I controlli

Di tutta la faccenda di fioramonti, di ciò che scriveva sull’internet anni fa, mi à stupito una cosa sola: che nessuno al Quirinale si sia preso la briga di fare un controllo su chi era e cosa scriveva questo tizio semisconosciuto prima di farlo nominare viceministro lo scorso anno e ministro ora.

Ché nella mia infinita ingenuità mi aspetto che appena il nome di un tizio alla prima esperienza politica inizia a circolare come possibile membro del governo i funzionari del Quirinale si attivino per chiedere ai servizi il fascicolo su quella persona.
Ora, o i funzionari del Quirinale non ànno fatto questo controllo, oppure il fascicolo era fatto male e non conteneva queste dichiarazioni. Scegliete voi cosa è peggio.

Oppure i controlli li ànno fatti e a questo punto le alternative sono due: non ànno considerato gravi le affermazioni oppure ànno tenuto la faccenda nel cassetto per poterla tirare fuori a tempo debito per disfarsi di un ministro un po’ troppo esuberante. Ché di solito usano un figlio cocainomane o tirano fuori l’amante. Ai tempi delle reti sociali basta tirare fuori i vecchi commenti sul feisbuc al momento opportuno.

5 Comments

  1. ava said:

    Cosa c’è di strano, che un grillino scriva coglionate? guardate le figuredimmè di Di Maio presidente degli esteri ( e precedenti) , dal presidente Ping ( ottimo per verificare la velocità di connessione ) al segretario di stato “Thunderbolt” Ross arrivato direttamente dal fumetto di Hulk.
    Secondo me questi sono dei poveretti che sperano di fare cassa tassando merendine, bibite e patatine, riducendo la CO2 emessa a zero con il ricavato entro il 2050, bloccando le trivelle del gas perchè il petrolio sporca il mare.

    4 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Cosa c’è di strano, che un grillino scriva coglionate? guardate le figuredimmè di Di Maio presidente degli esteri ( e precedenti) , dal presidente Ping ( ottimo per verificare la velocità di connessione ) al segretario di stato “Thunderbolt” Ross arrivato direttamente dal fumetto di Hulk.

      Ma queste non sono gaffe, non sono errori di ignoranza.
      Questo si è messo a parlare male delle forze dell’ordine, e tu puoi dire tutto ma quando tocchi quel tasto diventano tutti sensibilissimi.

      4 Ottobre 2019
    • ava said:

      Secondo me non sono nè gaffe nè errori di ignoranza.
      Ti consiglio la lettura di un libretto molto interessante
      “Stronzate. Un saggio filosofico” – Harry G. Frankfurt

      La tesi dell’ autore è che il contrario della verità non sia la bugia, ma la stronzata, definita come l’ affermazione che se ne frega della verità, detta al solo scopo di attirare l’ attenzione. Ed in effetti, il mentitore la verità la conosce, lo sparastronzate se ne frega.
      Ed i 5S sono vere e proprie cannoniere di stronzate, sia quando sbagliano i nomi dei politici, sia quando accusano la polizia senza sapere nulla in merito e fottendosene altamente sulla veridicità o meno delle proprie affermazioni.

      7 Ottobre 2019
  2. Julien Sorel said:

    Semplicemente il presidente della repubblica fa i controlli sulle dichiarazioni dei ministri proposti e rifiuta di convalidarne la nomina se questi hanno scritto cose che lui non condivide, “esercita le sue prerogative”, emette dei “dubia” sui decreti da poter utilizzare in sede di ricorso alla Corte Costituzionale da lui nominata per un terzo, quando il partito che l’ha eletto è all’opposizione, quando il partito che l’ha eletto va al governo il presidente della repubblica torna a dormire e a tagliare i nastri. Così, tanto per ricordare a chi parla di “Presidente della repubblica imparziale” e vaccate simili.

    4 Ottobre 2019
  3. kheimon said:

    L’attivismo del Presidente che abbiamo sperimentato di recente, specie nella formazione del governo precedente a questo, è motivato dalla necessità, in questa delicata fase per la EU e la moneta unica, di rappresentare nelle stanze del potere italiane la visione europeista ortodossa—indipendentemente da quali siano le opinioni dei politici, o invero degli elettori, al riguardo. Non si tratta dunque di background check a tappeto per i ministri, ma di un proxy vote o veto power della EU nella formazione dei governi. Se questo ministro avesse twittato contro la moneta unica o contro la Germania, allora sarebbe stato un grosso problema.

    5 Ottobre 2019

Comments are closed.