Per quelli che credono a hyperloop

L’altro giorno il sole 24 ore à pubblicato questo articolo su hyperloop parlando di possibili tratte in italia.

Fondamentalmente l’articolo è un copia-incolla della cartella stampa passata dall’azienda. Non ànno fatto alcuna ricerca, si sono bevuti tutto quello che l’azienda gli à detto.
Per dirne una semplice semplice:

Una scommessa imprenditoriale che vede già progetti in fase di realizzazione in tutto il mondo. La prima a essere operativa sarà la tratta commerciale in costruzione ad Abu Dhabi, ma si lavora in Brasile, Stati Uniti, Francia, Cina, India, Korea, Indonesia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ucraina e Germania.

No, in Repubblica Ceca non si lavora a hyperloop. Manco per idea. Uscì la proposta qualche tempo fa per un collegamento tra Praga e Brno, fecero due dichiarazioni dei ministri e poi ovviamente non se ne fece nulla. In Slovacchia idem con patate. Uscì qualche articolo su un’idea di connettere Vienna a Bratislava con hyperloop nel 2016. Il progetto doveva realizzarsi entro il 2020 e, cosa ve lo dico a fare, non c’è niente.

Oppure, prendete questa dichiarazione

Il sistema permette al supertreno di raggiungere i 1.223 km/h viaggiando in un tubo interrato o appoggiato su piloni, senza quindi consumare suolo. «Si potrebbe andare da Milano a Bologna in 9 minuti»

La distanza tra Milano e Bologna è tra i 201 e i 215 km a seconda di come la prendi. Anche considerando i 201 km a 1.223 km/h fa 0,1643 ore, ossia 9 minuti e 52 secondi. Non ce la fai in 9 minuti neanche facendo tutto il viaggio a 1.223 km/h, passando da 0 a 1.223 km/h in zero secondi.

Ora, prima che qualche politico italiano si faccia abbindolare dall’idea di hyperloop in italia, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Premessa fondamentale: hyperloop non viola nessuna legge della fisica. Si può fare? Certo. Nulla vieta di costruire una gigantesca camera a vuoto e farci scorrere dentro un treno. E sì, è assolutamente vero che se un treno scorre nel vuoto trova meno resistenza e quindi può correre più velocemente.
Non propongono nulla di impossibile. È solo terribilmente difficile.

Ogni tecnologia ti porta dei vantaggi e delle difficoltà da superare per renderla operativa. Devi solo capire se i vantaggi sono sufficienti da giustificare lo sforzo per superare le difficoltà.

Le difficoltà per costruire hyperloop sono enormi. Siamo parlando di costruire una camera a vuoto lunga centinaia di km. Sarebbe la camera a vuoto più grande del mondo. Non solo devi fare il vuoto per centinaia di km, devi controllarla per centinaia di km. Auguri.
Come la fai? In superficie o sotto terra? Se la fai in superficie devi tenere presente quel bizzarro fenomeno chiamato espansione termica. Sì, certo, tubi di metallo lunghissimi in superficie ne installiamo quanti vogliamo per farci passare dentro liquidi o gas, ma proprio perché esiste l’espansione termica ogni tanto su mettono i compensatori a U.
Puoi costruire un tubo di metallo lungo 300 km esposto a una temperatura che varia da -10°C a + 40 °C? Certo ma ogni tot metri devi mettere un compensatore. Cosa che non crea nessun problema se all’interno del tubo passa del materiale qualsiasi. Se invece vuoi farci passare una navetta che sfreccia a 1200 km/h… è un po’ un casino farla deviare nella U.
Oppure puoi mettere dei giunti mobili per vuoto. Enormi, e devi metterne migliaia, esposti alle intemperie e a vandalismi.
Per adesso tutti i tubi di test che ànno prodotto sono lunghi solo qualche centinaia di metri e ànno solo giunti fissi ben imbullonati. Nessuna dimostrazione di come farebbero per costruire 200 km o 300 km di tubo a vuoto fuori dalla terra. Tra l’altro tenete presente che un vandalismo a un giunto di espansione qualsiasi comprometterebbe tutta la struttura.

Vuoi metterlo sotto terra? Di certo la temperatura è più costante (non esattamente costante, quindi i giunti mobili di espansione devi metterli comunque, anche se meno) ma i costi dell’interramento diventano proibitivi. Non solo devi scavare sotto terra per 300 km, cosa che costa un botto di soldi (a meno che non lo fai nel deserto dove apri, interri e richiudi). Devi costruire tutte le infrastrutture in modo da poter accedere al tubo, fare manutenzione, fare le uscite di emergenza…
Avete presente quanto costa fare un km di metropolitana: un bordello di soldi. In questo caso avete un bordello di soldi per 300.
Vuoi fare un hyperloop Milano-Bologna? Sono 215 km. Devi fare 215 km di galleria dove interrare il tuo tubo a vuoto. Per darvi un’idea, è più del doppio della lunghezza della metropolitana di Milano (che pure à una buona fetta della tratta in esterna). Immaginatevi di dover costruire più del doppio dei tunnel della metropolitana di Milano. Pensate che la metropolitana di Milano à necessitato di 51 anni per raggiungere questa estensione e che porta 1,4 milioni di passeggeri al giorno.
È vero che una buona fetta dei costi per la metropolitana è dovuta alle stazioni che in questo caso non ci sono, ma anche in questo caso dovresti fare strutture per l’uscita d’emergenza in caso di incidente ogni tot km. Fate pure le vostre approssimazioni nei conti: devi costruire un tunnel lungo più del doppio della metropolitana milanese, in pochi anni (una decina?) contro il mezzo secolo della MM, per portare una quantità di persone che non si avvicinerà mai a 1,4 milioni (no, non ci sono 1,4 milioni di persone che si spostano ogni giorno da Milano a Bologna e l’opposto).
Quindi dove lo fai? In superficie dove il tubo è esposto a espansione termica oppure sotto terra dove la temperatura è più stabile ma costa un occhio della testa costruire?

Siamo ancora fermi qui, a questa domanda, ancora prima di affrontare la questione di come gestire una camera a vuoto lunga 200 o 300 km. Una cosa mai fatta dall’uomo. La camera a vuoto più grande del mondo ora è questa della NASA: à un diametro di 30,5 metri e un’altezza di 37 metri, circa 27 mila metri cubi. Qui vorrebbero creare un tubo di diametro almeno di 3 metri (per farci stare la struttura, la navetta con degli umani all’interno e le vie di fuga in caso di incidente) e 200 km di lunghezza: 1,4 milioni di metri cubi distribuiti su 200 km. Che non solo è mostruosamente più grande in termini di volume ma è estremamente più difficile da gestire. Avere 200 km di tubo a vuoto significa avere una quantità impressionante di giunzioni, ognuna delle quali può fallire e mandarti in vacca il vuoto. Il vuoto dell’LHC sono sì 50 km ma sono solo 15 mila metri cubi, non un milione di metri cubi (e dentro non ci fanno correre degli umani).

Ci sono poi tanti altri problemi tecnici. A partire dal veicolo che dovrebbe viaggiare all’interno di questi tubi a vuoto. Ad oggi non ànno ancora presentato mezzo progetto di cosa vorrebbero far viaggiare come capsula in hyperloop. Non l’à fatto l’ideatore di hyperloop, elon musk, che si è limitato a lanciare concorsi di idee per ragazzini in età scolare che ànno miseramente fallito nell’impresa, ma non l’ànno fatto nemmeno le aziende che ànno stanno sviluppando l’idea “in proprio”. Al massimo ànno prodotto qualche rendering o delle finte cabine per dare la sensazione dell’esperienza a qualche sprovveduto giornalista. Per adesso nessuno à mai mostrato come intende far viaggiare umani a 1200 km/h in un tubo a vuoto.
Così come nessuno à mai spiegato come dovrebbero fare gli umani a evacuare la struttura in caso di guasto. Ok, fai le tue uscite di emergenza, però… come le raggiungi? Esci dalla navetta dove ài ossigeno e devi passare dal vuoto prima di raggiungere l’esterno. Come fai?
Pensatela così: una volta uscito dalla navetta è come essere nello spazio (sì, ok… non avrai lo stesso vuoto ma rimane un vuoto sufficiente per farti morire all’istante). In pratica metti delle persone in una navetta spaziale fuori dalla quale muori, solo che lo fai sulla Terra, facendola viaggiare a 1200 km/h.

Se qualcosa va storto e il veicolo si blocca all’interno di hyperloop l’unico modo che ài per salvare le persone è sfiatare la camera a vuoto sperando che la procedura avvenga prima che nella navetta finisca l’ossigeno. Ovviamente sarebbe folle sfiatare tutto il tubo per 200 o 300 km. Dovranno isolare la sezione dove c’è la navetta, e sfiatare solo quella. Quindi ogni tot metri dovrà esserci un sistema che si può chiudere (e tenere il vuoto!) e una uscita di sicurezza da cui i passeggeri possono evacuare (anche questa dovrà tenere il vuoto). Altre centinaia di possibili punti il cui il vuoto può fallire e mandare in vacca il sistema.

E questo vale fin quando sai gestire il problema. Cosa succede invece se lo sfiato è incontrollato perché salta un giunto e perdi il vuoto da un punto del tubo improvvisamente? Tutto il tuo vuoto va a farsi benedire, tutta la struttura viene compromessa. O sei capace di isolare velocissimamente la sezione del tubo con il danno, ma devi considerare che potresti avere un’enorme quantità di aria che si muove molto velocemente nel tubo, oppure tutta la struttura viene compromessa. Devi creare un sistema di ancoraggio d’emergenza della navicella al tubo per evitare che tutta l’aria che entra velocemente nel tubo se un giunto salta la travolga. Sempre sperando che la struttura del tubo regga.
Se qualcosa va storto, detto semplicemente, sei nella merda.

Certo, crepi anche in altri mezzi di trasporto, ma generalmente in caso di emergenza ài procedure più o meno efficienti per salvarti la pelle. Procedure che non sono troppo complicate. Per fare un paragone, se qualcosa va storto su di un aereo e manca l’ossigeno calano le maschere e immediatamente il pilota scende di quota dove l’aria à una pressione maggiore. Persino in un elicottero se qualcosa va storto non cadi come un sasso (come pensano in molti) ma puoi atterrare in autorotazione.
In una maniera o nell’altra un modo per portare a casa la pelle spesso c’è. Con hyperloop non c’è ancora una minima spiegazione di come gestirebbero un’emergenza. Siamo ancora alla fare “se qualcosa va storto sei morto”.

Fino a questo momento cosa c’è della tecnologia di hyperloop? Niente. Non ci ànno ancora spiegato come vogliono fare questo tubo, dove metterlo, come fare in modo di gestire la dilatazione termina, le vie d’uscita d’emergenza, la gestione di un guasto a un giunto; non c’è indicazione di come vorrebbero fare la propulsione, di come dovrebbero essere le navette.
Non ci spiegano nemmeno come dovrebbero essere i sistemi per entrare e uscire dalla navetta. Perché alle estremità del tubo tu poi devi collegare la navetta all’esterno per farci entrare la gente. Devi quindi fare un sistema d’aggancio che regga il vuoto, e che si colleghi più e più volte al giorno in tempi rapidissimi. Oppure devi fare una camera che isoli dal tubo dove entri nella navetta e poi una volta chiusa la navetta fai il vuoto nella camera e la riconnetti al tubo. Devi però dirmi quanto tempo ci metti, ché se impieghi 15 minuti per fare il viaggio e 15 minuti alla partenza e all’arrivo per entrare e uscire allora buona notte.

Sul lato della tecnologia non c’è nulla di pronto. Solo rendering accattivanti e tubi cortissimi che non affrontano i problemi. Nessuno à ancora minimamente toccare il problema di far viaggiare umani in quei tubi.

Questo significa che tutte le stime che fanno sui costi sono numeri di fantasia. Finché non ài in mano i dettagli della tecnologia che userai non puoi fare una stima di quanto costerà costruire e gestire una struttura del genere. Quando dicono che costerà pochissimo dovete sempre chiedere come ànno fatto la stima se ancora non ànno i dettagli di quello che vogliono costruire.

Possiamo però fare un paragone con altre tecnologie di trasporto ben collaudate. Il treno ad alta velocità non ti richiede neanche lontanamente lo sforzo tecnico necessario per costruire e gestire una camera a vuoto lunga centinaia di km. Non ànno problemi di dilatazione termica: i giunti su ponti e binari sono semplici da gestire (ok, sono “più semplici” da gestire di un giunto in una camera a vuoto). Non devi diventare matto con i sistemi per l’entrata e l’uscita col vuoto.
Devi costruire la ferrovia? Certo, e può essere costosa, specialmente se fai come per gli shinkansen e costruisci tratte completamente separate dalla ferrovia normale così che non sei costretto ad andare a velocità ridotta quando entri in stazione (seriamente, quelle poche volte che ò fatto Torino-Milano col frecciarossa mi è sembrato di un’assurdità incredibile viaggiare ad alta velocità per tutta la tratta e poi buttare via tempo una volta arrivato a Milano o Torino).
Certo, costruire tutta la tratta di uno shinkansen con quei piloni che fanno impallidire costa un botto di soldi. Ma devi farlo anche per un hyperloop se lo fai in esterna, e non parliamo di quanto costerebbe invece farlo sotto terra. In più devi fare la camera a vuoto. È tanto, tanto di più.

Quindi, ài una struttura che è difficilissima da costruire, con dei costi molto elevati e che è potenzialmente molto rischiosa. Puoi farla? Certo che puoi. Ma ne vale la pena?

Prendiamo la tecnologia attuale (o meglio, vecchia di decenni e già ben collaudata) dei treni ad alta velocità. Consideriamo un viaggio tra Hakata e Hiroshima: sono 280 km in un’ora. Tutto compreso, accelerazioni e decelerazioni. Con un hyperloop che viaggia a 1200 km/h di picco quanto ci metti? Facciamo che considerando accelerazioni e decelerazioni arrivi a una media di 1000 km/h. Per coprire la stessa distanza ci metti 17 minuti anziché un’ora. Dallo shinkansen però scendi all’istante, da un hyperloop devono ancora spiegarci come si entra ed esce col vuoto. Facciamo che tutta la procedura di attracco dura cinque minuti? Sono 10 minuti aggiuntivi. Fanno 27 minuti di viaggio.
Ok, quindi a spanne ci metti mezz’ora anziché un’ora per fare lo stesso percorso.
Vale la pena complicarsi la vita mostruosamente con tutti i problemi tecnici che ò descritto per impiegare mezz’ora anziché un’ora?

No.

Tecnologie che consentono di viaggiare più velocemente di un treno ad alta velocità come lo shinkansen esistono già. Esistono i treni a levitazione magnetica che raggiungono i 600 km/h, quindi arrivano al doppio di un normale treno ad alta velocità e alla metà di un ipotetico hyperloop.
È una tecnologia che esiste da decenni, sappiamo che si può fare. Eppure non à mai sfondato; ànno fatto qualche impianto dimostrativo qua e là eppure non è mai diventata un’alternativa al treno ad alta velocità.
Questo perché un vantaggio di velocità di 2 volte rispetto a un normale treno ad alta velocità non giustifica la complicazione dovuta alla costruzione di una linea a levitazione magnetica.

Una complicazione che non è niente di che rispetto al fatto che in hyperloop devi costruire una camera a vuoto enorme. Se considerate la sfida tecnologica che si deve affrontare per costruire un tubo a vuoto di centinaia di km in cui far viaggiare a 1200 km/h una bolla d’aria con dentro degli umani… be’, fare una ferrovia a levitazione magnetica è una cagatina.

Eppure questa “piccola” complicazione tecnologica è sufficiente per far diventare sconveniente il vantaggio di correre al doppio della velocità con il treno a levitazione magnetica.
Con hyperloop la sfida tecnologica diventa enorme e il vantaggio diventa solo di 4 volte in termini di velocità rispetto a uno shinkansen e 2 volte rispetto a un treno a treno a levitazione magnetica.
Vantaggio che si abbassa ulteriormente in termini di tempo se ipotizziamo anche solo 5 minuti per le operazioni di imbarco e sbarco passando dal vuoto. Su di una tratta di 300 km significa percorrere il tragitto con hyperloop in metà del tempo circa rispetto a un treno ad alta velocità.
Un vantaggio minimo che non giustifica l’enorme complicazione tecnologica.

Per grande parte della popolazione quei 30 minuti che risparmi in un tragitto di 300 km non valgono una complicazione del genere. Per quasi tutti noi quei 30 minuti risparmiati non ànno un valore così importante.

C’è poi già una tecnologia che viaggia a una velocità simile a hyperloop: si chiama aereo. Gran parte degli aerei può viaggiare a circa 1000 km/h anche se di solito vengono fatti volare a velocità un po’ più basse per risparmiare carburante. Uno dice: sì, ma devi raggiungere l’aeroporto che è fuori città, ci sono tutte le operazioni di imbarco….

Le operazioni di imbarco di saranno anche con hyperloop, quindi se è per quello non c’è differenza. Tu pensa a un terrorista che entra in un tubo a vuoto con una bomba: fa saltare il vuoto in un punto devastando il tubo e compromette tutta la struttura (speriamo siano capaci di fare navette in grado di reggere l’onda d’urto di un muro d’aria che le travolge altrimenti fai marmellata di passeggeri). In una normale ferrovia se un terrorista fa esplodere una carrozza Bologna non mette in pericolo i passeggeri sul treno a Pavia. Su hyperloop sì, compromette tutto il tubo a vuoto. Quindi su hyperloop ci sali con controlli di sicurezza anche più stringenti di quelli per prendere un aereo. Sono altri minuti che devi considerare.

Per quanto riguarda il fatto che con l’aereo bisogna arrivare fuori dalla città… non è vero.
L’aeroporto di Fukuoka è in città. Dalla pista dell’aeroporto di Fukuoka alla stazione centrale di Fukuoka (Hakata) ci sono 2,5 km (e due stazioni della metro). Nulla vieta di far scendere i passeggeri dall’aereo e portarti sotto terra direttamente in pista (senza cioè trasportarli al terminal) dove prendono una metro frequente (facciamo pure ogni minuto) che li porta in città. Devi costruire 2,5 km di tunnell sotto terra? Sì, ma è sempre meno di 300 km. In questo modo scendi dall’aereo, ti infili subito sotto terra e in pochi minuti sei in città. Lo stesso con un aeroporto come Linate, per esempio (sono 7-8 km al posto di 2,5).
Non ci sarebbe alcun differenza rispetto a raggiungere una qualsiasi stazione hyperloop da un punto qualsiasi della città.
Se ci fosse un mercato per clienti che devono davvero fare così alla svelta potremmo fare un servizio di trasporto aereo veloce. Prendi un aereo e lo tiri al massimo delle sue prestazioni fregandotene del risparmio, lo fai decollare e atterrare in aeroporti cittadini e tagli tutti i tempi morti all’osso.
Non lo si fa perché costerebbe troppo e non ci sarebbe mercato. Eppure costerebbe molto meno di un hyperloop perché le uniche infrastrutture necessarie sarebbero due strisce d’asfalto e navette veloci da/per la città connesse alla pista. Non devi costruire una mostruosità di tubo a vuoto tra le due lingue d’asfalto, e ài la flessibilità di poter connettere qualsiasi coppia di lingue d’asfalto che vuoi. Un tubo hyperloop invece una volta che l’ài costruito tra il punto A e il punto B lì rimane.

Di fatto noi abbiamo già le tecnologie per coprire tutte le esigenze di trasporto. Abbiamo l’aereo che va a 1000 km/m ma à dei tempi morti alla partenza e all’arrivo che lo rendono conveniente sulle distanze dal 600-700 km in su. Abbiamo il treno ad alta velocità che invece non à quei tempi morti e quindi anche se va più piano vince su distanze fino a 500-600 km.
Hyperloop dovrebbe infilarsi in mezzo a queste tecnologie, dove però non c’è spazio.

Su tratte lunghe vince l’aereo: una tecnologia semplice che non richiede alcuna infrastruttura se non due lingue d’asfalto e che viaggia alla stessa velocità circa di hyperloop.
Su tratte corte vince il treno ad alta velocità: se consideri i tempi per i controlli di sicurezza serratissimi per hyperloop e i tempi per le procedure di imbarco e sbarco passando dal vuoto (che non ci sono con un treno ad alta velocità) un percorso di un’ora si abbassa a mezz’ora o più. Non è un vantaggio sufficiente a giustificare la costruzione di una struttura così complessa come un tubo a vuoto di 300 km.

A conti fatti non c’è spazio sufficiente per inserire hyperloop tra queste due tecnologie. Ci ànno provato con i treni a levitazione magnetica che ànno una velocità inferiore ad hyperloop solo di un fattore 2 ma con complicazioni tecniche molto inferiori a hyperloop e non sono andati da nessuna parte (la tecnologia è matura da tempo ormai ma non vediamo spuntare treni a levitazione magnetica come funghi perché non convengono).
Perché mai dovrebbe andare diversamente con un ipotetico hyperloop che è ancora più sconveniente?

Magari riusciranno pure a fare qualche tratta sperimentale con una breve distanza se si intestardiscono abbastanza nel progetto. Lo faranno giusto per avere una motivazione per continuare a raccogliere fondi per poi puntare in grande e tentare di fare davvero un hyperloop “lungo”. Buttandoci dentro una marea di soldi magari riusciranno pure a costruirlo superando tutte le enormi difficoltà economiche. Poi scopriranno che non à economicamente senso e lasceranno perdere.
Esattamente come capitò col Concorde, un aereo che non si usa più anche se tecnicamente è fattibile perché le difficoltà tecniche erano troppo elevate per giustificare il vantaggio della velocità superiore. Con tutto che le difficoltà tecniche per un Concorde non erano nemmeno paragonabili ai problemi da risolvere per mettere insieme un hyperloop.

Piesse
Siccome so che poi arrivano i barbagianni coi soliti argomenti metto le cose in chiaro fin da subito: il fatto che sia stato proposto da musk non è garanzia di niente. Così come non è garanzia di niente il fatto che ci siano degli investitori che ci stanno buttando dentro il grano.
A tal proposito vi ricordo una sola parola: Theranos.

“Anche ai fratelli Wright ànno riso in faccia, e poi…”
Se è per quello ànno riso in faccia anche agli alchimisti che cercavano di tramutare il rame in oro. Avevano ragione quelli che ridevano.

“Non ài la visione verso il futuro, se tutti ragionassero come te non si farebbe mai niente
Ehm… no. Avere una visione di progresso verso il futuro non significa approvare qualsiasi baggianata solo perché promette risultati mirabolanti. Si devono sempre fare i conti per capire se una cosa è fattibile e conveniente. Altrimenti la “visione verso il futuro” è sconsideratezza

17 Comments

  1. Mauro said:

    Forse il vero scopo di Hyperloop è raccattare soldi per tappare i buchi nel bilancio di Tesla.

    10 Luglio 2019
    • mattia said:

      Forse il vero scopo di Hyperloop è raccattare soldi per tappare i buchi nel bilancio di Tesla.

      No, di fatto musk non sta facendo nulla di concreto per hyperloop; à lanciato l’idea e poi le aziende che la stanno sviluppando sono indipendenti.
      L’unico contributo che sta dando musk è quello di generare un po’ di hype(rlooop) ogni tanto bandendo concorsi per ragazzini che devono sviluppare propulsori da testare nel tubo a vuoto che à costruito nel cortile di SpaceX, ma non sta sviluppando niente nel progetto.
      Tolto quel tubo di prova non sta facendo niente (e comunque anche quel tubo è marchiato SpaceX, una società indipendente da Tesla).
      Tutto lo sviluppo (quel poco che stanno facendo) è portato avanti da società indipendenti da musk.

      10 Luglio 2019
    • mattia said:

      ovviamente mi viene pure il dubbio che qualcuno gli abbia fatto capire che aveva pensato una cosa improponibile e gli abbia tirato i freni prima che si invischiasse troppo. Ne resta fuori, non ci investe niente, i soldi li perdono gli altri e al massimo perde la faccia (tanto poi le fangirl le puoi intortare come vuoi)

      10 Luglio 2019
  2. claudio said:

    sto scrivendo un post molto simile. Tu hai accennato a cose che non avevo messo, io pensavo anche a cose come
    manutenzione
    controlli periodici
    alimentazione in kV dentro un tubo conduttivo percordo ad alta velocita’ (sottovuoto! che bei fenomeni possono avvenire.)
    energia (quanto costa mantenere vuoto quell’affare?)

    10 Luglio 2019
    • mattia said:

      energia (quanto costa mantenere vuoto quell’affare?)

      Eh, ma loro ti dicono che sopra il tubo (se è in esterna) ci mettono i pannelli solari e la struttura genera più energia di quella che richiede.
      Perché adesso funziona così, basta dire che metti sopra il pannellino solare e automaticamente “genera più energia di quella che consuma”™

      10 Luglio 2019
    • claudio said:

      ho visto su un giornale un’ascensore che, avendo ul freno/generatore “genera più energia di quella che consuma”™

      hargh!

      10 Luglio 2019
  3. Shevathas said:

    Sarei comunque curioso di sapere se fra gli appassionati di hyperloop ci sono anche i noTAV…

    PS la citazione corretta, di sagan era

    The fact that some geniuses were laughed at does not imply that all who are laughed at are geniuses.
    They laughed at Columbus, they laughed at Fulton, they laughed at the Wright brothers. But they also laughed at Bozo the Clown.

    Il fatto che alcuni geni siano stati oggetto di ridicolo non implica che tutti quelli di cui si ride siano dei geni.
    Hanno riso di Colombo, hanno riso di Fulton, hanno riso dei fratelli Wright. Ma hanno anche riso di Bozo il Clown
    [Carl Sagan]

    10 Luglio 2019
    • mattia said:

      PS la citazione corretta, di sagan era

      Lo so, ma essendo io a Praga parlo degli alchimisti 🙂
      Lascio agli altri la citazioni dei pagliacci.
      Almeno nel mio caso seleziono le persone capaci di capire perché un alchimista è uno davanti al quale puoi solo ridere.

      10 Luglio 2019
  4. Epsilon said:

    Carl Sagan scripsit:
    “They laughed at Columbus”

    … ed in realtà, per quel che mi risulta, avevano ragione.
    Colombo aveva torto marcio; chi lo “irrideva” lo faceva con ragion veduta sostenendo che le terre asiatiche dovessero trovarsi molto ma molto più lontano di quello che Colombo ipotizzava e così in effetti è.
    Al contrario di ciò che alcuni credono, infatti, nessuno con un minimo di sale in zucca gli contestava il fatto che la terra fosse rotonda.
    Colombo ha avuto soltanto una fortuna sfacciata: l’esistenza del continente americano.
    Altrimenti sarebbe morto insieme agli equipaggi delle 3 caravelle nel bel mezzo del nulla.

    10 Luglio 2019
  5. itwings said:

    Dimentichiamo un piccolo particolare:
    Non si deve fare un tubo, ma ne servono due paralleli. Altrimenti
    come si ritorna?

    10 Luglio 2019
  6. stephen said:

    come fa ad andare l’aria condizionata con il condensatore senza aria che gli passa? in una capsula con X stufette umane?

    basta dirlo all americano medio e molla tutto

    10 Luglio 2019
  7. kheimon said:

    Una buona parte delle ciarlatanate di questo secolo sembra insistere sull’idea che dobbiamo muoverci sempre più lontano e sempre più velocemente con il minimo impatto possibile sull’ambiente, mentre un’altra parte ci martella con la nozione che dobbiamo creare luoghi di lavoro immateriali, sfruttare la tecnologia delle comunicazioni e della telepresenza perché “la mobilità del futuro è stare fermi”. Per trovare una sintesi, immagino quindi il futuro come quel luogo in cui dormo in ufficio a Berlino senza alcun motivo e ogni mattina prendo un treno a 1000 km/h per tornare a casa a Milano, dove uso un robot per la telepresenza o un ologramma per lavorare coi miei colleghi a Berlino. Perché? Perché posso.

    10 Luglio 2019
    • mattia said:

      mentre un’altra parte ci martella con la nozione che dobbiamo creare luoghi di lavoro immateriali, sfruttare la tecnologia delle comunicazioni e della telepresenza perché “la mobilità del futuro è stare fermi”.

      Infatti uno dei parametri che devi inserire nel sistema di equazioni per decidere quale mezzo di trasporto è più conveniente è proprio la possibilità di “fare delle cose” mentre viaggi che una volta non potevi fare.
      L’esigenza del Concorde decenni fa era dovuta al fatto che un imprenditore o un alto dirigente quando volava tra America ed Europa buttava via ore preziose di lavoro perché in aereo non poteva lavorare. Ore che costavano così tanto da rendere vantaggioso comprare un biglietto supercostoso del Concorde perché ti faceva risparmiare qualche ora del tuo tempo che costava di più.
      Oggi un imprenditore può usare un aereo normale, mettersi in classe business con il suo calcolatore portatile connesso a internet e lavorare come se fosse in ufficio (o quasi, perché alcune cose non può farle… ok, ma insomma può lavorare, non butta via il tempo).
      A questo punto il Concorde perde convenienza perché non ài più l’esigenza di muoverti così veloce dall’altra parte dell’oceano per non sprecare tempo.

      Lo stesso avviene coi treni. Su un viaggio di 300 km, farlo in un’ora o in mezz’ora è la stessa cosa.
      Perché il treno diventa il tuo ufficio virtuale grazie alla tecnologia. Quei 30 minuti in più che passi sul treno non sono sprecati, puoi usarli per lavorare.
      Tendenzialmente mi viene da dire che se fossero capaci di migliorare la tecnologia per dare una migliore qualità di internet sui treni ad alta velocità nessuno sarebbe minimamente interessato ad arrivare quei 30 minuti prima.

      11 Luglio 2019
    • Giampaolo said:

      In effetti, me lo chiedo anch’io da un po’… 😀

      11 Luglio 2019
    • Raoul Codazzi said:

      kheimon, questa cosa che la mobilità del futuro è stare fermi in realtà è diventata la mobilità del passato; ma quella di un passato parallelo che ci siamo dimenticati di seguire.
      Non solo si sarebbe potuta fare a costi minimi, ma ne avremmo avuto anche un beneficio su vari fronti: meno gente a intasare strade e autostrade nei soliti orari nei tragitti casa-lavoro e lavoro-casa (quindi una mobilità più fluida), minori costi di carburante, meno inquinamento, maggiore produttività, meno gente stressata.

      Intanto vi mando un saluto da un villaggio di una ventina di abitanti nella Lituania orientale (qui, se siete curiosi: https://lt.wikipedia.org/wiki/Misi%C5%ABnai). Non ho il riscaldamento, non ho l’acqua potabile in casa (vado a prenderla in un pozzo qui vicino calando un secchio con una corda), ma ho il 5G e lavoro da favola. Sul palo della luce in giardino c’è un nido di cicogne (due adulti e due cicognini). OK, poi c’è anche la mia lituosuocera che vorrei strozzare, ma la perfezione non esiste 🙂

      11 Luglio 2019
    • Emanuele said:

      La gente non si sposta solo per lavoro, a parte il fatto che ci sono lavori che richiedono la presenza fisica delle persone. Se i treni ci mettessero mezz’ora in meno a tariffe sostenibili importerebbe eccome a decine di milioni di persone. Cambia proprio il rapporto con lo spazio intorno a te.
      Quando ci si spostava a piedi o col carretto anche un viaggio di 9 km (la distanza del paesino dove abito con la città più vicina) era notevole e riservato a poche occasioni. Oggi qualsiasi ragazzino con lo scooter può fare lo stesso percorso avanti e indietro 20 volte al giorno.
      Prima dell’alta velocità si perdevano giornate dove oggi bastano poche ore. Ridurre i tempi aumenta sempre la mobilità perché la gente appena può si muove, e questo cambia profondamente la società. Se fosse possibile andare, ad esempio, da Roma a Milano in un’ora sarebbe uno stravolgimento culturale pazzesco.

      12 Luglio 2019
  8. Ava said:

    Boh se anche la tecnologia fosse disponibile, non vedo il senso . sicuramente le procedure di imbarco sarebbero piú lunghe del risparmio di tempo ottenuto, viste le necessarie misure di sicurezza. E poi ti mangi il vantaggio imbottigliando ti nel solito traffico

    11 Luglio 2019

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