Perché la chiesa si è svegliata dal torpore

È da ieri pomeriggio che la struttura di salvini sta pompando sulle reti sociali la frase del vescovo di mazzara del vallo secondo cui salvini non può definirsi cristiano.
Lo scontro è totale: il papa non vuole incontrarlo, il sito della diocesi di milano lo attacca a muso duro, i vescovi lo nominano ormai direttamente (non alludono più come nel loro stile diplomatico).

A questo punto se chi gestisce la comunicazione di salvini pompa la visibilità delle dichiarazioni di guerra di un vescovo le situazioni sono due: o sono impazziti oppure presumono che essere attaccati dalla chiesa oggi può solo attirare le simpatie della gente.

Chissà come andrà a finire.

Nel frattempo però facciamoci una domanda: perché la chiesa in questo caso interviene così duramente?
Era dal 2005 con l’invito all’astensione di Ruini che la chiesa cattolica si era messa a cuccia. Si era lasciata scivolare tutto sotto le gambe: per la chiesa non esistono più valori scomodi da difendere. Anzi, ormai niente è più peccato, tutto è concesso. Ci sono i vescovi che ànno una fifa boia di dire quello che pensano, gli tremano le gambe al pensiero di dover insegnare il catechismo della chiesa cattolica perché sanno che se lo facessero verrebbero sbranati. Allora stanno zitti, si adeguano al mondo.
Poi però all’improvviso tutto questo coraggio salta fuori con salvini: perché?

Come al solito si tratta di una questione di soldi. La chiesa può essere schiacciata dal pensiero dominante e si adegua a qualsiasi cosa, basta che lo Stato le garantisca i danee. Decenni fa il rapporto era di dare e avere. La chiesa portava milioni di voti alla politica e la politica portava alla chiesa miliardi di soldini. Poi la chiesa à perso potere di indirizzare voti, in chiesa ormai non ci va più nessuno e quelli che ci vanno sono solo vecchi destinati a sparire in breve tempo per ragioni anagrafiche. Persino tra quelli che vanno in chiesa poi l’insofferenza per le gerarchie ecclesiastiche serpeggia. Se dicono di votare un partito è facile che i fedeli votino l’opposto per ripicca. Le ricerche fatte su come votano gli italiani che vanno in chiesa mostrano che ormai i cattolici sono sparpagliati ovunque. La chiesa quindi non può più indirizzare niente. Non c’è più l’equilibrio tra dare e avere. Ecco dunque che la chiesa si mette a zerbino della politica vendendo i propri valori in cambio dei soldi. Perché mettersi a zerbino, il silenzio è l’unica cosa che la chiesa può vendere ormai. Dall’altra parte però devono arrivare i soldi.

Con una certa parte della politica questo nuovo equilibri à funzionato: la chiesa è stata a cuccia, non à fatto un verso sui valori, e la politica à continuato a versare i quattrini.
Ora però il gioco si è rotto: salvini à mostrato che non gliene frega più nulla della chiesa, gioca a sostituirla. A salvini basta dare la simbologia, il senso religioso agli italiani e quello basa alla gente. Mostra alla gente che non ànno bisogno dell’autorizzazione dei vescovi per appellarsi al cuore immacolato di Maria o per baciare il rosario. La chiesa viene scavalcata, e a questo punto non può più nemmeno vendersi il silenzio perché la politica non si nutre più del suo silenzio ma al contrario si nutre della sua avversione.

A questo punto la chiesa non à più nulla da vendersi come contropartita per i soldi dello Stato. La chiesa vede salvini che taglia i soldi per l’accoglienza agli immigrati clandestini e le tremano le gambe. Oggi tocca alle cooperative che gestiscono l’accoglienza dei clandestini chiudere baracca e burattini, a questo giro restano a casa gli impiegati di queste cooperative spesso di area cattolica. Domani questo tocca l’otto per mille e alla chiesa tocca chiudere parrocchie e curie. Le tocca mandare i preti a lavorare perché non può pagare loro gli stipendi o le bollette della canonica. La chiesa non à più niente da vendere alla politica per continuare a farsi pagare.
Davanti a questa prospettiva la chiesa si è sentita toccata nella carne viva e à reagito duramente. È sotto ricatto e non à alcuna arma per difendersi.
Non vedendo alcuna via d’uscita si ribella, scatta rabbiosa come un animale a cui è stata pestata la coda.

Tutto qui. Oppure potete pensare che gliene freghi qualcosa dai migranti. Però poi dovete spiegarmi come mai il card. dolan non à scomunicato cuomo. E vi anticipo che non ne uscite facilmente.

18 Comments

  1. ava said:

    Quest’ anno ho iniziato il catechismo assieme a mio figlio , lui nel gruppo piccoli e io negli adulti, e devo dire che è stata un’ esperienza estremamente interessante. Mi aspettavo quattro bigotti che recitavano frasi a memoria ed invece ho visto gente che non si fa problemi a mettersi in discussione . una delle catechiste , prossima al divorzio, ammette che la sua fede è altalenante ma ci si aggrappa. Ho apprezzato parecchio . Alla fine ho detto chiaro e tondo al gruppo il mio pensiero: io non credo in niente, visto che sono agnostico al massimo posso dire che faccio il tifo per gesù perchè mi sembra la squadra con la quale mi trovo meglio. Non mi hanno bruciato sul rogo.
    Ebbene nel gruppo non si è mai nominato una volta Bergoglio. Le chiese sono vuote e i cattolici ne hanno due palle così. I vecchi s’incazzano nel vedere la Bonino invitata dal papa minkione. I giovani non sopportano le vecchie cariatidi che tifano ateo o altre fedi , perchè hanno voglia di esprimere la loro identità senza sentirsi dire che tanto è tutto lo stesso alla faccia del buonismo danaroso.
    Dietro le scelte politiche della chiesa ci sono i soldi, ci sono sempre stati. C’erano quanto Pio IX ha scomunicato Vittorio Emanuele 2° , ci sono sempre stati anche dopo , e come hai giustamente detto tu , anche il silenzio aveva un suo prezzo.
    Il punto è che la Chiesa ha perso contatto con il gruppo che le dava forza ovvero le famiglie cattoliche . Per piacere a tutti, e specialmente a quelli a cui fa schifo, è finita per non piacere più a nessuno. Una scelta politica , e d’immagine, idiota , degna del corrente vescovo di Roma , che io considero un grandissimo asino ed anche un eretico, non è chiaro quanto per proposito e quanto per semplice analfabetismo funzionale .

    21 Maggio 2019
    • mattia said:

      Per piacere a tutti, e specialmente a quelli a cui fa schifo, è finita per non piacere più a nessuno.

      esatto.
      Un errore di strategia commerciale che fanno anche tante aziende.

      21 Maggio 2019
    • Giampaolo said:

      Eccomi, sono un catechista dei genitori per il catechismo genitori-figli!

      Da me papa franesco (minuscole volute) è ancora osannato dai baciapile parrocchiali, ma sono in un paesino dove il papa è sempre il papa, foss’anche Belzebù!

      Ma cerco pian piano di far capire ai catechisti che non è normale che i fedeli ortodossi (c’è una bella comunità di famiglie rumene ben integrate) non vogliano frequentare l’oratorio “perché non siamo più cristiani”, mentre non si è riusciti a guadagnare anche solo una famiglia atei/agnostici/tiepidi.

      Vabbè, come dicono i modernisti, noi tradizionalisti non possiamo andare da nessun’altra parte. Vero. Ma l’8 per mille può andare senza problemi agli Ortodossi.

      21 Maggio 2019
    • ava said:

      Giampaolo, tu che sei molto più navigato di me in merito , ma hai anche tu la lieve impressione che il vescovo di Roma spari puttanate colossali da un punto di vista dottrinale? Come disse Mario Brega al prelato , manco le basi del mestiere te ricordi.
      Ed i sacerdoti si sbottonano in merito, c’è qualcuno che lo manderebbe indietro in Argentina?
      Grazie della testimonianza!

      21 Maggio 2019
    • Giampaolo said:

      Io seguo il blog di Marco Tosatti, che (al netto del tono polemico) riporta la quantità di svarioni dottrinali di “el papa”.
      Vero è che, da bravo Gesuita, prima la spara (comunque meno grossa di quanto riportato dai media, eh!) e poi un po’ se la rimangia.

      Alcuni preti (pochi, ormai) lo rimanderebbero al mittente, ma ormai il grosso dei preti in Italia è modernista, quindi fan di Bergoglio (e del PD, per inciso); i tradizionalisti sono pochi nella gerarchia.
      Diversa è la situazione in America e in polonia, mi dicono alcuni amici.

      Inoltre forse avrai sentito parlare dai media dei Dubia dei 4 cardinali e della Correctio filialis di un nutrito gruppo internazionale di teologi.

      22 Maggio 2019
    • Emanuele said:

      Io non ho assolutamente i mezzi per capire se le numerose critiche sulla povertà intellettuale e teologica di questo Papa siano giuste o sbagliate, quello che posso dire è che mi da l’impressione di tanti progressisti che ragionano come se il mondo la pensasse come loro. Persone illuse sul fatto che dare la maggiore libertà possibile a tutti renderà il mondo migliore perché tutti sono buoni, quando la realtà è che nella vita reale se ti dimostri troppo debole prima o poi troverai chi ti metterà i piedi in testa.

      23 Maggio 2019
  2. Julien Sorel said:

    Bergoglio ha detto chiaramente chi è il suo modello, ovvero le chiese protestanti della Scandinavia. Ora, i paesi scandinavi sono leader nell’ateismo e nell’agnosticismo e uno che ritiene queste chiese un modello a cui ispirarsi per la propria o è un cretino o è in malafede o tutte e due. La Chiesa Cattolica sotto Bergoglio sta seguendo esattamente lo stesso percorso delle chiese di stato dell’Europa del Nord angariando e facendo fuggire il proprio “zoccolo duro” per corteggiare una parte di società che è anti-cristiana e anti-clericale a prescindere. Finirà appunto come in Scandinavia con preti donna, matrimoni gay in chiesa, ateismo di massa e messe disertate. Va detto comunque che Bergoglio è solo l’ultimo chiodo nella bara, lo scivolamento verso il protestantesimo è cominciato col Concilio Vaticano II e da lì è stata tutta una discesa senza fine.

    21 Maggio 2019
  3. Emanuele said:

    Mattia, per curiosità, cosa pensi del Concilio Vaticano II e delle conseguenze che ha avuto?
    In questi anni ho conosciuto diverse persone, ormai di una certa età, che hanno detto che per loro l’accelerazione della fine della presa della Chiesa sulla massa è dovuta a quel Concilio.
    I

    22 Maggio 2019
    • mattia said:

      Mattia, per curiosità, cosa pensi del Concilio Vaticano II e delle conseguenze che ha avuto?

      Penso che il concilio vaticano II sia accusato eccessivamente.
      La chiesa postconciliare era ben diversa da quella che abbiamo oggi, eppure il concilio c’era già stato e le riforme entrate in vigore.
      L’errore sta piuttosto nell’incapacità di chi à guidato la chiesa di adattarsi al cambiamento del mondo.
      In un mondo in cui la gente non va più in chiesa perché à paura dell’inferno tu devi puntare a soddisfare il senso religioso che l’uomo à in modo innato. E lo fai quando proponi qualcosa di grande, di ambizioso, che propone una sfida. La chiesa invece à puntato a dimenticarsi di tutto questo, si è appiattita sul mondo, à rimosso la sfida rendendo la minestra insipida: chi se la mangia più quella minestra?

      22 Maggio 2019
    • Lela said:

      “In un mondo in cui la gente non va più in chiesa perché à paura dell’inferno devi puntare a soddisfare il senso religioso che l’uomo à in modo innato. E lo fai quando proponi qualcosa di grande, di ambizioso, che propone una sfida.”

      Mattia, e queste posizioni pericolosamente cielline?? Stai attento!!! 🙂 ;-P

      22 Maggio 2019
    • Raoul Codazzi said:

      “il senso religioso che l’uomo à in modo innato”

      Cosa intendi per innato?
      Che è presente in ogni umano alla nascita e dunque è un qualcosa che non si può imparare? O che invece si sviluppa in noi, ma prima che ne prendiamo coscienza? In entrambi i casi lo possiamo vedere come un adattamento evolutivo della nostra specie? Questo senso del religioso in quale parte del nostro cervello è mappato e in che modo è controllato dai geni?

      Non che io abbia le risposte, ma proprio per questo non sono affatto sicuro che il senso del religioso sia innato nel senso di “hardwired”.

      22 Maggio 2019
    • Giampaolo said:

      @Raoul Codazzi:

      La Religione (insieme alla guerra) è praticamente l’unico tratto comune di TUTTE le società umane.
      Qualcosa vorrà dire…

      22 Maggio 2019
    • Emanuele said:

      “La chiesa postconciliare era ben diversa da quella che abbiamo oggi, eppure il concilio c’era già stato e le riforme entrate in vigore.”

      La critica che ho sentito e (letto in giornali anni sessanta) è che il Concilio ha come allentato i lacci che regolavano non solo la liturgia ma anche le consuetudini che regolavano i comportamenti dei religiosi, in particolare i parroci. Ricordo ad esempio un articolo di qualche giornale fine anni sessanta che lamentava di come fosse sempre più comune trovare messe in cui suonavano e cantavano singoli o persino complessi di giovani mezzi beat mezzi fricchettoni, di quelli che normalmente la religione la consideravano a modo loro e solo per le parti che non gli impedivano di vivere come volevano.
      Insomma il concetto era che aperto il vaso di Pandora ne è uscito di tutto. Oppure per usare un’altra frase fatta, gli dai un dito (ai credenti) e ti prendono il braccio.

      23 Maggio 2019
    • Raoul Codazzi said:

      @ Giampaolo

      Se è come dici tu significa che da qualche parte nel passaggio da scimmie antropomorfe a noi umani (parliamo di almeno cinque milioni di anni) il senso del religioso è stato codificato nei nostri geni. Se è stato codificato nei nostri geni è perché è utile dal punto di vista evolutivo. Oppure il senso del religioso è più banalmente una sovrastruttura antropologica delle società umane che viene tramandata per vie culturali. Dato che il fatto di essere soggetti autocoscienti ci ha spinto a porci degli interrogativi (sul possibile superamento della finitezza dello spazio e sopratutto del tempo) abbiamo anche elaborato delle risposte, relativamente simili. L’elaborazione di queste risposte è, dal mio punto di vista, ciò che tu e altri chiamate senso del religioso. Questa roba qui è scritta nei geni? Secondo me no.
      Il senso del religioso è utile? Certamente sì. È necessario? A mio parere no. Come pura testimonianza: quelli come me (nati serenamente in una famiglia religiosa, poi altrettanto serenamente diventati atei) si affidano alla scienza per l’elaborazione delle risposte di cui dicevo prima e allo stesso tempo conservano il ricordo del senso del religioso che hanno avuto in passato. Doppia condizione che ritengo ancora oggi un privilegio.

      24 Maggio 2019
    • Giampaolo said:

      @ Raoul Codazzi

      “Questa roba qui è scritta nei geni? Secondo me no.”

      Ovviamente per me no, è volontà di Dio 🙂

      “Il senso del religioso è utile? Certamente sì. È necessario? A mio parere no. Come pura testimonianza: quelli come me si affidano alla scienza per l’elaborazione delle risposte di cui dicevo prima”

      In che modo la scienza può darti risposte sui “perché” dell’esistenza? L’unica risposta che può darti è il nichilismo, ovvero “non c’è alcun perché”. Ma in realtà non potrebbe darti nemmeno quella, in quanto nemmeno si pone la domanda.

      24 Maggio 2019
    • Lela said:

      @Raoul Codazzi
      Cito Mattia “devi puntare a soddisfare il senso religioso innato”.
      “Senso religioso” non vuol dire credere in una divinità, spiriti, angeli e compagnia. Lo hai scritto anche tu, l’uomo, ad un certo punto, diventa autocosciente e si pone delle domande. Questo è il senso religioso, è la domanda: le religioni sono una conseguenza, l’effetto visibile che mostra come questa esigenza sia condivisa da tutti gli uomini. Non è un concetto dottrinale collegato a credere nel trascendente, è filosofico.
      Tu credi nella genetica e nell’evoluzione della specie. È la risposta che hai dato al tuo senso religioso, l’esigenza che avevi di dare una spiegazione, una risposta alla domanda. Questa domanda ce l’avevi e ce l’hai ancora, tanto che ti sei messo a cercare una risposta diversa da quella che ti veniva proposta, perché non ti soddisfava, e ne hai trovata una che ti corrisponde. Tu non hai un ricordo del senso religioso, ci sei dentro fino al collo 🙂

      24 Maggio 2019
    • Raoul Codazzi said:

      @ Giampaolo

      La scienza mi insegna che è meglio non dare valore a una teoria che non può essere provata.
      L’uomo si fa domande (in quanto essere autocosciente) e cerca di darsi risposte (che plachino l’angoscia di vivere senza un senso). Le religioni (tutte) sono state e sono né più né meno delle teorie che hanno il compito di inserire in un quadro sufficientemente accettabile e coerente quelle risposte. Ma le religioni non si basano sul metodo scientifico e quindi non sentono la necessità dell’onere della prova. Ecco perché hai tante religioni, ma una sola scienza.
      L’antropologia mi dice che l’uomo, proprio in quanto tale, si fa quelle domande e cerca delle risposte. L’autocoscienza è uno strumento potentissimo, ma genera (come effetto collaterale) anche angoscia esistenziale, quindi per ridurre tale angoscia e acquisire maggiore stabilità e felicità (insomma, per vivere meglio) l’uomo costruisce “qualcosa”. In un passato molto remoto questo qualcosa era boh, nel passato recente (almeno a partire da quello documentato da incisioni rupestri, costruzioni megalitiche o cose simili, quindi da qualche decina di migliaia di anni fa) questo qualcosa erano solo le religioni, oggi siamo in compresenza di religioni e scienza, domani… di nuovo boh.

      Sia ben chiaro che è lungi da me l’idea di convertire qualcuno al mio punto di vista, ma il mio punto di vista mi va di esprimerlo, fossi anche il solo a pensarla in questo modo 🙂

      In realtà nel mio primo intervento il concetto non era di mettere in dubbio il senso del religioso (che io non chiamo così, ma è la stessa roba), solo di capire se questo senso del religioso è innato o no. E, come ho detto, a mio parere non è innato. Insomma, non è come la tartaruga marina che quando esce dalla sabbia sulla spiaggia “sa” che deve andare verso il mare; è più come gli uccelli che imparano a migrare.

      24 Maggio 2019
  4. Raoul Codazzi said:

    @ Lela

    Sono d’accordo quasi in tutto con quello che hai scritto. C’è un punto di differenza: io oggi non mi pongo più domande di tipo esistenziale (non a livello consapevole almeno), semplicemente perché molti anni fa ho trovato risposte per me soddisfacenti. Sto veramente bene così.
    Alla mia età (49) magari emergono altre considerazioni, tipo la vita è in fondo una cosa molto bella, un peccato che non possa durare almeno il doppio. Insomma, per dirla con Paolo Hendel, “io sulla morte ho le idee chiare: sono contrario!” 😀

    Comunque ribadisco il motivo per cui sono intervenuto su questo post: dibattere sul fatto che il senso del religioso (che io non chiamo così, ma ci siamo capiti) sia o non sia innato.

    24 Maggio 2019

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