Quando un extracomunitario dorme a casa tua

Così, tra una cosa e l’altra, ò scoperto che se fai dormire a casa tua, in italia, un cittadino extracomunitario devi comunicarlo alla questura. Anche se per una notte sola, anche se è tuo parente.

Devi compilare questo modulo allegando fotocopia dei documenti dell’ospitato e dell’ospitante e persino un documento comprovante che chi ospita abbia davvero titolo a vivere in quella casa (un titolo di proprietà o un contratto di affitto).

L’altro giorno dunque alle nove e qualcosa del mattino sono andato in questura con tutti i documenti in duplice copia sotto il braccio. Arrivo all’ingresso e il tizio delle informazioni mi dice di tornare alle tre del pomeriggio.

– ma guardi che mica devo fare delle pratiche, non mi devono approvare niente, devo solo lasciare un documento. Non posso lasciarlo a lei? Ci sarà una posta in ingresso.

– no, ma io non so niente deve parlare coi miei colleghi

Torno dunque alle tre, perché quando ài pochi giorni con la famiglia non vedi l’ora di fare avanti e indietro con la questura anziché stare con la famiglia. Ovvio.

All’ingresso mi dànno il numerino per l’ufficio immigrazione. Un post-it scritto a mano. Sono il numero 12. Entro nell’ufficio e mi accorgo che non c’è alcuno schermo che indica in numeri chiamati. Li chiameranno a voce, penso. Invece no. Nessuno chiama i numeri. Sono gli utenti che si devono organizzare. Riesco a trovare il tizio con il numero 11 e memorizzo: sono dopo di lui.

Mezzora di attesa e riesco finalmente a depositare questi documenti. E badate bene, non chiedevo nessun premesso di soggiorno, non è che avevo bisogno di qualcosa, non mi dovevano fare “un piacere”. Dovevo solo fare una comunicazione per una cosa che era un mio diritto fare.
Per quanto mi riguarda potevano pure mettere una cassetta all’ingresso della questura dove depositare la comunicazione in 5 secondi netti. Una mezz’ora buttata via per niente.

Lo schifo proprio.

Piesse: giusto per mettere le cose in chiaro per i soliti diversamente svegli, questo obbligo di comunicazione è prevista dalla legge turco-napolitano, non dai decreti salvini.

12 Comments

  1. kheimon said:

    E queste storie, anche se non c’entrano direttamente coi visti e le cittadinanze, raccontano cosa fa nascere in molti una comprensibile confusione tra la necessità di migliorare la macchina dello Stato e quella (inesistente) di scodellare cittadinanze a destra e a manca. Se rimuovi tutte queste migliaia di impiegati cialtroni, li paghi lo stesso stipendio per fare nulla a casa fino alla pensione, e li sostituisci con dieci (a livello nazionale!) PhD in qualsiasi materia scientifica (non necessariamente sistemi informativi, benché quello comunque aiuterebbe) a cui dai carta bianca la situazione della gestione della burocrazia migliorerebbe verticalmente.

    30 Settembre 2019
  2. am said:

    beh, quando andai io per dichiarare il fratello di mia moglie, mi dissero che non importava.
    Comunque consolati pensando che in francia, dove sono adesso, è tutto molto più complicato…

    30 Settembre 2019
    • mattia said:

      beh, quando andai io per dichiarare il fratello di mia moglie, mi dissero che non importava.

      Probabilmente il 99,9999% delle persone non lo fa.
      Ma tieni presente che la multa arriva fino a 1100 euro…

      1 Ottobre 2019
  3. Giampaolo said:

    Grazie per il piesse. Pensavo fosse un’eredità del fascismo 😀

    30 Settembre 2019
    • mattia said:

      Grazie per il piesse. Pensavo fosse un’eredità del fascismo 😀

      La norma originale è del regio decreto del 31. Quando però ànno fatto il testo unico nel 1998 si sono ben guardati da abrogarlo e l’ànno incluso nel nuovo decreto.

      1 Ottobre 2019
    • mattia said:

      che dici?

      Il titolo sembra fuorviante. Dice che non apriva i libri di matematica ma aveva buoni voti, non che era un distastro.
      Se era bravo anche senza aprire i libri, non vedo che problema ci sia.

      1 Ottobre 2019
  4. andreaber said:

    Il comune ovviamente non può verificare se uno abbia davvero titolo per vivere in una determinata casa. Reperire informazioni di cui è già in possesso è un’operazione troppo complicata.

    1 Ottobre 2019
    • mattia said:

      Il comune ovviamente non può verificare se uno abbia davvero titolo per vivere in una determinata casa. Reperire informazioni di cui è già in possesso è un’operazione troppo complicata.

      Piccolo esempio di qualche settimana fa.
      Il giorno dopo il giuramento vado in Comune a fare la carta d’identità.
      Per una piccola bizzarria burocratica ceca quando diventi cittadino ceco non sei registrato con l’indirizzo che avevi nella carta di residenza come straniero, bensì la tua nuova residenza come ceco è… l’indirizzo del municipio dove ài prestato giuramento.
      Devi quindi modificare il tuo indirizzo nel luogo dove abiti.

      Dico il mio indirizzo all’impiegata dell’anagrafe la quale mi chiede se sono proprietario.
      Confermo.
      L’impiegata controlla sul sito del catasto e in 10 secondi verifica che sono davvero il proprietario.
      Io non ò dovuto portare nessun certificato, sono gli impiegati pubblici che verificano sul sito del catasto.

      1 Ottobre 2019
    • Giampaolo said:

      “Io non ò dovuto portare nessun certificato, sono gli impiegati pubblici che verificano sul sito del catasto.”

      Invece, ti ricordi del debutto dell’autocertificazione?
      Ti cheidevano di continuo cosa dovevi farne di quel certificato perché “non siamo autorizzati a rilasciare certificati per altri enti della P.A.”. Ovvero l’esatto opposto della norma, che era nata per vietare agli altri enti della PA di chiedere certificati di cui è già in possesso.

      1 Ottobre 2019
  5. mamoru said:

    comunque almeno in italia i cittadini sono talmente assuefatti a certe norme liberticide, giustificate con motivi del cazzo tipi ordine pubblico e sicurezza, che gli pare normale doversi far schedare per qualunque cosa.
    soggiorno in albergo, ospitare qualcuno etc.

    1 Ottobre 2019
  6. A said:

    Per me devi dare il plico di persona perché ti devono rilasciare una ricevuta. Certo anche spedendolo hai la ricevuta della pec o della raccomandata, ma puoi aver inviato documenti sbagliati

    2 Ottobre 2019

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