La polizia che si fa sfilare le armi

Avete fatto tutti i vostri post strappalacrime. Avete messo nastrini neri sulle foto profilo del feisbuca. Bravi. Ora però possiamo entrare nel merito?

Che un ladro di polli riesca a sottrarre la pistola a un poliziotto in una questura non è normale. Qualcuno deve spiegare come è possibile che sia successo.
Non ò la più pallida idea di cosa sia successo, se le fondine erano inadatte, come dice qualcuno, o se i poliziotti non avevano avuto un addestramento sufficiente per gestire quella situazione. Oppure è successo tutto perché non ànno ammanettato il ladro di polli (rubare una pistola da ammanettati è dura…), e il motivo per cui non l’ànno ammanettato è che se poi esce una foto iniziano a sclerare impazziti (come per l’americano che ammazzò il carabiniere).
Qualunque sia la causa una cosa è certa: non può accadere che la polizia si faccia sfilare le armi, tanto più dentro una questura.
C’è un problema e chi di dovere mi deve spiegare qual è e porre rimedio.

15 Comments

  1. Nick said:

    Mah guarda, non so le dinamiche esatte, ma penso sia molto difficile eliminare un rischio del genere. Qualche anno fa, sempre a Trieste e’ successa una cosa simile, un Afgano ha sottratto l’arma a un poliziotto mentre quest’ultimo stava soccorrendo un anziano. Non ha ucciso nessuno, pero’ si e’ suicidato. Mentalmente instabile, avrebbe potuto fare una strage. Penso che puoi avere anche un addestramento perfetto e le fondine migliori del mondo, ma se, ad esempio, qualcuno ti colpisce alle spalle, finisci a terra e magari perdi qualche secondo di lucidita’, e’ dura evitare il disastro.
    Che io sappia, dentro il carcere la polizia penitenziaria a contatto con i detenuti non porta le armi per questo motivo. Il rischio che qualcuno te la porti via c’e’ sempre.
    E sul fatto di ammanettarli, non puoi certamente sapere se quello che hai davanti e’ effettivamente un ladro di galline o e’ uno capace di sfilarti l’arma e sparare 23 colpi.
    Quindi o ammanetti tutti quanti o quel rischio te lo porterai dietro sempre.

    6 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Mah guarda, non so le dinamiche esatte, ma penso sia molto difficile eliminare un rischio del genere.

      Che sia *impossibile* eliminare del tutto il rischio non ci piove. Perché non puoi mai eliminare del tutto un pericolo. Però puoi ridurlo.
      Non sai quante volte mi sono inavvertitamente avvicinato troppo all’arma di un poliziotto e questo istintivamente si è spostato per portarla fuori dalla mia portata.
      Un poliziotto si china per soccorrere un anziano? Un suo collega gli cura le spalle. Per quello vanno sempre in giro in due, almeno.
      Se l’altro sta in macchina a fare il sudoku è un problema che puoi risolvere facilmente.
      Se l’altro deve fare una cosa non prorogabile, si posticipa il soccorso all’anziano finché l’altro agente non può coprirti le spalle.
      E così via…

      E sul fatto di ammanettarli, non puoi certamente sapere se quello che hai davanti e’ effettivamente un ladro di galline o e’ uno capace di sfilarti l’arma e sparare 23 colpi.
      Quindi o ammanetti tutti quanti o quel rischio te lo porterai dietro sempre.

      Ammanetta tutti, nessun problema.

      6 Ottobre 2019
    • Karel-1991 said:

      purtroppo in Italia causa probabilmente il buonismo è tecnicamente vietato usare le manette per l’arresto, “salvo che ricorrano gravi esigenze di sicurezza”

      6 Ottobre 2019
    • Raoul Codazzi said:

      “E sul fatto di ammanettarli, non puoi certamente sapere se quello che hai davanti e’ effettivamente un ladro di galline o e’ uno capace di sfilarti l’arma e sparare 23 colpi”

      Il 15 Giugno del 1980 nei dintorni del mio Comune avviene un fatto. Il maresciallo della stazione dei carabinieri del mio paesello e un giovane carabiniere stanno svolgendo un normale servizio di ordine pubblico nel Comune limitrofo, dove era in corso una gara ciclistica. Tra gli spettatori notano un individuo dai comportamenti sospetti. Il tizio (che fornirà anche dei documenti falsi) viene portato in caserma per accertamenti. Il trasporto in caserma avviene come segue: il sospettato viene fatto sedere sul sedile posteriore del mezzo, il carabiniere gli siede accanto e il maresciallo si mette alla guida. Durante il tragitto il carabiniere perquisisce l’uomo (durante il tragitto, cioè a mezzo in movimento: mai sentita una cosa del genere!), che all’improvviso estrae una pistola e spara alla nuca del maresciallo uccidendolo.
      Si scoprirà che quell’uomo, trattato con tale leggerezza e imperizia, in barba a procedure e sopratutto in barba al buon senso, era in realtà – toh! – un feroce omicida, già fuggito dal carcere (dove stava scontando una pena di 30 anni) a seguito di un permesso premio.
      L’eco in paese è stata enorme. I funerali sono stati solenni e imponenti (io c’ero). A ufficiare la cerimonia funebre Carlo Maria Martini (allora arcivescovo di Milano); molte le autorità presenti, su tutte il generale Carlo Alberto dalla Chiesa.
      Da lì in avanti è seguita una lunga serie di commemorazioni: targhe alla memoria, viali, corsa ciclistica e gara podistica a lui intitolati, cippi stradali. monumenti, corone di allori, messe, ecc.
      Insomma un trattamento da eroe.

      Non credo sia ammissibile e logico trattare da eroe chi – dovendo proteggere i cittadini – non è nemmeno in grado di difendere sé stesso , e non per cause esterne imprevedibili ma per evidenti e gravi omissioni procedurali. Dichiararli eroi non giova a nessuno, perché gli eroi sono altri. Questo è infatti il Paese dove i pirla vengono definiti difensori della patria, dove le montagne (o le valanghe o le strade) vengono definite assassine, dove se tu vai in manifestazione pronto a scagliare un estintore contro qualcuno c’è chi è pronto a difenderti anche in parlamento. Questo non è il mio Paese. Ci sono nato, ma non ci morirò.

      7 Ottobre 2019
  2. andreaber said:

    C’è un particolare che non mi torna. Non so che arma avesse in dotazione il poliziotto ma se è quella che penso io, a parte avere la sicura disinserita occorre scarrellare per portare il primo proiettile in canna per poter iniziare a sparare. Se premi il grilletto senza averlo fatto non succede nulla.Se quella pistola è finita in mani inesperte, vuol dire che il polizotto girava con il proiettile in canna e non è quello che viene insegnato a fare quando ti trovi in condizioni normali.

    6 Ottobre 2019
  3. Sciking said:

    Non credo sia così dura rubare una pistola, purtroppo. Mi ricordo di casi di furti di pistola in America dove contenzioni che in Europa sarebbero da CEDU sono normali. In Italia, tra l’altro, vigono limitazioni abbastanza specifiche (e la ratio è a mio parere sensata) e probabilmente la cosa su cui si discuterà sarà, imho, sul portare l’arma in modo più nascosto e meno accessibile (ad esempio con fondina ascellare) mentre si è in zone “sicure” tenendo un taser o un qualcosa al peperoncino nella fondina per gestire eventuali emergenze, sull’esempio della PolPen che non porta armi dentro le carceri per quella ragione.

    6 Ottobre 2019
    • Sciking said:

      Tra l’altro c’è anche il rischio che le manette siano usate esse stesse come arma (hanno pur sempre un cordino usabile per strangolare), e se hai un soggetto pericoloso dal punto di vista psichico (pare lo sapessero) dovresti lasciargli meno armi possibile a disposizione. Anche perché, se doveva andare al bagno come pare, prima o poi dovrai togliergliele e il pericolo resta.

      6 Ottobre 2019
  4. Marco said:

    Piacerebbe a tutti, anche alle forze dell’ordine, mettere le manette a tutti per essere tranquilli. Purtroppo la legge, nella fattispecie la 492 del 1992 di cui metto il link al fondo, ne permette l’uso solo nel caso di pericolosità del soggetto, di pericolo di fuga o di circostanze ambientali, per me, non ben specificate.
    Opinione personale: trattasi di legge spinta a essere promulgata da partiti che hanno “combattuto tante battaglie”, ma mai una guerra e che all’approvazione dell’utilizzo dei taser hanno alzato le barricate perché pericolose per chi usa un pacemaker. Tutta gentaglia che deve trovare una ragione per far parlare di se senza pensare che usare il taser vuol dire non usare l’arma di ordinanza.

    La parte relativa alle manette è l’articolo 2 comma 5.
    https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1992/12/24/092G0532/sg

    6 Ottobre 2019
    • Cosimo said:

      La legge venne approvata dopo le prime udienze legate all’inchiesta “Mani Pulite”, poi detta anche “Tangentopoli”, poiché per prassi consolidata era abituale tradurre i detenuti in udienza con i “ferri di sicurezza” ai polsi, che venivano tolti solo una volta assicurati all’interno delle gabbie da personale opportunamente disarmato. (In particolare il personale della Penitenziaria o dei Carabinieri che effettuava materialmente la traduzione, aveva l’arma al seguito solo durante il tragitto carcere/aula giudiziaria, quando il detenuto o i detenuti erano assicurati da manette o, appunto, “ferri di sicurezza”!)
      Ovviamente questo sistema, che era andato bene finché il detenuto era un “bVutto spoVco e cattivo Vapinatore di banche o omicida di poveVi cittadini”, cominciò a scricchiolare quando l’ammanettato era il comparuzzo di partito con cui tre mesi prima si era a cena nel lussuoso ristorante stellato, specialmente perché l’arrivo in aula veniva ripreso da decine di telecamere e centinaia di fotografi.
      Da quel momento diventò “vietatissimo” ammanettare donne, minorenni e quadri dirigenziali di partito, salvo disposizioni specifiche che nessuno si è mai azzardato ad emanare.
      …e come si direbbe, il sèguito della Storia è sotto gli occhi di tutti.

      7 Ottobre 2019
  5. mamoru said:

    come ti scrissi sul twitter la polizia giapponese non e’ nuova a farsi fregare i revolver in dotazione e questo nonostante abbiano diverse contromisure in atto.
    hanno recentemente cambiato gli attacchi delle cordicelle che legano il calcio della pistola alla cintura perche’ giudicato inadeguato, ma poi ti trovi quelli che se le dimenticano al cesso (successo durante il G20) oppure nei koban hanno i giubbetti antiproiettile, ma il pazzo con un coltello ha abbattuto un agente e gli ha preso la pistola… stavano gia’ introducendo i giubbetti nuovi coi rinforzi antilama ma ci vuole tempo.e poi la testa e’ scoperta.
    dovessi pensare a qualcosa, aspetterei che l’agente salga sullo scooter per fare un giro di pattuglia e lo sperono in macchina. tra l’altro molti non portano nemmeno il casco, quindi il danno sarebbe ancora maggiore…

    6 Ottobre 2019
  6. ava said:

    Anticipo il cordoglio umano per la faccenda., ma con il cordoglio e basta non facciamo niente. Sono convinto che in America non si facciano fottere le armi dalle mani. Secondo me non è un problema di equipaggiamento quanto di addestramento e di scelte operative senza senso. Giustamente se ammanetti il sospetto o gli metti un sacchetto in testa prima di portarlo in giro costui sicuramente non sarà in condizione di nuocere. Ma poi Mentana grida al fascismo.
    Signori miei il poliziotto è un lavoro come un’ altro, si deve farlo in sicurezza e per farlo in sicurezza si deve essere addestrati a farlo e si devono porre le questioni d’immagine dopo quelle di sicurezza. E non si devono rompere i coglioni a chi lo fa. Ed invece non è così , con agenti che girano disarmati e si fanno accoltellare da americani tossici pur di non sembrar fascisti nel lavoro.

    7 Ottobre 2019
    • Giampaolo said:

      Non avrei saputo dirlo meglio 😀

      8 Ottobre 2019
  7. Andrea Occhi said:

    È il solito discorso: bisogna cercare la CAUSA della cosa, non la COLPA.
    Non me ne frega nulla di mettere in galera chi ha scelto la fondina (se era inadeguata) o chi ha deciso l’addestramento (se era inadeguato). Ma voglio sapere cosa ha permesso a una persona di sfilare una pistola a un poliziotto. E questa causa non è probabilmente una sola, e probabilmente c’è anche una dose di sfiga.
    L’aviazione aveva imparato molto bene questo (e questo gli ha permesso di diventare sicura quanto è), perché la gente non temeva di finire in galera se avesse autodenunciato una cazzata.

    L’indagine sul disastro di Tenerife (583 morti) non si è limitata a decidere che uno degli aerei è decollato senza autorizzazione e l’altro ha cercato di uscire alla quarta uscita e non alla terza come istruito, ma ha anche cercato di capire perché un comandante con 11.700 ore di volo possa essere decollato senza autorizzazione, come mai un equipaggio avesse deciso di ignorare (senza dirlo a nessuno) una precisa istruzione eccetera eccetera. E senza mandare in galera nessuno altrimenti chi rischia di andare in galera cercherà di pararsi il culo e non collaborerà all’indagine in maniera onesta.

    7 Ottobre 2019
    • mattia said:

      E senza mandare in galera nessuno altrimenti chi rischia di andare in galera cercherà di pararsi il culo e non collaborerà all’indagine in maniera onesta.

      Mah, mah, mah… ò qualche dubbio su questo punto.

      8 Ottobre 2019
  8. kheimon said:

    Prima di arrovellarci su questa nuova categoria di problemi di cui dovremmo occuparci o addirittura affastellare policy che dovrebbero far parte della soluzione, propongo di attuare la stessa strategia che hai tu stesso caldeggiato in altra sede: raccogliere dei dati e guardare al quadro complessivo, ignorando il rumore dei media che magari resteranno sintonizzati per sei mesi su qualunque incidente relativo alle armi da fuoco in possesso delle forze dell’ordine, per poi richiudere tutta questa storia e il relativo strascico nel consueto dimenticatoio delle “emergenze”.

    7 Ottobre 2019

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