Dare per avere

Sempre ai danni della stessa ragazza, che oggi ha trent’anni, il prof avrebbe rivolto l’invito, se voleva laurearsi, di presentarsi in sede di laurea «completamente nuda, indossando la sola toga».

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Non so voi, ma io non ò mai visto una università italiana in cui gli studenti indossano la toga in sede di esame di laurea. Non dico di arrivare agli estremi di quel tizio che ò implorato l’anno scorso di non andare in maglietta e calzoncini corti a difendere la tesi (l’à fatto), normalmente ci si veste in modo elegante e basta.
Ma forse all’università di Bari uno va a discutere la tesi con la toga, chissà.

In realtà i motivi per dubitare di questi racconti sono altri; o meglio, più che dubitare dei fatti in sé si dovrebbe stare attenti all’interpretazione.
Perché l’interpretazione semplice che viene data è: professore porco si approfitta delle studentesse. Quando ci si interroga sul motivo per cui nessuna parlava l’interpretazione semplice è: poverine, avevano paura del barone.

Nessuno mai pensa a un fatto molto semplice che invece dà una luce diversa ai fatti. In italia la laurea può essere revocata, anche ad anni di distanza dal conseguimento, se si scopre che anche un solo esame non è stato passato con profitto ma con “metodi alternativi”.

D’altra parte devi considerare che al giorno d’oggi è di una semplicità estrema incastrare un professore che fa il porco. Abbiamo tutti in tasca registratori portatili che passano sotto il nome di telefoni intelligenti: se tu vai in ufficio dal professore e questo ti chiede di venire alla tesi di laurea nuda sotto la toga tu lo registri e lo sputtani in due secondi.

Con il terrore che c’è al giorno d’oggi per questi scandali gli fanno saltare la testa in due secondi. Ricordate quell’università del centro italia dove ci fu uno scandalo all’inizio del decennio scorso? Quel professore che addirittura filmava egli stesso gli incontri sessuali con le sue studentesse nel suo ufficio. L’università à dovuto lavorare e investire un bel po’ di risorse per ripulirsi l’immagine, ne sono usciti bruciati.

Un qualsiasi dirigente di una unviersità appena sente mezza virgola di questo pericolo parte in tromba a sospendere tutti per poter dire di aver fatto tutto il possibile e pararsi il culo.
Se tu gli porti una registrazione di un professore che ti dice di venire nuda sotto la toga alla difesa della tesi stai pure tranquillo che la testa del professore rotola sul pavimento in due minuti.

Perché non lo fanno? Perché nonostante tutti gli strumenti a disposizione e tutto il sistema dalla loro parte non denunciano?
Perché c’è sempre il rischio che quel 30 non era proprio un 30 ma un 25 e con una palpatina di culo è diventato un 30 che altrimenti non avrebbe mai preso. E molti a quel 30 aspirano. Ottenerlo senza studiare quando invece ti meriti un 25 fa comodo.

S’instaura quindi un rapporto di dare per avere: il professore fa il porco e regala il voto, la studentessa si fa palpare il culo e porta a casa l’esame gratis. Il professore è ricattato dalla studentessa perché se porta la registrazione al rettore quello viene licenziato, la studentessa è ricattata dal professore perché se salta fuori che quella à accettato un voto che non meritava concedendosi sessualmente la sua laurea può essere revocata.
Dare per avere con ricatto reciproco. Un perfetto equilibrio di poteri.

È questo il motivo per cui queste storie non escono, perché entrambi in questo rapporto ànno vantaggi e pagano un prezzo. Quindi rimangono in questo equilibrio.
Se la studentessa non à alcun tornaconto in questo rapporto di dare per avere l’equilibrio salta. Se il 30 se lo può prendere con le sue forze e non à alcun interesse a farsi palpare il culo allora denuncia il professore. Quello salta, la sua testa rotola, viene sostituito e la studentessa prende il suo meritato 30 con il sostituto.
Quando raccontate queste storie raccontate entrambe le parti del rapporto di dare per avere. Non solo il dare, anche l’avere.

3 Comments

  1. ava said:

    Oggi fantastico nuovo video di un mona che cerca di baciare a forza in bocca Salvini e lui si ritrae. tutti i mongoloprogressisti ad irridere il ministro quando invece , secondo me , è molestia sessuale. Se non siete d’accordo ditemelo che mi limono a forza la Boschi o la Carfagna alla prossima convention. Questo è progresso!

    PS ovviamente per tutte le teste d’uovo, non toccherei mai una donna non consenziente e l’ esempio è solo a fini dialettici. Ma tanto capite già netà di un cazzo , e quel che rimane lo ignorate per per ipocrisia.

    10 Maggio 2019
  2. kheimon said:

    La rottura dell’equilibrio di cui parli è dietro l’angolo: è sufficiente bandire a tappeto il cosiddetto “victim blaming” (di cui un lettore disattento potrebbe facilmente accusarti in questa sede) e decidere che si può punire solo chi ha chiesto i favori sessuali, in ogni caso, indipendentemente da se chi li ha forniti abbia ottenuto qualcosa in cambio a cui non aveva diritto.

    Da un lato penso “pazienza”: non sono uno di questi maiali e non occupo posizioni di potere, quindi la cosa non mi riguarda. Dall’altro, mi domando se punire sempre e solo chi chiede e ottiene favori sessuali — e non chi li eroga — non possa fare da potente “moral hazard”: col vento che tirerà da qui a qualche anno, una ragazza dalle intenzioni non limpide potrà facilmente individuare uno di questi porconi, completare uno scambio con l’idea di trarne vantaggio a detrimento della comunità, e poi raddoppiare la vincita denunciando le transazioni come “molestie”, il che aggiungerà ai vantaggi già ottenuti ulteriori forme di gratificazione.
    Ciò detto, penso comunque che il fatto che finalmente si stringa la morsa intorno ai molestatori e a chi traffica in favori sessuali sia uno degli aspetti positivi dei tempi che viviamo.

    10 Maggio 2019
  3. Mauro said:

    La toga in Italia non esiste per gli studenti (solo in celebrazioni ufficiali per i professori, ma “politicamente” ufficiali, gli esami di laurea non contano).
    Esiste solo nei paesi anglosassoni.
    Ergo… se una cosa del genere succede (e comunque non credo possa succedere), di certo non succede in Italia.
    Ma c’è gente che prende i film (film, non documentari) USA come documentari sull’Europa…

    11 Maggio 2019

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