Tre lauree e cinque lingue. Sì, ciao.

Comunque è bellissimo vedere come la realtà viene pompata a piacimento quando serve alla propria narrazione dei fatti.

Nei giorni scorsi girava questa voce secondo cui carola rackete fosse una poliglotta che parlava cinque lingue e aveva tre lauree.

Poi uno va sul profilo LinkedIn e scopre che le lingue sono:

  • tedesco madrelingua, e vabbe’;
  • inglese, conoscenza professionale;
  • spagnolo e russo, conoscenza lavorativa limitata;
  • francese, conoscenza di base.

Ora, se parliamo di conoscenza lavorativa limitata o di base io potrei arrivare a sei o sette lingue. Se mettiamo dentro anche il fatto che ogni giorno saluto l’inserviente della mensa in tagalog e che una volta sapevo ordinare una birra in gallese ci avviciniamo alla decina.
Ehm, no… non significa essere poliglotti questo. Ché se valgono anche le lingue in cui si à una conoscenza di base allora è poliglotta praticamente ogni persona che conosco sotto i quarant’anni. O quasi.

Passiamo alle lauree. Dice di aver frequentato tre università, ma nel curriculum ci sono solo due titoli di studio.
Un bachelor e un master. Il bachelor il “nautical sciences” preso dal 2007 al 2011 e il master in “conservation managment” dal 2015 al 2018.
Tenete presente che il master à una lunghezza di un anno se “full time” o due anni se “part time”. La ragazza se l’è presa comoda. Tanto più per un corso di laurea che, guardate pure l’elenco dei moduli, saprebbe passare chiunque.
In pratica ha un bachelor e un master. Come praticamente chiunque in europa sotto i trentacinque anni che si è laureato e non si è fermato al bachelor.
Non solo non sono tre lauree, ma non sono nemmeno due: un master più un bachelor non sono due lauree. Non è che se dividi la torta in due parti ài due torte, eh.

Questa cosa mi ricorda la minetti intercettata mentre parlava con berlusconi al quale diceva che anche la ragazza che sarebbe venuta con le quella sera alla cena elegante aveva “la doppia laurea”. Mentre aveva un bachelor e un master. Siamo a quel livello.

In definitiva, un curriculum banalotto e per niente impressionante. Siccome però serviva alla narrazione che si voleva fare l’ànno dipinta come un genio.
Quando pensi a questi che la descrivevano come un genio, le alternative sono due: o si sono bevuti la storiella della comandante poliglotta e con tre lauree senza controllare oppure sono un po’ come quei nonni che appena il nipotino prende una laurea in scienze delle merendine vanno in giro per il paese a gonfiarsi il petto dicendo che ànno un nipote dottore.
La miseria umana.

Piesse: ovviamente i noti siti anti-bufala non impiegheranno manco mezza riga a smontare questa bufala.
Che ve lo dico a fare…

4 Comments

  1. Sciking said:

    Se le insegnano a salutare in serbo potrebbero aggiungere serbo, croato, bosniaco e montenegrino al curriculum arrivando a nove lingue.

    1 Luglio 2019
  2. Enrico said:

    A me ha fatto abbastanza ribrezzo il tweet di mantellini del 26 giugno, buttato lì per esaltare “la comandante donna” (direi che l’italiano zoppica…) e “poliglotta”… Al post hanno il difetto di essere femministi oltre ogni ragione

    1 Luglio 2019
  3. kheimon said:

    i noti siti anti-bufala non impiegheranno manco mezza riga a smontare questa bufala.

    Le bufale più dannose e a diffusione più capillare, ovvero quelle diffuse dal fuoco incrociato dei media ufficiali, sono in genere nascoste sotto al tappeto con un “facciamo chiarezza” dove l’ago del bufalometro è a metà o assente.
    Meno male che la UE vuol fare uso di questi geni per decidere cosa è vero e cosa è falso.

    1 Luglio 2019
  4. Maria Cristina Tagliabue mariacri said:

    Ma una laurea, qualunque, è un’ attenuante o un’ aggravante di reato?

    2 Luglio 2019

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