I fan della gretina colpiscono ancora

La prima cosa che insegno ai miei studenti alla lezione 0 è che fare misure non significa accedere uno strumento e leggere il dato scritto sullo schermo. Perché quella è un’operazione automatica che sanno fare le scimmie e nessuno paga un tecnico per fare una cosa che saprebbe fare anche una scimmia opportunamente addestrata.
Fare misure significa capire se i dati che ci dà lo strumento ànno senso o no.

Gli attivisti di Fridays for Future Milano non ànno ben capito questo concetto. Il post con le loro misure di temperatura in piazza Duomo a Milano è qualcosa di esilarante.

In pratica questi sono andati in piazza Duomo con una termocamera, ànno fatto misure a caso e ànno scritto:

Ieri con Giovanni di CrowdForest abbiamo fotografato l’emergenza climatica insieme ai turisti di Milano. Invece che i soliti selfie, abbiamo scattato le foto di rito davanti al Duomo con una termocamera Flir E8.
Abbiamo misurato temperature fino a 62 gradi! 

1) Una termocamera non misura la temperatura ambientale.
Con una termocamera misuri la temperatura degli oggetti che inquadri. Questo perché una termocamera si basa sulla legge di Stefan-Boltzmann, ossia misura la potenza per unità di superficie emessa da un corpo e poi calcola la temperatura del corpo (poiché questa potenza dipende dalla temperatura del corpo)
Quando vai in giro in piazza del Duomo con la tua termocamera non misuri la temperatura ambientale in piazza del Duomo ma misura la temperatura del Duomo, della pavimentazione, dei lampioni, delle persone, dei piccioni… insomma di tutti i corpi che emettono potenza termica.

2) La legge di Stefan-Boltzmann però funziona solo per i corpi neri. Siccome tutto quello che ci circonda non è un corpo nero per ogni tipo di corpo devi impostare una emissività sulla termocamera.
L’emissività è un valore che varia da oggetto a oggetto e ci dice quanto facilmente la potenza può lasciare il corpo. Perché è un corpo può anche essere caldissimo, ma se quella potenza per qualsiasi motivo non può lasciare il corpo tu dall’esterno non la ricevi e pensi che il corpo è freddo.

L’emissività varia da un valore uguale a 1 che significa che la potenza può uscire senza alcun problema (come nel corpo nero) fino a un valore 0 che significa che da quel corpo, seppur caldissimo, non esce nulla.

In mezzo ci sono corpi che emettono più o meno potenza pur essendo alla stessa temperatura perché ànno valori di emissività diversi. Per poter calcolare davvero la loro temperatura devi quindi sapere la loro emissività. Conoscendo l’emissività ricalcoli quanta sarebbe la potenza emessa se fossero corpi neri con la medesima temperatura e da quella ricavi la temperatura.

Quando inquadri una scena con la termocamera generalmente osservi corpi di diversi materiali con diverse emissività. Un esempio? Questa qui sotto è la mia mano (perdonate la rozzezza di una foto fatta allo schermo della termocamera, non avevo una scheda SD per salvarla direttamente dalla termocamera):

Non è che ò l’anulare mozzato, quella striscia più fredda è l’anello. Che sembra più freddo alla termocamera ma non lo è. L’anello è a 35-36 gradi esattamente come la mia mano, solo che è fatto di argento e l’argento à emissività molto inferiore alla pelle umana.
Abbiamo dunque due oggetti, mano e anello. Entrambi gli oggetti sono alla stessa temperatura, eppure l’anello sembra più freddo perché avendo emissività molto bassa emette poca potenza.

La temperatura di quell’anello è dunque palesemente sbagliata.
Ovviamente potrei abbassare l’emissività (in questa foto era 1) al valore corretto dell’argento e avrei la temperatura corretta dell’anello. La mano però risulterebbe molto più calda di ciò che è in realtà. Avremmo la temperatura corretta dell’anello però in questo caso la temperatura della mano sarebbe sbagliata .

Non se ne esce. Con questo tipo di strumenti tu puoi impostare solo un valore di emissività. Se inquadri più oggetti con diverse emissività al massimo puoi avere la temperatura esatta di quell’oggetto coll’emissività pari a quella impostata sulla termocamera, tutti gli altri saranno mostrati con valori di temperatura sbagliati.

Questi vanno in piazza del Duomo e inquadrano oggetti con emissività diverse e prendono per buonii valori senza nemmeno porsi questi problemi. Capite perché quelle misura non significano niente.

3) Un corpo non emette una potenza solo perché è “caldo” per i cazzi suoi, ma anche perché riflette.
La potenza che ti arriva alla termocamera è dunque il contributo di due fattori, una potenza che esce dall’oggetto e che dipende dalla sua temperatura (è dunque il contributo che vogliamo per ricavare la temperatura dell’oggetto) e quella che proviene da altrove e che viene riflessa dall’oggetto.
Due oggetti possono essere alla stessa temperatura ma riflettere diversamente la potenza che arriva dal Sole, per esempio, e risultare uno più caldo dell’altro alla termocamera.

In questi casi dunque si deve mettere sull’oggetto una pecetta di materiale che riflette il meno possibile (e di emissività nota). Sulla termocamera vedrai quella pecetta più fredda perché non c’è il contributo della potenza riflessa anche se in realtà è alla stessa temperatura dell’oggetto (almeno, dopo un po’ di tempo in cui sta a contatto con l’oggetto).

In quella piazza del Duomo ci saranno stati diversi oggetti che riflettevano più o meno sballando le misure della termocamera. Un oggetto che riflette tantissimo il Sole risulterà caldissimo non perché è veramente caldo ma perché riflette molta della potenza che arriva dal sole.

4) Stabilito che le misure fatte dai fan della gretina non ànno alcun valore, uno si dovrebbe pure domandare che senso ànno.
Non ànno alcun significato. Innanzitutto perché il riscaldamento globale lo osservi dalla temperatura globale, appunto, della Terra. Non dalla temperatura di un punto a caso della Terra (piazza Duomo a Milano) e non di un giorno a caso dell’anno. Devi fare la media di tutto il globo e per un periodo di tempo sufficientemente lungo.
Ma soprattutto non lo misuri dal fatto che in quel punto a caso della Terra i quell’istante a caso c’è un oggetto caldo. Sulla Terra ci sono oggetti anche ben più caldi di quei 62 gradi. Quindi?

5) Questi sono i problemi del movimento lanciato dalla Gretina. Invece di studiare i ragazzini si improvvisano attivisti e non sanno cosa dicono. Così se ne escono con queste misure che non significano niente e fanno ridere.
Saltare la scuola il venerdì per andare in manifestazione non è una bella idea se poi salti la lezione di fisica in cui ti spiegano questi banali concetti che ò espresso qui sopra.
Ecco perché il movimento dei gretini è dannoso: dà l’illusione a tutti che sia sufficiente improvvisarsi attivisti senza studiare perché l’unica cosa che serve è “volerlo”.
No, innanzitutto serve studiare.

11 Comments

  1. Raoul Codazzi said:

    Mi hai fatto venire in mente Wittgenstein: se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo. Che riformulo così: se uno di quei tizi che era in Piazza Duomo arrivasse fin qui e leggesse il tuo post non potrebbe capirlo. Capirebbe quasi tutte le singole parole, certo, ma non il significato. Per poterlo capire, prima dovrebbe appunto studiare (e parecchio).

    Curiosa però questa cosa di questi ragazzini che anziché imparare vogliono insegnare.

    12 Luglio 2019
    • mattia said:

      Per poterlo capire, prima dovrebbe appunto studiare (e parecchio).

      Dissento sul “parecchio”.
      La fisica che c’è dietro una termocamera non è complicata e la matematica delle formule davvero elementare.
      Un qualsiasi ragazzo delle scuole superiori ci arriva.

      12 Luglio 2019
    • kheimon said:

      “Curiosa però questa cosa di questi ragazzini che anziché imparare vogliono insegnare.”

      La più bella frase che abbia letto su quest’argomento da mesi. Niente da aggiungere.

      12 Luglio 2019
    • brain_use said:

      “Curiosa però questa cosa di questi ragazzini che anziché imparare vogliono insegnare.”
      Da salvare.

      12 Luglio 2019
  2. ziopippo said:

    Ma a nessuno di ‘sti giovani brillantissimi è venuto in mente che, banalmente, se ci fossero stati 62°C di temperatura ambientale sarebbero probabilmente schiattati?

    12 Luglio 2019
  3. Delfino pettegolo said:

    L’anello all’anulare? Ma quindi sei sposato!

    12 Luglio 2019
    • mattia said:

      L’anello all’anulare? Ma quindi sei sposato!

      No, è un purity ring

      Piesse: ma dannazione, uno sta lì a sbattersi per spiegare un fatto scientifico e la gente si interessa dell’anello al dito?

      12 Luglio 2019
  4. Alessandro said:

    la mia è meglio, “di molto meglio”

    Docente mat medie inf.: “e poi negano i cambiamenti climatici, ieri a fidenza 50°”
    Umile geologo: 50°, e dove?
    la docente di cui sopra: nell’auto……..

    posso fornire stamp 🙂

    12 Luglio 2019
  5. ava said:

    bah non dirmelo. Quando esci col fonometro e il fenomeno della situazione ti dice che col cellulare ha già rilevato il disturbo. Peccato che il fonometro da cellulare sia da tarare con un errore di 10 dB se va bene, che una misura di pressione sonora abbia un senso solo se considerata e contestualizzata nel punto di misura ( a differenza della potenza sonora che è intrinseca della sorgente in quel momento , la pressione varia da punto a punto), che spesso si misurino eventi che non c’entrano nulla con quanto si intende misurate e che vada preso un valore equivalente e non il numerino che ti compare per due secondi sullo schermo.
    ormai per i tecnici è un mondo inGreto.

    12 Luglio 2019
  6. claudio said:

    “La prima cosa che insegno ai miei studenti alla lezione 0 è che fare misure non significa accedere uno strumento e leggere il dato scritto sullo schermo. Perché quella è un’operazione automatica che sanno fare le scimmie e nessuno paga un tecnico per fare una cosa che saprebbe fare anche una scimmia opportunamente addestrata.
    Fare misure significa capire se i dati che ci dà lo strumento ànno senso o no.”

    Da incorniciare.
    mi sovviene un famoso e ben pagato V-blogger influencer italico che piazza il fonometro sul tavolo a casaccio davanti al telefono per dire quanto quel telefono suona forte con il gracchiolino-vivavoce. Manco si chiede se il cellofono nasce per essere ascoltato in mano o se ha un lobo d’irradiazione per essere ascoltato da sopra (come dovrebbe visto che non ascoltiamo con la testa sul tavolo), se il tavolo influisce per risonanza eccetera eccetera.
    ho visto un paio di sue prove e ogni minuto, alla castroneria di turno, dicevo “non ci credo, davvero”
    Eppure sta INSEGNANDO agli italiani sulle foto (roba da non credere!), video, TV (sig!) eccetera.
    ovviamente tutti i prodotti sono bellissimi e fighi, dopotutto non e’ che puo dirne male non provandoli davvero…

    12 Luglio 2019
  7. Mario said:

    Complimenti per la spiegazione chiara e lineare prof. Vorrei avere avuto insegnanti come te all’università.

    15 Luglio 2019

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