I veri motivi per cui la boldrinova è odiata

Pochi giorni fa è stato annunciato un libro che racconta del fenomeno d’odio attorno all’ex-presidenta della Camera dei deputati boldrinova. Un libro scritto dal suo portavoce che non è ancora in vendita, ma che per le premesse pubblicate sembra contenere la solita solfa di vittimismo femminista.
Che poi è una teoria molto semplice: la boldrinova è odiata in quanto donna al potere. Meno di 10 parole, un concetto di facile presa perché non necessita di alcuna riflessione e risponde ai pregiudizi dei femministi.

La realtà invece, come spesso accade, è molto più complessa. La boldrinova non è stata odiata perché donna e questo lo capite immediatamente se pensate al fatto che molte donne prima di lei ànno fatto politica, anche come presidenti della Camera ma nonostante questo non sono state odiate. Anzi, una come Nilde Iotti è stata riconosciuta come una delle più autorevoli presidenti di Montecitorio, tanto che quando si dimise per motivi di salute (morì poco dopo) la Camera accettò al primo voto le sue dimissioni (cosa rarissima, al primo voto si rifiutano sempre) in segno di rispetto e con un lungo applauso.
La politica non à mai avuto alcun problema ad avere un presidente della Camera donna talmente tanto tempo fa che quando Iotti fu eletta io nemmeno ero nato. E lo stesso vale per tante altre cariche, dalle donne che ànno fatto il ministro dell’interno fino ai Sindaci delle grandi città. Nessuna è stata mai odiata come la boldrinova. O meglio, qualcuna sì, come la Moratti, Ministro della pubblica istruzione e poi sindaco di Milano. Fu attaccata in quanto donna? Manco per idea, fu attaccata per le sue posizioni politiche. A differenza della boldrinova però non l’à buttata in caciara dicendo che la attaccavano in quanto donna.

Quali sono dunque i veri motivi dell’astio contro la boldrinova?
Sono diversi e talvolta difficili da capire. Per comprenderli dobbiamo fare un passo indietro e tornare al momento in cui fu eletta presidenta della Camera. A quel tempo la boldrinova era praticamente una sconosciuta per il grande pubblico. Quando fu eletta i giornali dovettero scrivere i classici articoli con la sua biografia e la foto che accompagnava quegli articoli era spesso questa, diventata col tempo iconica: c’è la boldrinova con la pettorina blu dell’UNHCR e un bambino diversamente pigmentato, presumibilmente in qualche parte povera del mondo. In quei giorni giravano i meme in cui si metteva a paragone questa foto della boldrinova con la foto della Minetti e didascalie che dicevano cose del tipo “vedete, la destra sceglie certe donne per la politica, la sinistra sceglie queste altre donne“. La boldrinova era dunque partita con un credito di immagine enorme.
Veniva descritta dai giornali come una missionaria che salvava i negretti, una novella Madre Teresa… La realtà ovviamente era molto diversa: nessuna missionaria, nessuna Madre Teresa, la boldrinova era banalmente una funzionaria strapagata dall’UNHCR (oltre 121 mila dollari all’anno) per fare la portavoce. La portavoce, faceva, un lavoro dove nemmeno devi avere idee tue, devi essere solo bravo a portare la voce di un altro.
Per la stampa e il sentire comune però era la crocerossina boldrinova. Questo è stato il suo primo problema perché:
1) le à dato l’illusione di essere intoccabile (suvvia, chi criticherebbe una Madre Teresa?)
2) l’à convinta che quindi quando qualcuno la criticava era in malafede e faceva parte dei cattivi (perché ella ovviamente, in quanto Madre Teresa, era dalla parte dei buoni).

La realtà è che invece le critiche arrivavano perché era una incapace. Il primo intoppo arrivò addirittura poche ore dopo la sua elezione: eletti i vicepresidenti, i questori e i segretari convocò un ufficio di presidenza. Peccato però che non erano ancora stati eletti i segretari aggiuntivi per fare in modo che tutti i gruppi fossero rappresentati. Il regolamento della Camera dice infatti che tutti i gruppi parlamentari devono avere almeno un rappresentate nell’ufficio di presidenza. Se c’è un gruppo che non à né il presidente, né un vice presidente, né un questore, né un segretario la Camera deve eleggere dei segretari extra che possono essere solo dei gruppi non rappresentati. La boldrinova decise però di convocare l’ufficio di presidenza prima che questi segretari aggiuntivi fossero eletti, una cosa molto scorretta perché, appunto, nell’ufficio di presidenza tutti i gruppi devono essere rappresentati.

A quel punto diversi deputati si alzarono e cercarono di farle capire, in modo molto gentile, che non lo poteva fare, e la boldrinova rimase in uno stato catatonico in cui non sapeva più che pesci pigliare. A un certo punto disse che sì, vabbe’, non dovevano farsi troppi problemi se non tutti i gruppi erano rappresentati nell’ufficio di presidenza perché tanto non lo convocava per prendere decisioni ma solo per un incontro di augurio e per dirsi “buon lavoro” a vicenda.
Una scena da feispalm collettivo. Perché i deputati le dovettero spiegare che non è che poi convocare un organo della Camera per farti gli auguri e incoraggiamenti di buon lavoro. Lo convochi per le sue funzioni istituzionali.
Alla fine la vicenda si risolse con i solerti funzionari che disperati riuscirono a trovare un precedente che salvò la boldrinova. Quegli stessi funzionari che per cinque anni la salvarono dalle situazioni peggiori, visto che in pratica le dicevano cosa doveva fare ogni volta che la situazione si complicava. Senza il suggeritore nella buca la boldrinova al massimo sapeva presiedere le banali sedute del question taim (quelle che di solito danno ai vice presidenti alle prime armi).

Quel momento fu solo l’inizio di una lunga serie di eventi in cui la boldrinova si dimostrò incapace di presiedere la Camera. La cosa non stupisce, visto che era alla prima legislatura, ma come lei tanti altri ànno presieduto alla prima esperienza parlamentare. La meloni e di maio per esempio si sono trovati a fare i vice presidenti al primo giorno di legislatura, eppure non ànno mai avuto problemi. Perché? Semplice, perché ànno studiato. Si sono chiusi in ufficio e ànno buttato giù il crapone a studiare il regolamento. In poco tempo uno come di maio (non certo una cima) è riuscito a diventare un buon vice presidente della Camera. La boldrinova no.

Spesso le capitava di trovarsi smarrita, senza sapere cosa fare. A quel punto uno dei collaboratori le spegneva il microfono e le spiegava cosa dire. Normalmente però dall’altra parte c’era un deputato che non era d’accordo e le smontava l’argomento e a quel punto non sapeva più che pesci pigliare.
Una persona con un briciolo di umiltà avrebbe detto “ok, forse è meglio se mi metto giù a studiare così non mi trovo a dover fare da bella statuina che riferisce i pareri dei funzionari, ma le decisioni le prendo io“. Una persona normale avrebbe ammesso la propria incapacità e si sarebbe messa a studiare. La boldrinova no.

Il risultato era un presidente della Camera che non sapeva dirigere i lavori. Pensate a un arbitro che ogni volta che deve prendere una decisione va a chiedere a qualcuno cosa deve fare perché non à la più pallida idea delle regole del gioco. Sarebbe un arbitro senza autorevolezza, un arbitro debole, e i giocatori ovviamente se ne approfitterebbero. La boldrinova era esattamente la stessa cosa.
Se all’inizio infatti i deputati più esperti cercavano di farle capire con le buone che certe cose non le poteva fare, col tempo questa sua debolezza è stata sfruttata dai deputati a lei avversi, in particolare quelli del M5S e in seconda battuta della Lega. Ogni volta che non rispettava il regolamento questi la attaccavano senza fare troppo i gentili e i pazienti. Un classico esempio è qui, con Giachetti che cerca di spiegargliela con le buone e quelli del M5S che invece la bastonano.

Si è sviluppato così un rapporto di odio reciproco tra il M5S e la boldrinova. Un odio che è nato dal fatto che la boldrinova non sapeva applicare il regolamento, prendeva decisioni che erano lesive dei diritti della minoranza, e quando questi, legittimamente, si incazzavano non è che diceva “ok, scusate, avete ragione, ò commesso un errore“. La boldrinova si comportava da Fonzie, non riusciva proprio ad ammettere di aver sbagliato. Piuttosto si ostinava nella sua decisione e inviperita se la prendeva coi deputati pentastellati rei di non rispettarla.

Questo fu il suo errore più grande nel dirigere i lavori della Camera, perché il presidente deve avere autorevolezza. E l’autorevolezza non la acquisisci imponendoti con la forza del potere e offendendoti quando qualcuno ti fa notare un errore.
L’autorevolezza la conquisti facendo le cose giuste, mostrandoti equo, ammettendo l’errore quando ti dicono di aver sbagliato, anche quando te lo dice uno che ti sta sul culo e ammettere l’errore ti costa fatica.

La boldrinova non è mai stata capace di fare tutto questo. Ogni attacco è stato preso sul personale. Una persona terza e imparziale non se lo può permettere. Anche quando viene attaccata personalmente deve essere in grado di prendere una decisione giusta, non deve nemmeno fare trasparire il proprio astio verso una delle parti. Durante tutta la legislatura invece la boldrinova non à fatto altro che bisticciare con i deputati del M5S.
Sarebbe stato sufficiente un presidente della Camera equo, che applicava il regolamento in modo corretto e imparziale e tutte le frizioni all’interno della Camera sarebbero svanite. E guardate, una capacità del genere delle volte viene dalle persone più inaspettate. Per esempio, Calderoli è un ottimo vice-presidente del Senato. Quando è presidente di turno i lavori scorrono via sereni. Perché sì, è uno che alla festa di partito fa le battute sulla kyenge che assomiglia all’orango, però poi quando sale sullo scranno più alto di Palazzo Madama si trasforma. Diventa una persona giusta ed equilibrata, che conosce a menadito regolamento e precedenti e sa prendere decisioni eque. Questo gli è riconosciuto da tutti, anche dai suoi avversari politici e nessuno à problemi a farsi presiedere da lui.

Con la boldrinova invece ciò non è mai successo. Principalmente perché non era capace di prendere le decisioni giuste e perché alle conseguenti critiche non à avuto l’umiltà di studiare ma l’à sempre buttata sul personale. Nel corso dei mesi si sviluppa così un odio reciproco col M5S i cui diritti vengono calpestati dalla boldrinova anziché essere tutelati (perché il presidente della Camera quello deve fare, tutelare i diritti di tutti i deputati, maggioranza e opposizione).

La goccia che fece traboccare il vaso fu la ghigliottina. Fine gennaio 2014, la boldrinova decide di tagliare tutte le dichiarazioni di voto e andare al voto finale di conversione del decreto Imu-bankitalia che sarebbe scaduto entro poche ore.
La decisione fu abbastanza scandalosa perché si basava sul nulla. Non c’era nessuna norma nel regolamento della Camera che le consentiva di farlo e la motivazione che diede era una supercazzola spaziale (la costituzione dice che un decreto deve essere convertito entro 60 giorni altrimenti perde efficacio, non dice che bisogna per forza fare la votazione finale entro 60 giorni, anzi il Parlamento può anche dire “ehy, governo, il tuo decreto mi fa talmeno schifo che non lo voto nemmeno e lo faccio scadere“; è un pieno diritto del parlamento, almeno della Camera).
Ma soprattutto la ghigliottina arrivò per l’incapacità di gestire i lavori della Camera. Sarebbe bastato fare una seduta fiume, anche notturna come più volte è capitato, nei due o tre giorni prima per smaltire le iscrizioni a parlare e si sarebbe arrivati al voto finale senza bisogno di usare la ghigliottina e togliendo così il pretesto al M5S di gridare allo scandalo.
Al contrario, la boldrinova arrivò lunga sui tempi e si vide costretta a violare i diritti dei parlamentari per tutelare il governo. Mentre il presidente della Camera dovrebbe fare l’opposto.
Il presidente della Camera è un giudice sopra le parti che sta lì a difendere i diritti dei parlamentari, innanzitutto di quelli di minoranza, affinché non vengano calpestati da quelli di maggioranza con la forza dei loro numeri. In questo caso la boldrinova à fatto l’opposto: si è schierata dalla parte del governo e à tolto il diritto di intervenire ai deputati della minoranza. Una cosa a dir poco scandalosa.

A quel punto è partita la grande battaglia del M5S contro la boldrinova. E la macchina di propaganda di grillo e soci non è tenera. Sul blog di beppe grillo esce il famoso filmato Tu cosa faresti con la Boldrini in auto? che scatena commenti irripetibili degli utenti.
Da lì la strada è stata solo in discesa.

La boldrinova se l’è presa a morte coi grillini e per ripicca li bistrattata durante i lavori della camera e più questa calpestava i diritti dei deputati grillini più questi la attaccavano. Finendo in una sistema a retroazione positiva da cui non si usce più.

Volete un esempio concreto di cosa intendo quando dico che la boldrinova calpestava i diritti dei deputati del M5S? La prima parte della legislatura si svolse sotto la presidenza della repubblica di napolitano, personaggio che è sempre stato criticato aspramente dal M5S. Ricordate? Erano i tempi in cui lo chiamavano “Re Giorgio”.
Ebbene, a un certo punto la boldrinova vieta ai deputati di criticare napolitano. La cosa arriva quasi a livelli comici: visto che appena un deputato dice Napolit… la boldrinova lo ferma per paura che lo critichi, i deputati si devono ingegnare per criticare napolitano senza farne il nome. Un po’ come quegli ebrei che dicono Adonai per riferirsi a Dio senza però pronunciarne il nome altrimenti fanno peccato.

Ovviamente la boldrinova non aveva alcun diritto di vietare ai deputati di pronunciare il nome di napolitano invano. Il regolamento della Camera vieta solo le espressioni ingiuriose verso il capo dello stato, non le critiche. Così come l’art. 90 della costituzione, tirato in ballo senza motivo, dice che il presidente della repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni. Ciò significa che non puoi portarlo a processo per un atto che à firmato come presidente della repubblica, non che non è criticabile per quell’atto. Non è responsabile, ma è criticabile.
La boldrinova però vietò tutte le critiche a napolitano. Non si è mai capito se per indicazione proveniente dall’alto colle (la stessa cosa fece grasso al Senato) o se per un eccesso di zelo reverenziale verso in Quirinale (suoi o dei funzionari che la imboccavano). Tenete presente che nel galateo istituzionale si è inserita questa tendenza a considerare il presidente della repubblica una figura mitologica presso la quale prostrarsi in adorazione. Non mi stupirei se si scoprisse che in realtà erano i funzionari a dire alla boldrinava di zittire ogni critica a napolitano. Fatto sta che non lo poteva fare.

Un presidente della Camera infatti deve garantire il diritto alla libertà di espressione di ogni deputato. Deve censurarli solo quando usano espressioni ingiuriose, altrimenti ànno il diritto di dire quello che vogliono; è un diritto che à ogni cittadino, a maggior ragione un deputato la cui libertà di espressione è persino più tutelata dalla costituzione (art. 68). Se un deputato non usa espressioni ingiuriose può criticare anche il Papa o il presidente della repubblica e il compito del presidente della Camera è quello di garantire questo suo diritto. Al contrario la boldrinova si schierava dalla parte del potente per reprimere la libertà di espressione dei deputati che lo criticavano. Una comportamento da monarchia assoluta o da regime totalitario. Ma soprattutto un comportamento dettato dall’ignoranza istituzionale della boldrinova. In un sistema democratico infatti i poteri non sono mai assulti ma bilanciati. Se tu togli il diritto di critica dei deputati verso il presidente della repubblica questo diventa incontestabile e si avvia verso un potere assoluto. La boldrinova invece di tutelare il diritto di critica dei parlamentari lo sopprimeva: il suo compito era tutelare un potere di bilanciamento e invece alimentava il potere assoluto.

I deputati del M5S, privati di un loro diritto fondamentale, ovviamente andavano su tutte le furie e lo scontro con la boldrinova diventava sempre più acceso. Per quanto io possa disprezzare il M5S avevano ragione da vendere. Un presidente della Camera che nega la libertà di espressione a dei deputati invece di lavorare per tutelarla è intollerabile.

La lista dei comportamenti inappropriati della boldrinova potrebbe andare avanti a lungo. Mi limito a questi episodi gravissimi per dare la misura di quanto sia stata un pessimo presidente della Camera. Era partita credendo di essere inattaccabile grazie alla sua foto iconica con il bambino nero e nel giro di pochi mesi si è trovata a fare la guerra ai parlamentari del M5S (e in seconda battuta della Lega) invece di essere giudice imparziale.

Se però dentro la Camera come presidente poteva fare il bello e il cattivo tempo e togliere la parola a seconda di come le girava, fuori da Montecitorio il suo potere di censura svaniva. Ecco così che paralellamente alla battaglia in Parlamento nasce la guerra fuori dal Parlamento. Con quel famoso video sul blog di beppe grillo ma anche con tanti altri attacchi sulle reti sociali.
Sulle reti sociali però mica puoi attaccare la boldrinova dicendo “guardate, censura i deputati non consentendo loro di esprimere critiche al presidente della repubblica benché l’art. 90…
Dopo tre parole uno si è già addormentato. La comunicazione sulla rete passa da messaggi semplici e di immediata presa. Attaccare la boldrinova in punta di diritto è troppo complicato. La si attacca dunque nei suoi punti deboli.

Già, ma qual è il punto debole della boldrinova? Appena eletta presidente della Camera à sfruttato la sua visibilità mediatica per condurre una battaglia per lo stupro della lingua italiana inventando di sana pianta nuove parole al femminile. Una battaglia frutto del delirio femminista: a nessuna donna sana di mente à mai dato fastidio se veniva chiamata sindaco al posto di sindaca. Così come a nessun uomo à mai dato fastidio essere chiamato guida turistica né à mai attribuito questo uso al femminile all’oppressione della società matriarcale. Figuriamoci, ci sono milioni di uomini italiani a cui quotidianamente viene dato del lei e non del lui, e nessuno si fa dei problemi. Non è che quando per cortesia una persona mi dà del lei io lo accuso di considerare il genere femminile degno di cortesia mentre il genere maschile è usato per conversazioni tra cavernicoli.
Le seghe mentali se le fanno le femministe perché sono state allevate nel convincimento che si debba dare la colpa di tutti i problemi, dai propri fallimenti fino ai problemi inesistenti, alla fantomatica società patriarcale. Tutte le altre donne, tutte quelle in pace con se stesse e soddisfatte della propria vita (o quelle con problemi veri a cui pensare) se ne fottono se alcuni vocaboli sono al maschile.

Ecco, questo era il suo punto debole. Era un tema su cui era facilissimo attaccarla perché sbertucciare una persona che si lancia in una battaglia così ridicola è semplicissimo. Per esempio, basta dire “la presidenta” e il concetto del ridicolo arriva immediatamente. Due parole appena.
Il gioco funziona talmente bene che si presta perfettamente alla presa in giro, come in Bella ciao, Boldrini edition di spinoza. Attaccarla su questo fronte sulle reti sociali funziona, quindi la macchina della propaganda ci si butta a capofitto.
Il personaggio viene così intensamente odiato da larghe fette della popolazione anche perché fa di tutto per rendersi poco simpatica pretendendo di imporre il suo politicamente corretto nella lingua.

Parallelamente poi i siti di bufale acchiappa-click si inventano le famose notizie false come quella di sua sorella che guadagna X mila euro al mese. Ma questi sono personaggi che si buttano su qualsiasi cosa che genera traffico internet con le esche da click: il politico di turno più odiato, la dieta per perdere 20 kg in 4 giorni o i metodi per allungare il pisello. Dietro questi siti di notizie false non c’era niente di politico, né intento di generare odio contro la boldrinova, ma solo voglia di sfruttare l’odio già esistente contro la presidenta per generare traffico. Basta pensarci un attimo: a quella gente non conviene investire tempo ed energie per creare odio verso un personaggio. Vogliono click facili e li fanno sfruttando chi nel paese è già odiato di suo, come la boldrinova.
Questi siti acchiappa click quindi li mettiamo da parte, ché non ànno condotto alcuna battaglia contro la boldrinova.

C’era ovviamente però chi la attaccava su questo suo punto debole del femminismo perché, come ò spiegato, era il modo più efficiente per colpirla sulle reti sociali. E sì, lo faceva come strumento di lotta politica.
Quello che però la boldrinova e i suoi collaboratori adoranti non ànno mai capito (o fatto finta di non capire) è che quegli attacchi non erano generati dal fatto che era una donna o una femminista. Il femminismo era una scusa, il punto debole su cui colpirla.

In realtà la campagna politica contro la boldrinova è nata perché à dato motivi ai suoi avversari politici per attaccarla. Quando tu calpesti i diritti dei parlamentari che invece devi tutelare lo sai che vai alla guerra, e lo sai che in guerra ti attaccheranno dove sei più debole.

Guardatevi questo video, è quasi di fine legislatura quindi non si può neanche dare la colpa all’inesperienza. Toglie la parola a un deputato che ancora aveva tempo a disposizione perché non le garba ciò che dice (il richiamo al regolamento era pienamente valido) e lo sbatte fuori dall’aula. Arriva addirittura a lamentarsi dei toni. Si à la percezione che sia urtata dal fatto che qualcuno non le faccia la reverenza. Dopo quattro anni di presidenza ancora non si era fatta crescere la pelle dura per sopportare gli attacchi senza sclerare, una capacità che un giudice terzo e imparziale deve avere.
Se tu appena sei infastidita togli la parola a un deputato e lo sbatti fuori dall’aula devi essere consapevole che vai a fare la guerra. O pure ti aspetti che quelli si facciano sbattere i piedi in faccia da te?

Il motivo della campagna contro la boldrinova era tutto politico. Fosse stata un ottimo presidente della Camera, giusto e imparziale nelle decisioni, autorevole e rispettato nessuno si sarebbe messo a farle la guerra, nemmeno per i suoi vezzi femministi. Sarebbero stati considerati spunti per una imitazione ironica da parte di Crozza e poco più.
Se c’è stato un attacco durissimo e sistematico alla boldrinova è esclusivamente perché non è stata capace di fare il presidente della Camera e invece di sviluppare autorevolezza à sviluppato nemici. La colpa di questa campagna contro la boldrinova è, in definitiva, tutta sua e della sua pessima presidenza.

Questi sono i veri motivi per cui la boldrinova è stata attaccata. Ma se volete continuate pure a credere alla favoletta per cui è stata attaccata in quanto donna di potere. Ricordatevi però che qualcuno potrà sempre chiedervi perché invece Nilde Iotti non fu attaccata così. E sarà dura trovare una risposta.

15 Comments

  1. kheimon said:

    Tra la tua spiegazione super-dettagliata e la scemenza di “odiata perché donna di potere” opto per un tranciante, ma coprente al 99%, “odiata perché portabandiera di un atteggiamento pietista verso i migranti irregolari [90%] e perché epitome di un certo neo-femminismo defattualizzato [9%]”. Il lungo e dettagliato resoconto sul suo ruolo di presidente fa parte degli oligoelementi che costituiscono il restante 1% ed è materia interessante per gente come noi forse, ma a nessuno là fuori frega cazzo.

    11 Settembre 2019
    • mattia said:

      opto per un tranciante, ma coprente al 99%, “odiata perché portabandiera di un atteggiamento pietista verso i migranti irregolari [90%] e perché epitome di un certo neo-femminismo defattualizzato [9%]”.

      Attenzione, il discorso delle “risorse boldriniane”, se possiamo riassumerlo così, è del tutto analogo a quello che ò fatto qui.
      Ci sono decine, centinaia di politici di sinistra che dicono le stesse cose della boldrinova sull’immigrazione, anche in posizione di visibilità simile o superiore alla sua. Però non venivano attaccati allo stesso modo su questo tema.
      Anche in questo caso il discorso delle risorse boldriniane era un pretesto, esattamente come lo era il discorso della presidenza, un punto debole sulla quale attaccarla perché è più immediato e fa più presa rispetto al fatto che calpesata i diritti delle minoranza. Ma era solo un pretesto, questa volta usato più dalla Lega, anziché dal M5S (perché la boldrinova fece la guerra non solo al M5S ma anche alla Lega, per quanto i grillini fossero i nemici primari).
      Tutto il discorso che ò fatto nel post puoi riproporlo pari pari. La boldrinova si è messa a fare la guerra alla Lega e questi l’ànno attaccata nel suo punto debole, per in questo caso era l’immigrazione perché funzionava meglio con l’elettorato leghista.

      11 Settembre 2019
    • kheimon said:

      Devo averti frainteso, Mattia. I motivi per cui i politici di un partito o di un altro odiano Boldrini possono certamente essere quelli che dici e non stento a credere che questi partiti abbiano messo in moto una poderosa campagna di character assassination imperniata su temi di più facile consumo (i.e. quelli da me citati). Ma il risultato è che alla fine la gente la odia per quei motivi, pretestuosi che siano, e non per questioni di procedura parlamentare di cui a nessuno frega una cippa fuori dal palazzo e pochi altri consessi.

      11 Settembre 2019
    • mattia said:

      Ma il risultato è che alla fine la gente la odia per quei motivi,

      quello senza dubbio. Le spiegazioni che ò dato qui sono conosciute giusto dalla gente che frequenta il palazzo, dai giornalisti etc.
      Magari il titolo del post era fuorviante.
      Non volevo dire “perché la gente odia la boldrinova”, bensì “qual è il vero motivo che à scatenato la campagna d’odio contro la boldrinova”

      11 Settembre 2019
    • kheimon said:

      Grazie, molto più chiaro. 🙂

      Va detto, non per smentire quanto dici ma a rinforzo, che il motivo di praticamente qualsiasi campagna d’odio è rimuovere un ostacolo per raggiungere il potere e/o identificare un capro espiatorio per raccogliere consenso intorno a un presunto nemico del popolo.

      11 Settembre 2019
  2. Fabri said:

    Ottimo post, Mattia.

    11 Settembre 2019
  3. Raoul Codazzi said:

    Impossibile leggere un post come questo senza notare l’enorme mole di lavoro e il dispendio di tempo necessari a prepararlo. Esemplare.

    Capisco molto bene il commento di kheimon; ma se guardiamo l’ultimo video linkato nel post la spiegazione è tutta lì: è esattamente quel tipo di atteggiamento che fa odiare la Boldrini; che poi fosse messo in mostra durante il suo esercizio di presidenza della Camera o in occasione di una semplice intervista televisiva poco cambia. Io, nello specifico, non sapevo quasi nulla dell’incompetenza della Boldrini nel ricoprire il suo ruolo istituzionale (l’ho scoperto proprio grazie a questo post), ma nel vedere quel video, nel sentire quella presunzione (supportata da una voce stridula che certo non aiuta), quello sfoggio di arroganza e di pretestuosità, ho sentito il risveglio istantaneo (come una corda che armonicamente fa vibrare quelle adiacenti) di un profondo senso di irritazione. La Boldrini – che tra l’altro trovo essere la negazione del modello di femminilità* che ho in mente io – mi dà un fastidio viscerale. Non è l’ambito in cui agisce, ma il come agisce.

    * femminilità considerata nelle sue molteplici dimensioni: quella materna, quella della dolcezza, quella della sensualità, quella della raffinatezza e quella dell’attrazione sessuale più istintiva

    11 Settembre 2019
    • mattia said:

      La Boldrini […] mi dà un fastidio viscerale. Non è l’ambito in cui agisce, ma il come agisce.

      Uno dei tanti problemi della boldrinova è la sua permalosità.
      Spesso capitava che quando era presidente di turno un vice presidente un deputato facesse una battuta e il vice presidente la prendeva bonariamente o soprassedeva. Non dico che si faceva una risata, ma ci passava sopra. E tutto ovviamente finiva lì.
      Quando invece era presidente di turno la boldrinova se un deputato faceva una battuta su di lei se la prendeva sempre male e rispondeva piccata e inferocita con frasi del tipo “ma come si permette”.
      Se è così anche nella vita privata probabilmente è una di quelle persone che fai di tutto per evitare perché sono simpatiche come un mignolo pestato contro lo stipite della porta.

      11 Settembre 2019
  4. ava said:

    Complimenti per l’ articolo. Alcune di queste le avevo già sentite.
    Quel che scrivi è giustissimo, ma secondo me all’ uomo della strada lei sta sulle palle perchè sostiene un’ idea che offende l’ uomo comune ovvero il concetto che gli africani debbano venire qui in massa e figliare al posto nostro, e se qualcuno non condivide l’ idea è un razzista e un troglodita.
    Molti hanno sostenuto tale posizione ma nessuno con la stessa protervia; nessun presidente della camera ha mai perso le staffe in modo grottesco come ha fatto lei (https://www.youtube.com/watch?v=NgnLi9R0JPU) , nessun presidente ha mai richiesto ossessivamente visibilità come ha fatto lei, nessun presidente ha mai preteso di dare lezioni di morale al paese come ha fatto lei. Lei che era presidente della camera in quanto in quota opposizione ha finito per diventare più realista del re. Pertanto, anche se la sua conduzione indecente dei lavori della camera ha fatto in modo di attirarle gli strali dell’ opposizione, in realtà con il proprio atteggiamento protagonistico e la sua insopportabile spocchia moralizzatrice ha concentrato su sè stessa l’ astio di mezzo mondo anche fuori dalle aule .

    11 Settembre 2019
    • mattia said:

      Lei che era presidente della camera in quanto in quota opposizione

      solo una nota: non era stata eletta in quota opposizione, ma maggioranza.
      All’inizio di legislatura non si sapeve ancora quale sarebbe stata la maggioranza visto che il PD aveva “non vinto” e non poteva fare il governo da solo. Ci fu questa lunghissima fase con i 10 saggi la rielezione di napolitano e infine il governo letta, di cui SEL – partito della boldrinova – no faceva parte.
      Dal governo letta in poi SEL era sì all’opposizione, in quanto la sua alleanza col PD nella coalizione elettorale “italia bene comune” saltò nel momento in cui il PD decise di fare il governo Letta coi montiani e col pdl, ma all’inizio di legislatura SEL era ancora in questa alleanza con il PD. Siccome i presidenti di camera e senato sono i primi ad essere eletti e non puoi posticipare la loro elezione PD e SEL decisero di spartirsi le cariche: presidenza della Camera a SEL e presidenza del senato al PD con grasso. La boldrini si prese la presidenza della Camera in quanto spettava a SEL nella spartizione delle cariche della coalizione.

      11 Settembre 2019
    • Ava said:

      Grazie per averlo ricordato, mi ha confuso il fatto la stessa Boldrini in campagna elettorale ha piú volte detto di essere di opposizione al PD.

      12 Settembre 2019
  5. Julien Sorel said:

    Spiegazione estremamente dettagliata ed esaustiva. L’ho fatta leggere a certi personaggi di mia conoscenza che difendono la Boldrini. Comunque per capire che il motivo dell’astio nei confronti della Boldrini non era il sesso, basta compararla con l’attuale presidente del senato Casellati, pure lei donna che non mi sembra si sia tirata addosso lo stesso astio. La Casellati non mi è particolarmente simpatica a livello personale e politico, ma mi sembra che sappia fare abbastanza bene il proprio lavoro di presidente del senato. L’unica volta in cui ha avuto problemi nella conduzione è stato in un momento effettivamente critico, ovvero la seduta in cui Conte si dimise. Inoltre la Casellati non interviene quasi mai nel dibattito politico e istituzionale, limitando le sue uscite alle occasioni cerimoniali, mentre la Boldrini ogni santo giorno doveva dire la sua su qualunque cosa, tra l’altro sparando stupidaggini a nastro. In sostanza la Boldrini non aveva capito, o faceva finta di non capire, che il presidente di un ramo del parlamento non è un semplice parlamentare come gli altri e non può usare quello scranno per fare propaganda politica e ideologica, cosa che invece lei faceva puntualmente e che la Casellati invece, almeno per ora, non si sogna di fare. Ecco perché la Boldrini era detestata a livello popolare mentre la Casellati è sostanzialmente vista come una figura neutra. La vagina non c’entra nulla.

    12 Settembre 2019
    • mattia said:

      L’ho fatta leggere a certi personaggi di mia conoscenza che difendono la Boldrini.

      come ànno risposto?

      12 Settembre 2019
    • Giampaolo said:

      Anch’io sono curioso delle risposte…

      12 Settembre 2019
    • Julien Sorel said:

      Le risposte sono state miste. Alcuni effettivamente ammettono che ignoravano alcuni dei passaggi qui descritti e che ignorava quindi che la Boldrini fosse prima di tutto un presidente incapace di gestire la camera e che, dalla sua incapacità e faziosità nella conduzione dei lavori parlamentari, sia poi disceso tutto l’astio nei suoi confronti. In sostanza alcuni hanno onestamente ammesso che sì, forse i comportamenti della Boldrini sono stati la causa della sua impopolarità. Altri invece si sono trincerati nel classico autismo femminista dicendo che sì, avrà pure fatto degli errori ma che se fosse stato un uomo le sarebbero stati perdonati. Insomma, alcuni hanno ammesso onestamente che la Boldrini probabilmente aveva contribuito alla sua stessa impopolarità, altri invece proprio non sentono ragioni. Rinnovo comunque i complimenti per il pezzo, davvero impeccabile nella documentazione e nell’argomentazione.

      12 Settembre 2019

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