La regina elisabetta

Che poi io manco ò capito come si scrive, forse trike. Seguendo la mia consolidata usanza scriverò traic.

A Manila, ovviamente, ci sono i tacsi. Non funziona Uber, ché è stato assorbito da Grab, ma almeno i tacsi con le automobili ci sono. A Manila io però ci sono stato giusto qualche ora, il resto della vacanza l’ò passato altrove, non distante dalla capitale a dire il vero. Basta spostarsi qualche decina di chilometri e i tacsi non esistono più. O meglio, il servizio di trasporto personalizzato a pagamento esiste, solo che non lo fanno con le automobili bensì col traic.

Un traic fondamentalmente è una versione povera del ben più fico saidca. C’è una moto guidata dall’autista connessa a un baracchino dove viaggiano i passeggeri.
Una cosa così:

Questo è uno di quelli di lusso. Ci sono alcuni traic che ti chiedi come fanno a stare in piedi senza perdere qualche tocco ad ogni curva. Delle volte il baracchino porta addirittura quattro persone che si danno di schiena, come questo:

In più occasioni ò visto dei traic con sei passeggeri: quattro nel baracchino e due sulla moto, dietro all’autista. Sentivi il motore della povera motocicletta urlare pietà.
Ah, quando sali dietro all’autista non sali a cavalcioni sulla sella ma ti siedi con la gambe unite come facevano le donne con la gonna fino agli anni settanta. Tanto poi c’è una barra in alto a cui reggersi, come sul tram.
Il prezzo di una corsa è bassissimo, se vai in due persone per qualche chilometro ti può chiedere 10 peso, massimo 20 (un euro sono 58 pesos) a persona. Quando si tratta di spostarsi per brevi tratti dunque usi sempre il traic. Anche perché ce ne sono moltissimi. Non devi neanche fare la fatica di prenotarli, tanto meno usano un’app. Le strade ne sono invase, ti basta fermarne uno.
Sono così popolari che vengono spesso usati come veicolo per pubblicità elettorale (come nella foto qui sopra).

Ovviamente la sicurezza di questi veicoli tende allo zero. La struttura è composta da quattro tubi di metallo a cui sono saldate delle lamiere di ferra sottili sottili. Se fai un incidente e un’autovettura di prende dentro non c’è nulla che ti protegge.

Devi poi stare molto attento ai tuoi effetti personali, ché se ti cade qualcosa di piccolo come una moneta è facile che finisca sulla strada visto che tra una lastra e l’altra di ferro ci passa anche un centimetro. Io ò fatto in tempo a vedere una moneta da 10 peso finirmi in una fessura e cadere sull’asfalto prima di capire che non è saggio maneggiare piccoli oggetti sul traic.

Un altro aspetto da considerare è che sei seduto molto in basso. Una volta ero su di un traic guidato da un imbecille che cercava di stare quanto più possibili vicino al veicolo che ci precedeva. Un autobus. Ad ogni stop si piazzava a pochi millimetri di distanza. Non capiva che così mi trovavo il tubo di scappamento dell’autobus in gola. Un genio.

Se non potete permettervi i soldi per il traic con la moto potete sempre optare per quello a bicicletta. Che va più a piano e che quindi costa meno.
Io non l’ò provato, e non solo perché potevo permettermi quello motorizzato, ma perché mi piangeva il cuore vedere quei poveri cristi che pedalavano come bestie sotto il sole che picchiava duro per una manciata di peso.

L’ultimo giorno sono riuscito a trovare un tacsi per andare in aeroporto, ma era una rarità. Per il resto ci si muove solo col traic (e i pullman).
Ci sono strade dove i traic sono più numerosi delle automobili. Perché spesso i traic sono i mezzi di locomozioni delle famiglie, non sono usati solo per il servizio di trasporto a pagamento. Ci sono moltissime famiglie che non ànno un’automobile perché è troppo cara ma possono permettersi un traic sul quale caricano tutta la famiglia o la spesa della settimana.
Spesso si vedono traic con scritto “per uso privato” per far capire alla gente che sono in giro per i fatti loro e che no, non ti portano dal panettiere.

Tolta la paura di essere travolto da un’automobile e la spiacevole sensazione di trovarsi un tubo di scappamento a pochi centimetri dalla faccia viaggiare in traic è anche una bella esperienza.
Come quella volta che mi sono trovato a viaggiare in traic su stradine di campagna, tra alberi di banano e famiglie che vivevano in baracche di fortuna. Un posto dove nessun motivo al mondo dovrebbe portare un bianko. I bambini che giocavano scalzi nei cortili di terra battuta mi guardavano come se fossi un alieno. Che faccio? Li saluto.
Così mi sono messo a salutare la gente muovendo la mano destra mentre passavo col traic, un po’ come se fossi la regina elisabetta quando saluta i sudditi dalla carrozza.
A un certo punto ò pensato di mettermi a benedire la folla, poi ò desistito: metti che mi scambiavano per un vescvno e mi obbligavano a fermarmi per dire una messa…

2 Comments

    • mattia said:

      uhm, no.

      14 Giugno 2019

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