La fine della civiltà

La possibilità di scontare una parte della pena a domicilio anziché in carcere è basata su elementi di umanità. La si concede, ad esempio, agli ultra settantenni perché si ritiene che a quella età le condizioni di vita del carcere siano troppo dure per il detenuto.

Ora invece scopriamo che formigoni è andato a casa perché secondo i magistrati à capito i suoi errori.

Se la tua decisione di mandarlo a casa si basa su motivi umanitari non te ne deve fregare nulla del suo pentimento. Se per un settantaduenne è inumano stare in carcere è inumano sia che si dichiari innocente sia che ammetta la sua colpevolezza [toh, al massimo devi valutare la pericolosità sociale quando scarceri qualcuno, ma non mi sembra questo il caso].

Formigoni è entrato in carcere gridando la propria innocenza. Cinque mesi dopo magicamente ammette i propri errori e viene mandato a casa a continuare la sua pena.
Che poi magari à cambiato idea davvero, ma il sospetto è che abbia “ammesso” i propri errori per lasciare il carcere. Voglio dire, se l’avvocato ti dice che per avere qualche opportunità di andare a casa devi abbassare la testa e ammettere di essere colpevole tu cosa fai? Ti turi il naso, metti da parte l’orgoglio e pur di lasciare il carcere ammetti di essere colpevole anche se pensi di essere innocente.

Un po’ come Fantozzi che davanti al direttore Catellani dovette ammettere che “puttana e vecchia stronza” erano riferiti a sua moglie pure non perdere il posto di lavoro. Uno à un potere immenso su di te e tu ingoi amaro. Accetti l’umiliazione perché non sei abbastanza forte per patire le conseguenze.
E chi à potere su di te sventola al mondo la tua capitolazione.

Poi magari a formigoni non gliene fregava niente di ammettere i suoi errori, ma insomma, questo meccanismo non è roba da paesi civili. In un paese civile mandi a casa un vecchio perché è vecchio indipendentemente dal fatto che ammetta i propri errori, ché il carcere non è meno duro per chi si dichiara innocente.

La magistratura può farti tutto quello che vuole, può prenderti e sbatterti in galera distruggendoti la vita. Può sbagliare e non risponderà mai dei suoi errori. Possiede il tuo corpo e ne fa ciò che vuole senza dover rendere conto a nessuno. Non possiede però la tua libertà di pensiero: possono sbatterti al gabbio ma non possono vietarti di dire che sei innocente. Quando si prendono anche quella è finita la civiltà

13 Comments

  1. Domenico said:

    Tutto vero, comprese le note finali sui magistrati. La vicenda di Formigoni e di molti altri però è indipendente dai magistrati: la legge “spazzacorrotti” ha escluso i benefici dell’art 4 o.p. (quello appunto che esclude il carcere per gli ultrasettantenni) per alcuni reati tra cui quelli di Formigoni. Per la verità alcuni magistrati di altri tribunali hanno disapplicato quella norma perché in contrasto con la CEDU (prevedibilità della sanzione) ma per un giudice disapplicare una legge richiede coraggio. Comunque ci sono già 4-5 ricorsi alla corte costituzionale e poi c’è la CEDU appunto.
    Ci sono stati casi di gente che, avendo ormai 75-78 anni, ha patteggiato la pena a dicembre 2018 per non stare a farsi un lungo processo, confidando appunto su sospensione o su domiciliari. Poi a febbraio è entrata la spazzacorrotti e sono andati in carcere. Ci sarebbe il principio di irretroattività ma la spazzacorrotti non è una norma sostanziale ma esecutiva e quindi il principio non vale in Italia (a strasburgo sì).
    Sicché alcuni giudici hanno applicato, altri hanno disapplicato e altri hanno sospeso e sollevato eccezione di costituzionalità. Enormi dibattiti sulle riviste giuridiche, gran casino e in sostanza lesione della civiltà. Se servono link per farsi un’idea ve li do.

    24 Luglio 2019
    • mattia said:

      Ci sarebbe il principio di irretroattività ma la spazzacorrotti

      forse non ci siamo capiti.
      non me frega niente della retroattività della spazzacorrotti.
      non contesto la decisione in sé, contesto il principio per cui devi umiliare il condannato togliendogli la libertà di dichiararsi innocente facendogli annusare le porte del carcere che si aprono.

      24 Luglio 2019
    • ettoregonzaga said:

      Grazie Domenico per le note “tecniche” che hai aggiunto.
      Che tra l’altro sono una ulteriore prova che anche il “diritto” dei domiciliari deve passare per una cruna ancora più piccola … sempre a discrezione della magistratura.
      Il link sarebbero graditi.

      Grazie al titolare del Blog per lo spazio. ( non saprei come raggiungere Domenico )

      25 Luglio 2019
  2. My name said:

    D’accordo su tutto ma…
    “À capito”?
    Voce del verbo havere?!? 😀

    24 Luglio 2019
    • mattia said:

      “À capito”?
      Voce del verbo havere?!?

      No, voce del verbo avere.
      Asino.

      24 Luglio 2019
    • kheimon said:

      Asino.

      Non che questo gioco abbia smesso di divertirmi, anzi, però almeno ammetti che lo fai solo per insultare quelli che provano a correggerti. 😀

      24 Luglio 2019
    • mattia said:

      però almeno ammetti che lo fai solo per insultare quelli che provano a correggerti

      No, non lo faccio per quel motivo.
      È un vezzo.
      Però ammetto che mi diverte insultarli. È un effetto non ricercato ma piacevole.

      26 Luglio 2019
  3. kheimon said:

    Se posso provare a estendere il discorso dicendo la mia solita banalità, credo che il problema sia più in generale l’assoluta soggettività che è candidamente ammessa e tollerata in questi contesti. Sì, è vero che si tratta di giudicare esseri umani, ma possibile che l’atteggiamento dell’imputato o del reo e le cose che dichiara di pensare, più che le cose che ha fatto, abbiano un tale peso?

    Per quanto le motivazioni siano fondamentali per comprendere la natura di un crimine e stabilire la pena, personalmente resto basito dall’idea che uno che si dichiara “pentito” per l’appunto dopo aver commesso il fatto venga giudicato con più clemenza.

    Anche il fatto di cercare un accordo con chi confessa mi lascia perplesso: è vero che ha la finalità pratica di alleggerire il sistema, ma temo induca persone innocenti o non in grado di pagarsi un buon avvocato a patteggiare, perché la certezza di fare 3 anni è meglio della possibilità di farne 7 e andare in bancarotta per pagare gli avvocati. Negli USA è dimostrabilmente così.

    Troppa soggettività. Troppo arbitrio.

    24 Luglio 2019
    • mamoru said:

      tanto per dire in Giappone un famoso musicista e’ stato condannato per possesso e uso di cocaina, col sermone del giudice di 10 minuti che lo ammoniva e umiliava per la gravita’ del gesto commesso nei confronti della societa’… un pippone insopportabile da ascoltare a testa bassa.

      un sistema giudiziario basato piu’ sulla morale che sulla legge. stessa cosa che succedera’ con Ghosn condannato ancor prima di vedere i fatti (allo stesso modo l’assemblea degli azionisti di nissan lo ha scaricato sulla parola del vecchio CEO ancora in carica, non essendo pubblici i documenti della c.d. indagine interna che avrebbe accertato comportamenti non corretti)

      se volete vedere come si sta evolvendo il sistema giudiziario buttate un occhio al giappone. forma ineccepibile, poi ci guardi dentro ed e’ un merdaio. e ovviamente nessuno e’ responsabile di nulla.

      26 Luglio 2019
  4. Alex said:

    È sempre esistita la scappatoia dell’ammissione di colpa. Ha i suoi vantaggi, sia per il detenuto sia per lo stato e le eventuali indagini. Non è così negativa

    25 Luglio 2019
    • kheimon said:

      > Non è così negativa

      Al di là della questione di principio, lo è se per difendere la tua innocenza in aula ti servono risorse che non hai, e il “bonus” per l’ammissione di colpa diventa un incentivo perverso all’autoaccusa. I difensori d’ufficio negli USA raccomandano agli assistiti, colpevoli o meno, di patteggiare in quanto ammettono apertamente di non avere tempo di organizzare una difesa e due anni di galera sono meglio di cinque.

      26 Luglio 2019
  5. ava said:

    Secondo me l’ esempio non è calzante. Formigoni è un politico con il pelo sullo stomaco e se è stato corrotto per anni sapeva benissimo i rischi che correva e le scappatoie che avrebbe potuto utilizzare per ridurre la pena. Fingere pentimento è sicuramente uno di queste strategie e dubito che lo abbiano obbligato .

    Piuttosto chiediamoci quali siano i primi sintomi della fine della civiltà. L’ altro giorno guardavo Ken il guerriero con i miei piccoli. La prima scena consiste in un gruppo di fuggiaschi che vengono assaliti da una banda di motocilcisti che li massacrano rubando tutti i loro beni, incluso una borsa di denaro che i malviventi irridono spargendo le banconote al vento in quanto ormai non servono ad un cazzo.
    nelle prime scene di Gundam, invece, alcuni mobile suit di Zeon ( robottoni) entrano dentro la colonia di Side 7 e massacrano gli abitanti contrastando gli ordini che arrivano dall’ alto , tra le grida furenti del comandante non ascoltato.
    Ebbene qual’è la differenza? Perchè Ken rappresenta la fine della civiltà e Gundam no?
    Le differenze sono due : la prima la natura della violenza e la relativa impunità . su Gundam la violenza è parte della guerra, viene legittimata da regole ingiuste, ma sempre da regole. Quando qualcuno di Zeon o della federazione sgarra, viene messo in galera o processato. Nessuno ammazza mai per il piacere di farlo ma perchè qualcuno gli ha ordinato di farlo.
    su Ken il guerriero la violenza è puro arbitrio ; non c’è alcuna forma di giustizia. La violenza è fine a sè stessa.I criminali rimangono impuniti.

    Il secondo aspetto riguarda il denaro e quindi , in definitiva, le regole e le convenzioni del vivere comune, perchè è evidente che il denaro se privo del valore nominale è un pezzo di carta. Su Gundam il denaro si vede negli episodi 26-28: una giovane donna di nome Miharu , pur di ricevere soldi e dar da mangiare ai fratelli, agisce come spia per gli Zioniani e fa una brutta fine per quattro soldi. Soldi sporchi ma che comunque permettono ai fratelli di campare dopo la sua morte.

    Su ken il guerriero i soldi si buttano all’ aria.

    e quindi è evidente la differenza. Su Gundam le regole sono sbagliate, ma esistono, di conseguenza esiste una civiltà, il cui ruolo primario, anche nelle distopie , è la punizione dei criminali. Senza la punizione dei criminali la società va a puttane, come da ken il guerriero dove non esistono punizioni, qindi non possono esistere regole e quindi la civiltà, simboleggiata dal valore convenzionale del denaro.

    Un pò come piacerebbe ai nostri cari petalosi, regole niente, proprietà niente, responsabilità niente. E hokuto niente.Ma soldi quelli si .

    26 Luglio 2019
  6. Andrea Occhi said:

    È una cosa molto vecchia, che purtroppo succede con una certa regolarità.
    Scattone e Ferraro sarebbero usciti dal carcere il giorno dopo se avessero confessato, mentre invece si sono sempre professati innocenti, e sono rimasti in carcere. Se non ricordo male uno dei due ha scontato solo qualche giorno da condannato e l’altro neanche uno (perché aveva già fatto in carcere più tempo della condanna).

    29 Luglio 2019

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