo: voi che facevate a 16 anni oltre ad ammazzarvi di seghe?)

Siccome però la domanda viene ripetuta così spesso magari è utile dare una risposta: perché l’uomo di mezza età critica così fortemente la piccola gretina? La risposta è che la piccola gretina à scatenato un fenomeno mondiale inarrestabile: il rincoglionimento supremo delle masse.

Quando vedi tanta gente che si rincoglionisce, quando provi a farla ragionare e ti senti rispondere solo con slogan, quando vedi il mondo intero fatto di zombi incapaci di un ragionamento, be’ allora sì che sale la bile. Quella bile generata dall’impotenza di fronte al rincoglionimento globale. Quella bile generata da un numero spropositato di homo rincoglionitus.

La divisione in buoni e cattivi

L’homo rincoglionitus è solito dividere il mondo in due categorie, i buoni e i cattivi. Se stai dalla parte della piccola gretina sei buono, se ti azzardi a dire “aspetta un attimo, dobbiamo precisare che…” l’homo rincoglionitus ti classifica automaticamente come cattivo. E a quel punto per te è finita.
Perché o sei un sostenitore della gretina oppure per l’homo rincoglionitus sei automaticamente un negazionista, uno contro la scienza, uno che crede a farfallina78 sul tuitter, un antivaccinista e forse pensi che l’uom* non è mai stato sulla Luna. O fai la ola per la gretina oppure diranno che sei quasi un analfabeta.
Questo ricatto dell’homo rincoglionitus è odioso, perché obbliga le persone con poco pelo sullo stomaco a stare dalla parte della piccola gretina per evitare di essere additati come rozzi ignoranti.

Le cose stanno ovviamente in modo molto diverso. Tra chi critica la piccola gretina c’è sicuramente il vecchio borbottone complottista, ma c’è anche gente che à studiato a pacchi. Gente che in un dibattito pubblico onesto devasterebbe in due secondi la gran parte dei gretini fatti di pane e slogan.
C’è gente che contesta la gretina non perché pensa che il riscaldamento globale sia un gombloddo ma per motivi più che sensati, come il fatto che sbraita ma non propone nessuna soluzione praticabile.

Se io critico la gretina con argomenti sensati e tu mi dài del gomblottista io ò tutto il diritto di dirti che sei un rincoglionito.

La gretina non porta soluzioni

Che il mondo stia andando a puttane lo sappiamo di già. Lo sanno migliaia e migliaia di scienziati, lo sa la politica che cerca di arrivare a una soluzione da decenni (il protocollo di Chioto è del 1997).
Ciò che manca non è né la consapevolezza né la volontà di risolvere il problema: ciò che manca è la soluzione (tecnica ed economica). E la piccola gretina non ne porta nessuna. Zero.

Qualche settimana fa si è imbarcata per gli U.S. of A. in barca a vela per non inquinare. Ora sta facendo il percorso inverso. Un viaggio che dura due settimane e che richiede diverse persone di equipaggio. Dimentichiamoci per un attimo del costo di un viaggio del genere, limitiamoci al solo tempo. Io quest’anno sono andato in U.S. of A. una volta a gennaio e un’altra volta andrò a novembre. Poi sono andato nelle Filippine a maggio e andrò a Singapore a dicembre. Quattro voli intercontinentali: se ognuno mi richiedesse un mese per andare e per tornare io nella vita non farei altro che viaggiare.
Certo, i viaggi nel sud est asiatico li faccio per motivi personali e per diletto, in linea teorica potrei anche farne a meno. I viaggi negli U.S. of A. invece li faccio per lavoro, li devo fare. Due viaggi del genere sono due mesi buttati via. Non potrei farlo.

Se tu mi dici che l’alternativa per viaggiare senza aereo è prendere la barca a vela di un principe e buttare via settimane di tempo sei un cretino totale. Anche senza considerare i costi e i pericoli viaggiare in barca a vela non è un modello fattibile per portare decine di milioni di persone all’anno per il solo fattore tempo.
Metterci otto ore e metterci due settimane non è la stessa cosa. Quindi non mi stai dando una soluzione.
Di fatto se io ò bisogno di spostarmi in tempi ragionevoli tu non sai dirmi come fare.
Se mi dici di prendere la barca a vela per attraversare l’oceano io ò tutto il diritto di riderti in faccia.

Quando uscì questa notizia io pensai: vabbe’, questa è la pietra tombale sulla credibilità della gretina. A questo punto inizieranno a sbertucciarla.
Invece no. L’homo rincoglionitus riesce ad esaltare la piccola gretina anche quando propone di attraversare l’Altantico in barca a vela come alternativa non inquinante all’aereo. Alcuni, nel delirio più totale, sono arrivati a dire che era una piccola eroina perché passava due settimane sull’oceano cagando in un secchio perché su quella barca non c’è il cesso.
Ricapitolando: la piccola gretina fa una cosa idiota, che non è soluzione a niente e che non porta ad alcuna utilità. Fa una cosa idiota che comporta pure disagio. E la gente invece di evidenziare l’idiozia di questa cosa la elogia.
Quando una persona vagamente normale vede l’homo rincoglionitus elogiare chi soffre un disagio per fare una cosa idiota non può che sbattezzarsi. Come cazzo avete fatto a diventare così scemi? Rinsavite, per Dio!

La gretina produce ignoranza

Il problema di ragionare per slogan è che semplifichi tutto a un punto in cui non ti chiedi mai se quello che proponi à senso o no.
È per l’ambiente!” quindi è giusto. La gente non è più abituata a pensare, a ragionare. Come in uno scontro politico si decide da che parte stare giudicando se “è dei nostri” oppure “contro di noi“. Quando si parla di tematiche tecniche, come quelle ambientali, le cose sono un po’ più complesse.
E partono dai numeri, non dagli slogan.

Un esempio semplice: la plastica è il male! no alla plastica!, è lo slogan che ti ripetono. Così i piccoli gretini, ragionando per slogan, ti ripetono che va eliminata la plastica.
Già, ma poi come li trasporti i liquidi? Con il vetro? Oh, certo, il vetro è fantastico, sotto tutti i punti di vista. Tiene dentro anche l’acqua regia senza problemi. Però pesa. Pesa molto di più della plastica. Sono andato a cercare per curiosità tra le schede tecniche di venditori di olio e una bottiglia da 1 litro di olio à una massa netta di 915 g e lorda di 1470 g. Portare in giro l’olio dentro bottiglie di vetro significa portare in giro mezzo kg in più di massa. Significa che i camion che lo trasportano dovranno trasportare il 50% circa in più di massa emettendo più CO2. La bottiglia di olio che ora siede nella mia cucina è di plastica pesa una sega. Siete sicuri che questo sia un male per l’ambiente? Trasportare quella bottiglia à richiesto molta meno energia, è un bene. Eh, ma poi la bottiglia inquina i mari. Non necessariamente. Quella bottiglia può essere riciclata o messa in una discarica.
Come vedete le questioni sono molto più complesse di quanto può essere riassunto con degli slogan. La salvaguardia dell’ambiente non può essere riassunta in slogan.

Io ammirerei tantissimo una ragazza di 16 anni che spiega su iutiub, per esempio, queste cose. Che ti spiega quanta energia serve per trasportare una bottiglia di vetro anziché una di plastica. Che ti fa i conti (o che li copia dalle migliaia di articoli scientifici già pubblicati).
Non ammiro per niente una ragazza di 16 anni che semplifica tutto a slogan del tipo “no plastica”. Perché la prima fa pensare, fa riflettere, fa ragionare; la seconda invece crea solo invasati che ragionano per slogan. Con il risultato che poi fanno scelte che invece di aiutare l’ambiente lo danneggiano.

La piccola gretina, di fatto, produce ignoranza. Ricordate quando arrivò a Roma e il palco della manifestazione era alimentato da biciclette su cui pedalavano volontari? Come già ò spiegato più volte è uno dei metodi più cretini per ricavare energia visto che la potenza generabile tramite muscoli è davvero poca cosa (non a caso abbiamo iniziato a sviluppare un sistema di vita decente quando abbiamo imparato a usare altre forme di energia rispetto a quella animale).
Nonostante ciò questi allegri sostenitori della gretina lo usano davvero come alternativa griiiin per non inquinare. È ignoranza, ignoranza pura sui numeri e le quantità fisiche in ballo. Siccome però sono stati allenati a ragionare per slogan dalla loro eroina eglino non badano ai numeri, ma ai concetti. E se ne escono con queste idee idiote.

Come fai a non incazzarti per movimento che allena la gente a non ragionare?

Scaricare la colpa sugli altri (sbagliando obiettivo)

Una delle cose più sconcertanti è guardare tutti questi ragazzi, greta e suoi gretini, scendere in piazza e protestare… contro gli altri. Se il pianeta sta andando a puttane è colpa degli altri. È colpa dei potenti del mondo, è colpa dei grandi.
Che è una cosa che pensi, appunto, quando ài secidi anni. Quando invece sei un po’ più grande ti accorgi che non puoi scaricare la colpa suoi potenti, ché l’energia mica se la mettono in tasca loro. Ti rendi conto che i potenti fanno certe scelte perché noi vogliamo uno stile di vita che richiede energia, tanta energia, e in qualche modo quell’energia la devi trovare.
Non sono i potenti del mondo a mandare a puttane il pianeta, siamo noi. Quelle proteste avrebbero un senso se i cartelli dicessero: cari potenti del mondo, vogliamo una vita di merda.

Perché no, le classiche buone azioni quotidiane servono a poco per combattere il riscaldamento globale. Delle volte non servono proprio a niente: sento gente dire che non spreca acqua, che chiude il rubinetto quando si lava i denti. Poi quando gli chiedi come questo diminuirebbe le emissioni di gas serra non ti sa rispondere.
Quando diminuisci i consumi energetici spesso lo fai in proporzioni misere. Se poi pensi che ci sono altri miliardi di persone sul pianeta che ambiscono al nostro stile di vita ti rendi conto la torta è ancora più piccola. Se vuoi davvero fare qualcosa di concreto devi drasticamente abbassare il tenore di vita (o ammazzare qualche miliardo di persone). Fotte sega se nel tal paesello nordico riescono ad avere uno stile di vita decente con poche emissioni di CO2: devi essere in grado di fornire una vita decente anche a 90 milioni di vietnamiti o 100 milioni di filippini. Oppure a 1,4 miliardi di indiani.

Una delle grandi colpe della gretina è pensare di risolvere questo problema immane facendo qualche rinuncia come fa lei. Un invito che è, tra l’altro, è snobbato da quasi tutti i gretini (che scendono in piazza e basta), ma che farebbe solo galici alle emissioni globali. Se tutti, sulla Terra, facessero lo stile di vita della piccola gretina, la Terra andrebbe comunque a puttane. S e non domani ci andrebbe dopodomani, ma andrebbe comunque a puttane.
Perché i consumi che devi tagliare non sono solo quelli dell’automobile o le lampadine coi LED. Devi fare peggio, molto peggio.

Prendere questa immagine di uichipidia.


Secondo me è l’immagine più impressionante. Molto più dei grafici con la CO2 che schizza in alto.
Sull’asse verticale vedete le emissioni per abitante, mentre sull’asse orizzontale vedete il numero di abitanti di ogni singolo paese.
L’area di quei rettangoli è il problema.
Ora, i modelli e le previsioni ànno le loro incertezze, prendete pure tutto con le pinza. Però, calcolano che per tenere l’aumento temperatura del pianeta sotto i 2 K (rispetto all’era pre-industriale) dovremmo gradualmente calare le emissioni arrivando alle 20 gigatonnellate di emissioni all’anno per il 2050 e poi arrivare quasi a zero alla fine del secolo. Nel 2050 la popolazione del mondo dovrebbe raggiungere i 10 miliardi di persone, suppergiù. Ciò significa che dovremmo, fra trenta anni (dopodomani), essere capaci di vivere con 2 tonnellate pro capite nel mondo. Per comodità vi disegno questa linea.

Ecco, noi dovremmo trasferire tutta la parte sopra la linea rossa al di sotto di essa. Lo vedete che non ci sta? Quindi no, non è un problema di mera “ridistribuzione”.
Ormai gli unici paesi che stanno sotto quella linea sono l’India, i paesi del sud-est asiatico e l’Africa.
Guardate all’area sopra la linea rossa, pensate forse di eliminarla usando le lampadine coi LED o mettendo i pannelli fotovoltaici sul tetto? Pensate di eliminarla prendendo il treno al posto dell’automobile?
No, nemmeno lo stile spartano della gretina basta. Le nostre emissioni non sono solo quelle che produciamo noi, sono anche quelle che produce la Cina, per esempio, quando produce tutti i beni che poi noi compriamo a buon mercato nei nostri negozi. In quel rettangolone della Cina ci sono anche tutte le emissioni imputabili alla piccola gretina quando compra qualsiasi cosa in Europa che è stata prodotta in Cina.
La realtà è che per eliminare tutta quell’area sopra la linea rossa, allo stato attuale delle cose, dobbiamo fare una vita di merda. E non solo perché non puoi più avere beni e servizi che producono CO2, ma perché eliminare tutte le attività umane che li producono causerebbe un tracollo dell’economia. Mi è capitato di vedere come si vive nei paesi che stanno sotto quella linea rossa: si vive di merda. No, non si vive come la piccola gretina. Ella a confronto fa una vita da nababba. Una nababba spartana ma pur sempre una nababba. Quando stai sotto quella linea può capitarti di decidere se dover curare un figlio ammalato o dare da mangiare a un altro figlio. Non è la vita che fa la gretina, manco per il cazzo.

I gretini che scendono in piazza a berciare contro i potenti del mondo ma non fanno nulla per ridurre le emissioni si qualificano da soli. Ma anche la piccola gretina e i pochissimi francescani che la imitano non si avvicinano nemmeno lontanamente allo stile di vita che dovrebbero avere veramente, perché godono comunque del benessere che magari à prodotto emissioni da qualche altra parte del pianeta.

Dovrebbero fare come mio nonno che andava al lavoro in bicicletta e che nella sua vita è andato una volta a Firenze e forse un paio di volte a Milano (escludendo i viaggi per via delle guerre). Pochi movimenti significano non solo che non vedi posti belli (potresti farne a meno) ma che generi poca ricchezza (esempio: tanti studenti pendolari rinuncerebbero agli studi, quindi avresti meno figure professionali qualificate per il sistema economico).

Io critico tutti quei gretini che scendono in piazza perché attaccano i potenti scaricando su di loro la colpa di tutto. Tutti quei gretini per essere coerenti dovrebbero scendere in piazza dicendo a gran voce “vogliamo una vita di merda“. Quella dovrebbe essere la richiesta ai governi.
Finché non fanno questo discorso io mi arrogo il diritto di dire che sono ipocriti.

Poi arriva l’homo rincoglionitus e davanti a un problema enorme come quello dell’area sopra la linea rossa si emoziona per tutti questi meravigliosi ragazzi petalosi che salveranno il mondo con la loro consapevolezza.
E voi volete che non gli dica che è un rincoglionito?

Non tocca a lei trovare le soluzioni

Tra le tante cose che mandano in bestia l’uomo normale sono le argomentazioni dell’homo rincoglionitus quando cerca di difendere la gretina.
Se tu dici che non propone soluzioni (vere) ti dicono che non sta a le trovare le soluzioni. Il suo incarico è solo sollevare consapevolezza.
Perché, senza la gretina non sapevamo che il mondo sta andando a puttane? Non è il primo e non sarà l’ultimo fenomeno da baraccone che “sollave consapevolezza”. Prima di lei ci sono stati già altri ragazzini che ànno cercato di sensibilizzare i potenti della Terra. Qualche anno fa fu Al Gore a fare il gretino, solo un po’ più maturo: aveva fallito la successione a Clinton e non sapendo più cosa fare nel tempo libero dopo aver perso la Casa bianca si mise in testa di fare l’ambientalista. Vinse pure il nobel per la pace nel 2007 per questo motivo. Cosa ne è stato di Al Gore? Nulla. Certo, à sollevato consapevolezza sui problemi del riscaldamento globale (sparando anche qualche boiata), ma poi non è successo niente di concreto perché non era la consapevolezza a mancare, ma le soluzioni.
Venerdì lo scenario rischia di ripetersi: dànno il nobel alla gretina e poi il giorno dopo di ritroviamo nelle stesse condizioni di 12 anni fa quando fu dato il nobel ad Al Gore: tantissima consapevolezza nel fienile ma nessuna soluzione.

No, non abbiamo bisogno di consapevolezza, ne abbiamo già abbastanza. Abbiamo bisogno di soluzioni. Soluzioni tecnologiche e soluzioni politiche. Perché prima o poi si accorgeranno anche i gretini che è la cina il paese al mondo che emetta più CO2 e scendere in piazza a Stoccolma o a Berlino per creare consapevolezza non smuove di un fm le decisioni del governo cinese. Prima o poi anche i gretini si renderanno conto che diminuire drasticamente le nostre emissioni senza obbligare cinesi & C. a fare lo stesso serve solo per ammazzare le nostre economie senza fare nulla per l’ambiente, visto che i cinesi probabilmente diranno: ah, bello, emettete meno voi? Emettiamo di più noi!
Quindi ci troviamo con lo stesso problema per l’ambiente e un cazzo in culo come gratifica perché abbiamo mandato a puttane le nostre economie.
Devi spiegarmi come obbligare i cinesi a fare questo percorso con noi, e no scheccare istericamente alle Nazioni unite non commuove il governo cinese, non serve a un cazzo.

Quando guardi la faccenda da questo punto di vista ti rendi conto che quello della piccola gretina è solo un circo. Quando l’homo rincoglionitus ti dice che non tocca a lei trovare le soluzioni ammette, senza capirlo, che ciò che fa la gretina è inutile.

Perché altrimenti io posso sempre andare alle nazioni unite a dire che tutti gli uomini del mondo ànno diritto a una villa con piscina, lauti banchetti e libagioni senza fare un cazzo. Poi quando mi domandano come fare io gli rispondo che non tocca a me trovare le risposte, io devo solo “creare consapevolezza”.
Il vaffanculo vi partirebbe in automatico o no?

Non si può criticare greta perché à 16 anni ( perché è donna, perché à la sindrome di Asperger…)

Una particolare categoria di homo rincoglionitus è quella di coloro che ti vieterebbero di criticare la gretina perché à 16 anni, perché è una donna, perché à la sindrome di Asperger o per qualsiasi altro motivo simile.
Che se ci pensate un momento vi rendete conto immediatamente che è una stronzata. Se uno dice, pubblicamente, una cosa che non sta in piedi io ò tutto il diritto di affermare, altrettanto pubblicamente, che à detto una sciocchezza. Se tu proponi l’uso della barca a vela come alternative ecologica all’aereo per andare in America io ò tutto il diritto di dire che è una cazzata.
Colpisce una piccola adolescente con un disturbo mentale? Probabile. Non so se la gretina si mette a piangere nella sua cameretta quando la gente afferma che propone cazzate o se invece non le importa una sega. Poniamo pure che tutte queste critiche la facciano stare male: ciò ci vieta di criticarla?
Manco per idea.

Se la piccola gretina rimane ferita perché gli adulti cattivoni le fanno presente la verità non è che puoi proibire agli aduti di dire la verità. Se vuoi tutelare la ragazza le vieti di andare in giro ed esporsi pubblicamente. Il compito dei genitori, se vogliono evitare di farla star male per le critiche, è quello di tenerla a casa ed evitare di portarla in giro come un fenomeno da baraccone.
Perché nel momento in cui tu, genitore, le consenti di diventare personaggio pubblico sai che sarà esposta a critiche e ti prendi tutte le responsabilità se tua figlia rimane colpita da esse.
Non è che chiunque può saltare su un mattino e pretendere di dire pubblicamente quello che vuole invocando l’immunità dalle critiche solo perché è giovane, donna e disturbata mentalmente.

Voi cosa facevate a 16 anni

Prima fai notare che non propone soluzioni (vere) e ti dicono che non è suo compito proporre soluzioni. Poi ti dicono che non la puoi criticare perché giovane, donna e con la sindrome di Asperger. E tu gli fai presente che… be’, non funziona proprio così.
Allora, a corto di argomenti, ti domandano “perché, tu che cosa facevi a 16 anni? passavi i pomeriggi davanti alla pleistescion, mentre lei fa qualcosa di utile per il mondo

Ragazzi io vi avverto, se non conoscete a fondo qualcuno evitate ti fare domande del genere, perché il rischio che vi in faccia una risposta potente come una badilata è concreto. Tu non sai mai cosa faceva una persona a sedici anni. Io ad esempio non ò nulla da invidiare alla piccola gretina, in merito all’impegno civico, rispetto a quanto facevo a 16 anni. Anzi, dimostrai di avere due palle così. Quindi l’argomento è rischiosissimo se non conosci l’interlocutore.

Il problema è che oltre a rischiare di procurarti una figuraccia l’argomento è anche fallace di per sé. Non è che siccome un quarantenne odierno non faceva un cazzo per la società a 16 anni allora le cazzate della piccola gretina diventano meno cazzate. Se una propone la barca a vela per andare in America io ò tutto il diritto di dire che è una cazzata. E lo posso dire sia se a 16 anni ero un ragazzino impegnato socialmente, sia se passavo i pomeriggi davanti alla pleistescion.
Non è che diventa meno cazzata a seconda di quello che facevo io a 16, e se rimane una cazzata io ò tutto il diritto di farlo notare.

La differenza tra gli adulti

Perché allora ci si divide tra noi adulti? Come mai alcuni sbrodolano dalle gambe per la gretina mentre altri la accattano duramente?
Ci sono tanti motivi, ovviamente, e non puoi trovare una motivazione per tutti quelli che stanno da una parte e per tutti quelli che stanno dall’altra. Ci sono forse quelli che attaccano la gretina perché sono vekki dentro e ànno perso la voglia di sognare? Boh, forse. Ci sono quelli che la appoggiano perché sono idealisti? Probabile.
C’è però un elemento che non viene mai citato: tanti adulti criticano la gretina perché, a differenza dei giovani, si sono accorti che la vita è tremendamente complicata.

Quando ài 16 anni sei convinto che tutto sia molto semplice, che i problemi possano essere risolti con la bacchetta magica. Poi quando diventi grande ti trovi davvero davanti a problemi da risolvere e scopri che la bacchetta magica non esiste. Scopri che quando devi risolverli tu i problemi non basta più dire “basta fare così“. Perché magari ci provi, poi però non funziona e a quel punto ti rendi conto che i problemi sono sempre un po’ più complessi di quanto pensavi.
A questo punto il mondo si divide in due categorie: quelli che nella vita lavorano di chiacchiere e chi invece deve far funzionare le cose. Quelli che lavorano di chiacchiere sono persone come politici, gente che quando i risultati sono pessimi possono sempre dire “è colpa del passato governo, della congiuntura, dell’Europa… la mia soluzione è perfetta ma non è stata applicata bene“. Tanto qualche gonzo che ci crede lo trovi sempre e il culo lo tieni sempre al caldo.
Lo stesso per i giornalisti: non devono mai rendere conto a qualcuno se le balle che scrivono sono vere o no, per loro basta scrivere, scrivere e scrivere… Finché c’è qualche gonzo che compra il giornale sono a posto (e anche quando non c’è il gonzo che compra il giornale c’è sempre qualche contributo pubblico a coprire i buchi). Queste persone non vengono mai messe di fronte alla necessità di far funzionare qualcosa.

Quando tu invece lavori in un settore tecnico ti trovi spesso davanti a qualcosa di fisico che deve funzionare. E se non funziona non puoi accampare scuse. Non puoi far finta che funziona quando non funziona. Se tu sei un ingegnere e ti chiedono di progettare una casa e questa casa non sta in piedi non te la puoi cavare scrivendo un editoriale dicendo “guarda che bella casa! È meravigliosa! Ammirate!” perché se la casa crolla, crolla. Se tu fai il programmatore e ti bucano il sistema perché non ài progettato bene la sicurezza non è che puoi addossare la colpa al governo precedente. Avevi un compito, era un tuo incarico fare la sicurezza del sistema, e visto che non funziona la colpa è tua.

Quando fai lavori del genere impari a scontrarti con la realtà quotidianamente e ti abitui a dover risolvere i problemi sul serio perché alla fine della giornata o funziona o non funziona e non puoi cavartela intortando il capo o il cliente con belle parole.
Quando sei in queste situazioni ti accorgi che per far funzionare le cose spesso devi risolvere mille problemi che all’inizio non avevi considerato. Che quella idea geniale che ti era venuta in testa poi era complicatissima da mettere in pratica.
Vi faccio un esempio, per almeno otto mesi ò provato a replicare un esperimento che anni prima mi funzionava da dio. Replico tutti gli strumenti, controllo tutti i parametri, faccio tutte le misure sui risultati… e alla fine i risultati erano completamente diversi nonostante replicassi le medesime condizioni. Alla fine ò scoperto cosa non andava ma ò dovuto sputare sangue per otto mesi sbattendo la testa contro il muro in infinite discussioni coi colleghi coi quali discutevo per capire quale poteva essere il problema. Vi giuro che siamo arrivati a pensare all’impensabile. Ci sono altre cose che sono riuscito a capire dopo anni, non mesi.
In queste situazioni ti rendi conto che la realtà è tremendamente complessa quando la devi affrontare sul serio (e non puoi nascondere i problemi sotto il tappeto delle belle parole). Con questo allenamento quando qualcuno ti propone soluzioni che stanno in 140 caratteri per problemi complessi diventi scettico in automatico. Quando un idealista dell’ambientalismo ti propone soluzioni semplicistiche a problemi complessi tu in automatico inizi a pensare a tutti i problemi che ci possono essere quando applichi quella soluzione nella realtà, quando provi a farla diventare una cosa di massa e non di nicchia.
Esempio: l’ambientalista ti dice “usiamo l’auto elettrica” e tu in automatico pensi “ok, dove prendiamo l’energia? siamo capaci di produrne così tanta emettendo meno CO2? Cosa usiamo, i pannelli solari? Dove li compriamo? Cosa emettiamo nell’ambiente per produrli (non solo CO2 ma anche altri inquinanti). D’inverno producono poco, come accumuli l’energia d’estate per usarla d’inverno? I consumi saranno bilanciati diversamente dal punto di vista geografico: come gestiamo la rete? Chi paga per potenziare la rete?” e potresti continuare per ore.

Le persone con questa forma mentale sono di natura scettiche non perché sono stronze, perché non credono al cambiamento o perché sono pessimiste, ma perché a differenza di quelli che vivono di parole nella vita ànno dovuto risolvere problemi concreti e sanno che quando provi a risolvere problemi nella realtà le cose sono sempre più complicate.

È ovvio che chi vive di parole e non à mai dovuto far funzionare niente nella sua vita vede questi ragazzini manifestare in piazza e si esalta. Perché pensa che i problemi si risolvano così, scendendo in piazza, facendo i manifesti colorati e urlando gli slogan. Chi invece nella vita si guadagna il pane facendo funzionare le cose sa bene che tutto ciò non risolve una mazza, sa bene che non “basta volerlo”, sa bene che quando poi sei davanti ai problemi tutto è più complicato.

Voi adulti, voi che vi esaltate per la gretina e dite che noi criticoni siamo cattivi e siamo rassegnati, che abbiamo abbandonato la voglia di migliorare il mondo tipica dei giovani. Ecco, pensateci bene: non è che invece siete voi che siete rimasti al livello mentale idealista di un sedicenne e non siete mai diventati adulti? Non è che siete voi che non avete mai imparato che il mondo è un po’ più complicato?




31 Comments

  1. p4 said:

    Troppo ragionevole, ma soprattutto ragionamenti troppo lunghi per essere esposti su twitter.

    9 Ottobre 2019
  2. Giampaolo said:

    “non è che invece siete voi che siete rimasti al livello mentale idealista di un sedicenne e non siete mai diventati adulti?”

    Eeeeesatto!

    9 Ottobre 2019
    • Raoul Codazzi said:

      “non è che invece siete voi che siete rimasti al livello mentale idealista di un sedicenne e non siete mai diventati adulti?”

      Analisi sociologica perfetta!

      10 Ottobre 2019
  3. kheimon said:

    Scusami, ma credo che un modo tra tanti altri per ripulire il dibattito da questa “reductio ad Gretam” sia di evitare di usare termini come “gretina” e “gretini”. L’uso di questa ragazzina è parte di una strategia di comunicazione, non credo pre-determinata a tavolino da una regia occulta (come sostengono molti complottari) ma emergente man mano dagli eventi, per cui i detrattori sono indotti a esprimere la propria insofferenza verso la persona di Greta e per questo vengono tacciati di maschilismo, bullismo, ecc.
    Ogni volta che qualche detrattore usa il termine “gretino” questi godono del fatto che la strategia sta funzionando. La cosa sgraziata è proprio che adulti mandano avanti Greta e la incoraggiano a esporsi proprio affinché risulti indigesta ai detrattori — i quali poi finiscono per sbottare sui social, fanno un passo falso, dicono una parola di troppo, e quindi finiscono nel “basket of deplorables” pronti per il repulisti della censura dei “fact checker” e i poliziotti anti-odio che ignorano gli insulti ad Adinolfi o alla figlia di Trump perché quello è dolce stil novo.

    9 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Ogni volta che qualche detrattore usa il termine “gretino” questi godono del fatto che la strategia sta funzionando.

      La strategia funziona a prescindere da questo.
      Puoi riscrivere questo post interamente togliendo “gretino” e sostituendolo cone “sostenitore di greta”, puoi fare lo stesso con qualsiasi altra critica mossa contro la gretina e non cambierebbe nulla. La strategia funzionerebbe ugualmente. Funzionerebbe perché ci sarebbe sempre polarizzazione.
      Una polarizzazione tra chi la adora petalosamente e chi la critica.
      Finché c’è questa polarizzazione, anche educata e senza epiteti, la gretina sarà nel bel mezzo dei due gruppi, occuperà spazi di visibilità, e focalizzerà l’attenzione su di sé.

      Dopodiché, se avessi scritto questo post per convincere qualcuno l’avrei scritto dieci volte più corto e venti volte più semplificato.
      Probabilmente l’avrei scritto anche usando le “h”.
      Siccome ò messo da parte da tempo l’ambizione di convincere la gente posso amorevolmente fregarmene delle strategie. Qui ci sono dei concetti. Sono espressi in un modo che li rende meno utili? Probabile, ma se perdo qualche lettore perché uso il termine “gretino” non me ne frega niente.
      Se vuole il lettore può leggere i concetti, se non vuole può anche andare altrove e la vita non mi cambia.

      10 Ottobre 2019
  4. Carlo said:

    50 minuti di applausi!
    Scherzi a parte, è esattamente quello che spiego ai miei studenti liceali (ovviamente usando parole un po’ meno colorite), che ora come ora sono trascinati dal fenomeno-greta.
    Il 26 settembre, saputo che molti di loro sarebbero andati in manifestazione il 27, ho chiesto loro perché e la risposta è stata “Andiamo per l’ambiente prof. Perché lei non viene?” Risposta: “Io resto qui a formare giovani consapevoli e che non si muovano solo per slogan. Voi andreste lo stesso se lo sciopero fosse di domenica?”
    Morale: poche risposte, qualche mugugno, e molti di loro presenti in classe il giorno dopo.

    9 Ottobre 2019
  5. Nick said:

    Oltre alle belle parole dei gretini, temo che non ci siano soluzioni, siamo in troppi, e tutti vogliamo vivere bene. E chi nel mondo vive come vivevano i nostri nonni, tra qualche anno vivra’ uno stile di vita simile al nostro. Non e’ fattibile.
    Secondo me il primo obiettivo DEVE essere un controllo delle nascite su scala globale, specialmente nei paesi in via di sviluppo in cui si fanno ancora troppi figli. E’ facile? assolutamente no. Ma mi sembra che sia l’unica cosa che sul lungo termine possa contribuire a migliorare la situazione.
    Pero’ le campagne pubblicitarie in TV “dona 2 euro per un pacco di goldoni” non le ho mai viste, quindi dubito che qualcuno faccia qualcosa a riguardo.

    9 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Secondo me il primo obiettivo DEVE essere un controllo delle nascite su scala globale

      Ok, però facciamo due conti.
      Poniamo di fermare la popolazione ai 7 miliardi e mezzo odierni. Fa pure 7 miliardi.
      Nel 2050, quando l’obiettivo è 20 miliardi di tonnellate di CO2 invece di avere 2 tonnellate a testa avremmo 2,9 tonnellate a testa.
      Meglio? Sì. Ma anche per arrivare a 2,9 tonnellate a testa al posto di 2 devi sputare sangue.
      Sarebbe una vita un po’ meno di merda, ma pure sempre di merda.

      10 Ottobre 2019
    • Lela said:

      Le campagne che immagini non le vedi perché di goldoni, nel terzo mondo, ne regalano a vagonate da anni. Peccato che, se la mia famiglia campa coltivando la terra come facevano i nostri bisnonni, in un posto meno favorevole dei nostri bisnonni, se mi dici che devo fare meno figli ti sputo in un occhio, perché i miei figli, quelli che sopravvivono alla fame e alle malattie, sono la mia mano d’opera. Se vuoi che faccia meno figli, non mi devi regalare i goldoni, devi regalarmi un sistema sanitario, i trattori e il sistema di irrigazione.
      Abbiamo iniziato a fare meno figli nel momento in cui siamo diventati più ricchi e senza necessità di avere braccia in più per mandare avanti la baracca, quando i figli hanno iniziato a sopravvivere tutti alla prima infanzia e sono diventati solo bocche da sfamare e non più mano d’opera gratis. Imporre la riduzione delle nascite a monte dello sviluppo economico, senza che questi raggiungano un certo livello di ricchezza, significa bloccare i paesi in via di sviluppo. Non penso che la riduzione delle nascite sia una soluzione per il benessere e lo sviluppo, bensì una conseguenza.

      10 Ottobre 2019
  6. oniterg e fiero di esserlo said:

    Un applauso.
    La ragazza è stata scelta ad arte proprio per poter chiudere la bocca a chi osa persino sollevare obiezioni, altro che critiche…
    Poi i fenomeni che la esaltano per il viaggio si scordano sempre di parlare di come è stato fatto il viaggio dal resto dello staff (saranno una decina di persone, no?): non mi sembra che fossero sulla barchetta…
    In una frase dici: “ma che farebbe solo galici alle emissioni globali.” Che vuol dire “galici”?

    9 Ottobre 2019
    • mattia said:

      In una frase dici: “ma che farebbe solo galici alle emissioni globali.” Che vuol dire “galici”?

      Solletico.
      È un lombardismo.

      10 Ottobre 2019
  7. Leonardo said:

    Semplicemente “grande” a mio parere un quadro perfetto del problema Greta

    9 Ottobre 2019
  8. Antonio said:

    “Le persone con questa forma mentale sono di natura scettiche non perché sono stronze, perché non credono al cambiamento o perché sono pessimiste, ma perché a differenza di quelli che vivono di parole nella vita ànno dovuto risolvere problemi concreti e sanno che quando provi a risolvere problemi nella realtà le cose sono sempre più complicate.”

    Epocale.

    10 Ottobre 2019
  9. Hammer said:

    Perfettamente d’accordo su tutto. Ho provato anche io a fare lo stesso discorso con i sostenitori di Greta ma non c’è verso. Io sono a Singapore adesso ed è la seconda volta quest’anno che ci vengo per lavoro. Non ho potuto non venire, avrei sabotato il mio stesso lavoro e poi il mutuo con cosa lo pago? Ho dovuto fare altri viaggi più brevi sempre per lavoro e la domanda è la stessa, se non raggiungo i miei obiettivi professionali il mutuo con cosa lo pago? Con cosa mangio?

    Purtroppo c’è gente che la adora. Per dare un’idea del nulla gretesco ti consiglio questo video di Massimo Polidoro. Nella prima parte espone dei dati scientifici ed è interessante, quando inizia a esprimere il proprio pensiero è il vuoto pneumatico.

    https://www.youtube.com/watch?v=1LFZOE2y5H8

    10 Ottobre 2019
  10. Shevathas said:

    Stending ovescion…

    BTW se vuoi ridere di progetti “gretini” per salvare il mondo e che finiscono ad inquinare di più vai a vederti il progetto “oltrape”.

    10 Ottobre 2019
    • Raoul Codazzi said:

      Tra l’altro il progetto OltrApe che cita l’amico shevathas ha, in piccolo, le stesse caratteristiche del gretinismo: l’idea è stata partorita da dei ragazzini (e questa ingenuità di visione ci sta anche), ma dall’altra parte abbiamo gli adulti che lo hanno incoraggiato, sostenuto e sponsorizzato. Al limite capisco gli sponsor (che fanno il loro interesse, per quanto – mi domando – quale ritorno di immagine possa derivare da un’iniziativa così piccola), ma la cosa tragica sono gli adulti (cioè genitori e insegnanti) che non hanno percepito l’idiozia totale (ripeto: idiozia totale) di una cosa del genere. Quando ci penso mi viene veramente male. Perché poi ci sono due tipi di adulti: quelli che hanno spento il cervello, ma quando spieghi loro le cose rinsaviscono, e quelli che – oggi prevalenti – purtroppo nemmeno questo.

      10 Ottobre 2019
  11. fgpx78 said:

    Letto tutto, solo per questo mi merito una sgasata al semaforo in auto.

    Purtroppo per quanto mi riguarda sta finendo come coi grillini. A furia di sentirsi rispondere per slogan, passa pure la voglia di discuterci.
    Vuoi fare il sostenitore di Greta? Ottimo. Mi dimostri solo di non avere idea dei problemi in gioco.

    10 Ottobre 2019
  12. ava said:

    La gente è idiota da sempre e ha sempre bisogno di ideologie assurde e Greta non è che l’ ennesima porcheria. Non stupiamoci quindi dei tempi, è sempre stato così, stupisce solo che , con il miglioramento del sistema di informazione, la gente resti idiota.
    Greta è la prova che l’ occidente, apparentemente laicista e progressista, non può non chiamarsi cristiano; infatti l’ idologia della piccola rompipalle si basa su concetti cristianissimi come senso di colpa , il millenarismo e la venuta di un Messia bambino che fulminerà i potenti con la sola imposizione delle mani.
    Ridiamo ? Mica tanto, queste suggestioni pigliano da noi perchè , ci piaccia o meno, siamo ancora pieni del retaggio cattolico / cristiano, in particolare i più zucconi bevono a piene mani . L’ anno scorso l’ ordine ingegneri di Venezia fece un bellissimo corso sul significato psicologico degli archetipi e come calarli nel lavoro. CI partecipai più che altro per curiosità ed invece mi sono poi reso conto che , forse, una lettura di Jung farebbe bene a tanti di noialtri , che crediamo di essere tanto evoluti e poi, alla fine, siamo sempre gli eredi prossimi degli uomini delle caverne.
    UN’ ultima nota autobiografica. A 16 anni passavo le giornate a studiare ( principalmente) , arti marziali ( hobby che coltivo anche adesso e che sinceramente mi permette di avere un fisico di 15 anni più giovane) , leggere e giocare a dungeons & dragons,. E poi ovviamente farmi seghe , se questo è il problema. Tutte le attività che ho svolto hanno prodotto meno immondizia di Greta che ha pubblicato un libro cartaceo che tempo un paio di anni finirà dritto dove merita ovvero nella pattumiera.

    Ed ultima nota. La nave a vela di Pierpirla Casiraghi ha anche il motore, ” che verrà acceso solo in caso di emergenza”;qualcuno ha controllato che il principino non l’ abbia acceso? E che Greta abbia effettivamente cagato nel secchio? L’ eroina dichiara :” “So che non sarà comodo, ma credo di poter convivere con questo – ha spiegato Greta – se si farà dura penserò che si tratta solo di due settimane e poi si tornerà alla normalità”. E quindi per salvare l’ ambiente basta non inquinare per le ferie? ma dai.

    10 Ottobre 2019
    • Lela said:

      Pensa che io, invece, sono convinta del contrario: se fossimo veramente cattolici, tutte queste corbellerie, e molte altre che non c’entrano con l’ambiente, non prenderebbero piede, e staremmo tutti meglio. Idea mia.

      10 Ottobre 2019
    • Julien Sorel said:

      Sarà, a me sembra esattamente il contrario. Greta Thunberg è svedese, viene da un paese che il cattolicesimo lo ha ripudiato dal 1500 e in cui la stragrande maggioranza della popolazione si dichiara atea o agnostica. A me sembra invece che questa faccenda dia ragione al vecchio detto di Chesterton per cui chi non crede in Dio poi è disposto a credere a qualunque cosa.

      11 Ottobre 2019
  13. Lela said:

    Sto applaudendo.
    E a 16 anni stavo a casa a studiare.
    Grazie a quello studio, nel mio lavoro attuale, ho fatto più cose io, per la riduzione delle emissioni inquinanti (vere, quelle tossiche e dannose) nell’ambiente, di tutti i fan di Greta messi assieme (che secondo me ci vuole poco, ma tant’è). Presumo di non essere la sola a poterlo dire, anche solo su questo blog. 🙂

    10 Ottobre 2019
  14. Beppe Grullo said:

    Ma che senso ha tutto questo livore?

    C’è molto entusiasmo e attenzione sull’argomento tra i giovani, e va bene così. Molti di loro si iscriveranno a Ingegneria Energetica, alcuni diventeranno validi ricercatori e daranno un contributo concreto alla causa.

    Di sicuro il mondo non migliora dando dei “gretini” a dei ragazzi che stanno ancora imparando seno e coseno

    10 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Molti di loro si iscriveranno a Ingegneria Energetica, alcuni diventeranno validi ricercatori e daranno un contributo concreto alla causa.

      No.
      O meglio, alcuni lo faranno ma perché tra i tanti è ovvio che statisticamente qualcuno farà anche quello.
      Non lo farà però per merito del movimento gretinista.
      Se possibile avverrà l’opposto.

      Il gretinismo non fa nulla per invogliare i giovani a studiare e trovare “un contributo concreto alla causa”. Perché per arrivare a quei livelli TI DEVI FARE IL CULO. Arrivare a un punto in cui crei qualcosa di concreto, anche piccolo, per diminuire le emissioni di gas serra significa passare lustri, quando non decenni, a farsi un culo così, prima studiando e poi facendo ricerca. Significa passare minimo 12 ore in laboratorio tutti i giorni, significa lavorare anche quando sei per i cazzi tuoi a casa o in viaggio. Significa mortificare la propria vita sociale. Significa passare il 99,7% del proprio tempo a fare cose noiosissime. Già, per a voi raccontano queste cose fantastiche della scienza che è affascinante, ma questo è vero solo se vedi il prodotto finito. Prima di arrivare ai risultati affascinanti passi montagne di ore a fare cose noiose e frustranti. Richiede una determinazione della madonna per non scoraggiarsi.
      Uno che cresce alla scuola del gretinismo scappa alla prima settimana. Uno che pensa di risolvere i problemi scendendo in piazza e berciando contro i potenti del mondo quando poi lo metti a lavorare sul serio pensa di risolvere i problemi del mondo arrivando in laboratorio e facendo la scoperta del secolo in due pomeriggi. Quando si accorge che deve sputare sangue scappa e va a iscriversi a grinpiis.
      No, non c’è niente nel gretinismo che crea persone con la forma mentale adatta per imbarcarsi in questo mondo. Nulla.
      Se il gretini dicessero “raddoppiateci le ore di matematica e fisica, diventate severissimi, mettete obbligatori tutti i pomeriggi a scuola, dateci solo un mese di vacanze all’anno, diventate severissimi agli scrutini, fateci sputare sangue…” allora sì, direi che un movimento così preparebbe gente adatta a un percorso di ricerca.
      Se invece il gretinismo propone di bigiare la scuola e addossare la colpa agli altri no, non mi porta nemmeno un ragazzo in più con le caratteristiche per diventare ricercatore.

      10 Ottobre 2019
    • Giacomo said:

      Mio fratello più giovane ha scelto Ingegneria Energetica al PoliTo quest’anno (tra l’altro con una scelta coraggiosa, arrivando da un liceo Artistico). Peccato che non abbia mai sopportato gli ecoimbecilli e che consideri la Thunberg e il suo codazzo una manica di rincoglioniti. I suoi coetanei che lo scorso maggio scendevano in piazza, son finiti al DAMS, a SciPol e all’Accademia. Perché sparar cazzate in compagnia è bello, Analisi I molto meno.

      10 Ottobre 2019
    • ava said:

      Come fanno a diventare ingegneri energetici se la loro mentore somara insegna loro a non andare a scuola per manifestare? IN questo modo non passeranno neanche il test d’ingresso!

      10 Ottobre 2019
  15. L'asino del giorno said:

    Impara a scrivere, per favore! Le ò e le à accentate senza la h gridano vendetta!

    10 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Le ò e le à accentate senza la h gridano vendetta!

      Gridano vendetta solo per te perché sei una capra e non sai che invece sono corrette.

      10 Ottobre 2019
    • Raoul Codazzi said:

      Oh, ma basta, dai! Ora, non è che io devo o voglio difendere Mattia che sa farlo benissimo da solo, ma è possibile che mediamente ogni dieci giorni c’è qualcuno che ancora la mena con ‘sta storia delle acca?

      Io voglio capire cosa succede nella zucca di queste persone. Venite qui, vi leggete un post come questo, che è davvero molto dettagliato e articolato. Il ragionamento fila, gli elementi e i supporti scientifici sono presenti a iosa, la logica c’è, il buon senso anche.
      Va bene. Ma mettiamo non siate d’accordo con il punto di vista e le idee espresse, cosa del tutto lecita. Ci arrivate a capire che il contenuto è anche ben scritto e ben esposto? Vedete che ci sono i corsivi, i virgolettati, i titoli in grassetto? Li vedete i link e i grafici? Li vedete i paragrafi? Quanti di voi usano i paragrafi e le spaziature al giorno d’oggi? Vedete che ci sono i punti a capo e i punti non a capo? Vedete che alcuni “che” sono scritti “che” e altri “ché”?
      Bene, possibile che di fronte a tutto ciò non vi sfiori minimamente il fatto che se al posto delle acca ci sono delle vocali accentate non è per ignoranza ma per una ragione precisa? Magari non la conoscete e potrebbe venirvi la voglia di approfondire, invece niente, niente di niente, buio totale, proprio non ci arrivate.
      Uno può certamente fare un errore, ma se questo errore è ripetuto di continuo, o questa persona è ignorante oppure c’è un’altra ragione. Una persona ignorante, uno che non sa capire quando mettere le acca, secondo voi scrive un post del genere?
      Se prendete un testo di matematica scritto in modo brillante e a un certo punto trovate delle potenze con l’esponente a sinistra anziché a destra potete anche pensare che l’autore sia un cretino completo, ma magari i cretini siete voi che non conoscete la tetrazione.

      Il fatto che a certa gente non vengano mai dubbi mi manda in bestia.
      Mai che costoro vengano colti da un leggero sospetto: https://www.youtube.com/watch?v=QAd3WcWA1b8

      16 Ottobre 2019
  16. Riccardo said:

    E va bene, secondo l’Accademia della Crusca le grafie à, ài, àvete, ò sono corrette anche se desuete (molto desuete, direi) . Dunque, le usi per scelta e non per ignoranza. Mi chiedo (e ti chiedo) il motivo di questa scelta. Ho il sospetto che la risposta sia: snobismo. Questo però va a discapito della tua credibilità. Pensaci.

    16 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Mi chiedo (e ti chiedo) il motivo di questa scelta.

      Perché mi va di farlo.

      Questo però va a discapito della tua credibilità

      Fammi capire, perdo credibilità perché uso una forma corretta?
      Se perdo credibilità è solo tra gli ignoranti che pensano sia un errore.
      Chi se ne fotte, onestamente.

      16 Ottobre 2019
  17. Riccardo said:

    Errata corrige: ho (ò) scritto àvete, ma intendevo ànno…

    16 Ottobre 2019

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