No, il Viminale non gestisce le elezioni

In queste ore sto leggendo un po’ ovunque una sciocchezza allucinante. Dicono che salvini non può restare al ministro dell’interno durante le elezioni perché il Viminale gestisce il processo elettorale. Quindi, aggiungono, bisogna mettere qualcuno di neutro in quella posizione.

Innanzitutto, che sia una scemenza lo notate per il solo fatto che quasi sempre si è andati a elezioni con un ministro dell’interno politico. Alle elezioni del 2018 era ministro Minniti del PD (contemporaneamente candidato alla Camera), alle elezioni del 2008 al Viminale c’era giuliano amato che non si ricandidava ma era comunque un esponente politico dell’Unione, e così via. Giusto quando la legislatura è finita con un governo tecnico, come nel 2013, non c’era un politico al Viminale.
C’è da capire dunque qual è la differenza con salvini. Perché Minniti à potuto “gestire le elezioni” alle quali era candidato mentre salvini non può farlo?

In realtà il Ministero dell’Interno non à alcun potere per indirizzare le elezioni. O meglio.

Gli unici veri poteri che à il Ministero dell’Interno per quanto riguarda le elezioni sono limitate alla presentazione dei simboli. Le uniche decisioni operative che possono favorire qualcuno od ostacolare altri sono infatti quelle per presentare un simbolo. Se decidono di cassarti il simbolo te la prendi nel culo, ma a memoria d’uomo si ricorda forse solo il caso di Pizza con la sua DC, che però fu riammessa dal Consiglio di Stato.

Dopo l’ammissione dei simboli il Ministero dell’Interno non decide più nulla. Manda il verbale coi simboli ammessi alle corti d’appello dove le liste sono presentate. Sono le corti d’appello che dunque ricevono le liste, controllano se è tutto a posto e le ammettono. Sono sempre le corti d’appello che fanno il sorteggio per decidere l’ordine di presentazione sulla scheda. Poi la palla passa ai comuni che materialmente organizzano i seggi, che scelgono gli scrutatori, mentre sempre le corti d’appello scelgono i presidenti di seggio. Finite le elezioni i plichi vanno sempre alle corti d’appello dove i voti vengono contati e, con un complicato processo, proclamati gli eletti (no, i voti che appaiono sul sito del Viminale non sono ufficiali, sono puramente informativi, gli eletti vengono proclamati dalle corti d’appello, il Ministero dell’Interno non conta i voti e non decide nulla).

Il massimo che fa il Ministero dell’interno dopo la presentazione dei simboli è preparare le urne, le matite e i timbri numerati da mandare ai seggi. Cose così, non decide nulla che possa influenzare il voto. Persino la lampadina da mettere al seggio o la colla per chiudere il plico è comprata dal Comune.
Tenete presente poi che i partiti già presenti in Parlamento manco devono raccogliere le firme, quindi il governo (non il Ministero dell’Interno) non può nemmeno avere influenza sulla loro presentazione delle liste (che può facilitare o meno invece per gli altri facendo il classico decretino per diminuire le firme, oppure no).

Per il resto il Ministero dell’Interno non decide nulla. Chi vi dice che è pericoloso lasciare salvini a gestire le elezioni dal Viminale è una persona che non à la più pallida idea di come funzioni il processo elettorale. Gente convinta che i risultati delle elezioni vengano decisi dal Ministero dell’Interno perché la sera delle elezioni vede l’inviato di La7 in diretta dal Viminale a snocciolare i dati e pensa che si decidano i risultati delle elezioni in quelle stanze.
Che per carità, se una cosa del genere la pensa pincopallo85 su tuitter ok, se la dice un giornalista dovrebbero fargli a brandelli il tesserino dell’ordine.

4 Comments

  1. Marco said:

    Questa notizia fa il paio con quanti strillavano tempo addietro sul “presidente del consiglio non eletto”.
    Sia la notizia che riporti (e commenti) tu che questa da me riportata non sono altro che il risultato sia di una mancanza di educazione civica che insegnava come funzionano le istituzioni., che di una lettura acritica delle notizie riportate da urlatori da social.

    10 Agosto 2019
  2. itwings said:

    Bisogna però ricordare che il Ministero dell’Interno gestisce il servizio di ordine pubblico (anche durante la campagna elettorale) e controlla la sicurezza dell’accesso ai seggi elettorali.
    Il problema può sorgere specialmente prima (e forse durante) il voto. Non dopo al momento del conteggio.

    11 Agosto 2019
    • mattia said:

      Bisogna però ricordare che il Ministero dell’Interno gestisce il servizio di ordine pubblico (anche durante la campagna elettorale) e controlla la sicurezza dell’accesso ai seggi elettorali.

      Per quanto riguarda la sicurezza durante il voto, no.
      Innanzitutto, i seggi sono presidiati non solo dalla polizia ma anche da altre forze armate che non dipendono dal Ministero dell’Interno.
      Ma anche per quelli che sono presidiati dalla polizia, il Ministero si limita a fornire il personale.
      Una volta arrivati al seggio però gli agenti di polizia rispondono agli ordini del presidente di seggio.
      È il presidente di seggio che dà ordini agli agenti di arrestare facinorosi, di allontanare persone che impediscono l’accesso al seggio e così via. Sono agli ordini del presidente di seggio che è nominato dalla corte d’appello.
      Infatti quando c’è un presidente di seggio pazzo (accade) e dà ordini assurdi alla polizia questa deve eseguire comunque (poi al massimo ne è responsabili il presidente di seggio).

      12 Agosto 2019
  3. Beppe Grullo said:

    Che poi è una discussione inutile perché ci sarà comunque una mozione di sfiducia già calendarizzata per altri motivi

    11 Agosto 2019

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