Il feisbuc sì ma il pasticciere no

Quindi, fatemi capire: il feisbuc à il diritto, in quanto società privata, di scegliersi i clienti. Può decidere a chi offrire i propri servizi e a chi negarli. Così, semplicemente perché gli stanno sul culo (la storia dei messaggi d’odio e l’incitamento alla violenza è una minchiata e lo sapete benissimo, sono troppo furbi per scrivere messaggi del genere).

Mentre una pasticceria no. Pur essendo una società privata deve accettare tutti i clienti.

Interessante.

Che poi, mentre il feisbuc offre un servizio uguale per tutti, alla pasticceria si vorrebbe imporre un lavoro su commessa, una cosa che tipicamente non puoi fare. Mi spiego: se tu sei un panettiere e vendi un filone di pane quel filone di pane devi venderlo a chiunque te lo chiede. Un lavoro su commessa invece significa che un cliente ti dice lui cosa fare. Ti dice che tipo di torta produrre, come decorarla, cosa scriverci sopra quando produrla e dove portarla. Tutte condizioni alle quali può rispondere attaccati al tram. Perché nessuno può obbligarti a produrrre qualcosa come vuole lui. Uno può sempre dirti che quel prodotto non lo fa e ne à diritto. Puoi sempre dirti che quel giorno va a fare una gita al lago e non à cazzi di portare la torta al tuo ricevimento, e tu non ài alcun diritto di imporgli cosa fare e quando farlo.
Puoi solo rivendicare il diritto di comprare quello che già mette in vendita perché quella è una offerta al pubblico, ma i lavori su commissione si possono universalmente rifiutare.

Ciò nonostante se un pasticciere si rifiuta – del tutto legittimamente – di eseguire un lavoro su commessa una mandria di fascisti lo assale e lo porta in tribunale.
Gli stessi fascisti poi però rivendicano il diritto di feisbuc di non offrire un servizio – questa volta uguale per tutti, non un lavoro su commessa – a chi la pensa diversamente da loro.

In realtà non c’è alcuna motivazione razionale dietro questi ragionamenti. Quando viene negato un servizio a chi ti sta sul culo allora “un’azienda privata può fare quello che vuole“, quando invece viene negato un servizio al* tu* amichett* allora “vergogna, un’azienda deve offrire un servizio a tutti“.
Il problema è che avete la merda nel cervello.

Piesse: per quanto riguarda feisbuc, la questione è tra l’altro molto più banale. Feisbuc deve decidere se vuole essere un fornitore di servizi o un editore.
Un fornitore di servizi è qualcuno che si limita a offrire uno strumento per comunicare, come una compagnia telefonica. Da una parte non è responsabile per quello che viene fatto coi suoi servizi, così come la Telecom non è responsabile per le minacce o le diffamazioni dette sulle sue linee telefoniche perché si limita a fornire gli strumenti per comunicare. Dall’altro lato però non può fare censura e deve accettare tutti i clienti.
Un editore invece è qualcuno che sceglie cosa comunicare, come l’editore di un giornale. Il proprietario di un giornale decide cosa pubblicare e nessuno può permettersi di imporgli alcunché. Il giornale è suo e ci pubblica quello che vuole. Dall’altra parte però è responsabile di quello che pubblica e se diffama qualcuno nei cazzi ci va lui: è l’editore che decide cosa si pubblica sul suo giornale è l’editore che ne risponde.
Feisbuc deve semplicemente decidere cosa vuole essere. Se vuole fare il fornitore di servizi si libera dalle responsabilità ma non può censurare nessuno. Se invece censura qualcuno allora diventa un editore che sceglie cosa pubblicare e ne risponde come qualsiasi altro editore.
Purtroppo feisbuc vuole solo i vantaggi. Vuole fare il fornitore di servizi così da non essere responsabile per ciò che viene pubblicato ma allo stesso tempo vuole il diritto di censurare gli utenti come se fosse un editore.
Ehm, no, non puoi farlo. O uno o l’altro. Deciditi.

12 Comments

  1. ava said:

    Si parla tanto di estremismi di destra, ma il nazismo nasce proprio come risposta alla crisi economica combinata al sistema politico proporzionale che non permette a nessuno di governare se non con ribaltoni e alleanze estemporanee nate solo per tirare avanti.
    Se si procede per questa direzione e fanno di nuovo il proporzionale antisalvini , non stupiamoci se poi invece di avere le cubiste del Papetee avremo gli squadristi con le mazze. Certo , oggi per avere un nuovo fascismo mancano molti elementi tra cui il reducismo diffuso ed una maggiore povertà, ma il resto dei semi della dittatura si stanno gettando proprio in parlamento in questi giorni, e non è certo colpa di quei quattro sfigati nostalgici di casapound.

    10 Settembre 2019
  2. stephen said:

    [un po offtopic spero sia concesso]

    contando poi che bannare gruppi indesirati dai mezzi di massa porta alle famossissime previsioni che davano trump per spacciato, perché sulle piattaforme vincevano i progressisti e democratici.

    no, gli altri erano stati messi a tacere. personalmente prederisco vederli e contarli che nasconderli

    10 Settembre 2019
  3. am said:

    ehe beh Mattia, ma feisbuuk è 2.0.& 4.0 , magari son pure amici di greta e elon e poi se li critichi passi pure per nemico della IA e del progresso .
    Il panettiere invece è piccolo borghese & bottegaio e se miri bene a lui la vetrina gliela puoi spaccare.
    Ironia a parte, non ti so che dire, sembra che sia così che funziona.

    10 Settembre 2019
  4. mamoru said:

    Il problema è che avete la merda nel cervello.

    3 ORE DI APPLAUSI

    11 Settembre 2019
  5. Astaroth said:

    Com’era quella fiaba?
    “Un giorno vennero a prendere…”

    Però è giusto ricordare che se oggi Facebook sembra un colosso inamovibile che decide i destini del mondo è facile che fra dieci anni nessuno si ricorderà nemmeno più la password per il login. Che è già successo.

    11 Settembre 2019
  6. DG said:

    ci sarebbe il dettaglio quasi completamente trascurabile che nei “termini di servizio” che tutti si impegnano accuratamente a non leggere, c’è scritto che facebook si riserva il diritto di cancellare qualsiasi cosa, dalla singola foto all’intero profilo, senza dirti neanche “muori gonfio”.

    14 Settembre 2019
    • mattia said:

      ci sarebbe il dettaglio quasi completamente trascurabile che nei “termini di servizio” che tutti si impegnano accuratamente a non leggere, c’è scritto che facebook si riserva il diritto di cancellare qualsiasi cosa, dalla singola foto all’intero profilo, senza dirti neanche “muori gonfio”.

      i termini di servizio quando sono contrari alla legge sono giusto un gradino sopra la carta igienica.
      Un po’ come quei cartelli che trovi negli alberghi dove ti dicono che non rispondono dei beni lasciati nella stanza. Visto che l’art. 1783 cc con quel cartello può amichevolmente pulirtici il culo.

      17 Settembre 2019
    • DG said:

      in che modo i termini di servizio di facebook sono “contrari alla legge”?

      e, se lo sono, perché quelli che hanno avuto la pagina rimossa si dono inventati “attentato alle libertà di opinione””?

      17 Settembre 2019
    • mattia said:

      in che modo i termini di servizio di facebook sono “contrari alla legge”?

      e, se lo sono, perché quelli che hanno avuto la pagina rimossa si dono inventati “attentato alle libertà di opinione””?

      nel senso che se tu sei un’azienda e offri un servizio al pubblico non puoi sceglierti i clienti.
      Non so, se tu chiedi un allacciamento di una linea telefonica a Telecom italia e questi non te la dànno perché gli stai sul culo loro posso anche scriverlo nei termini di servizio che si riservano il diritto di non darti la linea telefonica ma è una clausola che non conta un cazzo.
      Il problema, come già spiegavo nel post, è capire se FB è fornitore di servizio (al pari di Telecom italia) e allora non può rifiutare i clienti ma non risponde di ciò che fanno i clienti coi suoi servizi, oppure se è un editore e a quel punto può rifiutare chiunque ma risponde di tutto ciò che viene pubblicato (e non può fare lo gnorri dicendo “non posso controllare tutto ciò che viene pubblicato su FB”).
      Se decide di essere un fornitore di servizi, col cazzo che può rifiutare qualcuno.
      Vedrai che appena chiudono la pagina di qualche comunista anziché di qualche fascista un giudice che gli fa capire questo concetto arriva.

      18 Settembre 2019
    • DG said:

      quindi i termini di servizio NON sono contrari alla legge. si sta facendo una semplice congettura sulla natura del servizio offerto. in proposito è difficile inquadrare la situazione legale – se fosse banale sarebbe già stato fatto: il giudice che “se chiudono la pagina di qualche comunista” andrà (quasi certamente) a “fargli capire questo concetto”, farà una ricca figura da coglione.

      “nel senso che se tu sei un’azienda e offri un servizio al pubblico non puoi sceglierti i clienti”. nella pratica ci sono mille motivi per cui puoi farlo, adducendo anche solo banali ragioni operative e logistiche. i contratti, specialmente nel settore delle telecomunicazioni, sono pieni di “ci riserviamo il diritto di fare il cazzo che ci pare”. è certamente probabile che facendo causa si vincerebbe, ma è realisticamente antieconomico.

      18 Settembre 2019
    • mattia said:

      si sta facendo una semplice congettura sulla natura del servizio offerto. in proposito è difficile inquadrare la situazione legale

      Si sta solo anticipando ciò che, prima o poi, avverrà. Se non con il FB con quello che arriverà dopo.

      è certamente probabile che facendo causa si vincerebbe, ma è realisticamente antieconomico.

      Che sia antieconomico magari è vero, ma non rende un contratto con una clausola contro la legge più legale di una virgola.
      Anche fare una causa legale contro una pasticceria perché non ti fa la torta come vuoi tu è antieconomico, ma prima o poi il coglione che à tempo e soldi da buttare via lo trovi.

      18 Settembre 2019
    • DG said:

      ma, alla fine, di tutto resta una congettura, probabilmente, forse, chissà, applicabile ad un futuro servizio “tipo-facebook”, e quindi tutta la storia era solo una cazzata, ed il tizio che si trova la pagina cancellata non può che stare muto (o meglio, può fare tutto il bordello che vuole, ma non concluderà nulla).

      la storia della pasticceria, è ancora meglio: sul fatto che il pasticcere non aveva nessun obbligo di fare la famosa torta non c’è legge che tenga. MA ci sarebbero stati modi più intelligenti di dire che non voleva farla.

      21 Settembre 2019

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