Calenda e il concetto di assicurazione

Due giorni fa carlo calenda à fatto il suo comizietto da fazio dicendo:

Mia moglie è stata male, leucemia, ha subito un trapianto di midollo fatto dai migliori medici. Qui costa 0 euro, negli USA 1 milione. Ecco cosa dobbiamo difendere e perché i conti pubblici devono essere a posto.

via tuitter

Peccato che sia una balla. Multipla.

Innanzitutto, un milione?
La cifra che à sparato calenda è un po’ gonfiata. Nel caso di trapianto allogenico (cioè da un donatore) il costo medio è 805 mila dollari, nel caso di trapianto autologo (ossia dallo stesso paziente) il costo medio è 363 mila dollari. I dati sono del 2011: anche aggiornando il trapianto più costoso con l’inflazione arriviamo a 914 mila dollari. Diciamo che à arrotondato un po’ quando à sparato il milione di dollari. Ok.

Non sappiamo quale tipo di trapianto abbia fatto la moglie di Calenda, né se ci sono state complicazioni che ànno fatto aumentare i costi. In ogni caso à selezionato un caso particolare, uno dei più costosi tra i costosi. A pagina 4 qui vedete che si arriva a queste cifre così costose solo con trapianti di cuore o intestino. In gergo à fatto la raccolta di ciliegie per spaventare la gente con numeri enormi.

Dove sta, veramente, la bufala
Comparare i prezzi italiani con quelli statunitensi non à senso perché lì il costo della sanità è enorme di per sé.
In altri paesi, come l’italia, il costo delle prestazioni sanitarie è estremamente inferiore. In questo rapporto sui costi standard in italia il trapianto di midollo osseo autologo à un costo medio di 30.485 euro con picchi di 94 mila euro, mentre se allogenico saliamo a 58.577 con picchi di 100 mila euro.
Se andiamo a vedere i costi standard dell’NHS britannico troviamo valori simili: il trapianto allogenico più costoso arriva a 90 mila lire sterline circa.
Persino il trapianto di cuore che negli U.S. of A. arriva al milione di dollari, in italia costa “solo” 183 mila euro.

In italia, anche pagando di tasca sua perché non iscritto al SSN, la moglie di calenda non avrebbe speso un milione, ma molto, molto meno.
Il problema degli Stati Uniti Americani non è che ànno le assicurazioni, il problema è che la sanità costa un botto di per sé. Qui Business Insider spiega che il problema sta nel fatto che gli ospedali americani cercano di massimizzare i guadagni da attività come i trapianti che vengono fatti pagare tantissimo (pompando i costi di degenza) per coprire altre attività che invece non ànno margini di guadagno. Usano un modello di affari diverso da quello di altri paesi come l’italia, quindi alcuni costi possono sembrare esagerati non perché la prestazione costi davvero così tanto ma perché sono gonfiati da un sistema d’affari che li fa pagare artificialmente di più.

L’errore fondamentale
Può capitare sempre la complicazione, però. Non tutti cadiamo nel costo medio o mediano. Può capitare a te di essere quell’unico che à bisogno, veramente, di una prestazione sanitaria costosissima. Ecco, ciò non significa che la devi pagare tu.

Nei paesi dove ci sono le assicurazioni il prezzo pieno lo paghi, appunto, se non ài un’assicurazione. Se ài l’assicurazione il costo del trapianto viene pagato dall’assicurazione.

Ad esempio, in questo articolo si possono leggere i pazienti che (nel 2012) sono costati di più alla VZP, la mia assicurazione medica. Tra questi un uomo di 34 anni a cui è stato fatto il trapianto di midollo osseo per la leucemia per un costo di 13,3 milioni di corone (mezzo milione di euro), una donna di 22 anni che per il trapianto di midollo osseo è costata all’assicurazione 9 milioni di corone (349 mila euro), un signore di 47 anni che per lo stesso trapianto è costato 8,8 milioni di corone e per finire un prezzo simile per il trapianto di un signore di 51 anni.
Il paziente più caro è costato alla VZP è 53,7 milioni di corone (2,1 milioni di euro).

Ecco, quei 53,7 milioni di corone non è che le à pagate lui, le à pagate l’assicurazione. Non è difficile il concetto di assicurazione, eh.
Tu ti assicuri, paghi la tua quota, e quando ti succede qualcosa l’assicurazione ti copre il danno. Ogni mese il mio datore di lavoro paga alla VZP la quota che mi garantisce cure mediche in caso mi ammali.

L’argomento di calenda è come dire: oh, ma lo sapete che se vi va a fuoco la casa avete perso tutto?!? Vergoniaaah!!11!
Beh, sì… se non ài fatto l’assicurazione sulla casa funziona così. Appunto per quello si fanno le assicurazioni, per pararti il culo in caso di eventi come questi.

Che l’assicurazione si chiami repubblica italiana o VZP a me frega poco. Basta essere assicurato: in italia lo fai con il SSN pagando la tua quota con le tasse, in Rep. Ceca lo fai con l’assicurazione che ti paga il datore di lavoro mentre in altri paesi con l’assicurazione che ti paghi tu. Qual è la differenza? Che in italia l’assicurazione-stato la pagano solo gli onesti che pagano le tasse mentre i benefici vanno a tutti, evasori fiscali compresi.
In paesi con le assicurazioni gli evasori fiscali non possono pesare sulla collettività e l’assicurazione se la pagano loro.

Poi sei libero di dirmi che preferisci il sistema italiano che paga l’assicurazione sanitaria anche agli evasori fiscali, ma per cortesia, non dirmi che nei paesi dove ci sono le assicurazioni una persona paga la cifra intera per la prestazione sanitaria. Non è vero, la paga se non è assicurato.
E sì, se non sei assicurato e ài dei danni te li ciucci. Qual è la parte del concetto di “assicurazione” che calenda non capisce?

Piesse: adesso mi aspetto che qualche “associazione” segnali il profilo di calenda a tuitter e lo faccia chiudere perché diffonde feic nius come queste. Vero? Vero che lo fanno?
Oppure le reti sociali si muovono solo quando le segnalazioni arrivano dalle associazioni che sappiamo noi?

26 Comments

  1. kheimon said:

    Tre osservazioni.

    1.
    Nella vita potrei trovarmi nella condizione transitoria di non poter pagare il premio assicurativo, anche solo per un breve periodo di tempo. Allo Stato posso dire: “Senti zio, mi dispiace, in questo periodo non ho un reddito, quindi scusami ma non ti posso pagare le tasse, né posso evaderle perché non c’è nulla da evadere. Sopravvivo grazie a mio fratello che mi ospita sul divano e a malapena è in grado di comprarmi pane e cipolla. Però pagami il trapianto di midollo. TVB.” Con l’assicuratore è più difficile.

    2.
    Sta bene studiare termini e condizioni della mia assicurazione sul portatile o l’iPhone e sta pure bene che un “claim” venga negato perché ho disatteso la clausola 7.3.34.12a. Quando è in gioco la mia vita no.

    3.
    Per ragioni etiche ritengo dobbiamo pagare le cure mediche agli stupidi, agli irresponsabili, agli evasori come ai criminali incalliti, tutti soggetti che offrono un contributo negativo alla società e magari nullo all’erario. Credo che indietreggiare su questo principio apra la porta a forme di abbrutimento e disumanizzazione della società.

    14 Maggio 2019
    • mattia said:

      1.
      Nella vita potrei trovarmi nella condizione transitoria di non poter pagare il premio assicurativo, anche solo per un breve periodo di tempo.

      Se non sei nella condizione di pagare l’assicurazione non sei nemmeno nella condizione di mangiare.
      Quindi non ti poni neanche il problema dell’assicurazione, sei già morto di fame.
      Prova a pensarci: perdi il lavoro, sei disoccupato, in “qualche modo” dovrai pure mangiare, no? Be’, allo “stesso modo” ti pagherai l’assicurazione medica. Metti da parte i soldi quando lavori, oppure te li fai prestare, oppure ti rivolgi ai servizi sociali…
      Non capisco perché le prestazioni sanitarie dovrebbero essere a carico dello Stato perché puoi rimanere per un periodo senza possibilità di pagare l’assicurazione sanitaria, mentre il cibo non pretendi che te lo passi lo Stato gratis. Perché, non potresti rimanere per un periodo senza possibilità di comprare cibo? O forse l’assicurazione medica viene prima del cibo?
      A me sta benissimo che lo Stato aiuti quelli che si trovano temporaneamente in difficoltà non per propria colpa e non possono pagare il cibo o l’alloggio. Mi sta benissimo che a queste persone lo Stato dia un aiuto, mi sta bene che dia loro cibo e alloggio così come prestazioni sanitarie.
      Dopo aver verificato però che sono veramente persone in difficoltà, esattamente come fanno i servizi sociali quando verificano le condizioni di una persona che chiede aiuto.
      Col SSN a tutti a carico dello Stato invece fornisce assistenza gratuita a fannulloni ed evasori di ogni risma senza che nessuno verifichi niente, e lo fa per tutta la loro vita.
      Giusto per farti capire quanta disinformazione c’è in proposito: persino negli U.S. of A. lo Stato paga l’assicurazione sanitaria ai derelitti. Quella storiella per cui negli U.S. of A. se non puoi pagare l’assicurazione medica ti lasciano morire sul marciapiedi di fronte all’ospedale è una balla.

      Sta bene studiare termini e condizioni della mia assicurazione sul portatile o l’iPhone e sta pure bene che un “claim” venga negato perché ho disatteso la clausola 7.3.34.12a. Quando è in gioco la mia vita no

      Anche in questo caso, non è così.
      Le condizioni della mia assicurazione sanitaria non le detta l’assicurazione, bensì lo Stato.
      Se vado in ospedale pago 4 euro di contributo per ogni giorno di degenza. Se vado al pronto soccorso pago 0 (in orario diurno) o 3,5 euro (in orario notturno e nei festivi). L’ospedale fattura e la mia assicurazione paga. Se mi rompo un piede l’assicurazione mi dà le stampelle gratis (è successo).
      Queste regole non sono inventate dalla mia assicurazione, sono stabilite dallo Stato.
      Poi la mia assicurazione à delle regole aggiuntive. Per esempio, una volta all’anno mi paga un massaggio riabilitante o una visita medica di controllo compresa di ECG ed esami del sangue per vedere come sto, anche se non ò niente.
      Questi sono benefit aggiuntivi che mi dà la mia assicurazione. Ma i criteri minimi che una assicurazione deve rispettare per stare sul mercato sono stabiliti dalla legge e vengono rispettati.
      Non devo quindi leggere tutte le condizioni, a meno che non voglia scoprire che l’assicurazione mi offre un massaggio all’anno (molti non lo sanno).
      Mi serve votare politici che fanno leggi adeguate per imporre i criteri minimi alle assicurazioni.

      Credo che indietreggiare su questo principio apra la porta a forme di abbrutimento e disumanizzazione della società.

      La società è umana quando garantisce cure mediche a tutti, non a spese della collettività.
      Se totò riina arriva in ospedale io come società sono obbligato a curarlo, non posso lasciarlo morire perché è un disgraziato. Sicuramente à diritto a farsi curare. Ma ciò non significa che devo pagare io le sue cure.
      Lo curo però gli faccio pagare la fattura.

      15 Maggio 2019
    • kheimon said:

      Prima di tutto, grazie della risposta e del fatto di provare a instaurare un dialogo costruttivo e fattuale sull’argomento!

      1. Va bene, ho capito. Ma se gli insolventi vengono sussidiati, il principio della ridistribuzione vale ma con maggiori overhead dovuti alla necessità di identificare quelli da aiutare, con soldi pubblici, a versare un contributo a un fondo privato. Perché questo giro del fumo? Il paragone col cibo sarebbe calzante se non fosse che paradossalmente c’è maggiore discrezionalità sulla quantità e pregio del cibo che mangiamo che non sulle cure mediche che riceviamo. Ma personalmente non lascerei la gente morire di fame, nemmeno per colpa propria.

      2. Così non è negli USA (che come ricordi non sono l’unico esempio), ma altrove qual è il senso di avere una schiera di assicuratori soggetti a una così pesante regolamentazione? Come fanno a competere? Negli USA in teoria dovrebbero competere sul rapporto tra il prezzo e il livello di copertura, ma di fatto il risultato è che i meno abbienti finiscono per ottenere coperture parziali (i loro claim vengono rifiutati e si va in tribunale, come sempre negli USA).

      3. Sì, immagino che non siamo d’accordo su questo punto tanto che non ci capiamo: non parlavo di Riina, ma di un criminale/evasore *insolvente*.

      15 Maggio 2019
    • mattia said:

      Ma se gli insolventi vengono sussidiati, il principio della ridistribuzione vale ma con maggiori overhead dovuti alla necessità di identificare quelli da aiutare

      La struttura esiste già, non ài bisogno di alcun overhead.
      In italia, per esempio, i servizi sociali conoscono vita, morte e miracoli di coloro che sono in difficoltà. Prova a chiedere a un qualsiasi assessore ai servizi sociali di un comune medio piccolo (o ai dirigenti dei servizi sociali per i comuni più grandi).
      Seguono già tantissime persone conoscendo tutto della loro situazione. Non devono investigare nulla. Così come verificano che una persona è in difficoltà e gli dànno un aiuto economico per la mensa dei figli o per pagare la bolletta del gas così aggiungono alla lista l’assicurazione sanitaria.

      2. Così non è negli USA (che come ricordi non sono l’unico esempio), ma altrove qual è il senso di avere una schiera di assicuratori soggetti a una così pesante regolamentazione? Come fanno a competere?

      E chi ti à detto che devono competere?
      Ti ò mai detto che il vantaggio di un sistema con assicurazioni è la competizione?
      Io ti ò solo parlato di giustizia sociale per cui non usi i soldi della fiscalità generale per pagare l’assistenza medica agli evasori sociali.

      Negli USA in teoria dovrebbero competere sul rapporto tra il prezzo e il livello di copertura, ma di fatto il risultato è che i meno abbienti finiscono per ottenere coperture parziali

      E ancora una volta, chi se ne frega degli U.S. of A.
      Il sistema americano è stupido per mille motivi, non ultimo perché in un ospedale alcuni professionisti ànno accordi per farsi rimborsare da alcune assicurazioni ma non da altre, così che prima di fare un’operazione devi assicurarti che tutti i professionisti, dall’anestesista agli infermieri accettino rimborsi dalla tua assicurazione. È un sistema cretino? Certo. È dovuto al fatto che ànno le assicurazioni? Manco per idea. Esistono paesi con le assicurazioni mediche in cui queste storture non esistono.

      16 Maggio 2019
    • kheimon said:

      “Giusto per farti capire quanta disinformazione c’è in proposito: persino negli U.S. of A. lo Stato paga l’assicurazione sanitaria ai derelitti”

      Giusto per farti capire quanta confusione c’è in proposito e il rischio di adottare soluzioni troppo complesse: https://en.m.wikipedia.org/wiki/Medicaid_coverage_gap

      16 Maggio 2019
    • mattia said:

      Giusto per farti capire quanta confusione c’è in proposito e il rischio di adottare soluzioni troppo complesse

      Secondo te invece questo divario non c’è in italia?
      Se vuoi ti porto milioni di persone che non sono abbastanza povere/vecchie per accedere a una prestazione sanitaria gratuita e con priorità dal SSN quindi devono rivolgersi al privato, ma contemporaneamente non sono abbastanza ricche per poter pagare la prestazione sanitaria dal privato.
      Prova a cercare sul gugol “italiani rinunciano alle cure”.
      Ma scusa, il servizio sanitario in italia non è mica gratuito per tutti? Come mai queste persone rinunciano alle cure?
      Perché quel gap c’è pure in italia, e bello grosso.
      La tua soluzione semplice (SSN gratis per tutti!) à portato ugualmente a questi problemi. Solo che uno à la tessirina sanitaria in tasca e sulla carta è assicurato.
      Poi fa niente se il SSN gli dà 6 mesi di attesa e deve andare dal privato (o rinunciare se non può permetterselo), in tasca à la tessera sanitaria quindi tu puoi dire che in italia il 100% della popolazione è assicurata. Negli U.S. of A. ài meno dell’1% della popolazione in questo gap e invece è un problema.

      16 Maggio 2019
  2. Nick said:

    Capisco le tue ragioni, ma comunque io continuo a preferire il sistema italiano in cui, chiunque, a prescindere dall’assicurazione o da quello che versa o non versa il datore di lavoro, viene garantita una cosa basilare come una cura medica, e alla fascie piu’ deboli i medicinali gratuiti. Anche perche’ ricordiamoci che un ente assicurativo non e’ un ente benefico, e se ci sono le scappatoie per non pagare (o per non rimborsare quanto dovrebbero rimborsare) le cercheranno sempre, mi sembra che casi del genere in USA siano all’ordine del giorno.

    14 Maggio 2019
    • mattia said:

      Anche perche’ ricordiamoci che un ente assicurativo non e’ un ente benefico, e se ci sono le scappatoie per non pagare (o per non rimborsare quanto dovrebbero rimborsare) le cercheranno sempre, mi sembra che casi del genere in USA siano all’ordine del giorno.

      Vedi la risposta che ò dato a kheimon (punto secondo).
      Non funziona così.
      Parlate di U.S. of A. come se fosse l’unico paese al mondo in cui ci sono le assicurazioni.

      15 Maggio 2019
  3. ava said:

    L’ idea che la sanità pubblica automatica sia migliore di quella privata è abbastanza una stronzata.
    In primis, troppe volte capita che la mutua sia peggio del privato;liste d’attesa troppo lunghe , dottori che ti capitano che sono impreparati o non sanno niente della particolare patologia che hai tu nel caso delle malattie rare eccetera. Insomma ti trovi nella condizione del ” o paghi o muori”. Ne so qualcosa visto che in famiglia ci è capitata una cosa del genere , abbiamo pagato e adesso siamo per avvocati col SSN che proponeva un’ operazione senza senso che non avrebbe risolto niente.
    In secondo luogo, se siamo all’ estero il SSN non copre nulla. Ti tocca comunque fare l’ assicurazione medica. E a questo punto tanto vale discutere con la propria assicurazione per coprire anche l’ estero.
    In terzo luogo , con SSN e il ticket capita di pagare di più che il privato. Ad esempio io sono pieno di nei e capita che ogni tanto ne debba togliere un paio; mi costa meno il privato del pubblico, prendo l’ appuntamento quando voglio e mi fanno un lavoro di gran lunga migliore.

    15 Maggio 2019
  4. Asus said:

    Il problema principale delle assicurazioni sanitarie private è che non coprono situazioni pre esistenti. Se al momento della stipula dichiari di avere una specifica problematica, non riceverai supporto per relative cure. Per esempio, senza pensare a problemi gravissimi, una malattia autoimmune abbastanza comune come la tiroidite, richiede controlli e medicinali per tutta la vita, eventualmente una tiroidectomia. Se stipuli l’assicurazione sanitaria a diagnosi già avvenuta e/o a cura in corso, non avrai alcuna copertura e dovrai provvedere personalmente alle cure. Le assicurazioni sono utili per avere un servizio in più (es. al momento con l’assicurazione della mia azienda, in caso di parto avrei diritto a una stanza privata e un rimborso dell’80% per visite in ospedali privati), ma un servizio sanitario pubblico è sempre necessario. Poi, che si possa organizzare e gestire meglio per evitare al paziente di pagare doppio è altra storia.

    16 Maggio 2019
    • mattia said:

      Il problema principale delle assicurazioni sanitarie private è che non coprono situazioni pre esistenti.

      Dove? In quale paese?
      Perché persino negli U.S. of A. la legge vieta alle assicurazioni sanitarie di rifiutarti l’assicurazione per condizioni pre esistenti. Dal 2014.
      Aggiornate il carrello delle bufale.

      16 Maggio 2019
    • Lela said:

      Non è vero che non ti coprono, semmai ti fanno pagare un premio più alto, perché hai una classe di rischio più elevata. Come qualsiasi altra assicurazione.

      16 Maggio 2019
  5. ettoregonzaga said:

    Torno ora da una “elttromiografia” presso il SSN. Ticket 64,55€
    L’altro giorno una Ecografia: 40,90€
    La macchina per l’ecografia non è certo costosa come una TAC. Ormai anche il medico della mutua ne acquista una. In una ora di ecografie ne fanno almeno 5 … sono 200€/ora. Volete dirmi che con 200€/ora non si paga il medico, un infermiere, l’ammortamento della macchina ecografica e la struttura ( ambulatorio, amministrazione, etc).
    Più che SSN mi sembra una macchina da soldi. Ogni esame che un utente fa il SSN guadagna … dovrebbe intendo.

    Se uno dovesse rimanere senza lavoro e non può permettersi l’assicurazione NON può nemmeno permettersi di pagare TICKET dai costi astronomici.

    così per dire.

    16 Maggio 2019
    • mattia said:

      L’altro giorno una Ecografia: 40,90€

      L’ultima volta che ò fatto un’ecografia era il 2014.
      Appuntamento dato in pochi giorni.
      Costo: zero.

      Eh, ma l’italia à il miglio servizio sanitario del mondo.
      Certo, certo…

      16 Maggio 2019
  6. mamoru said:

    giappone.
    assicurazione sanitaria obbligatoria per TUTTI.
    o hai la mutua aziendale oppure devi pagare quella statale. in ambo casi devi pagare il 30 percento delle prestazioni, pronto soccorso incluso, di tasca tua fino a un tetto che dipende dal reddito.
    quella statale non copre infortuni e disoccupaziome e la deve pagare anche ogni membro della famiglia.
    con la mutua aziendale mia moglie e’ coperta dalla mia assicurazione.

    indipendentemente dal sistema in cui paghi la usi in tutte le cliniche private e pubbliche dentisti inclusi.
    se non fosse che sono al livello delle scimmie non sarebbe nemmeno malissimo. in linea di primcipio…

    se non sei assicurato paghi anche il 120 percento delle prestazioni dipendentemente dalla struttura che ti cura. idem per i farmaci ti chiedono e controllano la tessera sanitaria.

    16 Maggio 2019
    • mamoru said:

      aggiungo che imho l’avere un medico di base che ti indirizza allo specialista e screma i cazzari non e’ male. qua o vai in ospedale (dove possono sempre mandarti via perche’ vogliono la lettera di raccomandazione ) oppure rischi sempre di trovare la clinica cialtrona e comunque non avendo idea del disturbo che potresti avere non sai mai dove andare.
      inoltre ci son talmente tante cliniche che alla fine cercano di tirarla alle lunghe con sedute inutili. gli darei fuoco. giuro.

      la diagnosi dal dentista me la sono dovuta fare da solo (conoscevo il problema pregresso e non aveva visto la fistola in bocca) il primario che mi ha operato in ospedale ve la racconto a parte e la prox volta chiedo l’anestesia totale pur di non sentirlo

      ah il check up annuale o paga l’azienda. quanto serva fare l’rx col bario nel 2019 non loso pero’…

      16 Maggio 2019
  7. Asus said:

    Pensavo si parlasse di principi generali, di sistema pubblico Vs sistema assicurativo con pro e contro, non di paesi specifici. Riguardo agli USA, confermi tu stesso che sino a 5 anni fa, le assicurazioni non coprivano situazioni pre esistenti. Io posso citare l’Irlanda, dove vivo, per cui parlo con cognizione di causa. L’Irlanda ha di base ha un sistema sanitario pubblico. Ci sono però, ovviamente, anche assicurazioni sanitarie, spesso incluse nei benefit di aziende come Google, Facebook ecc. Ebbene, per condizioni pre esistenti c’è un periodo di attesa anche di 5 anni (Pre-Existing Condition Exclusion Period). Per semplicità copio e incollo da Irish life “You will not be covered for a pre-existing condition during yourpre-existing condition waiting period. Our medical advisers will decide whether your claim relates to a preexisting condition. Their decision is final.”

    17 Maggio 2019
    • mattia said:

      Pensavo si parlasse di principi generali, di sistema pubblico Vs sistema assicurativo con pro e contro, non di paesi specifici.

      Esatto, si parla di principi generali.
      E nei principi generali c’è, appunto, che in un paese con le assicurazioni lo Stato può decidere di imporre, come condizione minima, il fatto che non si possono rifiutare pazienti con condizioni pre esistenti.
      Alcuni lo fanno, altri no, altri (come gli U.S. of A.) prima non lo facevano e ora lo fanno.

      Ciò significa che un sistema sanitario basato su assicurazione non implica necessariamente che una persona con condizioni pre esistenti non possa assicurarsi. Non è così.

      17 Maggio 2019
    • kheimon said:

      “Ciò significa che un sistema sanitario basato su assicurazione non implica necessariamente che una persona con condizioni pre esistenti non possa assicurarsi. Non è così.”

      Il problema per me è anche che un sistema sanitario basato su assicurazione non implica necessariamente che una persona con condizioni pre-esistenti *possa* assicurarsi. Il fatto che la copertura di pazienti con condizioni pre-esistenti, che non ha *alcun senso* da un punto di vista assicurativo (e questo la dice lunga), sia una conquista recente almeno in un Paese (che pure non è mica il Congo) è segno che un sistema del genere rende me e la mia famiglia (ancora) più vulnerabili a cambiamenti in complesse e involute regolamentazioni, i quali portano a ritocchini nel “fine print” di un contratto assicurativo di 150 pagine — il che può significare la differenza tra la vita e la morte, letteralmente.

      17 Maggio 2019
    • mattia said:

      Il problema per me è anche che un sistema sanitario basato su assicurazione non implica necessariamente che una persona con condizioni pre-esistenti *possa* assicurarsi.

      Quello deve imporlo lo Stato.
      È un concetto che avrò già scritto 20 volte ormai.

      Il fatto che la copertura di pazienti con condizioni pre-esistenti, che non ha *alcun senso* da un punto di vista assicurativo (e questo la dice lunga)

      NO.
      Il concetto di assicurazione è quello di distribuire il danno di pochi su i tanti assicurati.
      È una cosa che fa il SSN quando paga il tuo danno enorme spalmandolo sulle tasse di tutti (quelle che le pagano), è la stessa cosa che fa un’assicurazione che paga il danno enorme di uno su tutti gli assicurati.
      Se non può farlo un’assicurazione non può farlo nemmeno lo Stato.
      L’unica differenza è che lo Stato ti preleva il premio assicurativo sotto forma di tasse, l’assicurazione “ni”. Nel senso che in alcuni paesi non è obbligatoria, in altri sì (con delle multe se non lo fai). Che se ci pensi è probabilmente l’unico modo al mondo che ài per obbligare qualcuno a pagare la quota parte di tasse.

      è segno che un sistema del genere rende me e la mia famiglia (ancora) più vulnerabili a cambiamenti in complesse e involute regolamentazioni

      La tua famiglia è comunque vulnerabile. Domani viene eletto un governo che taglia 10 miliardi alla spesa sanitaria e tu la prendi nel culo.
      Qual è la differenza?

      17 Maggio 2019
    • kheimon said:

      Mattia, la copertura di condizioni pre-esistenti è fondamentalmente innaturale. Pensaci un attimo: prova ad assicurare una casa che ha una crepa gigante che l’attraversa in diagonale ed è inclinata di 5 gradi, con l’assoluta *certezza* (probabilità 1) che ci dovrai spendere un centinaio di migliaia di euro in 10 anni e mi fai sapere se te la fanno l’assicurazione, e nel caso qual è il premio! È chiaro che se lo Stato obbliga l’assicuratore a stipulare polizze che non hanno senso, l’assicuratore alzerà il premio a tutti, il che è la negazione del concetto stesso di premio assicurativo e una forma farsesca di attività imprenditoriale. A quel punto chiami il premio assicurativo tassa e la fai raccogliere all’erario.

      Il rischio per la mia famiglia è maggiore perché il diavolo si nasconde nella complessità. Comprendo l’idea di un taglio ai finanziamenti, ma non so parsare 100 pagine di contrattese.

      17 Maggio 2019
    • mattia said:

      A quel punto chiami il premio assicurativo tassa e la fai raccogliere all’erario.

      Oh, sono due giorni che sto cercando di farti capire che il sistema delle assicurazioni trova il suo vantaggio, rispetto al SSN, proprio nel fatto che ristabilisce l’equità sociale per cui gli evasori fiscali non si trovano la sanità pagata dalla fiscalità generale alla quale non contribuiscono.

      17 Maggio 2019
    • kheimon said:

      Capisco che per te quello degli evasori è un punto fondamentale, e l’unica cosa che davvero informa il tuo policy-making è evitare che qualcuno si curi a ufo e il resto pazienza, ma pur calandomi temporaneamente nella tua morale non capisco come mai al fatto di correre dietro agli evasori (che va fatto comunque, assicurazioni o meno) dovremmo preferire uno schema in cui al posto degli evasori ci sono comunque i frodatori assicurativi, e il privato da un lato opera strangolato da un’asfissiante regolamentazione che lo obbliga a stipulare polizze insensate (dove la probabilità del danno è 1!) che portano a premi alti per tutti, dall’altro cerca di fottere un po’ di assicurati per compensare, con tutti gli overhead del caso e tanto becchime per i legulei che adorano le controversie assicurative. Ma perché obbligare il privato a fare il ruolo del pubblico (ovvero fare scelte edificanti ma economicamente svantaggiose)? Pur non sottoscrivendo la tua idea di negare le cure agli evasori, ti prometto che li censuro quanto te.

      18 Maggio 2019
  8. Sciking said:

    Ho parlato con alcuni cittadini USA e sono quasi tutti dell’idea che la sanità USA sia un oligopolio niente male, cosa che permette di mantenere prezzi che con altri sistemi sarebbero fuori mercato. Tra l’altro molti idealizzano il nostro sistema, c’era chi ad esempio pensava che qui tutte le spese odontoiatriche venissero passate dalla mutua.

    17 Maggio 2019
  9. ava said:

    Comincio a dubitare del buon senso del caro Calenda che non perde occasione per rendersi ridicolo. Ieri era in piazza a Milano alla manifestazione di Salvini, forse sperava di essere menato dai suoi nemici immaginari fascisti per ottenere un minimo di visibilità ?
    invece accade che tutti lo salutano amichevolmente ( con un bel carico di ironia) battendogli metaforiche pacche sulle spalle come si fa con i vecchiumi in disarmo .
    o forse ha confuso la manifestazione col palco della Kyenge a Bologna? mah, vallo a capire.
    Visto che il potere logora chi non lo ha, e Carlo lo vedo logorato, suggerisco una bella visita di controllo da uno psichiatra, chiaramente gratis visto che Calenda la sanità non la paga.

    20 Maggio 2019
  10. mamoru said:

    sistema sanitario universalistico basato su casse mutua e assicurazioni statali e no.
    mettetevelo in testa e lasciate perdere gli usa.
    quei soldi vi vengono detratti in busta paga se siete dipendenti oppure li pagate con un bollettino se siete lavoratori autonomi o studenti o disoccupati. se siete sotto un certo reddito andate al vs comune con le carte e lo dichiarate. a quel punto vi dicono quanto pagare e se avete diritto ad agevolazioni.
    lo stato detra le regole del sistema e garantisce che non vi siano vincoli di ingresso.
    saluti

    20 Maggio 2019

Comments are closed.