Il carbonio

Le emissioni di carbonio devono avere un prezzo.
[…]
… introdurrò un’imposta sul carbonio alle frontiere per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio,…

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Queste frasi sono prese dalle dichiarazioni programmatiche di Ursula von der Leyen, nuovo presidente della commissione europea. O meglio, dalla traduzione italiana. Che uno si chiede: perché ce l’ànno col carbonio? È la base della vita sulla Terra!

In realtà intendono anidride carbonica, che però chiamano carbonio probabilmente scopiazzando l’inglese “carbon” per “carbon dioxide“. Che già fa schifo in inglese, figuratevi in italiano dove questa mania di abbreviare non è nemmeno così comune. Chiamare il “carbonio” l’anidride carbonica è come chiamare “idrogeno” l’acqua.

Ma ok, messo a verbale che i traduttori delle istituzioni europee si meritano una roncolata sui denti, cosa dice in sostanza la von der Leyen?
C’è sicuramente una cosa positiva nel programma, ossia il fatto che si vuole evitare la rilocalizzazione delle emissioni di anidride carbonica. Che poi è ciò che si è fatto negli scorsi lustri. Abbiamo spostato l’industria “sporca” in Cina facendo finta di diventare bravi e giudiziosi, mentre in realtà facciamo produrre l’anidride carbonica ai cinesi. Poi sulla carta noi risultiamo virtuosi, ma l’anidride carbonica è emessa comunque, solo da un altro paese. Il problema è che una volta in atmosfera fotte sega se la emettiamo noi o i cinesi, manda in vacca la Terra comunque.

Il problema nel programma della von der Leyen arriva quando propone all’Europa di diventare capofila nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica:

vogliono un’azione concreta in materia di cambiamenti climatici e vogliono che sia l’Europa a indicare il cammino da seguire.
[…]
Diventare il primo continente a impatto climatico zero costituisce contemporaneamente la sfida e l’opportunità più grandi del nostro tempo.

Lo scopo è quello di essere un esempio per gli altri continenti. Dobbiamo diventare il primo continente nel mondo a impatto climatico zero mostrando agli altri il cammino da seguire.
Che ideologicamente è una gran bella cosa. Peccato però che si scontra con la realtà.

Arrivare a un impatto climatico zero in pochi lustri è un obiettivo così ambizioso che può mettere a dura prova l’economia europea. E siccome non puoi spostare la manifattura altrove la devi convertire, il che significa investimenti mostruosi. Devi rifare tutte le infrastrutture per produrre, trasmettere e distribuire energia rinnovabile. Che non è solo l’energia per accendere la lampadina o il forno di casa. Significa che tutto il riscaldamento dovrà essere convertito in elettrico (prodotto da rinnovabili!) per evitare di emettere anidride carbonica. Bisogna convertire tutta la mobilità in elettrico. È un cambiamento mostruoso e costosissimo che renderebbe l’Europa meno concorrenziale rispetto al resto del mondo.
E anche facendolo avremmo un piccolo effetto sulle emissioni di anidride carbonica visto che l’Unione Europea emette meno del 10% di tutta l’anidride carbonica del mondo. Anche eliminando tutte le emissioni di anidride carbonica prodotte in UE il problema rimarrebbe lo stesso.

Per i duri di comprendonio, agevolo il grafico di uichipidia:

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Noi siamo quella linea verde in calo, la Cina è quella linea rossa che schizza in alto (30% delle emissioni di anidride carbonica totali).
È evidente che se anche noi tagliassimo il nostro 10%, coi cinesi che continuano a emettere anidride carbonica fregandosene del problema i nostri sacrifici sarebbero inutili. Rischiamo di devastare la nostra economia senza risolvere il problema. I cinesi (e fra un decennio gli indiani) continueranno a emettere anidride carbonica migliorando la propria economia e la Terra va a puttane ugualmente.

La von der Leyen si illude di poter fare da esempio virtuoso per indicare la strada al mondo Un discorso che forse va bene nel mondo fatato delle gretine, ma che nella realtà non funziona. Perché qui abbiamo a che fare con Stati che non sono democratici, che non sono influenzabili da una opinione pubblica che si mobilita per l’ambiente. Se il capo decide che si produce fottendosene delle emissioni di anidride carbonica quel paese continuerà a fottersene dell’anidride carbonica.

Ora, o mi dici che chi detiene il potere in Cina decide di seguire l’esempio dell’Europa perché si commuove davanti al nostro impegno oppure l’idea di un continente che segna il cammino da seguire è destinata a fallire. Perché comporterebbe uno sforzo economico mostruoso da parte dell’Europa che regalerebbe spazio alla Cina. Paese che continuerebbe a fottersene delle emissioni di anidride carbonica diventando così ancora più competitiva. Traduzione: ce lo metterebbero in quel posto e nel frattempo non avremmo fatto niente per la Terra.

L’unica strada da seguire è diminuire le emissioni di anidride carbonica tutti assieme, in modo che nessuno debba uccidere la propria economia rendendola meno concorrenziale rispetto a chi emette di più.
Per fare questo però servono accordi internazionali, non il buon esempio. Il problema delle emissioni di anidride carbonica è un problema politico ancor prima che tecnologico. Da chi guida l’Unione Europea io voglio sentirmi dire qual è il piano per convincere la Cina a lavorare al nostro fianco per diminuire le emissioni di anidride carbonica. Un compito difficilissimo quando ài a che fare con un paese che à la struttura politica come quella cinese. Che fai? La guerra commerciale alla trump? Oppure ti muovi a piccoli passi con la diplomazia?

Il problema è questo: o mi dici come convinci la Cina a collaborare oppure mi stai proponendo il suicidio economico in cambio del niente.
Certo, è più brutto da dire rispetto ai gretini petalosi che fanno i cartelli colorati “Salviamo il pianeta”, ma la realtà è questa. Dei cartelli colorati o dell’Europa che dà il buon esempio la Cina se ne sbatte i coglioni.

4 Comments

  1. ava said:

    quanta verità in poche righe. Mi consola solo il fatto che la Van Der Leyen nonostante fragorosi proclami non combinerà probabilmente un cacchio di niente; è finita l’ epoca della corazzata franco tedesca in UE , complice una maggioranza più sfarinata con dentro pure i pentastellati che sono garanzia di immobilismo ed inefficienza. Spesso nel male, ma a volte anche nel bene.

    29 Luglio 2019
  2. Pierluigi Totaro said:

    E se fosse invece la Cina a dare a noi il buon esempio? Investisse anche l’Europa sul nucleare, come fa (e farà sempre più) la Cina…

    30 Luglio 2019
    • mattia said:

      E se fosse invece la Cina a dare a noi il buon esempio? Investisse anche l’Europa sul nucleare, come fa (e farà sempre più) la Cina…

      La cina emette tutta quell’anidride carbonica nonostante il nucleare.

      31 Luglio 2019
  3. Jacopo said:

    Secondo la nomenclatura Iupac l’anidride carbonica si chiama “diossido di carbonio”… Noi in Italia non siamo abituati ad usarla, peró non é male. La traduzione rimane comunque infelice, vuol dire proprio che non sai di che stai parlando.

    31 Luglio 2019

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