Punire le intenzioni

Quest’ultimo denuncia tutto al magistrato, ma Fabbri, ed è qui il paradosso, risulta non punibile perché l’articolo 115 del nostro Codice penale dice che le intenzioni, se rimangono tali, non sono punibili. 

via repubblica.it

Quindi secondo repubblica il fatto che una norma giuridica non punisca le intenzioni è un paradosso.
Non è mica una cosa ovvia per una norma giuridica esteriore. Seriamente, cosa non torna a questi campioni? Sul serio per loro è bizzarro che il codice penale non punisca le intenzioni?

Il problema è che ora in giro per le reti sociali è già pieno di rincoglioniti che commentando questa notizia si scandalizzano perché le intenzioni non sono punibili. Lo ripeteranno fino alla nausea finché alle orecchie suonerà davvero strano che le intenzioni non possano essere punite.
A me vengono solo i brividi pensando a quel momento in cui la gente penserà “pazzesco, pensa che il codice penale non consente di punire le intenzioni! Dove andremo a finire signora mia!” Perché poi il coglione che cambia il codice penale per punire le intenzioni alla fine salta fuori.

Davvero, come si fa a scrivere una idiozia simile su di un giornale senza vergognarsi?

7 Comments

  1. Shevathas said:

    i miei 2 centesimi: il commissionare un omicidio ad un sicario dovrebbe essere un tentativo di omicidio, qui, imho, c’è una azione positiva non solo una mera intenzione.

    Tanto per fare un esempio, una cosa è se dico “vorrei menare Tizio”, magari chiacchierando con un amico, altra cosa è se scendo in strada con un bastone urlano “Tizio vieni giù che ti meno” o se pagassi qualcuno per menare Tizio al posto mio.

    O repubblica non la sta raccontando bene oppure stanno iniziando a sponsorizzare i “processi alle intenzioni”, cosa molto, ma molto peggiore.

    19 Settembre 2019
    • mattia said:

      Oh, io non entro nella vicenda specifica perché, appunto, non ce la raccontano tutta. A me fa venire i brividi quella frase di repubblica. È allucinante.

      19 Settembre 2019
  2. claudio said:

    Le leggi italiane possono punire le intenzioni, che non puniscono e’ una frase.

    Una frase non dice se hai veramente o meno intenzione di.
    Se metti in pericolo qualcuno, di fatto e’ possibilile che gli procuri danno (anche se poi non avviene) attraverso le tue azioni intenzionali sei punibile.
    una condotta riprovevole che puo’ potenzialmente procurar danno e’ spesso e volentieri sanzionata.

    19 Settembre 2019
  3. Shevathas said:

    Ho letto l’articolo 115 del CP. Non è punibile l’accordo fra i due per uccidere la tizia visto che il sicario ha confessato ai giudici e non ha agito.
    L’articolo comunque prevede che il giudice possa applicare delle misure di sicurezza nei confronti di chi si accorda, e la domanda da porsi sarebbe “perché il giudice non l’ha fatto?”.

    Di mio aggiungo che questo mi sembra l’ennesimo esempio di cronaca giudiziaria fatta per “trollare” e fomentare sdegno che per informare correttamente.

    19 Settembre 2019
  4. kheimon said:

    Sul caso specifico, a mio avviso abbiamo comunque un problema serio se davvero non è possibile punire un tizio che assolda un sicario che però decide di non portare a termine il lavoro. Altro che processo alle intenzioni, assoldare un sicario che non fa il lavoro è esattamente come provare a sparare con una pistola che fa cilecca.
    Quanto alla violenza sulle donne, mi fa piacere che finalmente dopo millenni se ne parli, purtroppo però ho la sensazione che questa nuova consapevolezza si trasformerà in una caccia alle streghe senza quartiere. L’altro giorno spiegavo a una tipa perché è assurda l’idea che si preferiscano giudici donna per i casi di violenza domestica. Brrrr…

    20 Settembre 2019
  5. Raoul Codazzi said:

    Punire le intenzioni è roba da Unione Sovietica, ieri, e da Russia, oggi. Nel Settembre del 2001 ho percorso tutto il confine russo della Finlandia da nord a sud. A un certo punto mi sono trovato in un punto così vicino alla Russia che mi sono detto: cià, facciamo una foto ricordo. Parcheggio l’auto e mi avvicino a piedi. A 50 metri dal posto di confine vedo un cartello trilingue o quadrilingue in cui si dice che “è vietato fare o manifestare la volontà di fare fotografie e video”. Mi dico: cosa cavolo vuol dire “manifestare la volontà”? Lo capisco nel giro di qualche secondo. Avevo la macchina fotografica al collo; apro lo zip della custodia e la tiro fuori; neanche il tempo di sollevarla ad altezza viso che dal gabbiotto escono due militari russi, alzano dei grossi mitra verso di me e contemporaneamente mi urlano qualcosa. Comprendo che è bene tornare da dove ero venuto.

    21 Settembre 2019
  6. Dario said:

    Beh , però non mi sembra paragonabile a un pazzo che assolda un sicario per far fuori una persona 😅

    26 Settembre 2019

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