Bandite i furgoni!

Il problema è che, come al solito, la gente davanti a questi avvenimenti che provocano forti emozioni non ragiona razionalmente. Basterebbe guardare i numeri per tornare alla ragione.

Guardiamo la lista degli attentati terroristici negli U.S. of A.: gli attentati con 10 o più morti sono stati solo 25. In tutta la storia degli U.S. of A. Di questi solo 4 sono avvenuti dall’11 settembre in poi.
C’è l’attentato di El Paso di 4 giorni fa, con 22 morti, c’è l’attentato alla discoteca di Orlando del 2016 con 50 morti, l’attentato di San Bernardino del 2015 con 16 morti e la sparatoria di Fort Hood del 2009 che à causato 13 vittime.

Se contiamo anche gli attentati che non sono considerati terroristici dobbiamo includere altri 18 attentati. Di questi però quasi tutti ànno un numero di morti più vicino a 10 che a 20. Gli unici attentati con un numero di vittime superiore a 20 sono la sparatoria di Las Vegas del 2017, 59 morti, la sparatoria alla scuola elementare Sandy Hook del 2012 con 28 morti e la sparatoria a Virginia Tech del 2007 con 33 morti.

Sono pochissimi i casi in cui un attentato, terroristico o meno, riesce a fare “tanti morti”, generalmente siamo nell’ordine delle decine. Nel frattempo in Europa abbiamo avuto attentati che ànno fatto ugualmente tanti morti. C’è stato l’attacco di Madrid 2004 con 193 morti, gli attacchi di Parigi del 2015 con con 138 vittime, l’attentato di Nizza del 2016 con 87 morti, l’attentato di Brussels del 2016 con 35 morti, o l’attentato alla Manchester arena del 2017 con 23 morti, solo per citarne alcuni.

Che differenza c’è? Le modalità sono decisamente differenti: in America tipicamente fanno sparatorie, in Europa usano diversi mezzi. L’attacco di Madrid del 2004 fu tatto con esplosivi sui treni, l’attentato di Nizza del 2016 (ve lo ricordate?) fu eseguito entrando con un furgone in un viale pieno di gente col quale l’attentatore à tirato sotto chiunque capitava a tiro.
Ebbene, se reperire dell’esplosivo da mettere sul treno che va ad Atocha non è proprio alla portata di tutti (ché mica lo ordini su Amazon) un furgone è qualcosa che puoi reperire con una facilità estrema. Se ci fate caso gli attentati terroristici eseguiti con un furgone sono numerosi negli anni recenti. Oltre a quello già citato di Nizza del 2016, c’è quello di Barcellona del 2017 con 16 morti, c’è quello ai mercatini di Natale di Berlino del 2016 con 12 morti, quello di Londra del 2017 con 11 morti (-3 attentatori) o quello di Stoccolma del 2017 con 5 morti.

In tutti questi casi è bastato prendere un furgone e dirigersi sulla folla. Una tecnica di una facilità estrema che può fare tantissimo morti, come a Nizza, se l’attentatore non è proprio un cretino e sceglie bene il luogo e il momento dove può buttarsi col veicolo ad alta velocità e dove c’è talmente tanta gente che non può scappare.

Di posti del genere ce ne sono tantissimi. Per dirne una, a Sol (Madrid) la piazza è sempre affollata di gente e la strada che la costeggia non è separata dalla piazza da alcuna barriera fisica, manco un marciapiede, è allo stesso livello. Uno può benissimo noleggiare un furgone ed entrare all’improvviso nella piazza e buttarsi in calle del Arenal facendo una strage. Solo in rari casi, quando ci sono manifestazioni per esempio, la polizia blocca la strada che costeggia Sol.
Prendi una qualsiasi città di mare e considera la passeggiata lungomare piena di gente che va a mangiare un gelato il sabato sera: a meno che non ci siano ostacoli fissi insormontabili, se puoi immetterti con un furgone e la via è sufficientemente affollata da non consentire un deflusso veloce di persone… be’, qualche decina di morti la porti a casa.
Fateci caso ogni volta che vi trovate in una situazione molto affollata, guardatevi attorno e cercate di capire se un furgone potrebbe entrare facilmente in quella zona. Scoprirete che le situazioni in cui un terrorista potrebbe fare una strage sono tantissime.

E la potrebbe fare con nulla più di un furgone noleggiato due ore prima, uno strumento facilissimo da reperire. Uno strumento che circola fra di noi, a pochi metri da noi in tantissime occasioni.

Negli U.S. of A. fanno le stragi con le armi da fuoco perché sono facili da reperire. In Europa le armi sono più difficili da trovare quindi le stragi le fanno con altri strumenti, come i furgoni. Se negli U.S. of A. domani bandissero tutte le armi da fuoco un terrorista anziché fare una strage in un supermercato sparando sulla gente semplicemente si adatterebbe e farebbe una strage usando un furgone sulla gente come a Nizza o a Barcellona.
Non è che bandendo le armi da fuoco elimini gli attacchi (più o meno terroristici). Né li rendi più difficili. Un pazzo furioso a cui partono i cinque minuti perché la moglie l’à lasciato per farsi scopare dal capo e che vuole vendicarsi con il mondo crudele non à alcun problema a noleggiare un furgone e a dirigersi a tutta velocità sulla folla facendo numerosi morti.
La quantità di morti che puoi fare è comparabile tra furgone e armi da fuoco (siamo nell’ordine delle decine di vittime, mentre se vuoi salire di livello e fare centinaia di vittime serve l’esplosivo) e la facilità con cui reperisci un furgone in qualsiasi parte del mondo è addirittura maggiore alla facilità con cui reperisci un’arma in alcuni parti degli U.S. of A.
Bandire le armi da fuoco negli U.S. of A. non cambierebbe niente. Se uno vuole fare un attentato lo fa ugualmente; se non à armi a disposizione usa un furgone e l’efficacia nel creare vittime è la stessa.

Tutti i discorsi che sentite fare dopo ogni attentato fatto con le armi sono basati sull’irrazionalità. Sono discorsi che nascono dal fatto che sul fronte politico c’è una fazione a favore delle armi e una fazione che è contro. Ad ogni attentato che viene fatto con le armi dunque si accende un dibattito che esiste anche al di là dell’attentato. L’attentato è solo il pretesto per fare un po’ di caciara e sfruttare l’onda emotiva del momento.
Siccome nel mondo politico non c’è invece una fazione pro o contro i furgoni ogni volta che avviene un attentato coi furgoni non nasce una polemica. Nessuno chiede che un autonoleggio faccia una verifica coi servizi segreti per capire se chi vuole noleggiare un furgone sia collegato a gruppi estremistici o esalti una tale ideologia sulle reti sociali.
Non c’è nessuna razionalità dietro queste polemiche, altrimenti farebbero anche il diavolo a quattro contro i furgoni. È solo caciara politica.

10 Comments

  1. Giampaolo said:

    Concordo su tutto, anzi rincaro la dose:
    negli USA, non si è mai arrivati alle molte decine di morti (tipo Nizza) proprio GRAZIE alla diffusione delle armi da fuoco, non il contrario.
    Ogni pazzo che tenta una strage con armi da fuoco, rischia di trovare ( e spesso trova) qualcuno che lo ferma a revolverate.
    😀

    8 Agosto 2019
    • kheimon said:

      Mi ha sempre incuriosito questa idea. Vorrei onestamente fosse vera, ma ho dei dubbi: ad esempio, un “pazzo” che si astiene dal commettere una strage perché teme di essere abbattuto mi pare un caso di Catch-22, come del resto dubito che in ogni centro commerciale ci sia un manipolo di cittadini-SWAT pronti all’azione, competenti e in grado di centrare un bersaglio nella folla senza causare danni collaterali. C’è da chiedersi se il commando terroristi suicidi farebbe più o meno danni della somma del commando più gli improvvisati che decidono di fermarli.

      In realtà, nessuno di quelli che usano questo argomento ha provato effettivamente a convincermi con qualcosa che non sia un controfattuale, indimostrabile per definizione.

      9 Agosto 2019
    • Giampaolo said:

      Mah, l’effetto di deterrenza è sempre esistito e sempre esisterà.
      Ovviamente non funziona nel caso di pazzi (no, non tutti gli attentatori sono pazzi), ma funziona eccome con la delinquenza comune (che conserva un fondo di calcolo costo/beneficio).

      Noi preferiamo vivere in gabbia (finestre con sbarre, allarmi, recinzioni) rispetto agli statunitensi. Loro preferiscono qualche ladro morto in più…

      A Nizza, magari non ci sarebbero stati molti in grado di reagire, ma un caricatore di proiettili 765 al motore ti assicuro che ferma anche un camion.

      9 Agosto 2019
  2. Goffry said:

    Basta vedere la lista dei paesi col più alto numero di morti da arma da fuoco per capire come i mitici USA siano il perfetto esempio di melting pot culturale miseramente fallito e società polarizzata, la polveriera per una guerra interetnica devastante. L’accesso facile alle armi è solo uno strumento, non la causa di fondo.

    8 Agosto 2019
    • kheimon said:

      Mah, a onor del vero mi pare che ci sia stato nel corso dei decenni, con un’ottica di insieme e appunto di lungo periodo, un lento miglioramento delle relazioni tra individui di etnie diverse, nonostante sia il cancro del razzismo sia il veleno della identity politics sinistrorsa che poi sono due facce della stessa medaglia.

      Gli USA non sono comunque una società fallita e i problemi principali di cui soffre non sono conseguenza del suo parziale multiculturalismo (la cultura afroamericana è oramai fusa in quella euroamericana) ma della creazione e mantenimento intenzionali di aree economicamente depresse e sottosviluppate nelle quali ghettizzare cittadini ritenuti di seconda fascia. È chiaro che per ragioni storiche i primi a finire incasellati in queste realtà siano stati gli afroamericani, e questa secolare condizione di svantaggio si è tramandata per generazioni. Non c’è nulla nella sotto-cultura afroamericana (ammesso pure che esista) che li predisponga a essere poveri o violenti. Prendi le comunità disastrate che hanno votato Trump in blocco: working class bianca che ha perso il treno del webbe, della globalizzazione, del fintech, ecc. e si trova a che fare con criminalità, violenza, largo uso di droghe, ecc. tutte cose che qualcuno riteneva insite nel nucleo di una fantomatica cultura afroamericana.
      È ovvio che il ragazzo nero di appena 18 anni cresciuto in un’area svantaggiata può scegliere, come individuo, se sparare o meno a un tizio o stuprare o meno una ragazza. Credo fermissimamente nella responsabilità individuale. Ma che gli USA abbiano un problema di multiculturalismo mi pare un’affermazione contestabile. Gli afroamericani tifano USA e si sentono statunitensi a tutti gli effetti: dubito si possa dire lo stesso di una parte consistente (sebbene non maggioritaria) dei musulmani europei, alcuni dei quali non hanno nessun legame con la cultura del loro Paese e credono in un progetto politico atto a stravolgerne i valori fondamentali.

      9 Agosto 2019
  3. kheimon said:

    Ottima argomentazione logica.
    Un elemento che non la invalida affatto, ma spiega il punto di vista di alcuni le cui opinioni trovano risalto solo durante questi episodi di cronaca (e i quali parlano dell’argomento anche in assenza di eventi specifici, però non ne vieni a conoscenza), è che non è chiaro quale sia l’uso “comune” di armi di efficacia militare per un privato cittadino — uno che non sia un lunatico come quelli che si ritraggono su YouTube mentre giocano con un AK-47. A tal senso il pur pericoloso furgone presenta un rapporto rischi/benefici decisamente più attraente.

    Come del resto vorrei avvisare i lettori del blog che non sono tanto gli starnazzamenti post-strage dei castigatori delle armi che dovrebbero farci paura, ma quelle degli apologisti medi (escludo Mattia che usa un approccio razionale): per loro ciò che va vietato o controllato sono, per esempio, i videogiochi. Per cui il lunatico amerikano può “giocare nella realtà” col suo AK-47 mentre io che al massimo noccio a una zanzara quando la schiaccio (sempre se la prendo) devo invece giocare solo al videogioco delle Barbie perché altrimenti mi vengono strane idee?

    8 Agosto 2019
  4. Sciking said:

    Oserei dire che un furgone è più pericoloso di un’arma perché durante un attentato l’arma può anche salvarne di vite se è in mano a un “buono” mentre è abbastanza improbabile come situazione avere un furgone buono durante l’attentato che fermi quello ostile.

    11 Agosto 2019
    • kheimon said:

      In mano a un “buono” competente.

      12 Agosto 2019
  5. Riccardo Semeraro said:

    La differenza è che i furgoni non sono prodotti per uccidere, le armi sì.

    11 Agosto 2019
    • mattia said:

      La differenza è che i furgoni non sono prodotti per uccidere, le armi sì.

      Ti potrei spiegare con argomenti forse troppo complicati perché questa contestazione non à senso.
      Tuttavia non voglio affaticarti troppo, quindi mi limito a dirti che se è per quello nemmeno le armi sono prodotte per uccidere.
      Forza, con un po’ di impegno magari lo capisci.

      12 Agosto 2019

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