I mondiali di curling

L’altro giorno leggevo il commento di qualcuno (non mi ricordo nemmeno chi) che faceva notare la prima pagina della gazzetta dello sport dedicata intieramente alla vittoria della nazionale italiana di calcio femminile. Anni fa, invece, quando Carolina Morace segnò quattro goal all’Inghilterra si guadagnò solo un trafiletto, aggiungeva.

Basta fare una semplice ricerca su gugol per trovare una valanga di prime pagine della gazzetta dedicate a Deborah Compagnoni. Chi à memoria di quel periodo si ricorda che la televisione non à mai mancato di celebrare le sue numerose vittorie trasmettendo le gare di sci femminile.

Lo stesso vale per tantissime altre atlete. Pensate a tutta l’attenzione mediatica attorno alle grandi schermitrici come la Vezzali o la Trillini. C’era la RAI che le pompava come non mai ad ogni edizione dei giochi olimpici in cui portavano a casa tutto.
Vogliamo parlare di Josefa Idem? Un’altra grande atleta che à ricevuto grandissima attenzione dai mezzi di comunicazione di massa.

Ce ne sono tante altre, in altri sport e in tempi più recenti. Cito queste perché ànno avuto una carriera sportiva lustri fa e ànno ricevuto tutta l’attenzione mediatica che meritavano senza alcuna battaglia femminista. Per capirci, due di queste – Idem e Vezzali – sono diventate sufficientemente popolari da ottenere persino un seggio in Parlamento e nel caso della Idem un posto da ministro (mentre il suo corrispettivo maschile – Rossi – si è “fermato” in Regione Lombardia).

Quando ci sono grandissime atlete come queste che fanno sognare gli appassionati di sport i mezzi di comunicazione di massa non ànno alcun problema a parlare di loro e a celebrarle, così come la gente non à alcun problema ad applaudirle e ad appassionarsi alle loro vittorie.

Il fatto che si debba necessariamente parlare del calcio femminile altrimenti si è sessisti e discriminatori è una idiozia tipica dei cretini femministi. È nei regimi che la stampa si deve per forza occupare di un argomento gradito al pensiero dominante. È nei regimi che la stampa deve imboccarlo forzatamente al pubblico ciò di cui si deve appassionare per far felici quelli che comandano.

Nei paesi liberi la stampa è libera di fottersene del calcio femminile così come se ne fotte del mondiale di curling. E no, non è discriminazione contro le donne, perché la stampa, quando le garba, si occupa delle imprese sportive delle donne senza bisogno che un esercito di cretini femministi faccia battaglie.


4 Comments

  1. Alberto said:

    Non sono granché d’accordo. Da una parte è evidente che gli uomini abbiano un vantaggio fisico che gli permette di surclassare le donne sul piano del gioco in uno scontro diretto. Ciò non vuol dire che una partita tra donne non possa essere più interessante di una tra due uomini (ah, i “bei” tempi delle finali Djokovic-Murray che erano uno sbadiglio continuo). Sennò non avrebbe senso guardare, ad esempio, la Lega Pro visto che quelli in Serie A corrono di più e sanno tirare più forte.

    13 Giugno 2019
    Reply
    • mattia said:

      Sennò non avrebbe senso guardare, ad esempio, la Lega Pro visto che quelli in Serie A corrono di più e sanno tirare più forte.

      Infatti la gente, sorprendentemente, è più appassionata alla Champions League che alla Mitropa Cup.

      13 Giugno 2019
    • Lela said:

      Peccato che se invece preferisci, che so, la ginnastica artistica femminile perché più agile e aggraziata, nessuno dice niente.
      Se preferisci la Serie A perché sono più forti e giocano meglio, nessuno dice niente.
      Se preferisci il mondiale di calcio maschile per gli stessi motivi sei un sessista misogino discriminatore e meriti la gogna.
      Perché le donne e gli uomini sono ugualiiih !!!111undici

      14 Giugno 2019

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